venerdì, maggio 14, 2010

Con il mondo sulle spalle


Riceviamo e pubblichiamo da Emanuele Campiglio l'introduzione al suo libro "Con il mondo sulle spalle. Questioni globali e limiti alla crescita".
A questo link è possibile trovare il riferimento per acquistarlo, oppure per scaricarlo liberamente come .pdf (copyleft)  


created by Emanuele Campiglio


Gli ultimi tre secoli sono stati per la società umana un periodo di straordinario sviluppo, di cui le nostre condizioni di vita sono testimoni. Una grande parte del pianeta ha oggi facile accesso a cibo, medicine, elettricità, case riscaldate, acqua pulita, aeroporti, computer, informazioni e altre comodità che rendono la vita più lunga e più degna di essere vissuta.
Eppure, allo stesso tempo sembra aumentata anche la varietà ed intensità dei problemi. Esplosione della popolazione, povertà, dipendenza da risorse finite, inquinamento - un complesso insieme di fenomeni globali pare ora disegnare un futuro incerto e quanto mai articolato da gestire.
Per quanto proseguirà l’aumento demografico? Riusciremo a trovare alternative al petrolio? Sarebbe possibile sostenere una Cina dallo stile di vita americano? Può darsi – come sostengono alcuni – che il modello di sviluppo occidentale debba essere profondamente riformato, ponendo dei limiti alla crescita e un freno ai consumi. Ma come farlo?
Attraverso l’esposizione di fatti, teorie e prospettive future, il libro tenta di dare una risposta a questi fondamentali interrogativi, analizzando il dibattito contemporaneo e cercando di rendere la materia comprensibile anche a chi vi si avvicina per la prima volta.

5 commenti:

Stefano ha detto...

Non posso esimermi dal constatare che l'energia nucleare è stata inserita "in toto" tra le rinnovabili, senza spiegazione o alcun distinguo.

Prof. Campiglio, sarebbe così gentile da dare spiegazioni a riguardo?

ema ha detto...

Gentile stefano,

mi sono trovato costretto a tagliare la parte dedicata ad approfondire l'argomento nucleare per non sovraccaricare il libro di argomenti.

Mi sembra comunque di aver fatto un'analisi corretta, seppur breve. Il nucleare fa effettivamente parte delle energie rinnovabili (di certo non e' non rinnovabile) ed esistono dei problemi legati al suo utilizzo (rischi legati alla sicurezza e stoccaggio delle scorie).

Lei che cosa avrebbe aggiunto di fondamentale?

Saluti

Antonello ha detto...

@ema

Due osservazioni:

1) Il nucleare fa parte semmai delle energie alternative e non delle energie rinnovabili visto che l'uranio non si riforma certo dalla terra.

2) Io avrei anche messo almeno un cenno sulla teoria di Olduvai di R. Duncan.

Stefano ha detto...

Il nucleare è non rinnovabile, come dice Antonello che mi ha anticipato, perchè l'uranio è un normale minerale.

Appare "parzialmente" alternativo alle fonti fossili perchè ha emissioni di CO2 ridotte per unità di energia prodotta, ma il beneficio è legato alla concentrazione iniziale dell'ossido di uranio in miniera, per cui lo sfruttamento di giacimenti di minore grado vanifica questo vantaggio.

La precedente caratteristica positiva è comunque ampiamente riassorbita e surclassata dall'inquinamento prodotto dagli scarti: il fluoro radioattivo durante l'arricchimento e le più note scorie radioattive dopo la reazione.

E' una tecnologia energetica su cui non si può puntare su larga scala perchè è costosa e complessa da gestire.

Il suo EROI è al limite della sostenibilità energetica.

In conclusione non è una buona fonte energetica. Infatti il nucleare civile non è altro che il sottoprodotto del nucleare militare. Solo così è possibile inquadrare la sua fattibilità.

ema ha detto...

Cari Antonello e Stefano,

e' vero quello che dite, a livello formale anche il nucleare e' da considerare "non rinnovabile" perche' prende vita da materie prime presenti in quantita' finita. Tuttavia i suoi limiti ambientali sono molto meno stretti che nel caso dei combustibili fossili - correggetemi se sbaglio - soprattutto in prospettiva di un continuo miglioramento delle tecnologie, che permetteranno di ottenere energia nucleare da altri elementi che non siano l'uranio.

Insomma avrei difficolta' ad inserirla concettualmente tra le "non rinnovabili", mi sembra che ci siano differenze. La definizione poi e' ambigua di per se'.

Comunque trovo abbiate ragione, il tema e' trattato un po' troppo velocemente nel libro, per ragioni di spazio. Oltre al fatto che, essendo un economista, capisco solo parzialmente le questioni tecniche legate al nucleare, e trovo invece piu' interessanti quelle riguardanti i combustibili fossili (in cui i problemi di scarsita', prezzi, e trasformazione del settore produttivo sono piu' presenti).

antonello, non conosco la teoria di olduvai, di cui mi sto informando solo ora. Non saprei dare un giudizio.

saluti,

emanuele