martedì, febbraio 24, 2009

Italia, Francia e il nucleare


"La pensione a 60 anni" "Ma a noi avevano detto a 30!!" Il parco nucleare francese è ormai vecchio e la produzione di energia elettrica nucleare è in declino. Si cerca di rimediare tenendo in servizio più a lungo le vecchie centrali, ma il futuro del nucleare francese è molto incerto. Immagine da http://nucleaire-nonmerci.net



Ormai da molto tempo seguo una saggia regola che mi dice che non vale la pena guardare la televisione e leggere i giornali dato che tutte le notizie che vengono date sono o false, o esagerate, o irrilevanti (e spesso tutte e tre le cose insieme). Con questa regola, vivo tranquillo e mi risparmio le varie follie che periodicamente infestano gli schermi e le pagine dei giornali.

Tuttavia, ogni tanto mi capita di dovermi interessare per forza di qualcosa che appare sui giornali o in TV. Ultimamente mi è successo per la questione dell'accordo nucleare fra Italia e Francia. Avevo, in effetti, sentito parlare vagamente di questa faccenda e l'avevo automaticamente classificata fra le cose false, esagerate e irrilevanti. Ma mi è toccato approfondire un po' perché mi hanno intervistato alla TV su questo argomento. La regola è stata confermata in pieno, ma vediamo di discuterne un attimo.

Allora, prima di presentarmi per l'intervista allo studio televisivo, mi sono letto il comunicato ENEL sull'accordo. Poi, mentre me stavo seduto impalato e incravattato davanti alla telecamera ad aspettare, mi è toccato sorbirmi tutto il notiziario del giorno, nel quale mi sono accorto con stupore (ma neanche poi tanto) che si dicevano cose del tutto diverse da quelle scritte nel comunicato. Si diceva che Francia e Italia hanno "firmato un'accordo per la costruzione di quattro centrali nucleari in Italia entro il 2020". Ma è vero?

Bene, guardiamo un po' il testo del comunicato stampa emesso da ENEL. Ve lo riporto per intero in fondo, ma qui concentriamoci sulle frasi significative.

Risulta dal comunicato che ENEL e EDF (electricité de France) hanno "siglato due memorandum of understanding (MoU)". Cos'è questo oggetto che ha come nome un curioso mix di latino e inglese, e che viene abbreviato con la sigla di una caramella? In Italiano, si dovrebbe dire "protocollo d'intesa" oppure "lettera di intenti". Già il fatto che nel comunicato stampa abbiano usato il nome più pomposo di "memorandum of understanding" la dice lunga sulla volontà di offuscazione di questa gente. Ma andiamo avanti.

Allora, un memorandum of understanding (o protocollo di intesa, o lettera d'intenti che dir si voglia) rappresenta l'equivalente un po' più formale di una stretta di mano. Non che non possa avere valore legale; anche una stretta di mano lo può avere. Ma il fatto di usare questo termine e non quello di "contratto" indica che i partners dichiarano soltanto la loro buona volontà ma non prendono nessun impegno. Non abbiamo i testi dettagliati di queste due caramelle MoU, ma dal testo che abbiamo ci accorgiamo subito che, in effetti, non corrispondono a nessun impegno reale.

Ci sono due MoU fra Enel e EDF. Il primo "pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. " Notate che "pone le premesse", ovvero per ora non c'è nessun piano del genere.

Dice poi che "Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR". Ovvero, l'unico impegno di questo MoU e che EDF e ENEL faranno insieme uno studio di fattibilità. Ma notate che qualcuno dovrà finanziarlo, e qui non si accenna nemmeno a uno stanziamento.

Leggiamo poi che "Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR", Notate che "è prevista" la costituzione di una società ad hoc, ma questo è qualcosa che avverrà in un futuro non ben definito quando saranno prese "le necessarie decisioni di investimento", ovvero qualcuno avrà trovato i soldi, se ci riuscirà. Ovviamente, non c'è nessun impegno legale a fare questa cosa.

La seconda caramella MoU è altrettanto insipida della prima: dice che "Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR". Notate che Enel "ha espresso la volontà," tutto qui! E notate anche che soltanto ENEL ha espresso questa volontà; secondo il comunicato stampa, EDF non ha detto niente. Di solito, quando si fa un contratto, bisognerebbe essere d'accordo in due!

