venerdì, luglio 17, 2009

Emotività nucleare

Mr. Monthgomery Burns. Personaggio del noto cartoon "I Simpson", è il ricchissimo proprietario della centrale nucleare in cui lavora Homer Simpson; tra le proprie forze incorpora dipendenti volutamente incapaci, o morbosamente attaccati a lui. Anzianissimo, e' un uomo avido e disonesto.


E' stato recentemente segnalato da Luca Mercalli, e archiviato in Aspoitalia, un articolo di Sergio Zabot a proposito della politica nuclearista italiana. Propongo qui un post-abstract, che vuole essere un "ponte" per arrivare al documento completo dell'Autore.

Una cosa poco evidente, a 22 anni dal referendum sul nucleare, è che l'attuale rientro dell' Italia nella filiera dell'energia atomica è dovuto a un'ondata altrettanto emotiva e ideologica di quella di allora (che era andata nel verso opposto). I "sostenitori" delle centrali nucleari evocano paure quali la "fine del petrolio", l'inaffidabilità dei paesi esportatori di gas naturale, l'ineluttabilità di uno sviluppo per cui volenti o nolenti necessiteremo di sempre più energia, la riduzione dei gas a effetto serra.

Questa ideologia sottende invece interessi di grandi gruppi industriali; per creare concentrazione economica e finanziaria nelle mani di pochi eletti non c'è nulla di meglio di una filiera complessa come quella nucleare.
Per sostenere la necessità di realizzare in Italia impianti nucleari, vengono diffuse ad arte menzogne che fanno leva sull'emotività; ecco le bugie e le paure indotte più ricorrenti.


BUGIE


- In Italia paghiamo cara l'energia elettrica perchè abbiamo centrali termoelettriche e non nucleari, e dobbiamo compensare con le importazioni

Falso. Sono altri i fattori: meccanismi di formazione del prezzo nella borsa elettrica, gli "oneri generali di sistema", l'inadeguatezza/obsolescenza della rete elettrica nazionale, l'impatto di tasse+iva (il tutto, confrontato con gli altri Stati UE).
In sintesi, l'alto costo dell'elettricità italiana è dovuto ai privilegi di cui ancora godono i vecchi monopolisti, i produttori di elettricità e i petrolieri, all'inefficienza dell'infrastruttura e alla voracità dello Stato.


- In Francia l'energia elettrica costa meno grazie al nucleare

Falso. Si tratta del cavallo di battaglia dei fautori del nucleare, che però non hanno capito l'intimo e storico rapporto che esiste tra nucleare civile e militare. Grazie all'azione politica di De Gaulle, la Francia ha potuto raggiungere la leadership del polo nucleare europeo, necessario per motivi di bilanciamento dei rapporti di forza politico-strategici tra USA, URSS ed Europa. Il nucleare civile francese è nato in simbiosi con quello militare; qualunque reattore di oggi processa Uranio e dà come sottoprodotto (tra gli altri) il Plutonio, perfetto per le testate atomiche. I Francesi pagano questi costi occulti, ma in modo indiretto, nelle tasse che versano allo Stato, e non nella bolletta energetica.

- Le centrali nucleari non emettono gas serra

Falso. La produzione dell'Uranio è un'attività mineraria e chimico industriale molto complessa ed energivora. Il minerale estratto, l'Uranite, si trova combinato con altri ossidi metallici, e contiene circa lo 0,15% in peso di Uranio; questo va arricchito per portare la parte fissile (isotopo U235) dallo 0,7% al 3,5%.
Si tratta di un processo molto costoso in termini di energia e materie prime: combustibili fossili, acqua, elettricità, Acido Solforico e Fluoro.
Solo l'attività-core della centrale nucleare non comporta emissioni di CO2.
A valle, la fase del ritrattamento delle scorie comporta costi di gestione, trasporto, processamento e interramento elevatissimi.
Ad oggi, una centrale nucleare comporta l'immissione di circa 1/3 della CO2 che immetterebbe un'equivalente centrale a gas a ciclo combinato.
Nel tempo, naturalmente, i giacimenti di uranio andranno "esaurendosi" (secondo i dati, siamo già al picco dell'Uranio) e l'attività di estrazione-concentrazione diventerà sempre più pesante nel ciclo.


