venerdì, settembre 19, 2008

Il prezzo più alto è quello che non ti puoi permettere di pagare

Molto spesso non si riesce a far capire che un prezzo basso del petrolio NON è necessariamente una cosa buona; specialmente se è parte delle folli oscillazioni che abbiamo visto negli ultimi mesi. Se il prezzo si abbassa bruscamente dopo essere salito a livelli stratosferici, come è successo ultimamente, vuol dire che il mercato non ce la fa a pagare i prezzi che dovrebbe pagare per mantenere la produzione ai livelli abituali. Gli investimenti calano, sia nel petrolio sia in tutti gli altri settori e l'economia entra in recessione. Così si spiegano gli ultimi eventi del mercato finanziario.

Questo post racconta di un convegno che si è svolto circa sei mesi fa. Illustra come molta gente abbia una visione molto limitata di tutta la complessità della situazione finanziaria e concentri tutta la sua attenzione solo su un numero, il prezzo del barile in quel particolare giorno, sempre sperando che sia basso e sempre credendo che più è basso più siamo contenti. Non è così semplice, come abbiamo visto in questi giorni.



Siamo nella sala conferenze di un albergo di lusso in campagna. Dalle ampie finestre, si vedono i vigneti; è una zona dove si fa uno spumante che rivaleggia lo Champagne francese. La sera prima, ci hanno anche portato ad assaggiarlo (è dura la vita del conferenziere!)

Ci sono ospiti stranieri, c'è anche la traduzione simultanea. Seduti in platea ci sono persone dall'aspetto molto professionale. Signore in tailleur rigorosamente grigio o nero, signori in abito intero, rigato o grigio. La conferenza è sulle materie prime. Si parla parecchio di alluminio, ma anche di altri metalli. I conferenzieri parlano in inglese o in italiano. Chiaramente sono professionisti e dirigenti di alto livello.

Quando tocca a me, parto abbastanza da lontano. Faccio vedere il lavoro sulle materie prime che ho fatto insieme a Marco Pagani. I picchi di molti metalli importanti, come l'allumino, spiego, non sembrano imminenti. In effetti, la materia prima da cui si fa l'allumino, la bauxite, è molto abbondante. Tuttavia, continuo, la produzione di alluminio sarà fortemente influenzata dalla disponibilità di energia - produrre alluminio è un processo energivoro.

A questo punto, mi lancio a spiegare la questione del picco del petrolio. Parlo delle riserve, della dinamica della produzione, della teoria di Hubbert. Spiego come il meccanismo della domanda e dell'offerta generi forti oscillazioni nei prezzi. Dico che la tendenza alla crescita continuerà ancora, ma che vedremo a non lunga scadenza un crollo del prezzo del petrolio dovuto alla distruzione della domanda.

Da li', spiego come la distruzione della domanda porti come conseguenza una distruzione dell'offerta. Questo genera quello che si chiama recessione. Quella che ci aspetta, dico, sarà una recessione dura; potrebbe somigliare al 1929 ma potrebbe essere anche peggiore. Vedremo il crollo delle borse e la sparizione di certe attività che ci sembravano normali ma che, nel futuro, non potranno esistere, le compagnie aree, per esempio. Anche la metallurgia ne soffrirà. Il prezzo più alto, dico, è quello che non ti puoi permettere di pagare.

Mi fermo. Rimango un attimo interdetto. Non ho per caso esagerato? Forse è ancora un po' l'effetto dello spumante della sera prima, ma mi sono lasciato andare a parlare di recessione, crisi del 29, crollo delle borse, collasso economico, eccetera. Mi guardo intorno; tutte le cravatte e i vestiti rigati davanti a me mi fanno un po' impressione. Ma non mi pare di aver fatto un errore. Quelli seduti nelle prime file mi guardano interessatissimi e non sembrano aver perduto una parola di quello che ho detto. Concludo rapidamente la mia presentazione e ricevo un applauso di quelli che, ormai, riconosco come spontanei, non solo formali.

Più tardi, mi ritrovo a chiaccherare con il chairman della sessione mentre ho un bicchiere di spumante e una tartina al salmone in mano (sempre dura la vita del conferenziere!). Mi dice, "La sua conferenza è piaciuta molto, me lo hanno detto tutti." "Grazie," rispondo, "ma non vorrei essere stato un po' pessimista..." "Pessimista? Beh, sa, in effetti le cose che ha detto erano un po' preoccupanti, ma poi mi sono ricordato che ha anche detto che il prezzo del petrolio si sarebbe abbassato. E allora mi sono tranquillizzato"




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5 commenti:

Anonimo ha detto...

....da leggere oggi ONCE WE WERE BANKERS di Eugenio Benetazzo su www.comedonchisciotte.org

Maria

Claudio Erba ha detto...

Ma il Chairman ve lo ha mandato la Metis? ;-)

Bel post!
Ciao
Cla

paolomot ha detto...

Vorrei segnalare un post di Debora che parla che le compagnie russe ci stanno rimettendo: http://petrolio.blogosfere.it/2008/09/le-compagnie-russe-ci-rimettono.html

Inoltre ahime la gente si dimentica spesso di ciò che si è detto prima, oltre al suo esempio: se tempo fa i 100$/b erano prezzi altissimi, adesso sembra(ascoltando la gente e tg) come se te lo regalassero come caramelle....

Debora ha detto...

Ma LOLLISSIMO, Ugo!!!!!!
:D

debbi

den ha detto...

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire