giovedì, settembre 04, 2008

L'ignoranza crea ottimismo


Alzi la mano chi non si è mai chiesto, di fronte a sconcertanti dichiarazioni di un politico o di un manager, se "lo fa" o "lo è".
Ebbene, mi sto sempre più convincendo che "esserlo" sia uno stato termodinamico molto più stabile (dunque più probabile) che "farlo".

In campo legislativo, ignorare decreti, leggi, commi e postille è colposo: la legge "non ammette l'ignoranza" [a cosa serva poi conoscere asserti che violano il principio di non contraddizione solo Dio lo sa, anzi no, lui non ne può niente] .

Ignorare l'essenza profonda di problemi complessi e delle loro implicazioni, invece, non solo è ammesso ma è praticato diffusamente. Come dare torto, d'altronde occorre solo esercitare la nostra sensibilità, il nostro altruismo e studiare qualche oretta al giorno. Forse non è molto conveniente praticare questo "hobby"...

Dunque, siamo nel campo della non punibilità. Al massimo si può mettere in discussione l'intelligenza e l'etica di questa classe di ignoranti. Personalmente, mi ritengo ignorante ma di appartenere ad altre classi di ignoranza.

Dallo status di ignoranza, il passaggio all'ottimismo "sempre e comunque" è automatico. Questo spiega le facce sorridenti/ebeti di alcuni governatori e manager (non tutti fortunatamente!)
Chi non soffre di questo tipo di ignoranza, può benissimo avere un atteggiamento fiducioso, mantenendo un certo realismo e la "guardia alta" sui rischi che stiamo correndo.
Il termine "catastrofista" sta acquisendo un'accezione troppo riduttiva e viene sempre più utilizzato impropriamente dagli ignoranti di cui sopra, con il risultato di creare confusione e divisione.
Continuo a sperare che chi minimizza, sminuisce o deride gli avvertimenti di scienziati e studiosi viva (per scelta o per natura) nella sua orbita di ignoranza colposa. Sarebbe molto scoraggiante se esistessero persone in grado di cogliere la realtà profonda dei sistemi, e nel contempo di negarla pubblicamente.



PS Chiedo scusa agli asini per aver utilizzato uno stereotipo di cui essi sono vittima; non è escluso di questo passo che cedano lo scettro a razze più evolute :-)

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Frank: "Sarebbe molto scoraggiante se esistessero persone in grado di cogliere la realtà profonda dei sistemi, e nel contempo di negarla pubblicamente."

Ebbene, comincia pure a scoraggiarti e prendila come abitudine, ché quelle persone sono molto numerose. E anzi tanto più numerose quanto più si sale nelle scale gerarchiche.

mauriziodaniello ha detto...

La colpa NON è loro, ma purtroppo dei "tecnici" che li consigliano e "addestrano" di cosa dire/fare su cose che il poverino non conosce.

Il brutto è che il poverino detene una fede smisurata per "tecnico", del resto non può farne ad meno e non può capire il tapino neanche con tutta la sua buona volontà !

Sono convinto che Berlusconi porterebbe (sono di sinistra) il Paese in un era d'oro se non avesse del CAPRE (le capre mi scusino) attorno.
Altre si' son convinto che QUALSIASI politico (destra o sinistra) porterebbe il Paese in un era d'oro se non avesse del CAPRE (le capre mi scusino ancora) attorno.

Dunque loro "ci mettono la faccia" ma la colpa è di quei IGNORANTI che hanno attorno.

Per quelli, mi sembra assurdo che sparino cavolate salvo che non siano pagati da qualcuno per sparare balle !

Ciao

Frank Galvagno ha detto...

mah anonimo, bisogna vedere quanto effettivamente colgono.
Comunque, al peggio non c'è limite (dicono), quindi potresti anche avere ragione.

Maurizio lanci un argomento interessante. Purtroppo i politici mediamente studiano scienze politiche, giurisprudenza e comunicazione, cosa ne possono sapere di EROEI, transizioni energetiche, spartiacque entropici, e più sul pratico: isolamento e case passive, pianificazione territoriale, agricoltura e irrigazione, etc etc? Sostanzialmente, poco, tranne pochi illuminati tecnici.

Circondarsi di tecnici senza conoscere la tecnica è come circondarsi di musicisti senza conoscere la musica. Bello, ma di poco valore aggiunto.

Terenzio Longobardi ha detto...

