mercoledì, luglio 21, 2010

Petrolio: sembra confermato il picco nel 2008


Gli ultimi dati sulla produzione petrolifera, da Rembrandt Koppelaar (cliccare per ingrandire)


Gli ultimi dati sulla produzione petrolifera sembrano confermare che il picco del petrolio, inteso come picco di produzione di energia fossile, è stato nel 2008. La tendenza all'aumento della produzione che era iniziata nel 2009 si è interrotta ben prima di raggiungere di nuovo il massimo di quasi 88 milioni di barili al giorno che si era visto nel Luglio del 2008. 

La tendenza è ancora più evidente se guardiamo i dati depurati dai biocombustibili (figura a destra). E' sensato non considerare i biocombustibili perché si tratta principalmente di bioetanolo prodotto con sussidi sia finanziari sia energetici. In sostanza, per fare bioetanolo bisogna consumare quasi altrettanta energia dai fossili di quanta poi se ne ricava (e, secondo alcuni, un po' di più). Quindi, i biocombustibili sono una perdita netta e non andrebbero contati.

Rimane da discutere l'ultimo dato dell'IEA, che indica che la capacità produttiva mondiale è in aumento, nonostante la stasi della produzione. Questo dato va preso con molta cautela: i dati sulla produzione sono reali e verificabili, quelli sulla "produttività" molto meno. Ma è probabile, in effetti, che esista una certa capacità produttiva che non viene sfruttata. E' tutto parte del gioco della domanda e dell'offerta che fa si che ci si mantenga su questo equilibrio precario di stasi produttiva. In effetti, non inizieremo la discesa fino a che non avremo esaurito questo divario fra capacità produttiva e produzione.

4 commenti:

Valdo ha detto...

Se è come dice lei prof. Bardi dovremo vedere nei prossimi due-cinque anni i primi risultati e cioè una discesa un po' più brusca della disponibilità di energia procapite (diminuzione della produzione e aumento della popolazione). Questo in teoria dovrebbe portare a un incremento dei prezzi e all'utilizzo di altre risorse fossili: gas e carbone in maniera crescente anche per i trasporti e non solo. Quanti anni potremo avere davanti prima di vedere razionamento e recessione senza tirare in ballo gli scenari di Olduvai? Dieci, venti? Oppure siamo troppo ottimisti? Certamente ritengo che la vita personale e i modi di consumare vadano rivisti per prepararsi ai problemi che inevitabilmente verranno. I nostri figli abituati al benessere e all'abbondanza sapranno mai abituarsi alla realtà che inevitabilmente arriverà?
VALDO

Pinnettu ha detto...

Se però considerimo i dati su base annua anzichè mensile si nota una situazione leggermente diversa:

Questi sono i dati sulla produzione forniti dall'EIA (quindi depurati dai bioconbustibili):

2007 --- 84.500 milioni b/g
2008 --- 85,429
2009 --- 84,240
2010 --- 86,007

Il dato del 2010 è ovviamente tendenziale, essendo la media dei primi mesi dell'anno, però mostra una chiara possibilità che il 2010 si chiuda con una produzione superiore a quella del 2008.

Non è neppure da escludere che nel 2011 si arrivi ad un ulteriore nuovo record.

A favore di un possibile nuovo aumento giocano almeno tre fattori:

1. La spare capacity della Arabia Saudita. E' possibilissimo che i sauditi siano in grado di immettere sul mercato almeno un altro milione di b/g di greggio.

2. La produzione irakena.

3. La produzione USA. Nonostante il paese sia in pieno post peak, negli ultimi due anni ha portato la sua produzione da 8,5 milioni di b/g agli attuali 9,4.

Resta comunque il fatto che l'ipotesi più plausibile sia quella di un plateau che continua ancora per qualche anno. Credo che l'inizio della fase calante della produzione non arriverà prima del 2014-2015.

roberto ha detto...

noi tutti ci chiediamo quando? nessuno si chiede se. e' cosi' triste stare a guardare senza vedere una alternativa concreta.

chezrai ha detto...

Io aggiungerei anche Kashagan tra le nuove produzioni possibili, prima o poi la produzione partirà, e quando lo farà sarà subito al massimo (i pozzi sono stati già perforati e sono pronti a produrre).
Personalmente non credo che si sia arrivati al picco, è solo una sensazione, ma credo che si possa arrivare ai 90 milioni di barili/giorno nel giro di quattro/cinque anni, poi il declino sarà inevitabile.
Anacho