
"In tutto il mondo, per i soli bisogni di cucina, un milione di tonnellate di legna vanno in fumo ogni giorno, e due miliardi di persone hanno difficoltà nell'approvvigionamento di combustibile necessario per la preparazione dei loro pasti. Inoltre, la deforestazione provoca catastrofi ecologiche, come la desertificazione del Sahel e le inondazioni del Bangladesh [...]
Roger Bernard, "Cuisson solaire pour débutant", ed. Jouvence
Nell'immagine potete vedere il mio recente investimento culinario. Stimolato da un amico che ha viaggiato in Cina, nonchè da un post dell'ottimo Marco Pagani ho ravanato per qualche sera nel web per trovare quelli che sono, almeno secondo l'idea che mi sono fatto, i prodotti a miglior rapporto qualità-prezzo. Si tratta di un forno solare e di una cucina parabolica.
Devo ammettere che non è stato facile perchè ho trovato venditori papabili in Francia, Svizzera, Germania e Grecia; inoltre, ognuno aveva solo una parte del materiale di mio interesse, non tutti accettavano carte di credito, certi avevano alte spese di spedizione .... arghhh :-) alla fine ne ho setacciati un paio.
Considerando che si tratta di materiale di qualità medio-alta, e che ho speso intorno ai 250 € per articolo, mi ritengo soddisfatto. Realisticamente, la cucina solare oggi è ancora un tantino cara rispetto a quella tradizionale a gas (che mi pesa per meno di 100 € all'anno, per i soli usi culinari), tuttavia viste le possibili evoluzioni dei prezzi del metano e la passione per l'impatto "zero" non ci ho pensato più di tanto. Per la cronaca, sarebbe buona cosa riuscire ad acquistare i materiali direttamente presso i rivenditori, soprattutto se capita di un viaggiare da quelle parti, risparmiando ulteriori decine di euro.
Per una valutazione globale e senza pregiudizi occorre citare i fattori "contro": aleatorietà della performance (impossibile cucinare con cielo coperto e poco prima del tramonto) e scomodità (ci vuole un po' di spazio: un cortile o un balcone con un minimo di esposizione). Quindi, la diffusione di massa nelle metropoli occidentali, con palazzi e grattacieli è oggettivamente difficoltosa. Ma tra le tante cose che i combustibili fossili potrebbero cessare di garantirci, sarà proprio la comodità a buon mercato, quindi ci dovremo ingegnare.
L'efficienza di questi dispositivi solari li rende LA scelta d'elezione per contenere gli usi di altre energie nobili (biomasse, gas), dando loro delle chanches in più per l'autorinnovabilità.
Backup: per cucinare con luce scarsa e con clima freddo, la stufa a legna è perfetta: ci si scalda e si fa cena; per le giornate calde ma nuvolose, si può usare il classico fornello a gas.
Con un po' di organizzazione, la cucina solare potrebbe contribuire per un buon 50%.
Più avanti vi farò sapere se riesco a combinare qualcosa di commestibile ... :-) , e fornirò qualche dettaglio tecnico sulle apparecchiature. Chi fosse interessato ai modelli mi può scrivere (non li vendo io, quindi non ci guadagno!); inoltre, la rete è ricca di schemi per il fai-da-te, che sono essenzialmente forni in legno e riscaldatori (a bassissimo costo) costruiti con cartone & carta alluminata; conto di realizzarne un paio come "fornelli di supporto" ai due acquistati.
PS Grazie a Elisa per l'aiuto nel montaggio! La cucina parabolica per essere assemblata richiede un po' di pazienza, riservarsi una mattinata piena e la fidanzata :-)