In Italia c'è ormai un pregiudizio irrazionale che porta a identificare, in maniera rassicurante, il catastrofismo come sinonimo di allarmismo inattendibile. In altre parole i catastrofisti hanno sempre torto e gli ottimisti sempre ragione. E' un atteggiamento evidentemente irragionevole, perchè bisognerebbe distinguere tra catastrofismo ingiustificato e catastrofismo fondato su solide basi scientifiche. In questa seconda categoria fanno parte, ad esempio, gli scienziati de I limiti dello sviluppo, quelli dei cambiamenti climatici e quelli del picco del petrolio. Ma in un paese storicamente privo di cultura scientifica ben pochi sono quelli in grado di valutare queste differenze.

Anonimo ha detto...

Alla fine, questa non è altro che una tecnica di marketing applicata a regola d'arte in ambito sociale, per non far preoccupare nessuno e rendere tutto comunque gestibile. Chi ha le redini di tutto questo, gestisce un plagio sociale fuori dalla portata di qualsiasi bastian contrario, sia per entità di ignoranza propinata, sia come mezzi impiegati per farlo! Ragion per cui, che sia uno scienziato, dieci o cento, a dare man forte a teorie "reazionarie" ( catastrofiste ), non conta un emerito piffero!

Ciao a tutti Ceci

Pippolillo ha detto...

Oltre all'ignoranza diffusa, io sarei un po' più drastico.
L'influenza delle varie lobbies non conta nulla?
Un esempio. Si sciolgono i ghiacci al Polo Nord, bene! Così le navi potranno fare meno strada, si potranno creare altri pozzi per l'estrazione di gas e petrolio.
Meno male che c'è l'effetto serra!
Perché dovremmo fare di tutto per ridurlo?
L'avidità porta alla rovina.

Anonimo ha detto...

Ci sono tecnici e tecnici: i politici scelgono quei tecnici che gli dicono quello che vogliono sentirsi dire, per continuare a fare i loro interessi e quelli delle lobby. Tanti 'tecnici' in circolazione - ad esempio - hanno ricevuto ottimi finanziamenti dalla Exxon per negare il contributo antropico al global warming, perché non approfittarne? ;-)

Antonello ha detto...

I politici sono responsabili per la scelta dei loro tecnici-consiglieri, che in genere scelgono con il criterio della convenienza. Anche all'epoca della Bibbia c'erano i falsi profeti che erano persone molto più rispettate dalla "nobiltà di corte" di quelli veri.

Ignoranza? No! Corruzione!

den ha detto...

Maurizio, non sono assolutamente d'accordo. La tesi che i politici siano tutti saggi e razionali, ma mal consigliati, la trovo assurda.

In tutti gli argomenti sufficientemente maturi è abbastanza facile individuare un insieme di tesi accettate quasi unanimemente dagli addetti ai lavori, così come non è difficile trovare un insieme di personalità esperte (e riconosciute come tali) sugli stessi.

La prassi dei politici italiani è invece sposare le tesi a sentimento, abitudine e comodo, e solo dopo scegliere esperti (o presunti tali) che le stesse sorreggono - o son disposti a supportare dietro adeguato compenso.

Ma anche supponendo che così non vada, l'abilità fondamentale di un politico o amministratore è sapersi circondare di buoni consiglieri: chi è incapace in questo non dovrebbe decidere neppure per sè - figuriamoci per una nazione intera.

Anonimo ha detto...

Io e tutti quelli che non sono catastrofisti (io non sono neanche politico peraltro) e nutrono dubbi scientifici sulla teoria del global warming sono stato tacciati prima di "negazionisti" (insomma quasi nazisti) in un precedente post, e ora - leggo - anche di asini. Chi non la pensa come voi sono asini ignoranti e un po' nazisti? E' questo quello che pensa anche il prof. Bardi?

Ugo Bardi ha detto...

Caro anonimo,

ci hai appena dato una bella illustrazione di uno dei principi della retorica che dice "se non puoi criticare i fatti, critica l'atteggiamento".

Dacci la tua interpretazione delle cause del riscaldamento globale, e noi la valuteremo. Ma non cominciare subito con le insinuazioni; la parola "negazionista" è comunemente usata e nessuno qui la intende come equivalente a "nazista".

Frank Galvagno ha detto...

Nel ragionamento non ci sono implicazioni che conducono al nazismo, il passaggio è farina del tuo sacco caro anonimo :-)

Come farina del tuo sacco è sentirti chiamato in causa nel momento in cui si parla di "ignoranza" in senso generalizzato

L'appellativo "asino", se hai letto il post nella sua interezza, non è elargito a nessuno, non è nemmeno citato, si parla di stereotipi.

