lunedì, giugno 25, 2012

In bicicletta per via Carlo Marx

Riflessioni di un ciclista attento

di Armando Boccone


La causa che mi porta a percorrere in bicicletta via Carlo Marx è l’uso delle Poste di distribuire la corrispondenza nella prima parte della giornata. 

Fino a circa le tre e mezza di pomeriggio lavoro per cui, nel caso di lettera raccomandata, mi viene lasciato un avviso nella buca indicando ciò che dovrei ritirare, l’orario e il periodo. 

Viene indicato ovviamente anche l’ufficio postale in cui andare a ritirare la raccomandata: è l’ufficio postale delle Roveri, nella periferia est di Bologna. Ci vado in bicicletta e per arrivare all’ufficio indicato faccio un itinerario poco trafficato: per questo motivo percorro via Carlo Marx.

Qualche volta è capitato di andarci nel pomeriggio stesso in cui trovavo l’avviso in buca. Una volta arrivato allo sportello l’impiegato mi faceva osservare che, come indicato sull’avviso, si poteva ritirarla a partire dal mattino successivo.
Per dare un quadro più completo del problema devo anche dire che la bicicletta, alcune volte, è stata una concausa di questo problema.  

Il motivo è che uso molto la bicicletta per andare al lavoro e per altri spostamenti. Quando uso la bicicletta non faccio troppa attenzione al rosso dei semafori, al senso di marcia, ai sensi unici, ecc. 

Quando raramente uso la macchina succede che conservo le stesse usanze di quando uso la bicicletta… e allora nella buca delle lettere qualche volta ho trovato l’avviso delle Poste che mi invitavano a ritirare “Atti giuidiziari” al tale ufficio, nei tali orari e a partire dal tale giorno. 

Ovviamente la prima volta che trovai un tale avviso mi preoccupai e andai subito (pensavo che qualcuno mi avesse denunciato!!): bisognava invece andare a partire dal giorno dopo.. però l’impiegato mi disse subito (forse perché mi vide preoccupato),  che si trattava di una multa per infrazione stradale. Questa lunga introduzione è servita solamente per parlarvi di ciò che ho visto in via Carlo Marx...

In questa via ho notato un concentrato della situazione in cui versa l’attuale modello di sviluppo capitalistico.

Da un lato della via c’è una caserma dell’esercito abbandonata ormai da alcuni anni. Non è possibile entrarci ma i danni conseguenti all’abbandono sono evidenti. I muri esterni di cinta sono ormai occultati dalla vegetazione, il cortile interno della caserma sembra una foresta e davanti al cancello sono nati degli alberi. 

Al di là di ogni altra considerazione questo quadro fa notare la forza della natura di rigenerarsi e di riappropriarsi degli spazi che in precedenza le erano stati sottratti. Ricordo che durante una delle escursioni che facevo in montagna la guida disse che quando un terreno veniva abbandonato le prime piante che si diffondevano erano la rosa canina e il rovo. Nei terreni  abbandonati  nella città di Bologna invece sembra che siano  due particolari specie di albero (dovrebbero essere il pioppo e il carpino).


L’entrata della caserma è invasa da alberi nati spontaneamente (dovrebbero essere carpini)


La vegetazione ormai ha completamento coperto il mura di cinta e gli edifici interni della caserma


Considerando il modo in cui venivano fatti gli edifici una volta, con i muri spessi e di mattoni pieni (quindi con poca dispersione termica durante l’inverno e riparazione dal caldo durante l’estate) sarebbe stato opportuno che si fosse provveduto alla loro dismissione e al loro recupero. Si sarebbe usufruito di tutte le preesistenti infrastrutture  come gli allacciamenti elettrici, fognari, idraulici, del gas e quant’altro. Invece si continuano a costruire sempre più edifici anche se gli appartamenti non si riescono a vendere né ad affittare. 
 

Un altro esempio delle condizioni della caserma: l’altana per l’avvistamento (sulla sinistra in alto) è quasi completamente occultata mentre il primo edificio a destra “si è arreso senza condizioni alla vegetazione”

Dall’altro lato di Via Carlo Marx c’è appunto un caseggiato nuovo formato da due palazzine e, non so da quando, con i cartelli di “Vendesi” e “Affittasi”  appesi ai balconi.

