sabato, settembre 11, 2010

Shuttle: i costi irrecuperabili dei grandi programmi


Lo Space Shuttle. Un programma che è durato quaranta anni con costi spaventosi, risultati molto modesti e che ha causato la morte di 14 astronauti. Rivisto oggi, semra incredibile che si siano spesi tanti soldi per un simile accrocchio. Un'illustrazione di come si possa continuare per decenni a seguire un'idea sbagliata - un effetto perverso di quelli che si chiamano i "costi irrecuperabili"

Ultime battute per il programma Shuttle. La NASA ha annunciato che ci saranno ancora due lanci, forse tre, e gli ottimisti sono contenti perché lo shuttle durerà fino al 2011. Magra consolazione. Per quelli di noi che hanno vissuto lo sbarco sulla Luna nel 1969, è veramente triste vedere tante speranze e tante ambizioni finire così - in silenzio.

Finisce un programma che era iniziato 30 anni fa, ma che era già stato concepito negli anni '70 e che, rivisto oggi, pare sbagliato fin dall'inizio. Lo shuttle non è mai stato quello che avrebbe dovuto essere: un "traghetto" per lo spazio, come il suo nome ("shuttle") voleva significare. E' stato un veicolo costoso, complesso, difficile da gestire, e limitato nei suoi scopi . Lo testimonia il fatto che non ha lasciato eredi: non esiste e non esisterà mai uno space shuttle 2. Inoltre con due shuttle distrutti in azione, su cinque che hanno volato nello spazio, è stato anche un fallimento in termini di sicurezza. Insomma un costoso disastro che ha succhiato grandi quantità di risorse che avrebbero potuto essere usate meglio.

In parte, il fallimento dello Shuttle è dovuto alla tendenza umana a non voler pensare che le cose nuove non devono necessariamente somigliare alle vecchie. E' stato ideato e progettato da persone che pensavano che il paradigma di "aereo con ali e pilota" - che aveva funzionato egregiamente per voli nell'atmosfera - poteva applicarsi altrettanto bene nello spazio. Non era così: i veicoli del programma Apollo, che avevano funzionato così bene, non somigliavano affatto a degli aerei. Invece, appiccicare in quel modo un aereo a tre cilindri esplosivi non era una buona idea e lo si è visto. Bisognava continuare con le idee innovative, non tornare indietro a vecchi paradigmi.

In parte, il programma spaziale americano ha seguito il destino del petrolio degli Stati Uniti. Forse non è un caso che il picco del petrolio negli USA e il massimo splendore del programma spaziale USA siano andati di pari passo. Con il declino del petrolio, c'è stato in parallelo quello del programma spaziale.

Comunque si vogliano vedere le cose, il programma Shuttle ci insegna che è perfettamente possibile impegnarsi in programmi decennali di portata gigantesca e che poi si rivelano uno spreco totale. Credo che ci siano pochi esempi più evidenti del concetto di "sunk cost", costo irrecuperabile, o costo affondato. Un effetto perverso del modo di pensare umano che fa si che il fatto di averci investito sopra ci si intestardisca a continuare in un progetto, anche dopo essersi resi conto che è del tutto inutile.

L'esempio che viene in mente è quello delle centrali nucleari in italia: anche quello un programma almeno quarantennale che si potrebbe rivelare totalmente sbagliato ma che, per via dei costi irrecuperabili, potremmo trovarci a voler continuare ben dopo essersi resi conto della sua inutilità. E fosse solo quello!

8 commenti:

Pippolillo ha detto...

Permettendomi la metafora, è un po' come quel giocatore d'azzardo che sta perdendo sonoramente ma pensa sempre di rifarsi e dunque continua a puntare tendendo a zero il suo capitale.
Si potrebbe fermare ad un certo punto ma non ce la fa.
Forse vuol dire che le menti singole ed anche in associazione percorrono gli stessi sentieri, qui ci vorrebbe un neurobiologo, magari avrebbe una risposta al riguardo.