Anonimo ha detto...

Il post dice che chi non condivide gli allarmismi vive in un' "orbita di ignoranza colposa". A me sembra chiaro che si da degli asini (o di più: ignoranti colposi) a chi - come me - non condivide le teorie allarmiste del GW.
Ho già contribuito fattivamente alla discussione citando il rapporto di von Storch che evidenzia come non tutti i climatologi siano allarmisti. Altri articoli scientifici pro e contro vengono continuamente pubblicati (più quelli pro che quelli contro, lo ammetto, ma le cause sono diverse) e non serve che li citi, basta seguire la letteratura scientifica. In questo periodo, ad esempio, si discute molto sulla rideterminazione delle previsioni di aumento dei livelli dei mari (si veda il lavoro di Pfeffer su Science).
Proposte alternative? Che discorsi, si sa che l'unica sul tappeto è quelle correlata alle macchie solari, cioè alla radiazione solare. Si sa anche che molti calcoli sembrano escludere un suo ruolo decisivo ma altri studi sono comunque necessari.
Io penso semplicemente che il problema è molto complesso, che non esistono risposte univoche e che sarebbe meglio discutere in modo pacato senza dare dei negazionisti o ignoranti colposi a chi la pensa diversamente.

Anonimo ha detto...

Giusto. Se 300 dottori mi dicono che ho il cancro, ma il mio elettricista e il tabaccaio dicono che sono tutte balle, forse è meglio fare qualche altra visita, magari da un buon veterinario.
Prima di iniziare la cura, è meglio aspettare i nuovi risultati, e magari riunire i 300 dottori, l'elettricista, il tabaccaio e il veterinario a discuterne. Pacatamente.

Mi pare che le due fazioni siano qualitativamente e quantitativamente paragonabili.

Ma forse sono ignorante anch'io. niente di più probabile.

In ogni caso è meglio aspettare gli eventi!
Alla fine qualcuno avrà ragione.
Cosa si vince?

JAS

Frank Galvagno ha detto...

No, il post dice "chi minimizza, sminuisce o deride gli avvertimenti di scienziati e studiosi ..." , non chi non condivide.

Liquidare con una risatina da bar è cosa diversa dall'argomentare con modelli.
Non capisco tutta questa foga nel sentirti chiamato in causa, dato che poi alla fin fine nemmeno ti firmi :-)

Ricapitolando il discorso sul clima, visto che hai concentrato tutto lì: la climatologia è il regno della complessità, nessuno ha la verità in tasca, tuttavia alcuni trend e correlazioni hanno significatività statistica su scala 1 milione di anni.
Tutto il resto sono chiacchierate, che un po' va bene, dopodichè si sfocia nel trollismo.

paolo ha detto...

@ anonimo

Una lettura superficiale da parte di alcuni media ha erroneamente interpretato lo studio di Pfeffer su Science come un ridimensionamento delle stime precedenti:

The first paper to really try and assess the future limits on dynamic ice sheet loss appeared in Science this week. Pfeffer et al looked at the exit glaciers for Greenland and West Antarctica and made some back of the envelope calculations of how quickly the ice sheets could dynamically drain.

Good news: they rule out more than 2 meters of sea level coming from Greenland alone in the next century. This is however more than anyone has ever suggested and would be comparable to the amount that disappeared at the Eemian (125,000 years ago).

Bad news: they can't rule out up to 2 meters in total.

In summary, they estimate that including dynamic ice sheet processes gives projected SLR at 2100 somewhere in the 80 cm to 2 meter range, and suggest that 80 cm should be the 'default' value. This is remarkable in a number of ways - first, these are the highest estimates of sea level rise by 2100 that has been published in the literature to date, and secondly, while they don't take into account the full uncertainty in other aspects of sea level rise considered by IPCC, their numbers are significantly higher in any case. And this week the Dutch 'Delta Commission' published its estimate of sea level rise that the Dutch need to plan for (p111): 55 to 110 cm globally and a bit more for Holland, based on a large number of scientists' input.

Lest readers think this is no big deal, the estimates for the number of people who would be affected by 1 meter of sea level rise is more than 100 million - mainly in Asia. Of some recent relevance is the fact that the storm surge caused by Gustav in New Orleans was within 1 foot of the top of the levees. Another 3 ft caused by global sea level rise would have put a lot more water into the 'bowl'.


http://www.realclimate.org/index.php/archives/2008/09/how-much-will-sea-level-rise/