martedì, settembre 02, 2008

Questa è una bottiglia di plastica: cosa ne dobbiamo fare?



Questa che vedete qui è una normale bottiglia di plastica usata, di quelle che fanno parte di quella cosa che chiamiamo "rifiuti" e che ci da tanti grattacapi ultimamente. Cosa ne dobbiamo fare? Bruciarla? Riutilizzarla? Riciclarla, o seppelirla in una di quelle grandi buche che chiamiamo "discariche"? Sembra che non riusciamo a deciderci, quindi proviamo a farci sopra un po' di conti. Faremo dei conti molto approssimati, non prendeteli per essere esatti. Ma ci serviranno per avere un'idea di quello che possiamo fare.

Per prima cosa, consideriamo quanto costa fabbricare una di queste bottiglie. Come sapete (o dovreste sapere) la plastica si fa dal petrolio, o comunque da combustibili fossili come il gas naturale. Qui, per semplicità, supporremo che sia fatta tutta dal petrolio. La bottiglia è fatta di PET (poli-etilene tereftalato) mentre il tappo è di polietilene, ma cambia poco in quanto alla necessità della materia prima di partenza.

Allora, considerando che la resa di reazione non è mai il 100%, per fare una tonnellata di plastica ci vuole perlomeno una tonnellata e mezzo di petrolio. Ai prezzi attuali (diciamo 100 dollari al barile, che è meno del valore di oggi), una tonnellata di petrolio costa circa 500 euro. Una tonnellata e mezzo deve costare almeno 800 Euro. Possiamo anche misurare il costo di quella tonnellata in unità di energia dicendo che ci si potrebbe fare energia elettrica con una resa di circa il 30%. Sappiamo che una tonnellata di petrolio contiene energia per circa 11 MWh, quindi ci potremmo fare circa 3MWh.

Questi sono i dati. Allora, cosa fare di questa bottiglia di plastica? Abbiamo detto che ci sono quattro possibilità 1) riutilizzarla, 2) riciclarla, 3) bruciarla, 4) buttarla in discarica. Vediamo di esaminare questi metodi uno per uno.

1. Prima ipotesi, supponiamo di riutilizzare la bottiglia. Ci diamo un'occhiata per vedere se è ancora buona, una lavata e via di nuovo in ciclo. Lo si fa comunemente in Germania. Costo totale? Praticamente solo quello del trasporto. E' difficile valutarlo esattamente, ma se ci rifacciamo ai dati per gli inceneritori, vediamo che l'energia necessaria per trasportare la bottiglia in su e in giù è piccolo rispetto all'energia contenuta nel materiale. Per quello che ci serve qui, lo possiamo trascurare, anche perchè qualunque cosa si faccia, le bottiglie dovranno essere comunque trasportate da qualche parte. Semmai, dobbiamo tener conto del fatto che non tutte le bottiglie saranno riutilizzabili. Una certa frazione la dobbiamo buttar via perchè è bucata, deformata o troppo sciupata. Ammettiamo che sia il 10%. Questo vuol dire che dovremo ri-sintetizzare dal petrolio 100 Kg di PET o polietilene per ogni tonnellata di bottiglie o tappi in ogni ciclo di riutilizzo. Questo ci costerà circa 50 euro e 0.1 MWh.

2. Proviamo ora a pensare a riciclare la bottiglia e il tappo. Questo vuol dire separarli, sminuzzarli, e rifonderli per ottenere nuovo PET e nuovo polietilene. Se cerchiamo dei valori monetari, vediamo che, al momento, i tappi separati si possono vendere ai riciclatori per circa 180 euro alla tonnellata. Ma il valore di mercato del polietilene di recupero è maggiore: almeno 300-400 Euro alla tonnellata. E' comunque un buon affare per chi fa tappi usare politilene di recupero dato che, come abbiamo visto, costa sempre meno del petrolio. In effetti, si sa che le ditte che fanno manufatti di plastica sono affamate di plastica di recupero e non riescono a trovarne a sufficienza sul mercato.

In termini energetici, i costi del riciclaggio sono la somma del costo di trasporto e quello di processo. Per il trasporto, abbiamo detto che non sono molto grandi. Per il processo non ho trovato dati completi. Si sa che la fusione di una tonnellata di polietilene richiede circa 150 MJ, ovvero circa 50 kWh. Ammettiamo di raddoppiarlo per tener conto degli altri costi (sminuzzamento, eccetera). Raddoppiamolo ancora per tener conto del fatto che la resa non potrà essere il 100%. Il risultato è 200 kWh (0.2 MWh) per tonnellata. E' comunque molto poco rispetto a quello che costa risintetizzare. Riciclare è un ottimo affare.

