giovedì, settembre 09, 2010

Malthus neonazista e i ghiacciai da corsa




In un commento su "comedonchisciotte" leggiamo l'opinione di "Pellegrino" a proposito di ASPO, ovvero che:


l’ASPO si rifà alle tesi ultra ambientaliste del Club di Roma (associazione ambientalista famosa negli anni ’70 e ’80) e al libro che questa fece pubblicare nel 1973, all’indomani dello shock petrolifero, intitolato “I limiti dello sviluppo” ove, oltre a prevedere una glaciazione intorno ai primi anni 2000, si affermava che oro, argento e rame si sarebbero esauriti entro la metà degli anni ’80 mentre le scorte di petrolio non sarebbero andate oltre il 1999. Uno de loro riferimenti base è la disumana dottrina neonazista di Thomas Malthus.


Questo mi è parso il caso di passarvelo, se non altro per farci una risata sopra. Definire Malthus "neonazista" è notevole, considerando che è morto nel 1834, ma forse non così notevole come pensare che negli anni '70 qualcuno potesse prevedere una glaciazione per "intorno ai primi anni 2000."

Quando parlo di questo tipo di cose, molta gente mi dice "ma perché perdi tempo con queste sciocchezze?" A mio parere, non sono affatto sciocchezze; sono un sintomo di qualcosa di molto complesso e preoccupante. E anche in crescita.

Ho già discusso un po' di complottismo su un post che ho fatto su Gianluca Freda (fra le altre cose, il commento di cui sopra, viene dalla discussione che si è generata in proposito). La questione è complessa e articolata e lo stesso Freda lo ha detto con grande chiarezza quando ha parlato di "rottura dell'auctoritas condivisa." Detto in un altro modo, molta della discussione in questo momento vede l'intervento di persone che non rispettano le regole condivise.

Le regole del dibattito che ha a che fare con argomenti scientifici vogliono che prima di intervenire, uno si informi perlomeno vagamente di quello di cui sta parlando, che accetti i dati disponibili se non ci sono elementi probanti per negarne la validità, che non trasformi il dibattito scientifico in un'occasione per insultare l'avversario.

Nella pratica, ti trovi come se cercassi di giocare a scacchi con qualcuno che, invece, applica le regole del baseball e prende la scacchiera a mazzate. I risultati sono spesso una crescita dell'aggressività a livelli inaspettati, fino ad arrivare alle minacce personali che io stesso ho ricevuto. Il cosiddetto "Climategate" è uno degli esempi più recenti dell'imbarbarimento del dibattito ma, nel suo piccolo, anche tacciare i membri di ASPO di neonazisti segue la stessa logica.

Per tutto quello che succede, c'è una ragione. Ci deve essere una ragione anche per la rottura dell'auctoritas e il degrado del dibattito. Non è difficile trovarla nello sgomento generalizzato in cui ci troviamo. E' comprensibile che molta gente trovi inaccettabile che gli scienziati vengano a dire che certe cose che abbiamo fatto fino ad ora con il loro beneplacito sono proprio quelle che ci stanno portando alla rovina: per esempio, estrarre il petrolio e bruciarlo. La reazione è la sfiducia totale, il rivoltarsi contro qualsiasi cosa che sia anche vagamente connesso con la visione condivisa.

Questo include anche la scienza di per se; come pure gli scienziati. Succede allora che i climatologi e i "picchisti", visti come sovversivi in certi ambienti, si trovino a essere invece visti come servi del potere in una certa visione che rozzamente divide tutto in buoni e cattivi, bene e male, e classifica come "male" tutto quanto si possa definire anche vagamente come complotto dei poteri forti.

La situazione si fa sempre più difficile con il tempo che passa e con l'inazione che continua. La sola cosa che ci resta, come ho detto altrove, è il metodo scientifico; che non è un'ideologia ma una tecnologia. Se riusciamo a mantenere il sangue freddo e ragionare su basi scientifiche, possiamo cavarcela. Altrimenti, il complottismo ci sommergerà.