Diciamo che questi MoU sono equivalenti a una situazione in cui io potrei andare, per esempio, dall'agente immobiliare che vende una bella villa sulla Costa Smeralda e firmare con lui un "memorandum of understanding" nel quale io mi dichiaro interessato a comprare la villa e lui si dichiara interessato a vendermela, ma non si menziona a che prezzo. Una cosa del genere non vale niente; ovviamente. Infatti, quando fai un contratto serio per comprare una casa paghi una caparra e sul contratto c'è scritto il prezzo, i termini e le condizioni. Ma qui, fra Francia e Italia non c'è proprio niente del genere, niente di serio sul nucleare.

Questo non vuol dire che Francia e Italia non siano interessate a collaborare sull'energia nucleare. Anzi, con il proprio nucleare ormai in netto declino, la Francia ha bisogno di partners per rilanciare e rifinanziare nuove centrali e probabilmente questa è la ragione che ha spinto Sarkozy a Roma. Ma questo cosiddetto "accordo" fra Italia e Francia è puro fumo e rumore; aria fritta, propaganda fatta secondo un copione ormai collaudato e, curiosamente, la gente continua a cascarci.

Eppure, per tutta la giornata del 24 Febbraio, giornali e televisione ci hanno bombardato con la notizia che Italia e Francia si sono messe daccordo per la realizzazione di quattro centrali nucleari, dando la cosa come certa e assodata. Tutta la vicenda conferma in pieno la saggia regola che continuerò ad applicare: tutto quello che ti raccontano in TV o sui giornali va ignorato in quanto o è falso, o è esagerato, o è irrilevante, o tutte e tre le cose insieme.

Ah.... nell'intervista, le cose che ho scritto qui, ovviamente, non le ho potute dire!
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(comunicato stampa di Enel del 24 Febbraio 2009 - cortesia di Pierangela Magioncalda)

ACCORDO ENEL-EDF PER LO SVILUPPO DEL NUCLEARE IN ITALIA

Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, l’Ad di Enel Fulvio Conti e il Pdg di Edf Pierre Gadonneix hanno siglato due Memorandum of Understanding per studiare la fattibilità di almeno 4 unità di terza generazione avanzata del tipo EPR da costruire nel nostro Paese e per estendere la partecipazione di Enel al programma nucleare in Francia, a partire dal reattore di Penly recentemente autorizzato.

“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”

Roma, 24 febbraio 2009 - Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, Fulvio Conti amministratore delegato e direttore generale di Enel e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf hanno firmato un primo Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. Quando sarà completato l’iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed EDF si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%.

L’obiettivo è di rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020.

Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR, caratterizzate da:

· partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia;

· leadership di Enel nell’esercizio degli impianti;

· apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel e EDF della maggioranza dei veicoli societari.

L’accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilità di estensione.

In un secondo MoU, Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly.

“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”

Enel è oggi presente in Francia nel nucleare, con una partecipazione del 12,5% nell’impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata Erelis, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricità con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008.

Ulteriori possibilità di sviluppo di Enel in Francia, riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di Edf da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche.

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Stavo chiudendo il PC. La TV non l'ho vista nemmeno oggi con i stessi tuoi motivi.
Articolo da segnalare diverse volte domani.
Grazie. Dormirò meglio ora.Ed è una dei tanti esempi di cosa significa pubblica informazione.

Maria

Anonimo ha detto...

Ho ripassato i titoli del giorno con GOOGLE-NEWS una seconda volta . Impressionante!Spero che il tuo articolo trovi velocemente larga diffusione.

Maria

SalParadise ha detto...

In realtà è meglio così... preferivi che ci fosse un vero contratto e che costruissero realmente le centrali nucleari sul territorio italiano?

freespirit ha detto...

"Tutta la vicenda conferma in pieno la saggia regola che continuerò ad applicare: tutto quello che ti raccontano in TV o sui giornali va ignorato in quanto o è falso, o è esagerato, o è irrilevante, o tutte e tre le cose insieme."

Già solo queste parole fanno aumentare la mia stima per lei

Riccardo

raimondo ha detto...

Chi vivrà vedrà.
Al prossimo cambio di governo qest'accordo potrebbe diventare carta straccia oppure ... (faccio un salto di fantasia, giudicate voi).
Mettiamo che gli accordi vadano in porto e si inizi davvero la costruzione di nuove centrali.
Visti gli alti costi delle centrali nucleari la Francia da sola non avrà in futuro abbastanza soldi per farne altre, deve dividere la spesa con altri partner.
Sempre per creare delle economie di scala non si può costruire una sola centrale ma una serie.

