venerdì, luglio 31, 2009

Avrà ragione Obama?



Il presidente Obama ha detto ieri che stiamo vedendo "L'inizio della fine della recessione". Avrà ragione?

I dati li vedete più sopra (da Bloomberg): il Dow Jones industriale che è fra gli indici economici più rappresentativi della situazione. Su 5 anni di storia, vedete l'inversione di tendenza che è cominciata alla fine del 2007. Il 2008 è stato tutto un disastro, in particolare con la grande botta della fine dell'estate che ha fatto gridare all'apocalisse. Il declino è continuato nel 2009 con la "buca" di Marzo, ma da allora, siamo riusciti a risalire un po', tornando ai livelli dell'autunno del 2008.

Basta questo a gridare alla fine della recessione? Sembrerebbe un po' troppo presto. Quello che vediamo potrebbe essere una delle oscillazioni periodiche in una tendenza alla discesa, oppure un indizio di stabilizzazione dell'economia. Forse. Comunque bisogna aspettare Settembre per vedere se si ripete il crollo dell'anno scorso.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

In gergo borsistico si chiama 'rimbalzo del gatto morto'
Gli indici vengono rianimati artificialmente con iniezioni di cash pubblico come i bancari o con campagne mediatiche terroristiche come la flu suina per i farmaceutici

roberto ha detto...

la crisi e' economica dovuta a mancanza di energia . se non troveremo altre fonti decenti di energia la crisi non potra' finire casomai si accentuera' mano mano che le fonti fossili si esauriranno. obama e' un bravo illusionista , ma le illusioni durano poco.
roberto de falco

ramses ii ha detto...

non vi è molta differenza tra una sala scommesse ippica ed il borsino di una banca...

non darei troppo credito alla ripresa degli indici.

R

Anonimo ha detto...

Dubito che si tratti di un rimbalzo, ma è difficile dire se il rialzo in borsa segna la fine della crisi oppure una nuova fase.
Ovviamente Obama fa il suo mestiere e cerca di infondere ottimismo, ma i rimedi presi per salvare banche e assicurazione hanno immesso tanta liquidità che ora il pericolo è un'iperinflazione.
Sicuramente gli USA hanno un piano per questa evenienza, bisogna vedere se è il piano giusto.

Anonimo ha detto...

Condivido a pieno tutti i commenti fatti fino ad ora, mi sembra che le brutte notizie ce le diano a rate e tutti i mass media siano impegnati nell'ottimismo per non generare panico

Leonardo ha detto...

La borsa è alimentata dal denaro che è una risorsa rinnovabile, soprattutto da quando non servono neppure più metallo o carta per crearlo. Se viene creato nelle memorie dei server delle banche può crescere con progressione 2^n dove n è il numero di bit utilizzato per memorizzare l'informazione. Inoltre, e ciò che è peggio, il denaro rappresenta formalmente un debito (http://it.wikipedia.org/wiki/Moneta), cioè l'aumento della massa monetaria implica un aumento del debito. Perciò non c'è alcuna ragione per cui le borse non possano crescere anche in caso di economia asfittica o in collasso... almeno fino al default.
Però, essendo finanza ed economia interdipendenti, l'instabilità finanziaria è e sarà alimentata dallo scollamento tra massa monetaria e risorse disponibili... come al solito, chi potrà cavalcare le onde lo farà, gli altri finiranno sotto.

Leonardo ha detto...

Segnalo anche questo, se può interessare:

http://phastidio.net/2009/07/31/la-scorciatoia-della-bolla/

Leonardo ha detto...

Un'altra segnalazione sull'argomento:

http://icebergfinanza.splinder.com/post/21051788/THE+RECESSION+IS+OVER!+LA+RECE

Anonimo ha detto...

E' evidente che come non ci può essere crescita infinita non ci può essere declino infinito. Quando tocchi il fondo non puoi che risalire. Ma da qui a dire che la recessione è finita ce ne vuole. Se si spera di ricominciare come prima con le stesse regole, gli stessi sprechi, lo stesso paradigma economico non si andrà
lontano. Si deve prendere atto che le risorse non sono infinite, che c'è un problema demografico occidentale, e uno latente del terzo mondo, che puoi creare dal
nulla il denaro che vuoi, ma se le risorse si esauriscono e manca l'energia è sola carta straccia.

roberto B ha detto...

Anche Obama, sempre che il suo pensiero non sia stato travisato, è obbligato a utilizzare il metodo Berlusconi-Tremonti: negare e ancora negare la portata della crisi; minimizzarne gli effetti etc. Ne và della stabilità economico-politica dell'intero mondo occidentale.
Tant'è che oggi ha già smentito.. http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/obama-presidenza-10/obama-ancora-recessione/obama-ancora-recessione.html
Le cause della crisi sono molteplici : una è la scarsità di energia "facile" dovuta al "picco del petrolio" ma forse potrà essere superata con l'adozione sistemica delle rinnovabili.
Ben piu' grave è la sovrappopolazione del pianeta e l'impossibilità a sostenere la crescita infinita dei consumi. Significa che non ci sarà lavoro per tutti e sarà da rivedere radicalmente la filosofia alla base del mondo occidentale. La decrescita sarà obbligata e incontrollata quindi non certo "felice" perchè fino all'ultimo chi detiene il potere cercherà di evitarla e di mantenere il "business as usual".
Roberto

Roberto ha detto...

