domenica, febbraio 08, 2009

Spigolature: linkoteca di ASPO - Italia

Nove volte sette

created by Maurizio Tron


Ancorché in ritardo di un paio di mesi, grazie a un socio Aspo ho ritrovato un articolo che la dice lunga sulla situazione scolastica inglese e, di riflesso, su quella europea. Oltre all'articolo di cui al primo link consiglio di leggere il vecchio racconto di Isaac Asimov, vedi secondo link. Temo che abbiamo passato da un bel po' il picco dell'intelligenza media .

'Sui banchi i ragazzi hanno trovato un compito in classe di matematica dell’epoca, uno di quelli che i loro coetanei sedicenni nati nel 1949-50 risolvevano senza penare e senza copiare troppo. Pochissimi tra gli studenti arrivati dal futuro (il 15%) sono riusciti a farcela, gli altri hanno consegnato il foglio in bianco. È andata meglio nelle tappe intermedie che la macchina del tempo ha fatto: nel 2005 i compiti erano già più facili e il 35% li ha risolti. Ma, complessivamente, gran parte dei 1300 piccoli geni delle scuole inglesi si è rivelato incapace di venire a capo dei problemi di matematica e algebra che i loro genitori risolvevano [....] In Gran Bretagna (e un po’ in tutti i Paesi) la qualità del livello di insegnamento e di apprendimento sta precipitando e secondo gli esperti, se non si rimedia subito, le future generazioni non saranno in grado di fare la più semplice delle divisioni, figuriamoci una radice quadrata [....] Frank Field, un autorevole e ascoltato membro del Parlamento laburista, in un discorso all’Università di Leicester ha anche dato la colpa ai genitori, che non esercitano più quel rigore educativo indispensabile alla formazione dei ragazzi. Secondo Field, l’epoca d’oro della famiglia britannica è culminata negli Anni Cinquanta, l’ultima era nella quale i genitori stavano sempre dalla parte degli insegnanti e mai dei loro figli, e famiglia e scuola contribuivano in ugual misura alla crescita culturale dei ragazzi. Si dice che fra qualche anno i robot avranno una capacità di elaborazione superiore a quella del cervello umano, mentre a quanto pare i cervelli delle nuove generazioni faticheranno a fare una moltiplicazione'

'Affrontando il tema (oggi più che mai attuale) dei rapporti fra scienza ed etica, Asimov ci propone due paradossi. Il primo è che il ritorno dai giganteschi elaboratori elettronici all'umile matita, al semplice pezzo di carta, all'elementare memorizzazione della tavola pitagorica, non è una regressione ma costituisce un progresso. Con ciò l'autore, inconsapevolemte ci ricorda la massima di Alessandro Manzoni, secondo il quale "non tutto ciò che vien dopo è progresso". Il secondo è che questo ritorno possa anche costituire un mortale pericolo
«Quando cominciai a studiare la scienza che oggi si chiama grafitica, la consideravo alla stregua di un passatempo privato. Non vedevo, in essa, altro che un divertimento stimolante, un esercizio mentale. Quando il Progetto 63 venne istituito, io ritenevo che i miei superiori vedessero più lontano di me; che la grafitica potesse essere messa al servizio dell'umanità, potesse contribuire, per esempio, alla realizzazione di congegni veramente pratici per il trasporto individuale. Ma ora capisco che sarà usata solo per spargere morte e distruzione.»'

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The party's over .... Well, sometimes it's there, sometimes it's not there anymore

David Addison

8 commenti:

Gianni Comoretto ha detto...

Tramite la mia compagna, insegnate di matematica, bazzico un po' l'ambiente.
La situazione è grave, i genitori parteggiano per i figli, "Come mai ha dato solo distinto e non ottimo a mio figlio?" (e magari va a protestare dal preside per l'ingiustizia), oppure se ne disinteressano, cosa comprensibile quando entrambi i genitori, immigrati, lavorano fino alle 7 di sera per riuscire a tirare avanti.
Ma in quinta le divisioni a tre cifre non hanno più misteri per nessuno.

grimwald.g ha detto...

I link non sembrano funzionare.
Cos'è la "grafitica"?

Anonimo ha detto...

grimwald.g
Per i link mi rimetto alle 'arti informagiche' di Frank. Per quanto riguarda invece la 'grafitica', la spiegazione è nel testo del racconto: 'È un fatto che questo metodo (a proposito, noi l'abbiamo battezzato «grafitica», dalla vecchia parola europea «grafo», cioè «scrivere») deriva direttamente dalle calcolatrici, e dunque non può essere anteriore'

Caro Gianni, quando ti capita in prima scientifico - e anche in classi superiori, ahinoi -, di vedere gente che pretende di poter usare la calcolatrice per eseguire calcoli astrusi come (10:0,1), un po' ti ricredi. E non parliamo poi delle tabelline

Maurizio T.