8 commenti:

Pippolillo ha detto...

La sola cosa che rimane è il metodo scientifico... temo che anche qui le cose non siano così lineari come sembrerebbe.
Infatti bisogna prima definire in modo condiviso il metodo scientifico.
Dopo tutto che parla di UFO, scie chimiche, il pianeta Nibiru ecc. dà spesso una parvenza di scientificità alle sue affermazioni citando fonti e magari bibliografie. Ad un profano, magari in buona fede, potrebbe anche essere sufficiente.
Poi ci si mettono anche i video virali in Rete, fatti apposta da agenzie pubblicitarie, per confondere ancora di più.
Temo che l'eccesso di informazione dovuto a internet ci renderà sempre più difficile capire la verità.
Sono riusciti pure a modificare la storia, qualcuno afferma che in Italia esiste la Padania... non ho ben capito chi sia.

Francesco ha detto...

Salve prof. Bardi; mi dispiace per le minacce che ha ricevuto; lei dice che la tecnologia è solo un mezzo,ed anche l'unico per salvarci..Mi sembra un pò facile messa così, perchè per salvarci, oltre a buon senso, servono anche molte transizioni politicamente fortunate a sistemi di potere "illuminati" ma che giocoforza saranno più autoritari per contenere le tensioni generate dalla piega verso il basso dei molti grafici che vediamo su tod ;
sempre su tod , nel suo ultimo articolo, lei propone con maggior favore i sussid pubblici alla realizzazione degli apparati delle energie rinnovabili più che a fnanziare la ricerca, in quanto dice che ogni forma di burocrate tende ad autoconservarsi e non arretrare dalle nuove posizioni conquistate : vero, ma se questo avvenisse nei settori critici della ricerca sarebbero necessari comunque investimenti molto limitati rispetto alla pletora univeristaria italiana dei comparti umanistici e medici : anche qui torniamo al nodo di sopra: serve un po di fortuna per approdare a regimi autoritari illuminati che facciano azione di nip and tuck sulla spesa pubblica, riqulificandola, e quindi andnado a toccare molti interessi consolidati per premiarne altri più al passo con le necessità dei tempi.Grazie per il suo contributo prof. Bardi ( Comunque non riesco a trovare parte politica dove una sua esposizione de peak oil potrebbe trovare consenso, tranne forse in una parte infinitesimale della destra conservatrice che chiamerei "ideale", alla De Benpist per intenderci.

Antonius ha detto...

Consiglio a Pippolillo di procurarsi la lezione di Feynman sul "cargocult sicence".

E pensi che Feynman si rivolgeva ad altri scienziati! Questi non hanno nemmeno la parvenza

Jimi ha detto...

Signor Bardi, per lei un consiglio spassionato vecchio di 2000 anni, ma quantomai attuale:
"Non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi".

Il sistema attuale si basa su un'economia in continua crescita; la crescita c'è solo se i "consumatori" hanno piena FIDUCIA nella crescita stessa e, conseguentemente, consumano. Tant'è vero che il cosiddetto "indice di fiducia" è considerato uno dei principali indicatori dello stato di salute di un'economia (ma fiducia in che cosa, esattamente?).

Nella sostanza, noi che insinuiamo fra la gente il dubbio sulla sostenibilità della crescita, anche senza volerlo, erodiamo il sistema alla base, nella fiducia del consumatore, appunto. Non stupiamoci allora se il sistema, nella veste di qualche edonista autoreferenziale (prototipo del rampante "figlio del sistema"), si accanisce furiosamente contro di noi.

Meglio stare alla larga dalle dispute e concentrare le nostre risorse ed energie (che sono anch'esse LIMITATE) in cose ben più utili. Signor Bardi, le sue perle sono preziose, non le sprechi.

Giovanni Maria ha detto...