Forse più che al DJ bisognerebbe guardare alla California e a quello che la sta succedendo.
Di fatto lo stato è gia fallito, le tensioni sociali aumentano e gia altri stati si avviano verso la bancarotta.
Ah, ricordatevi che oramai anche i più sprovveduti giocatori di borsa si sono accorti che spesso, negli ultimi 60 min. di seduta borsistica (americana), intervengono le cosidette mani forti a sostenere gli indici.

Francesco Ganzetti ha detto...

...Obama è stato recentemente accostato a Gorbaciov credo dal Sig. Cambi : illuminato ma arrivato troppo tardi...vedremo..Ci sarà sicuramente una decrescita : poco importa se il pil delle nazioni occidentali rimarrà intorno allo zero nei prossimi 7-8 anni, già questo sarebbe un bel risultato, ma aumentando popolazione , ed essendo questa sempre più fatta da naziani ed extracomunitari ci sarà una decrescita della disponibilità di risorse procapite.



Vi racconto questa storiella che in sè conta poco ma è un monito per prendere in tempo provvidimenti molto forti per evitare problemi sociali più seri già questo autunno e l'anno prossimo : il mio comune ha stanziato 30000 euro in buoni individuali da 50 euro spendibili nelle farmacie comunali : sono andati quasi tutti ad extracomunitari e sapete cosa ci hanno fatto ? Hanno comprato 50 euro di somatoline, o di camomilla( Sicuramente per rivenderla, segno di scarsissima coscienza civica)

Dobbbiamo evitare una carneficina sociale e trasformarla in un triage, se vogliamo evitare problemi molto seri.

Anonimo ha detto...

Ganzetti, tu che sei del ramo, valuta questa mia ipotesi...

Pare che in un futuro non lontano (dopo il 2015) la definizione, ovviamente al rialzo, dell'età pensionabile avverrà in base a studi statistici sull'aspettativa di vita. Non credi che questo modo di procedere possa indurre un modello di sanità finalizzato a "drogare" le statistiche tenendo in "vita" persone che vivono per modo di dire? Già accade, ma temo una recrudescenza tanto in riferimento ai molto anziani (sempre meno autosufficienti e con una qualità della vita sempre più discutibile) quanto in riferimento alla mortalità infantile (ho in mente soprattutto la generazione di un numero sempre maggiore di portatori di handicap... pardon... di diversabili ottenuti enfatizzando ulteriormente l'accanimento terapeutico perinatale e neonatale, senza parlare della stretta agli aborti che pare di intravedere dietro le ostinate manovre vaticane).

L'affare è di quelli plurimiliardari: da una parte una sanità "spendacciona" che sovvenziona le industrie legate all'ambito medico in casi senza speranza che permettono un maggior sfruttamento del lavoro ad ogni livello, i cui profitti verranno in parte destinati proprio a quella stessa sanità... mmm... questi processi circolari puzzano sempre parecchio...

Phitio ha detto...

Come evidenziato qualche tempo fa su questo stesso blog, il mercato era animato fino a dicembre scorso da un meccanismo del "uomo che affoga".
Poi sono arrivate sovvenzioni statali indiscriminate a tutte le istituzioni finanziarie e non. Scelta dettata dalla disperazione, dato che l'alternativa era lo spalancarsi improvviso di circa 6 trilioni di insolvenza finanziaria, sufficiente a nuclearizzare alle afondamenta tutto il sistema globale.
Ma il prezzo da pagare, è essenzialmente questo: il problema non è stato eliminato, e i personaggi che hanno creato il problema sono tutte ai loro posti, con in più la convinzione che ora il salvataggio obbligatorio sia una certezza assoluta.
Secondo me, siamo arrivati ad una fase di "sospensione onirica": in effetti il grado di leva delle istituzioni, invece che scendere, è incominciato a risalire. Si sono moltiplicate le speculazioni peggio che prima. SI è chiesto alle banche di ricoprire le esposizioni, ma il risultato è stato quello di fornire loro strumenti potentissimi di raccolta (tassi di interesse di fatto negativi) che loro stanno usando nello stesso modo che ha generato il problema. E' un po come sperare che aprendo tutte le casseforti della banca, si induca il ladro a diventare onesto e la smetta di rapinare lo sportello automatico fuori.
Ovviamente, pura follia.
Questa seconda parte del 2009 vedrà il fallimento a catena di molti stati americani, e di molte realta' economiche. NOn essendo banche o istituzioni finanziarie, fabbriche o attività, o a se per questo i consumatori, non verranno salavati dai finazieri che di fatto hanno preso il controllo dei vari governi, specie negli USA.

La mia opinione è che il cancro innestato nel tessuto economico sia ormai metastatizzato ogni oltre ragionevole possibilità di cura non invasiva.