3. Vediamo ora l'ipotesi di bruciare bottiglia e tappo. In un inceneritore con recupero energetico, possiamo ottenere energia elettrica con una resa di circa il 15% (questo è il dato che si evince dal sito del CEWEP). Questo vuol dire che da una tonnellata di plastica possiamo ottenere circa 1.5 MWh, il che vale circa 150 euro ai prezzi di mercato. Ma, attenzione, nel fare questa operazione abbiamo distrutto la bottiglia e il suo tappo. Questo vuol dire che da qualche parte qualcuno dovrà risintetizzare tappo e bottiglia con i costi energetici e monetari che abbiamo visto prima, ovvero circa 3 MWh e 800 eur per ton. Il bilancio finale è il costo meno i ricavi, ovvero dobbiamo spendere circa 1.5 MWh e 650 Eur per tonnellata nel totale del processo.

4. Per finire, pensiamo di buttare semplicemente la bottiglia in discarica. Questo costa molto poco, solo le spese di portarcela ma, come per gli inceneritori, bisogna che qualcuno sintetizzi una bottiglia nuova, e questo costa in termini di energia e di petrolio circa 3 MWh e 800 Euro per tonnellata. Questo trascura il guadagno energetico che può arrivare da bruciare i gas di discarica, ma questo recupero è piccolo per cui lo possiamo sostanzialmente trascurare.

Ora, siamo in grado di concludere e fare una graduatoria.


Metodo - costo energetico/ton(MWh) - costo monetario/ton (Eur)

Riusare - 0.1 - 50

Riciclare - 0.2 - 300-400
Incenerire - 1.5 - 650
Seppellire - 3 - 800

Ripeto che sono conti fatti in soldoni, solo per dare un ordine di grandezza. Se volete dei conti completi, bisogna fare degli studi completi. C'è chi li ha fatti, cercate per esempio il nome del prof Ulgiati su internet e troverete i suoi interessantissimi lavori fatti sulla base della metodologia detta LCA (life cycle analysis). Sono cose un po' toste da digerire; ma le conclusioni di Ulgiati e degli altri che hanno lavorato in dettaglio su queste cose sono le stesse alle quali siamo arrivati qui lavorando di accetta.

Ovvero, la cosa migliore è riusare, la peggiore è buttare in discarica. Fra riciclare e incenerire (anche con il recupero energetico), il riciclo la vince alla grande.

Allora, perché si ricicla così poco e non si recupera quasi niente? Beh, ci sono due motivi: il primo è dovuto alle sovvenzioni statali che alzano artificialmente le rese economiche dell'energia ottenuta dall'incenerimento. Un altro, più sostanziale ha a che vedere con i costi di separazione. I rifiuti sono una massa indistinta che contiene un po' di tutto e va a finire che se si considerano i costi di separarli per bene, può convenire in termini monetari di buttarli in discarica o di incenerirli.

Però questo non cambia il fatto che se potessimo separare i rifiuti a basso costo, riusare e riciclare sarebbero cose estremamente convenienti per tutta la società, che così risparmierebbe energia e soldi. E' per questo che ci chiedono di separare i rifiuti all'origine: al cittadino costa poco mettere le bottiglie dentro la campana apposita; molto meno di quanto non costerebbe separarli con delle apposite macchine a partire dalla massa dei rifiuti indifferenziati e puzzolenti.

Purtroppo, nella pratica, alla maggior parte della gente fa fatica separare i rifiuti. Nella media, solo il 30% circa di quello che si potrebbe differenziare viene differenziato. In più, c'è il fenomeno del "conferimento improprio" che fa si che se qualche imbecille butta - che so - un barattolo di vernice aperto dentro la campana della plastica, rovina tutto.

Oggi, si sta facendo strada l'idea che per ottenere la separazione all'origine, bisogna incentivare monetariamente chi la fa. I vecchi cassonetti pubblici per la raccolta differenziata non sono in grado di fare una cosa del genere e dovranno essere eliminati. La raccolta porta a porta è un sistema molto migliore, soprattutto se si usa il sistema cosiddetto "puntuale", ovvero più il cittadino separa, meno paga, o - addirittura - incassa qualcosa.