PAURE


- La sicurezza dell'approvvigionamento energetico

Per convincere l'opinione pubblica, si menziona il fatto che petrolio e gas provengono da zone instabili politicamente; forse non tutti sanno che a livello mondiale, meno del 30% dell'uranio utilizzato proviene da Paesi "stabili" (Australia, Canada, USA); altrettanto proviene da paesi giudicati "instabili" (Stati dell'Europa centrale, dell'Africa, Russia). Il restante quasi 50% proviene dallo smantellamento degli arsenali militari. La caccia all'Uranio è oramai un'attività routinaria dei capi di stato. Nicolas Sarkozy, ad esempio, si è assicurato i diritti sullo sfruttamento in moltissimi giacimenti del Congo e del Niger. Inutile sottolineare che proprio a causa di questi interessi occidentali in paesi sottosviluppati, la lotta politica interna per il controllo del potere assume aspetti di guerra civile ed è destinata a intensificarsi.

- Se non rientriamo nel nucleare saremo tagliati fuori dallo sviluppo tecnologico

Come sottolineato da Giuseppe Zampini, AD di Ansaldo Energia, l'utilizzo di tecnologia EPR francese per la realizzazione di centrali nucleari in Italia non comporterà molta ricaduta occupazionale in Italia, in quanto sarà necessario importare tecnici dalla Francia.
Inoltre, il costo per kWh dei nuovi impianti sarà in tempi molto rapidi superiore a quello ottenuto per mezzo di combustibili fossili.
L'ipotetica "avventura" nucleare italiana darà lavoro a poche grandi imprese; si tratta di un affare per giganti.
Dopo fusioni e riorganizzazioni, a livello mondiale sono rimasti pochi grandi gruppi che gestiscono la costruzione di impianti: Areva-Mitsubishi, Westinghouse-Toshiba, GE-Hitachi Nuclear Energy. (Le fusioni tra giganti sono ormai all'ordine del giorno: lo stesso succede, ad esempio, i costruttori automobilistici e aeronautici. Si tratta di un sintomo macroeconomico molto chiaro!)

- Siamo circondati da centrali in Francia e in Svizzera: se succede un incidente a loro, saremo coinvolti anche noi

E'vero; tuttavia, quale perversione masochista ci induce questo comportamento imitativo, visti gli svantaggi, evidenti o occultati, della tecnologia nucleare? Il parco centrali francese è piuttosto vecchiotto, e gli incidenti minori con fuoriuscite di materiale radioattivo stanno diventando sempre più frequenti (ad es., l'impianto di Tricastin). C'è poi stato il recente scandalo, denunciato da France-3, dei 300 milioni di tonnellate rifiuti radioattivi sparsi discretamente per le campagne, e impiegati come materiale strutturale.


Considerazioni conclusive


Il pacchetto 20-20-20, che prevede un aumento dell'efficienza energetica del 20% (con conseguenti aumento della quota di rinnovabli, e taglio di emissioni di CO2) entro il 2020, in realtà è in competizione diretta con l'utilizzo di energia nucleare: le due cose non sono compatibili, sia a livello di finanziamenti, che di reale bisogno di surplus energetico, nel caso in cui si migliorasse l'efficienza (soprattutto delle abitazioni).

Le tecnologie "distribuite" (tipicamente, gli impianti rinnovabili a potenza medio-bassa) sono destinate a diventare sempre più convenienti a causa di un mix di effetti: miglioramento continuo dell'efficienza e inesorabile aumento del prezzo delle materie prime fossili (peak oil). Inoltre, queste nuove tecnologie energetiche sarebbero molto più compatibili con il tessuto industriale italiano, dominato dalle piccole-medie imprese più che da grandi multinazionali.

Diceva Gandhi: "La terra produce abbastanza da soddisfare i bisogni di ognuno, ma non per soddisfare l'avidità di tutti".

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Alcuni post di Aspo-Italia sull'energia nucleare (quelli meno recenti sono comunque ritrovabili sul blog) :

- Italia, Francia e il nucleare

- Democrazia, informazione e nucleare

- Che succede al nucleare?

- ASPO-Italia sul nucleare

- Nucleare: mito e realtà

- Il Bidone Nucleare

- Dietrologia nucleare anni '80

19 commenti:

Francesco Ganzetti ha detto...