Cartelli “Affittasi” e “Vendesi” sulla prima delle due palazzine

Controllo i vari numeri civici di cui si compongono le due palazzine. In una palazzina (a veder i nomi sui campanelli) gli appartamenti sono quasi tutti occupati ma nell’altra palazzina sono quasi tutti vuoti.
Queste palazzine danno l’impressione di essere di qualità e di essere state fatte con i dovuti criteri di risparmio energetico. Il tetto è interamente coperto da numerosi pannelli solari.
Probabilmente sarà per la difficoltà di vendere e affittare gli appartamenti che sarà stato abbandonato il cantiere a fianco dell’edificio, di cui si è detto poco sopra. È stata solamente scavata una grossa trincea (dove sarebbero venute le cantine e i garages). Chiedo ad alcune persone da quando tempo è stato iniziato quel nuovo cantiere. Una mi dice che quando è venuta ad abitare con la sua famiglia, a febbraio dell’anno scorso, quella trincea c’era già.

 La trincea scavata per la costruzione di una nuova palazzina

A un lato della trincea ci sono le componenti di una grossa gru ancora da montare. A una persona che si trova  a passare col cane chiedo informazioni. Mi dice che quella gru è stata trasportata là da pochi giorni spostandola dall’altro lato del caseggiato. Forse la ditta spera in una ripresa del settore delle costruzioni in seguito ai provvedimenti che saranno presi dal governo Monti.  

Però non mi sa mi sa dire niente di questo nuovo cantiere. “Tanto” mi dice, “io fra poco me ne vado a Cento (FE) e non mi interessa”. 

Non le dico che questa risposta non c’entra niente con la domanda che le avevo fatto. Chiedo a una signora che sta su un prato e gioca col nipotino. Non mi sa dire niente però in compenso non mi dice dove si trasferirà in futuro.
Sulla rete di recinzione c’è uno di quei cartelli che si mettono vicino ai cantieri e che indicano la data di inizio lavori, la ditta costruttrice, la data di fine lavori e altri informazioni. Sul cartello però non c’è nessuna informazione.


Questo cartello mette in evidenza a suo modo le prospettive del settore costruzioni

La grossa trincea scavata in questo piccolo cantiere (che probabilmente riguarderà  la costruzione di una palazzina) dà un'idea delle ferite che si apportano all’ambiente. 

Sarà probabilmente per il forte rallentamento nel settore delle costruzioni che da qualche tempo sento parlare sempre più raramente di evacuazioni di interi quartieri oppure interruzioni di strade o ferrovie o di aeroporti per consentire il disinnesco di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale.
Ho fatto una piccola ricerca sul web e ho notato come questi ordigni venivano sempre trovati in occasione di scavi per costruire edifici, strade, capannoni e altro. Le bombe di cinquecento libbre, che venivano sganciate durante la seconda guerra mondiale dagli aeri alleati da notevole altezza, alle volte non esplodevano e si conficcavano nel terreno. La natura provvedeva poi maggiormente a occultarle. 
Tutto questo in via Carlo Marx!
Questo filosofo, economista e sociologo tedesco dell’ottocento sembra suscitare nuovo interesse per le sue teorie relative allo sviluppo capitalistico, che offrono una spiegazione plausibile alla crisi in cui quasi tutto il mondo si trova negli ultimi anni.
Ovviamente è un caso che quella caserma abbandonata, quel caseggiato nuovo e con appartamenti invenduti e quel cantiere interrotto si trovino in via Carlo Marx.
Se si fossero trovati duecento metri più in la si sarebbero trovati … su viale Ilic Uljanov Lenin!!

1 commento:

Diego Marazza ha detto...

Ho letto con piacere e divertimento questo post. Se tutto questo accade in via Carlo Marx mi chiedevo cosa poteva succedere a Bologna in via Rockfeller o in via A.Smith, ma non sono riuscito a trovare molte vie dedicate a capitalisti o presunti tali