La capacita di aver paura e' propria degli esseri umani e di molti animali.
In tutti, la paura ha un ruolo positivo di allarme e stimolo in presenza di un pericolo ignoto o

manifesto.
Solo gli esseri umani, tuttavia, sono capaci di percepire pericoli che non sono ne ignoti, ne manifesti.
Solo noi, da fatti reali possiamo creare ombre, e lasciare che un ombra ci porti fino all'isteria.

Che fare quando ci si trova di fronte a chi parla di complotti?
Richiamare l'attenzione di chi proclama l'esistenza del complotto, sulle incongruenze logiche della

teoria, e sull'inutilita' di questo genere di modelli mentali per affrontare i problemi nel mondo reale,
non porta da nessuna parte.

Una teoria di complotto, fornisce a chi la proclama, qualcosa estremamente piacevole; il ruolo di

protagonista.

Se ci si trova alle prese con il complottista, prima di cominciare a ragionare, occorre, o spegnere la

luce del pulpito/palcoscenico dove il nostro si gode il suo splendido ruolo, oppure cambiare quel

ruolo, da protagonista a comprimario/comparsa.


Come fare?

Giovanni Maria ha detto...

Spegnere la luce.

Si tratta sostanzialmente di cambiare il contesto.

Una teoria di complotto, descrive un insieme di eventi concatenandoli in modo elaborato.
E' come la trama di un racconto, abbiamo personaggi, moventi e stimoli all'azione ben delineati,
un piccolo numero di eventi casuali, TUTTI significativi.

Il contesto si cambia ponendo al complottista domande la cui risposta non richieda l'elaborazione di

un romanzo.
Se non c'e romanzo non abbiamo il protagonista ( e nemmeno il narratore)

Se il complotto da sfatare e' quello (per dir cosi') degli adoratori del picco petrolifero, possiamo

cominciare con domande del tipo ....." Ti e mai capitato di restare senza zucchero/sale/latte...."

se l'esaurimento di una risorsa e' possibile, sara' possibile la scarsita' della stessa.
Con domande che richiedano risposte semplici si tiene il complottista agganciato alla realta', fuori

dalle pagine della sua fiaba preferita.


Cambiare il ruolo da protagonista a comprimario

Il complottista racconta la sua verita'.
E' il solo, il primo a conoscerla.
Se qualcun altro conoscesse la sua mirabile storia......

La sua storia la conosciamo, e la raccontiamo prima di lui, meglio di lui, ma con il finale che diciamo

noi

Complottista "Il picco petrolifero e' una balla"
" E' una fola pompata dai russi, i quali, dopo le scoperte fondamentali relative al

petrolio abiotico, si preparano ad inondare il mercato, ma nel frattempo spargono
il panico, per giocare sul mercato delle valute."

Razionale Si, e' la tesi di Roberto Vacca pubblicata tre anni fa con il titolo di "Greggio e

pericoloso"

Tuttavia......i giacimenti di greggio abiotico sono a 26000 metri di profondita, si tratta di

olio estremamente vischioso, estrarlo richiedera' piu energia di quanta se ne possa

ricavare. A tutti gli effetti pratici, e' come se quel olio non esistesse.

Ora, quello del complottista, non e' piu uno spazio narrativo pivato; ci siamo anche (e soprattutto)

noi.
Tra sei mesi il complottista trovera una nuova storia in cui perdersi, ma nel frattempo potremo

tentare di affascinarlo col pensiero razionale.



Per finire due (non recentissime) buone notizie

Il 15 Settembre 2008 ha avuto esito positivo un esperimento di trasmissione tramite micronde di

potenza elettrica.
Il treno d'onda, ha trasferito forza motrice tra due punti collocati entrambe nell'atmosfera e distanti

tra loro oltre 140 chilometri.