...Tutto vero ; aggiungerei però che da cicale dobbiamo trasforarmarci in formiche,( sarebbe stao meglio farlo 20 o 30 anni fa...), ed accantonare ogni anno una quota di PIl ,( la butto là : il 2 % ? , correggetemi voi se sbaglio come ordine di grandezza ), in mera ricerca energetica, sia per le rinnovabili che nucleare .
Questo ovviamente non vuol dire costruire 4 centrali di terza generazione che saranno a regime non prima del 2022; ma non vuol dire nemmeno procrastinare di un altro anno o due tagli generosi della spesa pubblica per mantenere un welfare iniquo, mal distribuito fra le varie generazioni, e con una carbon print che è argomento tabù se non si parla di industrie pesanti in mano alle solite multinazionali.

Pippolillo ha detto...

Il discorso sul nucleare, se non fosse drammatico per la mole di denaro che mette in gioco e le implicazioni sulla sicurezza, sarebbe ridicolo.
Mi è capitato di discutere con persone a proposito di tal argomento ma non si schiodano dalle loro posizioni pro-nucleare nemmeno di un millimetro.
Come quando parli con chi preferisce i gatti o i cani, non ci sono mezze misure, o l'uno o l'altro.
La campagna governativa a tal favore certo non aiuta un discorso obiettivo che va a toccare nuovamente equilibri geopolitici per il controllo della materia prima, l'uranio.
Forse la soluzione definitiva per il problema energetico sarebbe un mix di grandi impianti eolici/solari e di piccoli a livello familiare/condominiale, così la "democrazia energetica" sarebbe finalmente compiuta.
Mmhhhh... mi sa che ci tiro fuori un bel libro di fantascienza da questa mia idea perché se aspettiamo la realtà...

Mammifero Bipede ha detto...

Homer Simpson, non "Omar" (...e che è? Arabo? :-P )
Per il resto, bel post, semplice e chiaro.

Anonimo ha detto...

nel 1987 fu facile capire dove mettersi, bastò guardare dove si mettevano i burattini senza fili, deliziosa poesia dell'anonimo per definire se stesso e compagnia. La puzza d'imbroglio e di magna magna nel 1987 era insopportabile, l'Italia stava per fare un errore strategico enorme, da barzelletta, roba tipo certi film inguardabili ma di successo, Balle spaziali per intenderci, i registi furono molti e ridevano tutti forte già prima di passare all'incasso.
La certezza matematica che il nucleare bisognava tenerselo però l'avevi osservando il dimenìo curioso, arcano, di quei burattini speciali, senza fili apppunto. Bei tempi, quand'era facile sapere cosa pensarne di qualunque cosa, politica, economica, sociale, culturale, tutto. Guarda come ballano i burattini senza fili e fai all'incontrario. Mi sentivo un genio. Oggi dove si mettono i burattini senza fili? Per lo più nel sole e nel vento, ma non tutti. A volte mi capita di guardare il sole. E' nero. Di mettermi al vento. Cade. Nell'87 votai per il nucleare. Oggi guardo i burattini senza fili e non credo nel nucleare, nel sole, nel petrolio, nel vento, nel calore geo. Il fatto è che se un burattino senza fili vede un pannello solare crede di vedere la Madonna, se vede una pala eolica, è Gesù che cammina sulle acque. I burattini senza fili sono quelli che dividono la spazzatura come il sacerdote cavato il calice dal tabernacolo distribuisce il pane e il vino miracolosi nelle bocche beanti dei fedeli. Per un burattino senza fili Grillo non è un furbo che si fa gli affari suoi e padronissimo, è un Papa, un Imam, uno sciamano che li connette con Dio. Poetiche creature, assetate d'Assoluto e di magia, ieri il guaritore con lo sputo sacro intriso di bava di rospo, oggi? Oggi ragionano, calcolano, considerano i pro e i contro d'ogni possibile opzione. Allora non credo più nel ragionamento, nel calcolo, nei pro e negli spro. La scienza è magia, la tecnologia è lo sputo e bava di rospo che cura ogni male? La scienza e la tecnologia sono un lusso estravagante, il gioiello più costoso e raro prodotto da una civiltà nata e cresciuta un po' per caso un po' per casino e nonostante tutti i burattini senza fili di questo mondo, la più opulenta e spendacciona che mai si sia vista. Ci vogliono tanti soldi, tante banche, tante aziende, tanti affari sporchi, e squali, e caimani, e schiavi pezzenti pidocchiosi a miliardi, così tanti come mai la terra ne allevò, un oceano di sporcizia, per produrre una goccia d'energia pulita, e devastazioni immani, e così sia.
Gli occhi di un burattino senza fili s'accendono di luce propria se dalla bocca gli esce il detto magico: Energia pulita.
E io mi spengo.