L'impegno finanziario nel nucleare potrebbe indebitare eccessivamente l'ENEL che si vedrà costretta a ricorrere ad aiuti di Stato e perciò potrebbe essere ri-Nazionalizzata, o almeno in parte, e saranno proprio le centrali nucleari ad esserlo.
A quel punto sarà lo Stato a sobbarcarsi i costi di esercizio e quelli inerenti alla sicurezza e allo smaltimento.
A me ricorda tanto la storia della SADE e della diga del Vajont.

Ma tanto la storia non si impara più.

Chi vivrà vedrà.

DOMANDA: a qunto ammontano i costi di costruzione della centrale che stanno realizzando in Finlandia?
DOMANDA PERFIDA: non è che il KWh nucleare godrà delle agevolazioni del CIP6.

Gabriella ha detto...

Questa mattina, alla radio nel programma della Falcetti "Italia istruzioni per l'uso" veniva ribadito l'accordo Italia-Francia per la costruzione di 4 centrali nucleari di 3 generazione. Quale sorpresa nell'apprendere che noi nel 1987 non abbiamo votato nessun referendum sull'abolizione del nucleare. Ancora non mi riprendo.Gabriella

Paolo ha detto...

intanto ieri leggevo questo:

AGI) - Londra, 24 feb. - Le centrali nucleari di nuova generazione sono piu' pericolose, in caso di incidente, degli impianti che dovrebbero sostituire. Lo afferma un'inchiesta del quotidiano britannico "The Independent", secondo il quale alcuni documenti di natura industriale proverebbero come, in caso di incidente, la fuoriuscita di radiazioni da queste centrali sarebbe notevolmente piu' consistente e pericolosa che non in passato. Documenti che provengono anche dalla francese Edf. Si tratta di prove, scrive il quotidiano, "ben sepolte tra le carte della stessa industria nucleare" e che "mettono in dubbio le ripetute affermazioni secondo le quali i nuovi Epr (European Pressurised Reactors) sarebbero piu' sicuri delle vecchie installazioni". Semmai sarebbe vero il contrario: "Pare che un incidente ad un reattore o al sistema di smaltimento delle scorie, sebbene piu' difficile da verificarsi, potrebbe avere conseguenze ancor piu' devastanti in futuro". In particolare, tra gli studi esaminati, "ce n'è uno che suggerisce che le perdite umane stimate potrebbero essere doppie" rispetto al passato.

Anonimo ha detto...

La notizia data dai tg parlava addirittura che le quattro centrali in questione avrebbero fornito nientemeno che il 25% del fabbisogno elettrico italiano.
Incredibile.La Francia di centrali ne ha sessanta,e ne soddisfa l'80% noi, con sole 4 arriveremmo al 25%
Qualcuno potrebbe dire:Eh, ma sono italiane e di ultima generazione,
magari non accorgendosi della involontaria autoironia.
La domanda fondamentale allora sorge spontanea.
A che cosa servono queste notizie?
A istupidire la parte di popolo che non si rassegna ancora a istupidirsi?
A dire ai ragionanti che il potere ce l'hanno comunque gli stupidi?
I fatti si possono nascondere, manipolare, ignorare.
Ma poi prevalgono sulle opinioni espresse sui fatti stessi.
Noi Italiani siamo abituati da troppo tempo ad una politica esclusivamente viscerale.
E la questione nucleare, oggi, si presta benissimo allo scopo.
proprio perchè per capirne qualcosa non è necessario essere ingegneri nucleari di lungo corso, ma essere esperti di reality e canzonette non è sufficiente.
E poi,non sarebbe così spassoso
sentire discettare Morgan con Alba Parietti,sull'arricchimento dell'uranio,il tutto moderato da un
duo Cecchi Paone-Vittorio Sgarbi?
Buon divertimento
Marco Sclarandis.

Anonimo ha detto...

Ormai anch'io da tempo non presto fede all'informazione dei media ufficiali, però non posso fare a meno di irritarmi pensando a quanto il popolo bue se la beva.
Questo Governo berlusca sta realmente galleggiando in attesa di essere affondato dalla tempesta che sta per piombarci addosso...

Paolo B.

Anonimo ha detto...

ah beh, ma nessuno batte LIBERO che titola a 9 colonne "l'energia costerà la metà!"Ma che bello!
Conoscendo i collaboratori... è tutto chiaro. "Lasciamo fare al mercato" dice il nostro giovane chicagoboy che ogni tanto ci onora delle sue notevoli esternazioni, con una fantasia davvero notevole.