Fonte
http://michaelgr.com/2008/09/15/space-based-solar-power-demonstration-of-wireless-power-trans

mission-over-long-distance/

Il 15 Aprile 2009 sulla pagina e' stata annunciata la chiusura del primo contratto di vendita, per

energia elettrica prodotta in orbita geostazionaria e consumata sulla superfice planetaria.

La Solaren Corporation si e' lmpegnata a fornire alla PacificGas & Electric una potenza di 200

MegaWatt per ora.
La fornitura avra inizio nell'anno 2016 e verra' redistribuita ad utenti finali della Fresno County,

California

Fonte http://www.physorg.com/news159020477.html

Ovviamente...... L'esistenza di obblighi contrattuali tra le due societa califoniane, e' un fatto certo; la

capacita' della Solaren Corporation di tenere fede alla sua parte dell'accordo e', al momento,

incerta.

Giovanni Maria ha detto...

Spegnere la luce.

Si tratta sostanzialmente di cambiare il contesto.

Una teoria di complotto, descrive un insieme di eventi concatenandoli in modo elaborato.
E' come la trama di un racconto, abbiamo personaggi, moventi e stimoli all'azione ben delineati,
un piccolo numero di eventi casuali, TUTTI significativi.

Il contesto si cambia ponendo al complottista domande la cui risposta non richieda l'elaborazione di

un romanzo.
Se non c'e romanzo non abbiamo il protagonista ( e nemmeno il narratore)

Se il complotto da sfatare e' quello (per dir cosi') degli adoratori del picco petrolifero, possiamo

cominciare con domande del tipo ....." Ti e mai capitato di restare senza zucchero/sale/latte...."

se l'esaurimento di una risorsa e' possibile, sara' possibile la scarsita' della stessa.
Con domande che richiedano risposte semplici si tiene il complottista agganciato alla realta', fuori

dalle pagine della sua fiaba preferita.


Cambiare il ruolo da protagonista a comprimario

Il complottista racconta la sua verita'.
E' il solo, il primo a conoscerla.
Se qualcun altro conoscesse la sua mirabile storia......

La sua storia la conosciamo, e la raccontiamo prima di lui, meglio di lui, ma con il finale che diciamo

noi

Complottista "Il picco petrolifero e' una balla"
" E' una fola pompata dai russi, i quali, dopo le scoperte fondamentali relative al

petrolio abiotico, si preparano ad inondare il mercato, ma nel frattempo spargono
il panico, per giocare sul mercato delle valute."

Razionale Si, e' la tesi di Roberto Vacca pubblicata tre anni fa con il titolo di "Greggio e

pericoloso"

Tuttavia......i giacimenti di greggio abiotico sono a 26000 metri di profondita, si tratta di

olio estremamente vischioso, estrarlo richiedera' piu energia di quanta se ne possa

ricavare. A tutti gli effetti pratici, e' come se quel olio non esistesse.

Ora, quello del complottista, non e' piu uno spazio narrativo pivato; ci siamo anche (e soprattutto)

noi.
Tra sei mesi il complottista trovera una nuova storia in cui perdersi, ma nel frattempo potremo

tentare di affascinarlo col pensiero razionale.



Per finire due (non recentissime) buone notizie

Il 15 Settembre 2008 ha avuto esito positivo un esperimento di trasmissione tramite micronde di

potenza elettrica.
Il treno d'onda, ha trasferito forza motrice tra due punti collocati entrambe nell'atmosfera e distanti

tra loro oltre 140 chilometri.

Fonte
http://michaelgr.com/2008/09/15/space-based-solar-power-demonstration-of-wireless-power-trans

mission-over-long-distance/

Il 15 Aprile 2009 sulla pagina e' stata annunciata la chiusura del primo contratto di vendita, per

energia elettrica prodotta in orbita geostazionaria e consumata sulla superfice planetaria.

