Alzi la mano chi non si è mai chiesto, di fronte a sconcertanti dichiarazioni di un politico o di un manager, se "lo fa" o "lo è".
Ebbene, mi sto sempre più convincendo che "esserlo" sia uno stato termodinamico molto più stabile (dunque più probabile) che "farlo".
Ebbene, mi sto sempre più convincendo che "esserlo" sia uno stato termodinamico molto più stabile (dunque più probabile) che "farlo".
In campo legislativo, ignorare decreti, leggi, commi e postille è colposo: la legge "non ammette l'ignoranza" [a cosa serva poi conoscere asserti che violano il principio di non contraddizione solo Dio lo sa, anzi no, lui non ne può niente] .
Ignorare l'essenza profonda di problemi complessi e delle loro implicazioni, invece, non solo è ammesso ma è praticato diffusamente. Come dare torto, d'altronde occorre solo esercitare la nostra sensibilità, il nostro altruismo e studiare qualche oretta al giorno. Forse non è molto conveniente praticare questo "hobby"...
Dunque, siamo nel campo della non punibilità. Al massimo si può mettere in discussione l'intelligenza e l'etica di questa classe di ignoranti. Personalmente, mi ritengo ignorante ma di appartenere ad altre classi di ignoranza.
Dallo status di ignoranza, il passaggio all'ottimismo "sempre e comunque" è automatico. Questo spiega le facce sorridenti/ebeti di alcuni governatori e manager (non tutti fortunatamente!)
Chi non soffre di questo tipo di ignoranza, può benissimo avere un atteggiamento fiducioso, mantenendo un certo realismo e la "guardia alta" sui rischi che stiamo correndo.
Il termine "catastrofista" sta acquisendo un'accezione troppo riduttiva e viene sempre più utilizzato impropriamente dagli ignoranti di cui sopra, con il risultato di creare confusione e divisione.
Continuo a sperare che chi minimizza, sminuisce o deride gli avvertimenti di scienziati e studiosi viva (per scelta o per natura) nella sua orbita di ignoranza colposa. Sarebbe molto scoraggiante se esistessero persone in grado di cogliere la realtà profonda dei sistemi, e nel contempo di negarla pubblicamente.
PS Chiedo scusa agli asini per aver utilizzato uno stereotipo di cui essi sono vittima; non è escluso di questo passo che cedano lo scettro a razze più evolute :-)