giovedì, aprile 05, 2007

La grande fumata viola dell'inceneritore


Ecco la grande fumata color viola emessa per qualche ora dall'inceneritore di Ospedaletto (Pisa) il 29 Marzo (cliccate sulla foto per ingrandire). Dalle analisi eseguite poco dopo, sembra certo che si sia trattato di iodio. Per fortuna, lo iodio è meno tossico di altri inquinanti che potenzialmente possono venir fuori dalla combustione di rifiuti; anche se è comunque tossico se in dosi relativamente elevate. Non è stato ritenuto necessario evacuare la popolazione della zona, ma l'inceneritore è stato comunque spento per precauzione.

Rimangono comunque molte perplessità sull'evento. Dal camino dell'inceneritore non dovrebbe uscire niente di inquinante, se non in quantità infinitesimali. Questo non è certamente il caso dello iodio se ne è uscito abbastanza da essere così chiaramente visibile a occhio nudo. Da dove è arrivato tutto questo iodio? Come è andata che i filtri in uscita non sono riusciti a bloccarlo? Al momento, possiamo ipotizzare che lo iodio emesso derivi dall'incenerimento di un carico di medicinali scaduti. Comunque sia andata, i filtri dell'inceneritore - evidentemente - non erano previsti per filtrare queste grandi quantità di iodio.

La fuoriuscita di iodio, di per se, non vuol dire che l'inceneritore non funzionasse bene in condizioni normali. Semmai, possiamo parlare di "conferimento improprio", quello che succede quando un impianto di trattamento rifiuti riceve materiale per il quale non era stato costruito - per esempio un barattolo di vernice che finisce in un impianto di compostaggio. Alcuni impianti sono più "robusti" di altri; l'inceneritore ha fama di essere una macchina onnivora che brucia più o meno tutto quello che riceve. Però, ha dei limiti, come si è visto in questo caso.

Mancandoci ancora dati precisi, non è il caso di usare questo incidente per lanciarsi a demonizzare questo inceneritore o tutti gli inceneritori. La grande fumata viola di Pisa rimane comunque abbastanza preoccupante. Serve a poco mettere filtri e controllare le emissioni a valle - ovvero controllare cosa esce - se poi non si controlla che cosa entra. Gli inceneritori moderni sono costruiti usando le migliori tecnologie possibili, ma nessun impianto è sicuro se non è gestito correttamente. In questo caso, sembra che non sia successo niente di grave, ma rimane aperto il problema dei controlli che, evidentemente, devono essere migliorati per evitare simili incidenti nel futuro. Non si può fare a meno di notare che se fosse stato emesso un inquinante incolore, qualcosa che non fosse iodio, nessuno se ne sarebbe accorto.

In ogni caso, il problema dei rifiuti, e in particolare quello dei rifiuti solidi urbani, è qualcosa che tendiamo a ignorare finché qualche evento spettacolare, come la fiammata viola di Pisa, ci scuote dal nostro torpore. Ma la questione è molto complessa e non si può basare su eventi occasionali. E' possibile essere contrari agli inceneritori sulla base di argomenti assai più solidi (vedi per esempio questo articolo di Ugo Bardi). E' anche probabile che dovremo continuare a bruciare rifiuti per molto tempo, ma potremo anche utilizzare tecnologie meno drastiche di quelle dell'inceneritore classico.

Comunque la si voglia vedere, una corretta gestione dei rifiuti che parta da una riduzione alla fonte riduce la necessità di trattamenti finali ad alta temperatura e riduce pertanto il rischio di incidenti con qualsiasi tipo di impianto. Per gestire correttamente i rifiuti, però, non si può ignorare il problema come si tende a fare di solito; bisogna lavorarci sopra.



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5 commenti:

Massimo ha detto...

Il colore viola ha resa manifesta la emissione di inquinanti, immaginiamo quante situazioni simili risultano celate all'opinione pubblica perchè i fumi sono incolori. I microparticolati non hanno colore e certamente sono emessi continuamente senza che nessuno li misuri e li controlli. Gli stumenti per fare le misurazioni costano troppo perchè molto sofisticati o ... non si vogliono comprare per non far sapere cosa gli incenritori sputano fuori dalle ciminiere? Io sono certo che è la seconda ipotesi quella vera.

devilstrainers.splinder.com ha detto...

lieto che mi abbiano segnalato il vostro sito.

linkati.

peter

Anonimo ha detto...