L'altro modo è di incoraggiare il recupero delle materie seconde preziose (per esempio tappi di polietilene e bottiglie di PET) da parte delle fascie sociali più deboli e al momento in gravi difficoltà economiche. Qui, si paga direttamente e in moneta sonante chi conferisce rifiuto già differenziato ad appositi centri di raccolta. Con questa attività, nessuno può diventare ricco, ma può aiutare chi non riesce più a mettere insieme pranzo e cena dalla pensione o dal cococo.

Queste cose si fanno comunemente in Germania. In Italia, purtroppo, sembra che siano delle eresie. Da noi, chi propone riciclaggio e riuso viene spesso preso in giro come se fosse un povero folle. Evidentemente, chi si fa queste crasse risate non è mai stato in Germania e non ha mai fatto un conto LCA. Sono dei begli ignoranti, eppure la gestione dei rifiuti in Italia è in mano anche a gente del genere. Non scherzo, me ne è capitato uno a un convegno che era convinto che l'incenerimento produce energia "rinnovabile". Parlandoci, è venuto fuori che non sapeva nemmeno che la plastica si fa dal petrolio. Non sono tutti così, per fortuna, anzi, ci sono tantissimi operatori che sono intelligenti, preparati e fanno del loro meglio per andare nella giusta direzione. Purtroppo, però, ci vorrà molto tempo per far capire capire a tutti come stanno le cose e raddrizzare un sistema di gestione dei rifiuti che sembra studiato apposta per massimizzare i costi e di annullare i benefici.

27 commenti:

Ricambi Originali ha detto...

Nel 1993, in Germania (ex est), nella birreria chiedevano 1 marco in piu' ad ogni birra/bibita, che ti restituivano se riportavi bicchiere o bottiglia.
Nel 1996, in Danimarca, supermercati e locali mettevano costi aggiuntivi sulle bottiglie di vetro e di PET, restituiti in contanti.
In quegli anni, in Italia si eliminava definitivamente il vuoto a perdere.

paolomot ha detto...

Quoto in pieno l'articolo di Ugo.
Dopo riusare,riciclare bisognerebbe anche ridurre; ma questo è un'altro discorso.
Ciò che mi fa arriabbiare, oltre al fatto che in Italia si ricicla poco: ammettiamo che tu metti nel sacchetto della raccolta differenziata della plastica il 100% della plastica riciclabile; in realtà non si ricicla tutto il 100% ma meno perchè gli inceneritori devono lavorare sopra un certa temperatura(per motivi tecnici) e a volte scende di temperatura. Qunidi cosa fanno??? prendono un po' di plastica che tu hai mandato al riciclio e la bruciano.....

Tu fai fatica a separare e dopo loro se ne fregano e ne bruciano un po' perchè l'inceneritore ne ha bisogno: non si potrebbero vietare gl inceneritori?????????????

Pippolillo ha detto...

Risolvere il problema definitivamente: smetterla di comprare l'acqua in bottiglia e bere quella del rubinetto?

Per quanto riguarda il riciclo, per fortuna vi sono consorzi di comuni virtuosi e imprenditori che ne hanno fatto una professione anche redditizia.
Vedi il Centro Riciclo di Vedelago (www.centroriciclo.com).
Qui un breve video (http://video.google.it/videoplay?docid=6097549927226779875&vt=lf&hl=it), qui un video più lungo con anche una visita all'impianto (http://video.google.it/videoplay?docid=8835908825704774157&hl=it).

mauriziodaniello ha detto...

I costi della SALUTE alla comunità ?
X => danno.

Riusare - X
Riciclare - XX
Incenerire - XXXX
Seppellire - XXXXX

La spiegazione è logica, dunque la ometto per brevità, ma si evince che le nostre TASSE sarebbero enormemente minori più quelle "X" siano il meno possibile.

Ciao

Marco Pagani ha detto...

Interessante analisi sui futuri possibili delle bottiglie.
Tuttavia concordo con Paolomot e Pippolillo; occorre anche aggiungere l'opzione zero che è "non fare uso della bottiglia". Non è una battuta zen. Nel caso dell'acqua è evidente che è possibile bere l'acqua pubblica invece di smuovere milioni di bottiglie per l'Italia e l'Europa (quando le bottiglie sono piene il costo del trasporto non è trascurabile).
Per altri liquidi (vino, birra, olio, latte, ecc) sarebbero preferibili contenitori di vetro o plastica più pesante (costa un po' di più, ma permette un riuso maggiore) con riuso o attraverso la vendita alla spina o il vuoto a rendere.