Quello che hanno fatto nell'arte, nella scuola, nell'etnico razziale, nel pensiero, nella politica nella società e nell'economia non è niente. Guai a voi, se permettete ai burattini senza fili di fare quella loro danza, arcana, sulle loro ultime scoperte, la scienza e la tecnologia.

Per essere sincero fino in fondo qualcosa in cui credere m'è rimasto e chissà perchè, la legge di Cèline: Ne ucciderà più la copula che la mitraglia. Al signor Gandhi.

Frank Galvagno ha detto...

Ho corretto l'orientaleggiante Omar ... :-) grazie mammifero

Per l'ultimo anonimo: il commento può essere interessante, ti invito però, le prossime volte, a "zippare" un po' di più in modo da far tendere a 0 la componente di giri di parole ed estetica prosaica, per privilegiare lo scheletro dei concetti ;-) grazie in anticipo

cesare dussin ha detto...

1) Tasse: vi ricordo che l'iva le aziende non la pagano, cominciate male;
2) nucleare civile/militare: non frega proprio niente; quello che conta è diversificare le fonti; i francesi hanno esagerato; tutto nucleare o quasi non serve;
3) l'emissione di gas serra in sede di estrazione e costruzione della centrale ci sono anche quando estrai petrolio, gas, carbone e quando si costruiscono centrali tradizionali: quindi argomento irrelevante; quanto al "picco dell'uranio", bisogna cercar altro uranio;
4) sicurezza energetica: al solito, diversificazione=sicurezza;
5) se facciamo centrali, sicuramente diventiamo bravi a fare centrali e se importiamo tecnici stranieri questi insegneranno agli ingegneri italiani e fra 20 anni avremo un bel patrimonio tecnico, altro che no (siete ideologici);
6) efficienza: finalmente una argomentazione più pregnante della altre ! questa si isolare le abitazioni servirà a ridurre il bisogno di energia; ma se hai una economia industriale ti serve energia e tanta, in realtà voi odiate la civiltà industriale e i suoi mali (in realtà aveve visto troppe puntate di CONAN e quindi pensate che tutto il mondo possa vivere come AYARBORN, chissà se si scrive così)

Frank Galvagno ha detto...

Cesare,
premesso che non espliciti chiaramente delle conclusioni a questo elenco di punti che hai postato, ti invito ad essere meno aggressivo e più oggettivo. Non c'è nessuno che odia la civiltà industriale, piuttosto ci si preoccupa della sostenibilità di certi paradigmi. Partire con centrali nucleari dopo più di 30 anni rispetto agli altri sarà un vero bidone (il picco dell'uranio è centrale, non basta dire " bisogna cercare altro uranio" ); l'emissione di gas serra di start up dovrebbe essere riservata in modo importante alla realizzazione di impianti di generazione di energia rinnovabile; certo che le aziende non pagano l'iva, ma la pagano i privati.

Personalmente credo che anche l'Italia si possa impegnare nella ricerca nucleare; questa è cosa ben diversa da far fiorire un business che sarebbe un cul de sac.

Per chiudere, ti ricordo che se sei ingegnere/fisico nucleare, in Aspo ci sono queste figure tecniche che hanno capito la non futurilità del nucleare, e si adoperano per le rinnovabili. In ogni caso, ti invito a leggere con attenzione il testo di Zabot, mi sembri discretamente sfocato ... :-)

Tello ha detto...

Anche io non sono convinto:

a) le tasse e la dispersione di rete sono un elemento di costo dell'energia, una cui quota dipende comunque dalla fonte utilizzata. Immaginiamo che il costo totale sia 100 (fonte) + 20 (rete) + (20 tasse).
Se il costo "da fonte" scende comunque scende anche il costo totale.

b)in Francia l'energia costa meno. Punto. Che poi una quota-parte del costo totale sia addossata al bilancio militare non significa nulla. Il bilancio militare è cmq pagato dai contribuenti che pagano:
20 (energia) + 5 (tasse per spese nucleari su bilancio difesa). Noialtri paghiamo 40 (di sola energia).

c) Il terzo punto mi sembra anch'esso quantomeno discutibile. Sono stati computati anche gli scarichi delle vetture dei tecnici che ogni mattina vanno a lavorare in centrale?