Anche a Spilimbergo,PN, 2004, inceneritore Mistral, è successa la stessa cosa, e la nube ha anche persistito parecchio nella zona....Solito iodio di derivazione rifiuti sanitari, è stato detto.
Per micro e nanopolveri purtroppo non esistono metodi ufficiali per il campionamento e la misura, se ne riparlerà quando il T.U.V. tedesco o altro (EPA)darà qualche certificazione in merito.Nel frattempo l'unica soluzione è controllare IPA, PCB, PCDF e PCDD (diossine e microinquinanti), che generalmente sono adesi alle particelle di minore dimensione.

Anonimo ha detto...

Ugo carissimo,
Ciò che affermi circa l'incidente accaduto all'inceneritore di Pisa è assolutamente corretto e condivisibile, anche se non posso trovarmi d'accordo con quanto affermi nella prima parte del tuo ottimo intervento poichè lo iodio non può certamente essere “etichettato” quale sostanza non tossica o poco pericolosa. A tal riguardo la bibliografia internazionale riporta:

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TLV: Valore a breve termine: 1 mg/m3, 0,1 ml/m3
Valore a lungo termine: 1 mg/m3, 0,1 ml/m3
(TLV - Threshold Limit Value - "valore limite di soglia" - rappresenta la soglia di concentrazione di una data sostanza pericolosa nell'aria al di sotto della quale vi è sicurezza per "quasi tutte" le persone esposte. Nella definizione si parla di "quasi tutte" le persone poiché non si possono escludere a priori casi di ipersensibilità o la possibilità che alcuni individui, pure a concentrazioni minori, possano riportare per vari motivi danni alla salute).

LD50
Orale: 14000 mg/kg (su ratto)
Per inalazione: 1,4 mg/l (su ratto)
(LD50 - Lethal Dose 50% - indica la dose di una sostanza che, somministrata in una volta sola, è in grado di uccidere il 50% (cioè la metà) della popolazione esposta )

LC50 aq.: 0,12-0,16 mg/l (su pesci/96H)
(LC50 - Lethal Concentration 50- Concentrazione Letale 50 -. Rappresenta la concentrazione di una sostanza che, se immessa in aria, ucciderebbe il 50% dei soggetti esposti, se somministrata in singola esposizione (in genere da 1 a 4 ore). Questo valore dà un'idea della tossicità relativa del materiale.

Altre indicazioni:
Inibizione batteri
Nocivo per inalazione e contatto con la pelle.
Altamente tossico per gli organismi acquatici.
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Come risulta dai dati lo iodio è certamente meno tossico di tante altre sostanze la cui diffusione è ben più marcata (i prodotti del cloro ad esempio), ma non siamo certo di fronte ad un “prodotto tranquillo”.
Nonostante questo, al solito, hai inquadrato perfettamente la questione: al di là d tutto ciò che si può obiettare circa la compatibilità della distruzione dei rifiuti per via termica (è c'è davvero molto da obiettare), il problema vero sta nell'impossibilità di controllare efficacemente ciò che viene immesso in alimentazione ai termo-distruttori, basta pensare a ciò che può essere inserito nei comuni cassonetti!
Tra l'altro anche il controllo dei fumi, per quanto accurato possa essere, è certamente utile ad evidenziare la presenza di inquinanti, ma a fatti avvenuti!
Sauro Valentini.

Ugo Bardi ha detto...

Hai ragione, Sauro, nella prima versione di questa nota c'era scritto che lo iodio non è "particolarmente tossico", poi non so come, il "particolarmente" era sparito. Tutte le sostanze sono tossiche in dosi sufficientemente elevate; lo iodio è sicuramente più tossico, diciamo, dell'acqua! Ho leggermente modificato il testo per tener conto della tua osservazione. Grazie