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lunedì, settembre 14, 2009

Il picco dei furtarelli - reloaded



Qualche tempo fa, avevo pubblicato un minipost, il "picco dei furtarelli" , in cui descrivevo la rapidissima incursione di ladruncoli sconosciuti in casa mia, con sottrazione di beni di scarso rilievo.

Ora, vi racconto un altro episodio. Un pomeriggio di inizio agosto sono andato in piscina, cosa che faccio con una certa frequenza nel periodo estivo. La piscina dista circa 3 chilometri da casa mia, non ci vado mai in auto apposta (preferendo la bici o una corsetta), però quando programmo la piscina in combinata con il ritorno dal lavoro, ci passo proprio davanti, quindi parcheggio la vettura nel piazzale fuori.

Tornando a quel pomeriggio dopo la nuotata, come potrete facilmente immaginare... faccio per aprire l'auto e lei... si chiude! Qualcuno aveva avuto la brillante idea di aprirla qualche minuto prima, facendo un intervento chirurgico sulla lamiera della porta lato guida. Un lavoro estremamente "professionale", fatto da gente che a seconda del modello sa perfettamente dove mettere le mani. Mi prendo anche parte della colpa, in quanto la borsa che mi hanno rubato (di scarso valore e senza cose particolari dentro, per fortuna) l'avevo nascosta alla bella e meglio dietro i sedili, confidando nei vetri oscurati, che han fatto quel che hanno potuto. Oltre alla borsa mi hanno pure preso 2 tendine parasole di scarsissimo valore, che risultano pure scomode da sottrarre (6 ventose da staccare...).

Non sono la prima nè unica vittima di questo fenomeno che si sta intensificando, in particolare nei dintorni della piscina; tuttavia, il peak oil sta impattando con una certa velocità sul tessuto sociale. I furtarelli ci sono sempre stati da decenni, ma stiamo osservando un aumento della "velocità di nucleazione", cioè della frequenza di osservazione di casi qua e là. A questo, possiamo anche aggiungere il problema della sovrapopolazione delle carceri; non voglio fare del qualunquismo e gridare "al lupo" per il gusto di farlo, tuttavia credo che un minimo di preparazione psicologica su quello che accadrà negli anni a venire sia bene averla.


[per chi fosse interessato, ri-linko un mio vecchio post]

mercoledì, ottobre 08, 2008

Il picco dei furtarelli (non abbiamo ancora visto niente)


Ieri ho fatto un salto alla casupola in collina. Da un po' volevo recuperare la motosega e altre cose: volevo toglierle dalla cantina per portarle in un luogo meno umido. Cerca e ricerca, la motosega non c'è più. Sparita!! E con lei, anche altri oggetti. Il tutto avrà un valore commerciale di 150, 200 € al massimo. I ladri, meno ambiziosi di Lupin e Gighen visto il target, hanno poi proseguito con un'altra casupola isolata, prima di dileguarsi.

Ora, non mi ritengo particolarmente sfortunato, tra l'altro i trafugatori non hanno neanche forzato le serrature in quanto con qualche acrobazia hanno raggiunto la finestra più "facile". Neanche mi importa sapere se sono italiani o no.

Quello che secondo me merita un pò di riflessione è il contesto. Furtarelli come questi ce ne sono sempre stati. Tuttavia, la casupola è collocata a 400 m di dislivello dal primo paesino, con strada stretta in mezzo ai boschi. Il cortile è cieco e a un ladro non conviene andare con un furgone, le poche case "vicine" (a qualche centinaio di metri) vedono tutto!
A piedi ci vuole quasi 1 ora di cammino a pendenza media del 12%, inoltre già si sa che non si farà chissà quale bottino. Per questo, nessuno aveva mai segnalato furti in 30 anni. Finora.
Il picco del petrolio rende però interessanti anche piccole refurtive, in posti scomodi da raggiungere. Poco ma sicuro, e di questi tempi tutto fa brodo... immediato il paragone con l'EROEI calante, gli scisti bituminosi e compagnia bella.

Molto post picco, no? Ma non abbiamo ancora visto niente.