Il punto è proprio questo: su una cosa che deve essere scientifica e non ideologica o mafiosa in termini di torta da spartire, perchè raccontare tante balle?
Un capo del governo decente va in TV e dice: le cose stanno cosi: bla bla bla (dati certi e seri), pro e contro veri. Che si fa?
In Italia si sparano balle e la gente le beve contenta.
Mi raccomando solo una cosa: il deposito di scorie che sia a Modena. Non zitti zitti a Saluggia come ora.

Paolo ha detto...

Come diceva il prof, "aria fritta":

http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18200

Piero Mannone ha detto...

Premetto sono contrario al nucleare in Italia per 2 ragioni come sarà realizzato e gestito da parte italiana e perchè tra 20 anni ritengo che ci si sposterà sulle fonti rinnovabili (portogallo e Uk sono un esempio) inoltre l'energia che compriamo di notte dalla francia ci costa meno di una centrale e quindi l'ammortamento delle stesse non avverà mai.

Detto questo desidero puntualizzare una cosa del tuo post che ritengo inesatta: Due stati non fanno un contratto e non possono farlo ma firmano un protocollo d'intesa che non è un contratto ma è la conferma di un orientamento politico del governo di una scelta.

Il protocollo d'intesa serve a fissare degli obiettivi e circonstanziare,neanche troppo, come saranno raggiunti. Ma indica la strada. Successivamente gli stati ciascun per conto proprio lavorerà per risolvere i propri impegni e farà ciò che è necessario. Nel versante italiano,per esempio, si cercheranno i siti dove fare le centrali, si studieranno i bandi di gara basati appunto sul protocollo d'intesa siglato.

Questo non significa però che le facciano, sicuramente la prima parte del progetto localizzazione siti e bando lo faranno.

MaRaNtZ ha detto...

Ottimo articolo.

Il giornalismo ha tantissimo da imparare dalla rete, notizie come queste non trovano posto, perché demoliscono i tentativi di fare passare la fuffa per notizia

Anonimo ha detto...

Spot elettonucleare (senza la r di elettro)
Un nuovo spot ad alta intensità emotiva, del nostro funambolico primo ministro.

Il prossimo sarà sul carbolindo.
Un nuovo materiale che non si sa come, unirà tutti i vantaggi delle fonti rinnovabili evitandone tutti gl'inconvenienti.

Ancora buon divertimento a tutti.

Marco Sclarandis.

Anonimo ha detto...

In inglese, francese o tedesco si parla del"siglato accordo" e ritorno al nucleare dell' Italia...

www.greenreport.it pubblica:

Accordo nucleare Berlusconi- Sarkozy? Per francesi (e inglesi)"coup de bluff"

Voci che contrastano il filone principale.

Maria

Anonimo ha detto...

Professore, anch'io cerco di seguire la sua saggia regola... e questo suo articolo da un lato mi incoraggia nel perseverare, dall'altro mi fa pensare. Infatti, nello stesso tempo, mi chiedo: perchè nell'intervista "non le ha potute dire", parole sue, le cose che ha scritto nell'articolo? Era sotto minaccia?? Non credo, come non credo che glielo abbia prescritto il medico di andare in TV a rilasciare interviste. Quindi? Ah, forse lo ha fatto per non confutare, nemmeno per una piccola volta, l'ipotesi che sostiene quella "saggia regola".
Beh, non mi convince... :-(

Ugo Bardi ha detto...

Ah... forse dveo specificare meglio perchè "non ho potuto" dire queste cose. Non che mi abbiano impedito di parlare, assolutamente no; è solo che l'intervista era settata in un certo modo e il mio intervento sarà durato - diciamo - 30 o 40 secondi in totale. Non c'era tempo e non mi hanno fatto le domande giuste. Era del tutto ovvio per l'intervistatrice che l'accordo era fatto e implicava la costruzione di quattro centrali nucleari. Era un classico pseudo-dibattito; cosa del tutto normale in queste cose.

Comunque, quando mi invitano in TV cerco di andarci per mantenere almeno una piccola "presenza" e cercare almeno di dire certe cose. Qui, sono riuscito a infilare qualche frase di scetticismo. Sono riuscito a dire, per esempio, che il nucleare francese è in declino produttivo ormai da qualche anno. Queste cose, sulla stampa, nessuno le ha dette.

Ugo Bardi ha detto...

