lunedì, aprile 02, 2007

Il Grande Fiume Fatto dall'Uomo


Fra le risorse che chiamiamo "fossili" non c'è solo il petrolio e gli altri combustibili. La definizione di fossile si può estendere a qualunque risorsa che si è accumulata nel remoto passato e, oggi, viene estratta enormemente più in fretta di quanto si possa riformare. Fra queste, c'è l'acqua.

Molta dell'acqua in uso oggi in ogni parte del mondo viene estratta da giacimenti sotterranei chiamati "acquiferi." In alcuni casi, l'acquifero si rinnova continuamente con l'apporto di acqua da fiumi e precipitazioni. In altri casi, l'acqua sotterranea è veramente fossile, ovvero si è accumulata decine o anche centinaia di migliaia di anni fa. Una volta estratta, quest'acqua non ritorna più nell'acquifero, se non in tempi lunghissimi.

Gli acquiferi delle aree desertiche contengono spesso acqua fossile. Ce ne sono molti nel deserto del Sahara. Si sono formati oltre 10000 anni fa; quando il Sahara era un'area verde, distrutta poi, secondo alcuni, dalla deforestazione umana. Le piante sono sparite, ma molta acqua è rimasta sotto la sabbia. Quest'acqua è l'origine delle oasi; zone dove l'acquifero sotterraneo è abbastanza vicino alla superficie da generare pozze d'acqua superficiali, o permettere di scavare pozzi a piccole profondità.

Gli aquiferi sahariani sono completamente fossili, ovvero non si rinnovano a velocità percettibile. In teoria, le oasi del Sahara sono insostenibili; a lungo andare finiranno per esaurire l'acquifero dal quale attingono acqua. In pratica, fino a non molto tempo fa, il problema non si poneva. La capacità umana di scavare pozzi era molto limitata sia in termini di profondità come di portata e pertanto la quantità di acqua che si poteva estrarre dagli acquiferi era infinitesimale rispetto alla quantità totale. Oggi, però, le cose sono molto cambiate.

Con la disponibilità di energia abbondante e a buon mercato che viene dai combustibili fossili, è possibile trivellare a profondità impensabili nel passato e pompare acqua in quantità, anche quelle, impensabili una volta. Questo consente di sfruttare gli acquiferi a ritmi enormemente più rapidi di quanto non si facesse nel passato. In queste condizioni, gli acquiferi si esauriscono in tempi brevi. Tutti gli acquiferi costieri del Nord Africa, come pure quelli della penisola arabica, mostrano sintomi preoccupanti di esaurimento dopo che sono stati sfruttati con metodi industriali negli ultimi decenni. Questo è un grosso problema.

Per risolverlo, in Libia, hanno deciso di imbarcarsi in un impresa grandiosa il Grande Fiume Fatto dall'Uomo. L'idea è di estrarre acqua dai grandi acquiferi sahariani, ancora intatti, e trasportarla agli insiediamenti abitati sulla costa. E' un progetto immenso che prevede di sfruttare quattro grandi bacini sotterranei: il bacino dell'oasi di Kufra, il bacino della Sirte, il bacino di Murzuq e il bacino dell'Hammada. Secondo quanto si può leggere dalle fonti, si parla di una riserva totale di circa 35000 km cubi; c'è chi dice anche di più.

Per rendersi conto delle quantità in gioco, facciamo un po' di conti. Per una persona, la mera sopravvivenza vuol dire almeno 500 metri cubi d'acqua all'anno; un valore che include l'acqua usata in agricoltura. Effettivamente, in molti paesi poveri la gente vive con quantità del genere e anche meno. Nei paesi ricchi, invece, si consuma ben più acqua. In Italia, per esempio, ogni anno ognuno di noi ne consuma circa 1700 metri cubi ogni anno. Paesi più ricchi come la Svizzera ne possono consumare molta di più.

Su questa base, possiamo farci un'idea della massa di acqua che sta negli acquiferi libici. La Libia ha circa 6 milioni di abitanti; se questi consumassero acqua come un paese ricco (> 2000 m3/anno) consumerebbero oltre 10 km cubici l'anno. A questo ritmo, gli acquiferi sahariani potrebbero durare duemila anni, o anche di più. Questo giustifica quello che si legge nei siti libici, ovvero "risorse quasi illimitate"?

Ahmé, le cose non sono mai semplici come sembra. Chi si è occupato di petrolio sa quanto le le stime delle risorse minerali vadano prese con cautela. E' probabile che le stesse cautele siano necessarie per le dichiarazioni sull'acqua. Ci saranno veramente 35.000 km cubi di acqua sotto il deserto libico? Tutta quest'acqua è veramente estraibile? Ovvero, la si può tirar fuori fino all'ultima goccia a costi ragionevoli? Inoltre, l'estrazione di acqua dipende dalla disponibilità di energia per il pompaggio e la manutenzione delle condutture. In Libia, questa energia viene quasi tutta dal petrolio e questo non durerà certamente 2000 anni.