Ivo Quartiroli ha detto...

Assistiamo al paradosse di trovarci in un'epoca dove vi è un'esplosione di informazioni e di conoscenza e allo stesso tempo vediamo che le capacità intellettuali delle persone sono in declino. Lo studio che hai citato è uno dei tanti che vanno in questa direzione. Anche la rivista di tecnologia digitale Wired ha riportato http://www.wired.com/techbiz/people/magazine/15-10/st_thompson lo studio del neuroscienziato Ian Robertson che ha rilevato che i giovani erano meno capaci dei loro genitori di ricordare le informazioni personali generiche.

A mio parere, la società dell'informazione è un catalizzatore che accelera enormemente il processo di sviluppo delle capacità mentali, le quali possono evolversi verso la sua trascendenza oppure involvere nel declino delle sue capacità. Nel caso dell'involuzione abbiamo torpore mentale, incapacità di vedere la cose in prospettiva, memoria corta, scarsa capacitò di attenzione prolungata, continue interruzioni da SMS, email, notifiche dai siti, notizie. In altre parole, un generale rincoglionimento. Il computer e Internet ci danno l'opportunità di accelerare il processo della mente oppure di regredire ad uno stato precedente allo sviluppo della mente per come è si è sviluppata nelle società ad alta alfabetizzazione.

Con la rivoluzione industriale abbiamo esternalizzato il lavoro dei nostri corpi verso le macchine e ci siamo potuti concentrare sullo sviluppo intellettuale, culturale e su un'alfabetizzazione quasi universale, importantissimi sviluppi della consapevolezza umana. I nostri corpi si sono indeboliti, e con l'aumento del “benessere” vi è stato un parallelo aumento di problemi cardiovascolari, obesità, malattie degenerative, cancri. Ma allo stesso tempo abbiamo creato farmaci e condizioni di vita più protette.


Ora, nella società post-industriale dell'informazione, stiamo esternalizzando le nostre menti verso le tecnologie dell'informazione e si sta indebolendo la capacità mentale di riflessione e analisi critica.

La condizione è ottimale per i politici. Slogan populisti, manipolazioni mediatiche e semplificazioni che fanno leva sugli istinti più bassi possono essere assorbiti acriticamente. Come vediamo tutti i giorni.

Frank Galvagno ha detto...

Ora i link dovrebbero funzionare. La cosa curiosa è che a me funzionvano anche prima: facendo ctrl+click mi si apre un altro browser, cosicchè non perdo la sorgente iniziale. Se invece facevo click normale non funzionavano...

Ora li ho associati a un pezzo di testo e non ci sono problemi.

Misteri di html, di blogger, dell'entropia ... :-)

Anonimo ha detto...

Comoretto: "[...] i genitori parteggiano per i figli, [...] oppure se ne disinteressano, cosa comprensibile quando entrambi i genitori lavorano fino alle 7 di sera per riuscire a tirare avanti."

Cominciassero a disinteressarsene prima ancora di farli, il problema non sussisterebbe. Cosa sono, tutti talmente imbecilli da non sapere quale enorme impegno richiede anche un solo figlio? Se non sono disposti a profondere quell'impegno, be', che si astengano dal metterli al mondo, risolvendo il problema alla radice. Avremmo tutti da guadagnarci.

L'impressione è che il picco della falsità umana (anche verso se stessi) non verrà mai raggiunto, nonostante la progressione esponenziale della sua crescita.

Anonimo ha detto...

Sono insegnante e posso garantire che i ragazzi di oggi non sono né meno né più svegli di quanto eravamo noi. Il problema è di carattere motivazionale: se di una cosa non te ne frega nulla (e le ragioni possono essere molteplici), mai la imparerai e, soprattutto, mai ti porrai il problema d'acquisire un metodo per apprendere.

Occorrerebbe chiedersi con forza cosa spinge i giovanissimi d'oggi a crescere privi di veri interessi e della volontà di coltivarli attivamente. Qualche ipotesi ce l'ho, ma preferisco tenerla per me.

Quel che è certo è che gli effetti di quanto osservato finiscono per rivelarsi nella forma d'una crescente ignoranza e d'una crescente incapacità d'impostare un qualsivoglia ragionamento efficace.

Paolo ha detto...

@Anonimo insegnante
"Occorrerebbe chiedersi con forza cosa spinge i giovanissimi d'oggi a crescere privi di veri interessi e della volontà di coltivarli attivamente. Qualche ipotesi ce l'ho, ma preferisco tenerla per me."

Perché? Sarei interessato ad ascoltare la tua opinione in merito, specie considerando certe notizie:

http://tinyurl.com/ca6h52