Anonimo ha detto...

Ugo,
c'è una piccola imprecisione nella denominazione del materiale: si chiama polietilene tereftalato. Serve per fare bottiglie atte a contenere bevande gassate. Per le bevande non gassate si usa il PVC (polivinilcloruro).
Ciao
Armando

paolomot ha detto...

@ anonimo: no anche per le bevande non gasate si usa comunque il PET, poichè il PVC è molto tossico e si sta tentando di usarlo il meno possibile.

Ugo Bardi ha detto...

Grazie, Armando. C'era un errore, effettivamente.

Anonimo ha detto...

10 e lode al magnifico Ugo Bardi.
Ugo Bardi presidente.

Peccato però che informazione e grandi professori universitari insegnino esattamente il contrario, forse (ma non si dica!) perchè pecunia non olet.

La gente rimane in mezzo alla confusione e fa quello che gli è più comodo.

Il meraviglioso guru della scienza che il fato ci ha donato, il grande e autorevole Franco Battaglia (ma non è l'unico che ho sentito) ha cosi illuminato i suoi studenti e lettori:

"Dovete sapere che il modo più rapido, più economico e più rispettoso dell'ambiente di smaltire i Rsu è l'incenerimento, possibilmente accoppiato alla produzione d'energia.
Il modo più bischero è quello della raccolta differenziata; bischerrima all'ennesima potenza, poi, è la cosiddetta raccolta porta-a-porta, che altro non è che la raccolta differenziata spinta fino all'esasperazione.
Che la raccolta differenziata sia una cosa bischera è semplice da capire. Innanzitutto, con essa non si smaltiscono i rifiuti ma li si separa. L'idea sarebbe di riciclarli. Il condizionale non lo uso a caso. Infatti, il limite della produzione di riciclo è quello di mercato: a che pro un riciclo spinto, ad esempio, del vetro o della carta se poi il mercato del vetro scuro (che è il vetro che si può produrre dalla raccolta differenziata del vetro) o della carta riciclata è limitato? Che cosa succede al vetro e alla carta riciclati che rimangono invenduti? Vanno a finire il primo in discarica e la seconda bruciata negli inceneritori. Tanto valeva portarcela prima.
Stare un mese sotto un inceneritore è come stare un quarto d'ora in via del Tritone a Roma.
Vorrei poter spiegare anche che la diossina a piccole dosi fa bene: magari un'altra volta.
In conclusione, se fatto operare in condizioni di efficienza, un moderno inceneritore svolgerebbe in modo egregio la sua funzione. Che è quella di salvaguardare l'ambiente.
La raccolta differenziata viene sì fatta in tutti questi Paesi, ma più che altro per dare soddisfazione al querulo verdume ambientalista (che è, esso, mettiamocelo bene in mente, la vera ecomafia) il cui motto sembra essere, nel settore energetico, dei rifiuti o di qualunque altro settore vi viene in mente: “raggiungere il minimo dei risultati col massimo dei costi”.
Come scrissi, il limite sensato della raccolta differenziata è quello di mercato del prodotto di riciclo.
Produrre carta riciclata, ad esempio, è già di per sé un processo altamente inquinante (si pensi ai processi di disinchiostrazione e di smaltimento dei relativi fanghi); ma diventa economicamente disastroso se poi chi la produce è costretto a bruciarne le eccedenze o a esportarla gratis o addirittura pagando (come accadde qualche anno fa in Germania coi Verdi al governo).
In Italia, oltre la metà della plastica riciclata va a finire nell’inceneritore, per cui un comportamento ecologicamente virtuoso non è curarsi di differenziarla (come religiosamente fa mia moglie) ma rifiutarsi di farlo (come faccio io)."


In questo modo, in 4 minuti, ha vanificato gli sforzi di anni per convincere l'Italia a diventare un paese migliore e civile. Ma pecunia non olet.
Una consolazione: nemmeno la moglie di Battaglia lo ascolta. Povera donna.

JAS

Alessandro ha detto...

Post davvero perfetto ed efficace.
Andrebbe divulgato nelle scuole medie inferiori perchè spiegato meglio di così non penso che si possa fare.

Riguardo gli inceneritori, leggete questa notizia su Pietrasanta:
http://campibisenzio.wordpress.com/2008/08/27/l%e2%80%99inceneritore-di-pietrasanta-lu-emette-diossina-gestore-veolia-sotto-inchiesta-per-aver-%e2%80%9ctruccato%e2%80%9d-il-software-dei-controlli-la-magistratura-apre-uninchiesta/

Anonimo ha detto...