Per Piero Mannone. Hai ragione a dire che due stati non possono firmare un contratto. Però, attenzione, gli stati non fabbricano nemmeno centrali nucleari, non direttamente almeno. Il memorandum of understanding e fra EDF e ENEL, di queste la seconda è un'azienda privata quotata sul mercato. Ora non so di preciso come sta l'EDF; ma sono sicuro che può firmare contratti con l'ENEL; ma ha scelto di non farlo.

stefano ha detto...

tra l'altro, ai sensi dell'art.88 della Costituzione, visto la non corrispondenza tra volontà popolare (referendum abrogativo del 1987) e del legislatore, l'eventuale legge votata dalle Camere costringerebbe il Presidente della Repubblica allo scioglimento anticipato del Parlamento..
cmq come sempre complimenti mitico prof.!!

Anonimo ha detto...

L'uso dell'energia solare in tutte le sue derivate, eolica, di marea, insieme a quella geotermica,è l'unica ad essere veramente inesauribile,per la civiltà umana,
ed è intrinsecamente antispeculativa.
E' questo il motivo per cui è stata osteggiata e sminuita per almeno mezzo secolo.In aggiunta,il prezzo dei combustibili fossili è stato per molto tempo dissennatamente basso e falsamente basso quello dei combustibili nucleari.Ancora trent'anni fa si potevano accampare scuse di natura tecnologica, per ignorare il Sole, ma da un ventennio ad oggi, queste scuse sono diventate via via sempre più pretestuose.Oggi poi, stanno diventando ridicole.
Certo, adesso il tempo comincia a stringere,e la consapevolezza dello scialo idiota del passato e del presente comincia ad ingenerare profonda inquietudine.
Il cambiamento è però inevitabile.
Il Sole da noi acceso e ingabbiato sulla terra,è ancora un miraggio,e l'esaurimento di quelle fonti d'energia che il sole ha ingabbiato nelle notti dei tempi sta diventando un incubo.
Eppure basterebbe svegliarsi dagli incantesimi.L'energia del Sole non è tanta,è immensa.Ma bisogna un pò ingegnarsi ad acchiapparla.
Cosa che tutti potrebbero d'ora in poi fare.
Senza chiedere troppi permessi a nessuno.
E questo,non c'è da stupirsi,a molti magnaccia dell'energia,non piace proprio per niente.

Marco Sclarandis

Anonimo ha detto...

Piccola correzione: L'energia solare etc etc...
Marco Sclarandis.

Anonimo ha detto...

Forse avrete notato anche il giorno, in cui è stato fatto l'annuncio, il 24/2 martedì grasso di carnevale e per un PM come Berlusconi non poteva esserci giorno migliore.
Mauro

Anonimo ha detto...

... prima Svezia ora Italia. Quindi anche la Germania dovrebbe discutere sul rientro....
voci dalla Germania.
Ha una funzione ed un effetto una notizia del genere.

Gianluca ha detto...

Di anche tu NO al Nucleare in Italia.
Firma e fai firmare, anche online, la petizione contro questo costosissimo vicolo cieco che il Governo sta imboccando.

http://petizione.perilbenecomune.org

L'iniziativa è promossa dal movimento politico Per il Bene Comune - Lista Civica Nazionale.
http://www.perilbenecomune.org

francesco ha detto...

Io vivo in Finlandia da circa sei mesi ormai. Ma, sapete che nella cassatta domestica dei medicinali,i finlandesi hanno(scusate l'ignoranza,non so di cosa si tratti)delle "pillole" da prendere in caso di incidenti nucleari?Questo mi ha lasciato un po' perplesso.Anche se penso che qui si discutesse piu' della censura informativa in Italia.E questo mi lascia ancora piu' perplesso ed amareggiato!

Paolo ha detto...

Anche in Svizzera hanno quelle 'pillole'... quanto poi siano davvero efficaci è tutto da vedere...

Anonimo ha detto...

D'accordo state facendo un polverone che non interessa nessuno su delle ipotetiche centrali nucleari che è quasi certoche non si faranno mai perchè nel 2020 avranno capito tutti che l'energia ce la possiamo fare da soli e questo lo sa anche Berlusconi lo avevate pensato oppure credete di essere voi soli i depositari del verbo e gli altri tutti degli stupidi? La rivoluzione delle rinnovabili è già cominciata o non ve ne siete accort? Anzichè parlare dell'incubo Berlusconi che non vi fà dormire la notte agite e convincete il vostro prossimo che si può fare altro,

Admin Lux ha detto...

Questa ricostruzione sul nucleare è fantastica:
http://www.thepopuli.com/?p=353