Francesco ha detto...

...Se vogliamo parlare di megaprogetti andati a male, l'esempio del nucleare in Italia è del tutto fuori luogo, non perchè non sia stato poco utile, diciamo così, ma perchè ha coinvolto poercentuali irrisorie di PIL ; lo stesso programma spaziale americano in toto, è stato un nano di fronte alle spese militari sovietiche che hanno raggiunto per molti decenni qualcosa come il 40 % di PIL e col risultato che ai giorni nostri, l'odierna Russia è in molti campi indietro 20 anni all'occidente, Europa compresa,nella pura ricerca militare.
Detto questo, il programma shutlle può esser stato un fallimento,ma ritengo molto pericoloso fornire combustibile a chi sostiene che pochi punti di PIL, dedicati alla ricerca spaziale e alle spese militari, siano più utilmente indirizzati al welfare delle nazioni occidentali: se fosse proprio il welfare state insostenibile ed iniquo fra generazioni, perchè basato in origine su risorse non rinnovabili a basso costo,e poi sul ritardo mortale della riconversione ad una società di tipo stazionario ? Ovviamente l'altra faccia è la morale consumistico-cristiana ma ancge squisitamente antropocentrica : se qualche nazione avrà la forza di resistere agli sconquassi del post peak prima e dell'effetto serra poi non ho dubbi che vi troverà terreno naturale una nuova morale imperniata sull'evidenza scientifica e su cosa è giusto ed utile non per il singolo ma per i molti, anche quelli che devono venire, e la biosfera tutta.

Rudy ha detto...

Leggo sempre con molto interesse questo ottimo blog, ma oggi proprio non sono d'accordo, e mi pare necessario scriverlo (altrimenti i complimenti ad ogni post stancherebbero alla lunga :-)).

Liquidare lo Shuttle in questo modo è troppo semplicistico. Il paragone con l'Apollo è totalmente fuori luogo. Mi spiace ma la quantità di risorse scientifiche, esperienza, e risultati scientifici fin dagli anni d'oro della conquista dello Spazio è talmente enorme da non poter essere commentata nemmeno parzialmente con "costoso disastro", quando la tecnologia necessaria per realizzare tutto ciò è stata per decenni praticamente inavvicinabile da chiunque.

Giovanni Maria ha detto...

Se mai ci sara' un traghetto spaziale, questo non sara' quello che abbiamo visto volare finora.
Troppi sono stati gli errori, commessi nello sviluppo di questo progetto.

L'errore piu grave e' stato un errore concettuale, abbracciato, prima che il primo ingegnere
cominciasse a vergare il primo foglio di carta lucido.

Quell' errore fondamentale ha pregiudicato il successo di ogni sforzo successivo.

"Volere e' potere" dice il vecchio adagio, e il primo passo di chi "VUOLE", deve obbligatoriamente essere, quello di considerare l'insuccesso, la sconfitta, come un opzione non disponibile.

Vediamo i precedenti.

Gli Stati Uniti VOGLIONO la bomba atomica.
La Germania VUOLE i missili balistici

Nessuno chiede agli ingegneri di rispettare un qualsiasi tetto di spesa.
Nessuno impone questo o quell'appaltatore.
Nessuno impone vincoli
Le sole priorita', gli imperativi, sono la rapidita d'esecuzione ed il successo.

Il Progetto Manhattan e il lavoro di Hermann Obert, costeranno ciascuno un miliardo di dollari del 1944.

Sono importi che nanificano, i costi di progettazione e sviluppo dello Shuttle.

La macchina di cui vedremo gli ultimi voli e' un cassone.
Ma questo non vuol dire che non se ne possa costruire una migliore, VOLENDO.

Il Buran, costruito dai russi, pochi anni dopo era una macchina nettamente migliore.
La tecnologia e' andata avanti e superare oggi le buone prestazioni di questo secondo velivolo sarebbe facile.