Il Prof. Battaglia si autoconferma....

Complimenti per l'articolo perché da un ampio spettro di riflessione.
Faccio notare che la Germania ha iniziato molto prima la raccolta differenziata ma anche sulla base di una situazione maggiormente degenerata. Eravamo (sono tedesca) molto di più influenzati da una logica consumistica americana quindi l'opporsi a queste forme devastanti si aggiungeva già in certe forme di proteste in parallelo a quelle politiche del 68 e dopo. I Verdi come movimento sono nati molto prima - in primo luogo per le devastazioni urbane ma anche la lotta contro il nucleare. Il concetto del Small is Beautiful era seguito a una molto più estesa agricoltura intensiva con tutte le sue conseguenze e una trasformazione urbana con grossi centri commerciali in periferia e morte nei centri abitati.
L'Italia sta seguendo questo svillupo. Nel frattempo in Germania c' è una controtendenza - in parte anche arrichita e stimolata dalle forte presenza di stranieri ( italiani,spagnoli,portoghesi,turchi...) che hanno introdotto una loro logica di vita.
L'insieme di svillupi ha sensibilizzato sulla questione dei rifiuti. C' è anche il fatto che la mentalità tedesca considera lo stato meno estraneo e le decisioni del governo sono più facilmente introdotti.
C' è il fatto anche che ci sia una base più vasta di scienziati,intellettuali a discutere ed avere ascolto. In Italia c'è Beppe Grillo a introdurre nei suoi performance certi argomenti - anche quello della spazzatura. Mancano discussioni come presente su questo Blog e in conseguenza la presa di coscienza. Al posto della coscienza arrivano le multe - come a Firenze. Non è una buona cosa.
Sul discorso del acqua stessa - da rubinetto o sorgente ci sarebbero tante cose da dire. Acqua chimicamente pura sotto un ristretto punto di osservazione rispetto a acqua di sorgente ... qui mi spingerei molto in là - ...troppo in questo momento.

Saluti Maria

den ha detto...

La carta da riciclo viene ottimamente utilizzata per produrre il cartone, che grazie ad un uso accorto sta progressivamente sostituendo i materiali sintetici nel packaging.

Ad esempio, chi oggi dovesse comprare un portatile HP si troverebbe non solo una confezione molto più piccola di un tempo, ma anche l'uso di cartone appositamente sagomato come ammortizzatore interno, al posto del classico e oramai prezioso polistirolo.

Quanto al vetro... su che base il nostro amicone afferma che quello scuro è inutile? Basta guardare le campane dei vetri (o i supermercati) per vedere che molto è quello tinto (bottiglie di vino e birra) e che comunque non c'è ragione per usare quello chiaro nei barattoli vari.

Questo senza contare che per anni le bottiglie sono state efficacemente riutilizzate senza essere fuse: si riportavano i vuoti al negozio, che li restituiva al fornitore, e ciò sfruttando efficientemente la catena di ritorno dei trasporti (il mezzo che porta i pieni riporta i vuoti, anzichè tornare scarico).

Insomma: certe sparate sono per chi è troppo giovane anagraficamente per aver visto un mondo più parco, e troppo vecchio mentalmente per anche solo concepire un cambiamento. Oppure, più semplicemente, per imbecilli che vogliono farsi notare.

pierino c. ha detto...

sono un imprenditore del settore del ricicaggio da 20 anni. ero giovane quando iniziai l'attivita'. purtroppo pur investendo nella formazione e educazione i risultati sono di crescita lenta per gli obbiettivi che bisogna raggiungere. li cittadini contribuiscono poco alla raccolta, trovono le scuse che poi tutto va a finire in discarica( non e' assolutamente vero in 20 anni abbiamo riciclato tutto senza nessun problema. Sono arrivato all'amara considerazione che bisogna applicare la carota con gli incendivi e il bastone con le sanzioni a chi non la fa'.
Purtroppo, poco applicabili con i politici che ci troviamo

Marco C ha detto...

Ciao

Marco C ha detto...

Scusate, il commento di prima mi è "scappato".

Quanto al riciclaggio: in Germania mi è capitato che, in occasione di un grande concerto all'aperto, dei bambini girassero tra i campeggi per ritirare le bottiglie di birra vuote e ricevessero una paghetta per ciascuna bottiglia.