Alex I. ha detto...

Posso sapere che roba ha fumato l'Anonimo che ha postato quel commento che pare un romanzo?

Francesco Ganzetti ha detto...

R commento anonimo : in effetti trovo insopportabile ogni forma di poesia mascherata . ( Nietsche diceva, nei suoi ditirambi di Dioniso, che i poeti sono stalloni che cercano di nitrire in modo casto, per mascherare che stanno parlando di loro autocompiacendosi )

Seriamente, a proposito di nucleare, c'è nessuno qua che ha detto che la terza generazione dovrebbe consumare 1/10 del materiale fissile di una seconda, consumando, fino ad un certo livello, parte delle scorie prodotte ?
Mi sembrerebbe un punto nientaffatto secondario da inserire nel dibattito...Se qualcuno più ferrato di me ne vuole parlare...( Anche se in soldoni il principio di funzionamento l'ho afferrato, e cmq anche la Russia ha progetti per centrali di terza generazione )

Frank Galvagno ha detto...

Sicuramente c'è qualcuno più titolato di me per rispondere a Francesco; comunque, i reattori a fissione di 3° generazione, ad esempio gli EPR, non includono le fasi di "autofertilizzazione dalle scorie" che citi tu, ma solo sistemi di controllo e sicurezza migliori; il rendimento del reattore migliora, questo sì (anche se solo di un fattore compreso tra 1 e 2), ma nel contempo il ciclo viene a produrre scorie a radioattività più elevata.

La 4° generazione, quella che permetterebbe di estrarre più energia e nel contempo di ridurre le scorie, ha avuto una fase di test con risultati insoddisfacenti negli anni '80 (Francia, Giappone) ed a oggi appare una chimera ( "occorreranno ancora 30 anni", secondo la pratica dell'inseguimento infinito, ad oggi applicata anche a idrogeno e fusione)

Pippolillo ha detto...

Esco un attimo dall'argomento nucleare però rimango in quello dell'efficienza energetica.
Ieri a RAINEWS24 hanno fatto un lungo servizio sulla Fiat, sugli accordi internazionali, mostrando motori e nuova tecnologia del Centro Ricerche Fiat.
Hanno mostrato un motore 1400 a benzina che a breve andrà in produzione con 170 CV ed un nuovo bicilindrico a benzina di 900 cc che ha poco più di 100 CV.

E' vero che le automobili moderne pesano sempre più e non sarebbero più sostenibili motori con "soli" 45 CV che equipaggiavano la Fiat 127, la UNO ecc però a me sembra che si stia sempre cercando il mito della massima potenza.

Abbiamo voglia a parlare di risparmio energetico ma il mondo industriale e commerciale propone a noi utenti ben altre soluzioni

(Nel servizio hanno presentato anche la Panda a idrogeno con celle a combustibile e motore elettrico, 600.000 euro di costo, prevista entrata in produzione: nessuna)

Paolo ha detto...

@ Tello

Ho trovato in rete un rapporto che tratta - tra le altre cose - delle emissioni di CO2. Cito:

We calculate the ratio of the CO2 emission brought about by the use of nuclear energy and that of a gas-burning plant of the same net (electrical) capacity.

If the uranium consumed by the nuclear energy system has been extracted from rich ores the ratio CO2(nuclear/CO2(gas) is much less than unity, giving the impression that the application of nuclear energy would solve the global warming problem.

However as rich ores become exhausted this ratio increases until it finally becomes larger than one, making the use of nuclear energy unfavourable compared to simply burning the (remaining) fossil fuels directly. In the long term the use of nuclear energy provides us with no solution to the problem.


http://www.stormsmith.nl/

Naturalmente, se gli amici di ASPO ci forniranno ulteriori link potremo valutare meglio questo aspetto.

Ugo Bardi ha detto...