Ma il problema principale è, piuttosto, che non si può estrapolare nel futuro il consumo d'acqua attuale assumendolo costante, esattamente come non lo si può fare per il petrolio. Se la Libia avrà a disposizione acqua in abbondanza dal Fiume Fatto dall'Uomo, la popolazione aumenterà e questo porterà a consumare più acqua. Se la popolazione della Libia crescesse al livello di quella Italiana, l'acquifero sahariano durerebbe solo qualche secolo al massimo.

Come il petrolio, l'acqua fossile è soggetta alla "maledizione dei fossili". L'abbondanza iniziale di una risorsa porta a un'espansione sia della popolazione come dell'economia. Questa espansione porta a una pressione sempre maggiore verso lo sfruttamento della risorsa, il che accellera il suo esaurimento. A un certo punto, le richieste diventano troppo grandi per le capacità della risorsa di soddsifarle; inizia il declino, che può essere anche molto doloroso. E' la dura legge del ciclo di Hubbert che vale per il petrolio, per l'acqua e per tutti i minerali.

Per quanto tempo potrà scorrere in Grande Fiume Fatto dall'Uomo? Millenni? Secoli? O forse solo decenni? Nessuno lo sa con esattezza. Sappiamo solo che un giorno inizierà il declino e avremo visto ancora un esempio della tendenza umana di cambiare in modo irreversibile il mondo in cui vivono. Per riempire di nuovo gli acquiferi sahariani esauriti ci vorranno almeno ventimila anni.

Ma, a differenza del petrolio, l'acqua non scompare una volta utilizzata. Se abbiamo energia rinnovabile a sufficienza, possiamo desalinare l'acqua di mare o, se necessario, condensare acqua dall'atmosfera: questa è acqua che non si esaurisce mai.

L'abbondanza o la scarsità di una risorsa dipende solo dall'uso che ne facciamo. In fondo, il mondo intero è un'unica, immensa, oasi blu e verde nel deserto dello spazio. Di acqua ce n'è; sta a noi usarla con saggezza.



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6 commenti:

F. Argonauta ha detto...

Caro Ugo,
grazie. E' raro leggere analisi che comprendano la variabile 'numero dei consumatori'. Ne consegue che se i libici contenessero contemporaneamente le crescite dei consumatori e del consumo pro capite diverrebbe probabile che l'acqua fossile delle viscere del deserto possa durare per molte generazioni. Se avranno anche l'accortezza di attrezzarsi per trarre energia del tanto sole che hanno probabilmente si troveranno in una condizione migliore della nostra italiana. Pensa: pannelli solari che danno l’energia per estrarre l’acqua dal deserto che usata con parsimonia (es. sistemi d’irrigazione a goccia) potrebbe ritrasformare il deserto in un Eden.

In Italia invece e purtroppo siamo una sessantina di milioni di abitanti che consumano a testa già oggi più di ogni altro europeo e la sua (nostra) popolazione aumenta di alcune centinaia di migliaia d'unità all'anno. Il tutto mentre i cambiamenti climatici stanno riducendo anno dopo anno le precipitazioni ed i grandi ghiacciai delle Alpi si stanno sciogliendo lasciandoci senza riserve per le estati che sono ormai sempre più torride e siccitose.

Potremmo trovarci presto ad invidiare la Libia ;)

Salute a te e ai tuoi lettori

Frank Galvagno ha detto...

Questo della "maledizione dei fossili" è un principio che racchiude un'importanza e delle implicazioni enormi.

Purtroppo, pur nella razionalità delle dissertazioni che lo confermano, è restio a diffondersi nell'opinione comune, e si continua a preferire la "vita al massimo" (consumo), "godendo l'attimo" (consumando).

Le popolazioni che hanno flussi energetici/entropici più "slow" non mi sembrano infelici... al contrario!

Bisognerebbe unire il buono che c'è delle due culture... creando una sorta di "slow tech": non rinunciamo alla tecnologia (anzi l'evoluzione deve continuare) ma rendiamola meno schizofrenica, meno "patologica".

Marco Pagani ha detto...

Mi permetto di segnalare questo post in cui ho trattato l'argomento: acqua fossile dal deserto.
Se da un lato si può essere ammirati per l'ingegnosità dei libici, concordo naturalmente sulla non sostenibilità del progetto.

Francesco ha detto...

Avevo letto mesi fa che una grossa parte di quest'acqua se ne va per EVAPORAZIONE.

Pensate a:
- il caldo che fa là;
- la bassa umidità relativa dell'aria;
- l'enorme superficie esposta di questi invasi artificiali.

Bisogna considerare anche questo.

E tenere in conto anche una storica maledizione: la salinizzazione delle aree irrigue in zone calde.

Nino Frittella ha detto...

Quello che dice Francesco non è vero niente.H2O è sotterranea,viene convogliata attraverso tubi di 4 mt di diametro.

Nino Frittella ha detto...

Quello che dice Francesco non è vero niente.H2O è sotterranea,viene convogliata attraverso tubi di 4 mt di diametro.