La Solaren Corporation si e' lmpegnata a fornire alla PacificGas & Electric una potenza di 200

MegaWatt per ora.
La fornitura avra inizio nell'anno 2016 e verra' redistribuita ad utenti finali della Fresno County,

California

Fonte http://www.physorg.com/news159020477.html

Ovviamente...... L'esistenza di obblighi contrattuali tra le due societa califoniane, e' un fatto certo; la

capacita' della Solaren Corporation di tenere fede alla sua parte dell'accordo e', al momento,

incerta.

Giovanni Maria ha detto...

Spegnere la luce.

Si tratta sostanzialmente di cambiare il contesto.

Una teoria di complotto, descrive un insieme di eventi concatenandoli in modo elaborato.
E' come la trama di un racconto, abbiamo personaggi, moventi e stimoli all'azione ben delineati,
un piccolo numero di eventi casuali, TUTTI significativi.

Il contesto si cambia ponendo al complottista domande la cui risposta non richieda l'elaborazione di

un romanzo.
Se non c'e romanzo non abbiamo il protagonista ( e nemmeno il narratore)

Se il complotto da sfatare e' quello (per dir cosi') degli adoratori del picco petrolifero, possiamo

cominciare con domande del tipo ....." Ti e mai capitato di restare senza zucchero/sale/latte...."

se l'esaurimento di una risorsa e' possibile, sara' possibile la scarsita' della stessa.
Con domande che richiedano risposte semplici si tiene il complottista agganciato alla realta', fuori

dalle pagine della sua fiaba preferita.


Cambiare il ruolo da protagonista a comprimario

Il complottista racconta la sua verita'.
E' il solo, il primo a conoscerla.
Se qualcun altro conoscesse la sua mirabile storia......

La sua storia la conosciamo, e la raccontiamo prima di lui, meglio di lui, ma con il finale che diciamo

noi

Complottista "Il picco petrolifero e' una balla"
" E' una fola pompata dai russi, i quali, dopo le scoperte fondamentali relative al

petrolio abiotico, si preparano ad inondare il mercato, ma nel frattempo spargono
il panico, per giocare sul mercato delle valute."

Razionale Si, e' la tesi di Roberto Vacca pubblicata tre anni fa con il titolo di "Greggio e

pericoloso"

Tuttavia......i giacimenti di greggio abiotico sono a 26000 metri di profondita, si tratta di

olio estremamente vischioso, estrarlo richiedera' piu energia di quanta se ne possa

ricavare. A tutti gli effetti pratici, e' come se quel olio non esistesse.

Ora, quello del complottista, non e' piu uno spazio narrativo pivato; ci siamo anche (e soprattutto)

noi.
Tra sei mesi il complottista trovera una nuova storia in cui perdersi, ma nel frattempo potremo

tentare di affascinarlo col pensiero razionale.



Per finire due (non recentissime) buone notizie

Il 15 Settembre 2008 ha avuto esito positivo un esperimento di trasmissione tramite micronde di

potenza elettrica.
Il treno d'onda, ha trasferito forza motrice tra due punti collocati entrambe nell'atmosfera e distanti

tra loro oltre 140 chilometri.

Fonte
http://michaelgr.com/2008/09/15/space-based-solar-power-demonstration-of-wireless-power-trans

mission-over-long-distance/

Il 15 Aprile 2009 sulla pagina e' stata annunciata la chiusura del primo contratto di vendita, per

energia elettrica prodotta in orbita geostazionaria e consumata sulla superfice planetaria.

La Solaren Corporation si e' lmpegnata a fornire alla PacificGas & Electric una potenza di 200

MegaWatt per ora.
La fornitura avra inizio nell'anno 2016 e verra' redistribuita ad utenti finali della Fresno County,

California

Fonte http://www.physorg.com/news159020477.html

Ovviamente...... L'esistenza di obblighi contrattuali tra le due societa califoniane, e' un fatto certo; la

capacita' della Solaren Corporation di tenere fede alla sua parte dell'accordo e', al momento,

incerta.