sabato, settembre 18, 2010

Amenità nucleari

Ieri il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha dichiarato in maniera perentoria ma criptica: “Noi non abbiamo il nucleare, le altre economie con cui competiamo lo hanno. Se avessimo il nucleare, avremmo un pil diverso, sarebbe più facile crescere come gli altri paesi”. Questa sentenza non è minimamente motivata, ma sembrerebbe che l’arguto Ministro deduca l’assioma dal fatto che i paesi come la Germania che hanno ancora alcune centrali nucleari sul proprio territorio, crescano economicamente più dell’Italia. Se il sillogismo fosse valido, ne potremmo persino dedurre che per crescere, l’Italia dovrebbe cambiare la propria dieta mediterranea, alimentandosi con crauti e wurstel.
In realtà, solo Tremonti e qualche altro ideologo filo-nucleare fingono di non sapere che l’investimento nel nucleare è conveniente per i costruttori solo con il sostegno economico dello Stato o degli utenti elettrici, quindi aumentando i costi per le imprese e le famiglie. Persino l’Associazione Italiana Nucleare ha di recente ammesso che il costo di produzione del kWh nucleare si colloca in un intervallo tra gli 8 cent. euro e i 12 cent euro (senza considerare i costi di smaltimento delle scorie, N.d.A.), almeno quanto il termoelettrico convenzionale, smentendo clamorosamente il mitico valore di 3 cent. euro che veniva fino a poco tempo fa spacciato per definire il nucleare la fonte energetica più economica. Ma la verità è ancora più nera per i sogni nucleari, perché uno dei fattori che influisce maggiormente sul costo di produzione dell’energia nucleare è ovviamente il costo di costruzione dell'impianto e, sfortunatamente per gli amanti del nucleare, le poche centrali in costruzione, tra cui la tanto osannata centrale finlandese, stanno vedendo più che raddoppiare i costi preventivati. Per cui, il costo del kWh nucleare probabilmente supererà di qualche cent. di euro anche il limite superiore della forchetta indicata dall’AIN.
Per chi volesse studiare un metodo rigoroso di calcolo del costo di produzione del nucleare (ma di qualsiasi fonte energetica) consiglio la lettura di questo articolo.

4 commenti:

Pippolillo ha detto...

Domenica sera su RAI 3 c'è Riccardo Iacona con PRESADIRETTA, parlerà proprio di nucleare.
Di solito le sue inchieste sono ben fatte e senza paraocchi.
L'altro giorno 15 settembre ho letto l'ennesima intervista ad un senatore, Gilberto Pichetto, fatta sul quotidiano "il Giornale del Piemonte".
Riporto alcuni brani, scusate per l'eventuale noia.
Il titolo:"Il nucleare è una priorità per la nostra economia".
Sottotitolo:"Il senatore del Pdl lancia l’allarme per la battuta d’arresto del governo sul fronte dell’atomo che causa danni alle imprese".
OPPORTUNITÀ:"Il 65% degli
investimenti potrebbe essere
affidato a imprenditori italiani,
che potrebbero lavorare all’estero".
VANTAGGI:"Si potrebbe arrivare
a pagare l’energia il 40% in meno,
consentendo alle nostre aziende
di essere più competitive".
Domanda:"Recentemente, anche da fonti autorevoli, si è dato spazio a studi secondo cui il solare costerebbe meno del nucleare, che ne pensa?
«Che è una grande bufala. Tutta la corsa al fotovoltaico a cui assistiamo è unicamente dovuta ai sussidi che lo Stato assegna a
questi impianti. Senza gli incentivi nessuno installerebbe un solo pannello solare.
Secondo i calcoli più recenti dell’agenzia governativa Usa per l’energia, una fonte molto affidabile, il fotovoltaico costa circa 39 centesimi di dollaro al kw, mentre il nucleare dell’ultima generazione, quello più sicuro, costa 12 centesimi. Certo che, in assenza del nucleare, il fotovoltaico è
l’alternativa più pulita tra tutte le forme d’energia, anche se meno conveniente».

Fabio ha detto...

Articolo molto interessante, pero' l'inevitabile aumento del costo del petrolio (150 $ al barile) potrebbe rendere il nucleare ancora conveniente e diventerebbe un integrazione alle altre forme di produzione di energia.
Mi risulta un po difficile credere che si riuscirà ad arrivare a coprire il 100% di fabbisogno di energia solo con fonti rinnovabili e non possiamo contare solo sul metano, l'indipendenza energetica è un fattore da tenere in considerazione.

fausto ha detto...

Il nucleare risulterà conveniente se mostrerà elevati valori di ritorno energetico.

Gli americani scoprirono l'effettivo livello di questo dato alla fine degli anni settanta, tramite un approccio sperimentale assai efficace, anche se non elegante.

Se proprio non vogliamo ricordare la loro importante esperienza, possiamo riprovarci anche noi.

Jimi ha detto...

Alla voce "uranio", Wikipedia recita quanto segue:

<<...il prezzo dell'uranio sul mercato mondiale ha subìto una forte impennata, passando dai 7 $/lb del 2001 al picco di 135 $/lb del 2007. Al 2001 il prezzo del dell'uranio incideva per il 5-7% sul totale dei costi riguardanti la produzione di energia nucleare. Secondo dati della WNA, a gennaio 2010, con uranio a 115$/kg e considerandolo sfruttato da reattori attualmente in funzione, questo incide per circa il 40% sul costo del combustibile, che incide per circa 0.71c$ sul costo di generazione di ogni kWh.>>.

Queste cifre si commentano da sole. Nella pagina relativa vi sono tutti i riferimenti alle fonti da cui sono state estrapolate queste statistiche.

Ora, nella migliore delle ipotesi, anche se si iniziasse a costruire la prima centrale nucleare OGGI STESSO, essa verrebbe pronta all'utilizzo verso il 2020. Per quel periodo l'uranio avrà raggiunto costi improponibili, sempre che qualcuno dei paesi produttori sia ancora disposto a venderlo. A tal proposito ricordo, nel caso non si sapesse, che l'Italia NON DISPONE di giacimenti di uranio.

A prescindere da qualsiasiasi ideologia ambientalistica, quindi, si comprende quanto sia ormai tardi per costruire nuovi impianti nucleari, visto che al termine della loro realizzazione non vi sara più disponibilità della materia prima con cui farli funzionare.

Visto e considerato, allora, che il presente governo è sicuramente al corrente di questo fatto, si evince logicamente che quello della costruzione degli impianti nucleari è soltanto UNO SPECCHIO PER LE ALLODOLE. Esso non serve altro che a trasmettere all'opinione pubblica il seguente messaggio: "Adesso siamo in deficit energetico e il nostro Paese non è competitivo, però vedrete quando avremo le NOSTRE centrali nucleari, allora sì che faremo scintille!!". Ed infatti le scintille saranno quelle emesse dagli accendini della povera gente per accendersi un cerino nelle notti di black-out.

Ma il 2020 è lontano, quelli non saranno problemi degli attuali governanti, che nel frattempo si saranno dileguati nel nulla. Ogni riferimento a persone o cose, è del tutto casuale.