Questo di Val Leeuwen e Smith è un lavoro ben noto e che fa tuttora rizzare i capelli ai nuclearisti. Tuttavia, il lor approccio nei riguardi delle emissioni di CO2 dal nucleare è sostanzialmente sbagliato. come pure lo è quello di Sergio Zabot.

E' un piccolo trucco quello di assumere che le centrali nucleari abbiano bisogno di energia dal carbone o da altri fossili per essere costruite. E' vero che "fotografa" la situazione attuale. Ma nulla ci vieta di usare energia pulita per costruire le centrali nucleari, energia che potrebbe venire dal nucleare stesso oppure, perché no, dalle rinnovabili. Più che altro, questa critica è un autogol perché se la si applica alle rinnovabili si arriva alla stessa conclusione; ovvero che anche le rinnovabili hanno ampie emissioni di CO2.

Questa cosa è stata ampiamente sfruttata dagli anti-rinnovabilisti stile Cerofolini (che è a un livello ancora più basso, se possibile, di quello del mitico Franco Battaglia). Allora, ci vorrebbe un po' di onestà intellettuale nei riguardi del nucleare, che ha i suoi difetti, ma NON quello di emettere CO2.

Anche Smith e Van Leuwen, alla fine dei conti, hanno fatto più che altro danni andando fuori dalle righe per un atteggiamento sostanzialmente ideologico.

Paolo ha detto...

grazie, prof. Bardi.

banzai ha detto...

all'anonimo che dice "scienza è magia"...

la scienza è magia solo se non la conosci. Quindi chiudi la bocca da cui fai uscire una valanga di parole senza un senso compiuto. di questo l'italia è già piena. io preferisco i numeri, unici incontestabili freddi numeri.

tanx

nicolo' ha detto...

Che la francia abbia elettricita' piu' economica dell'italia, come tutti i paesi dell'unione europea e' un dato di fatto. Il problema del prezzo e' importante per il nostro sistema industriale, e si aggiunge a quello dell'esaurimento risorse.
Il nucleare potrebbe aiutarci a risolvere entrambi secondo me, almeno in piccola parte, insieme a tanti altri interventi necessari.
Sta di fatto che questa tecnologia comporta alcuni problemi, in primis quello dell'EROEI troppo basso, che andra' abbassandosi con il progressivo peggioramento della qualita' dell'Uranio estraibile, e quindi rappresenta solo una soluzione marginale.

In ogni caso le centrali nucleari non sono certo antieconomiche.
Facendo dei conti molto semplici e sovrastimati sembra impossibile far lievitare il costo del KWh nucleare sopra i 10 cent.

Calcolando (pessimisticamente) una produzione di 600 GWh/mese, e considerando da 4 (gia' alto) a 6 (altissimo) miliardi $ di costo iniziale, e considerando un tasso al 6% su 50 anni si ottiene un costo da 5 cent/ KWh a 7 cent/KWh, un costo piu' che competitivo in entrambi i casi! (il costo dei tassi rappresenta l'80% del costo operativo mensile di una centrale).

Se ci vogliamo aggiungere un altro 20% (un'altra esagerazione) per il decommissioning e il trattamento scorie, il prezzo resta sempre basso! Sembra impossibile farlo salire sopra i 10 cent/KWh!

E anche dire che il nucleare produce CO2 e' ridicolo come ricorda il prof. Bardi, e' evidente che certi studi sono dettati dalle ideologie piu' stupide, ovvero tutto cio' che noi scienziati dobbiamo combattere.

Nicolo'

Anonimo ha detto...

A questo indirizzo ci sono degli interessanti articoli sul nucleare,certamente di parte essendo dello stesso sito ASPO,che i filo-nuclearisti potrebbero leggersi a fondo.Così da proporre i loro argomenti con altri di equivalente consistenza.
Chissà se un amante dei "freddi numeri" come "banzai" delle 12:27
li ha mai letti............
http://www.aspoitalia.it/component/search/Nucleare/?searchphrase=all&areas[0]=jtags
Marco Sclarandis.

Anonimo ha detto...

impara la teoria e buttala via
gusta l'idea ma la cosa di più
la cosa com'è
metà mistero
metà sogno
metà qualcos'altro
da farne qualcos'altro ancora
metà mistero
metà sogno
e metà qualcos'altro
Tre metà?
Sì, a volte di più

Amala e temila, la cosa com'è.
La teoria, imparala e buttala via.