lunedì, maggio 10, 2010

Il mondo non crolla, per ora



Vedo da come vanno le borse oggi che le mie previsioni dell'altro giorno sono confermate. Avevo detto che era una fluttuazione e che non mi aspettavo il crollo del sistema economico. In effetti, sembra proprio che non ci sarà niente del genere.

Quello che vediamo succedere alle borse sono più che altro dei sintomi che ci dicono che il sistema è in difficoltà. Sono premonitori del crollo totale che, però, credo che non arriverà finché non vedremo l'inizio di un deciso declino della produzione petrolifera. A quel punto, sarà il si salvi chi può - scordatevi dell'Euro, dell'Unione Europea, della globalizzazione e di tante altre cosette.

Ma, per ora, la produzione regge. Finché regge la produzione, regge anche il sistema. Fino a quando? Ah, beh.... a ognuno la sua sfera di cristallo.....

2 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Sì, è probabilissimo che in condizioni di produzione petrolifera stazionaria (plateau che persiste con immensi sforzi dell'industria estrattiva --> aumento di rischio di incidenti legati alla severità delle condizioni dei pozzi, vediamo il caso Deepwater) i sistemi economici rispondano con un'elevatissima volatilità: picchi e contropicchi del Dow Jones che diventa sempre più sensibile ai rumors (situazione di pre-panico).

Se durante questo periodo la penetrazione delle rinnovabili sarà tale da rilassare i sistemi energetici, in concomitanza con il declino della produzione petrolifera, potrebbero anche non verificarsi situazioni estreme. Tutto sta in quanto ci crediamo. In effetti il tempo per preparare il terreno è pochino ... 5 - 10 anni

Pippolillo ha detto...

Se avete visto la puntata di Report di domenica sera, hanno mostrato i cogeneratori che la Wolksvagen sta costruendo.
100.000 macchine connesse in rete, totale 2 MW, per sopperire all'intermittenza delle fonti rinnovabili.
Intanto la Fiat chiude perché pensa solo e sempre a fare automobili ed il povero ing. Palazzetti si dispera a vedere la sua idea del TOTEM scippata dai tedeschi.
Meno male che in Italia faremo tante belle centrali nucleari.
Forza Italia, si può ancora dire?