venerdì, aprile 20, 2007

La Cina in difficoltà con il carbone



Arriva da "mineweb" una notizia che è una vera bomba. La Cina potrebbe diventare un importatore di carbone dall'anno prossimo.

Per spiegare l'importanza di questa notizia, ricordiamoci come una delle idee che si sentono esprimere comunemente come una soluzione al problema energetico è quella di passare al carbone. "Si, va bene, è vero che inquina molto," si dice, "ma è abbondante e durerà ancora per secoli, risolvendoci tutti i problemi."

In realtà, sembra proprio che il carbone non sia così abbondante come sembra. La Cina era ed è considerata comunemente come uno dei massimi produttori mondiali, un paese la cui produzione era destinata a continuare a soddisfare le esigenze nazionali ancora per decenni. Ma, evidentemente, la Cina non ce la fa a sostenere la sua economia le risorse nazionali.

Per la Cina non è ancora il picco del carbone, ma è un segnale preoccupante che la produzione è in difficoltà. L'ingresso della Cina come importatore sul mercato internazionale del carbone potrebbe avere effetti pesantissimi, paragonabili a quelli che ebbe nel 1971 l'ingresso degli Stati Uniti come importatore sul mercato internazionale del petrolio. Questo ingresso fu la causa principale della "grande crisi del petrolio" che ebbe inizio ufficialmente nel 1973 e durò più di dieci anni con prezzi altissimi, scarsità sul mercato, instabilità geopolitiche, eccetera.

Ora, potremmo trovarci di fronte alla "grande crisi del carbone" che potrebbe avere effetti altrettanto pesanti di quella del petrolio degli anni '70 in un mondo che si sta basando sempre di più sul carbone per la produzione di energia elettrica. Su "mineweb" parlano di un'aumento dei prezzi del carbone del 42% l'anno prossimo, ma potrebbero essere molto ottimisti. Il carbone è più abbondante, in teoria, del petrolio e del gas, ma non è immune alla dura legge di Hubbert. Il picco del carbone non sarà per Agosto, e nemmeno per Settembre, ma è una promessa per il futuro.


Incidentalmente, la situazione che si sta prospettando è particolarmente disgraziata per l'Italia, sia perché non abbiamo carbone sul territorio nazionale (a parte piccole quantità in Sardegna), sia perché ci sono politici e tecnici che continuano a sostenere che il modo di risolvere i nostri problemi energetici è di passare al carbone. Ma da dove lo dovremo importare ?

Tutti i tradizionali produttori europei di carbone sono in declino, Inghilterra, Germania e Polonia; la Francia, addirittura, ha chiuso le sue ultime miniere nel 2005, dopo oltre due secoli di sfruttamento. Lo dovremmo allora importare da molto lontano ma, con la Cina come concorrente, la cosa si potrebbe rivelare difficile, o comunque costosetta.............



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China could become net importer of thermal coal by 2008

Articolo originale su mineweb

For the first time in history, China could buy more coal than it exports
in 2008, three years earlier than originally forecast. Coal prices may
surge 42% in five years as China could buy more than it exports in 2008
for the first time in history.

Mark Mobius of Templeton Asset Management told Bloomberg the coal sector
in China has undergone change and a steep rise in coal prices would
boost coal companies China Shenhua Energy Co., China Coal Energy and
Yanzhou Coal Mining. Mobius said prices might reach US$78/t by 2012,
surpassing the record $63.10/t spot price of June 25, 2004, when China
restricted coal exports due to shortages.

Deutsche Bank also said in a report the outlook for coal has improved
significantly on the back of the prospect of China becoming a net
importer of thermal coal as soon as 2008.

Rising prices for coal will drive global power costs higher, and benefit
mining companies Xstrata, Rio Tinto and BHP Billiton, said Bloomberg.
Goldman Sachs forecast that higher coal prices would cause a 22 percent
gain in the shares of Xstrata, the world's largest exporter of coal used
in power plants. The stock may rise to 33.65 pounds (US$66.87) from
27.66 pounds as of last week, analysts of the securities firm said.

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3 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

L'impatto sui mercati internazionali di questa mossa della Cina sarà enorme !

Nel provocare inflazione, Peak Oil non sarà solo...

Fabio ha detto...

Tutto ciò che va incontro a combustione è destinato ad esaurirsi (e ad inquinare), è per questo che i governi dovrebbero puntare sulle rinnovabili.

mauriziodaniello ha detto...

Ora mia speranza è riposta nelle notizie che vogliono la Cina interessata alle energie "alternative" !
Spero proprio che un aumento dei costi sul carbone pieghi la Cina verso queste soluzioni !

Ciao