Di solito, ad un prototipo ne segue un altro, si impara a costruire costruendo.
Se non ci si muove in questo modo, le nostre mani dimenticano, e questo e' tanto vero,che oggi, per la nostra tecnologia, la Luna e' fuori portata, come lo era nel 1955
prima di Werner Fon Braun e dei giovani ingegneri del suo Tiger Team

I vettori Saturno V esistono ancora, sarebbe facile e economico copiarli, ma se non si VUOLE
non sapremo fare neanche questo.

roberto ha detto...

i russi rinunciarono subito a fare lo scuttle . da bravi astronauti capirono subito che era troppo pericoloso e troppo costoso. gli americani invece l'hanno pompato sia per orgoglio sia perche' avevano piu' soldi. ne hanno pagato e ne stanno pagando le conseguenze. due incidenti senza precedenti e costi troppo alti . i vecchi vettori rimangono piu' economici e decisamente piu' sicuri.

Paolo ha detto...

Più di 50 anni fa é iniziata l'epopea spaziale e fa riflettere che dopo tutti questi decenni la propulsione sia ancora del tipo azione-reazione, adatta per le piccole distanze ma, riferendomi ai voli con equipaggio umano, inadatta per le distanze interplanetarie ed assolutamente improponibile per quelle interstellari.
I costi sono lievitati esponenzialmente nei decenni ed i progressi tecnologici, aldilà di quello elettronico, sono rimasti al palo, relegando così i fantastici viaggi di esplorazione e colonizzazione del sistema solare e dello spazio interstellare preconizzati nei primi anni della corsa spaziale, nell'ambito della fantasia letteraria e cinematografica.
Il discorso dei costi irrecuperabili é compatibile con un contesto di crescita economica ma di questi tempi di decrescita irreversibile appare sempre più chiaro che i nostri problemi di picco delle risorse e di esplosione demografica ce li dovremo risolvere restando su questo piccolo pianeta (ex)azzurro...

Rudy ha detto...

Mi chiedo come sia possibile fare certe affermazioni e certi paragoni.

Queste sono tutte le missioni di tutti gli Shuttle:

http://www.nasa.gov/mission_pages/shuttle/launch/orbiter_flights.html

Immagino che in qualche modo lo Shuttle si sia ripagato.

La prima missione Shuttle è del 1981, 7 anni prima che il Buran (leggermente copiato dallo Shuttle) facesse il suo primo e unico volo.
Il velivolo più sicuro è certamente quello che non vola.

Lo Shuttle era talmente antieconomico che l'ultimo, l'Endeavour, l'hanno costruito addirittura nel 1992. In 11 anni non ci hanno ripensato.

lucaspazio ha detto...

Completamente daccordo con Rudy. Lo Shuttle é stato un successo. Essendo l'unico veicolo (in parte) riutilizzabile per missioni umane al di fuori dell'atmosfera. Il fatto di essere stato sviluppato negli anni 70 non dev'essere fuorviante. Il settore spaziale é ultra reliable. Ovvero innovazione limitata. Se una cosa funziona, non si cambia se non ci sono veramente dei buoni motivi. D'altronde lo spazio é un'ambiente estremamente duro. L'altra capsula per missioni umane (a parte il citato buran) la capsula Soyuz Russa é la stessa che ha utilizzato Gagarin per il primo volo umano a parte minime variazioni. Lo stesso per quanto riguarda il lanciatore Soyuz che verrà utilizzato dall'agenzia spaziale europea a partire dalla fine dell'anno.
Il Buran non é stato liquidato perché inutile, ma ucciso, come tutta l'industria spaziale Russa dalla caduta del regime. Solo recentemente l'industria spaziale russa ha ripreso un minimo di credibilità.
Altra cosa, dire che l'esplorazione spaziale sia in crisi é una cavolata. La NASA ha un budget comunque decisamente elevato e missioni multimiliardarie sono non dico all'ordine del giorno, ma molto frequenti. Non solo in orbita terrestre, ma anche e soprattutto per l'esplorazione.