Cosa ancora migliore, ciascuno riceveva 1 euro se riportava le bottiglie di birra all'ingresso dello spazio del concerto. Risultato? Non il solito prato devastato dai barbari, ma un prato pulito.

Corrado ha detto...

Questo post è davvero perfetto, e il brando del Battaglia riportato in uno dei commenti è altrettanto eccezionale (in senso negativo). Sono materiali utilissimi per la tavola rotonda sull'informazione ambientale cui parteciperò domani alla festa dell'ambiente del PD a Ferrara.

Ah, siete tutti invitati: qui le info
http://pontelagoscuro.pdferrara.it/files/2008/08/programma-festa-naz-dellambiente20ag.pdf

qui una discussione in corso:
http://pdobama.ning.com/forum/topic/show?id=2003916%3ATopic%3A66844

grazie

Anonimo ha detto...

per Corrado

sul mio commento con la citazione di F.B. :

la citazione è frutto di unione di varie affermazioni prese da almeno 2-3 articoli di FB. Cioè non è un articolo unico.
Ma non ho cambiato una virgola, come è facile andare a verificare.
Quindi usa pure le citazioni. Sono purtroppo vere ed esilaranti, se non fossero altamente dannose.

JAS

Ugo Bardi ha detto...

JAS, mi piacerebbe commentare il testo di battaglia direttamente sul blog; mi daresti un link alle sorgenti? Grazie

Anonimo ha detto...

Caro Ugo, infila la maschera antigas e vai su...
http://www.galileo2001.it/materiali/documenti/Franco_Battaglia/index.php

Attendo i commenti!

articoli:
9 gennaio 2008
16 maggio 2003
13 gennaio 2008


P.s. ho mandato a Galvagno un invito a leggere il blog che ho creato sulle perle migliori del personaggio.
Poichè è in costruzione, mi piacerebbe avere un vostro parere.

Anonimo ha detto...

http://www.galileo2001.it/materiali/documenti/
Franco_Battaglia/index.php

il link giusto

JAS

Ugo Bardi ha detto...

Mandaci il link al blog!

Anonimo ha detto...

lo farò senz'altro! ma vista la mole di materiale, è ancora da sistemare, prima di renderlo disponibile...
Posso però autorizzare qualcuno
che mi dia qualche consiglio per metterlo a posto...
Io mi sono divertito.
basta scrivermi a battagliate@gmail.com

JAS

Anonimo ha detto...

e se ci impegnassimo anche ad usare il meno possibile le bottiglie in plastica? E' difficile, ma ci si può riuscire. Per il bene di chi verrà dopo di noi.
Chiara

Cristina ha detto...

Hola!

attualmente in Canada e Stati Uniti stanno prendendo provvedimenti per eliminare le bottiglie di platica, colpevoli di rilasciare sostanze tossiche nei liquidi.
Si stanno diffondendo rapidamente bottigliette in alluminio foderate internamente. Non sono convinta che anche questo materiale sia del tutto sicuro, infatti le associazioni dei consumatori chiedono dati scientifici certi.
Il vetro è al momento l'unico materiale sicuro al 100%, ma nella borsa non è pratico come una bottiglietta.
Gireremo col trolley?

Anonimo ha detto...

Scusate ma legalmente è possibile ripulire le bottglie e riutilizzarle? Ne sapete qualcosa? Perchè non lo fanno?

Ugo Bardi ha detto...

In germania è possibile rupulire le bottiglie e riusarle;l'ho visto fare. Qui, come minimo ti fucilano se soltanto lo proponi.Non è bello avere un governo che ti protegge così bene?

maria carmela ha detto...

Non sarò così informata come voi ma io faccio bene la raccolta differenziata perchè mi sembra un dovere civico nei confronti dei nostri figli e dell'ambiente, non uso quasi più le bottiglie di plastica ma ho comprato l'acqua nella bottiglia di vetro(Naturasì) che una volta finita riempio dal rubinetto e quindi la riuso, riuso e ancora riuso. Comunque si può riportare al supermercato e ti rimborsano o prendi altra acqua. Dico quasi non completamente perchè se compro aranciata, tè e quant'altro li trovo solo nelle bottiglie di plastica,, quanto mi piacerebbe la bottiglia di vetro anche per queste bibite! Riciclo anche i tappi, batterie e tutto quanto è riciclabile, l'ideale è tornare a uno stile di vita non eccessivamente consumistico,
come è il nostro attuale, tipo anni 70 con le galline in casa e l'orticello e così ridurremmo drasticamente i rifiuti. No consumismo, No plastica.