sabato, aprile 02, 2011

Germania uber alles?

Uno degli argomenti più usati dagli ecologisti italiani per perorare la causa delle rinnovabili, ferocemente contrastata dalla strategia nuclearista del governo Berlusconi, è il confronto con le politiche energetiche del colosso industriale tedesco che ha programmato di raggiungere, nel 2050, l’80% di produzione di energia elettrica con le rinnovabili. Inoltre, oggi la Germania è non solo leader nel settore dell’eolico, ma anche in quello del solare. Che vergogna per il Paese del Sole! E in effetti, la Germania nel 2009 ha avuto una produzione di energia eolica più di sei volte di quella italiana e una produzione di energia fotovoltaica tre volte e mezza quella nostra.

Ma, forse per la ventata di sano patriottismo del 150° anniversario, ho pensato che sarebbe giusto ridimensionare questo primato e un po’ rivalutare il nostro tanto bistrattato paese.

Innanzitutto, dobbiamo considerare che il valore assoluto della produzione energetica rinnovabile ha poco senso, mentre ne ha molto di più la percentuale rispetto alla produzione totale, quest’ultima in Germania molto più alta di quella italiana. E infatti, andando a vedere i confronti internazionali presenti sul sito dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, registriamo questo primo dato per la produzione lorda di energia elettrica: Germania 593 TWh, Italia 290 TWh. Quindi il vantaggio dei tedeschi nel settore delle rinnovabili in termini percentuali è più che dimezzato rispetto ai valori assoluti (per l’eolico 6,34% contro il 2,1% italiano, per il solare 0,95% contro lo 0,57% italiano). Sicuramente si tratta ancora di un distacco sensibile, ma colmabile facilmente se il positivo trend di crescita delle rinnovabili nazionali innescato negli ultimi anni non venisse compromesso definitivamente dagli attuali sciagurati amministratori.

Se infine approfondiamo il confronto energetico sul totale dell’energia rinnovabile prodotta dai due paesi (escluse le biomasse, ma cambia poco), allora viene quasi voglia di sventolare il tricolore. L’Italia letteralmente surclassa la Germania con un confortante 22,14% contro un misero 11,60%, grazie all’apporto determinante dell’energia idroelettrica (17,62%). Non molti evidenziano sufficientemente una delle peculiarità tipiche del nostro paese, al pari secondo me dell’arte, della pizza e del bel canto: le grandi centrali idroelettriche, che sono state all’inizio del secolo scorso il vero motore della prima crescita economica e civile del nostro paese e che hanno rappresentato fino agli anni ’60 (come si può vedere nel grafico di questo mio articolo) la forma prevalente di produzione di energia elettrica.

Nel grafico allegato in alto, abbiamo la possibilità di sintetizzare visivamente il confronto descritto in precedenza, anche con altri Stati europei. Certo, l’Italia continua ad avere il pesante primato negativo della produzione termoelettrica. Ma di questo parleremo prossimamente.

9 commenti:

MaRaNtZ ha detto...

Io non credo che alla fin fine abbia molto senso considerare la quota di energia rinnovabile con l'energia totale prodotta da un paese. Quando poi confrontiamo fra di loro gli indici di paesi diversi, non dobbiamo dimenticare la diversità nella quantità totale di abitanti. La germania ha 83 milioni di abitanti, l'italia "solo" 60 milioni. Un dato molto più interessante potrebbe essere la quantità di energia rinnovabile prodotta PER abitante, nel qual caso il divario con la germania si riduce non di poco.

Andrea Palloni ha detto...

L'energia che l'Italia produce dall'idroelettrico è, proprio come dici tu, derivante da investimenti fatti negli anni 60 ed ancor prima, quella tedesca è invece molto recente. Interessante sarebbe vedere il trend di crescita temporale negli investimenti. Noi italiani abbiamo rallentato la marcia, o meglio ci siamo "distratti" dalle energie rinnovabili, i tedeschi ci si sono buttati a peso morto.

Terenzio Longobardi ha detto...

Beh, indubbiamente è importante anche la produzione procapite e sicuramente l'Italia da questo punto di vista è favorita. La Germania ha 82 milioni di abitanti contro i 60 milioni dell'Italia, ma ha il doppio di produzione di energia elettrica. Però ho qualche perplessità ad utilizzare questo metodo per contabilizzare la produzione da rinnovabili. Se per assurdo la Germania raggiungesse il 100% di produzione rinnovabile, all'Italia basterebbe fare il 75% per avere una produzione procapite superiore. Quindi continuo a preferire il parametro della percentuale sulla produzione totale.

Saul Casalone ha detto...

Mi scusi, non riesco trovare accordo tra le cifre percentuali da lei indicate e i dati forniti sia da TERNA, sia da EIA. E' probabile che io abbia commesso qualche errore banale che tuttavia non riesco a individuare...

Dati TERNA:

Produzione lorda Germania 2008: 633.2 TWh
di cui fotovoltaica: 4.000 TWh
pari al 0,63%

Produzione lorda Italia 2008: 319.1 TWh
di cui fotovoltaica: 0.193 TWh
pari al 0,06%

DATI EIA:

Produzione netta Germania 2008: 594.69 TWh
di cui fotovoltaica: 4.20 TWh
pari al 0,70%

Produzione netta Italia 2008: 294.97 TWh
di cui fotovoltaica: 0.18 TWh
pari al 0,06%

Le sarei grato se potesse darmi la sua opinione su questi dati.
Saul Casalone

Terenzio Longobardi ha detto...

Casalone, grazie del commento, perchè mi ha segnalato un involontario errore. In effetti i dati del 2009 da cui ho ricavato il grafico sono dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, disponibili all'indirizzo http://www.autorita.energia.it/it/dati/int04_09.htm
Ho scritto Terna per abitudine, ma provvedo a correggere sull'articolo.

Saul Casalone ha detto...

La ringrazio della precisazione, anche se a questo punto mi pare emerga un disaccordo tra i dati dell'Autorità per l'Energia Elettrica e i dati EIA secondo cui la produzione netta di energia elettrica da solare italiana nel 2009 sarebbe di 0.71 TWh pari al 0.26% contro i 5.89 TWh pari al 1.06% della Germania. Un dubbio: il documento dell'Autorità per l'Energia Elettrica si riferisce a "solare e altro"... cosa significa "altro"?

Marco ha detto...

E' anche vero che però, a parità di potenza prodotta, Germania e Italia non necessitano degli stessi kWp di potenza installata: considerata l'insolazione media tedesca di 750 Wh/mq in Germania e di 1300 Wh/mq in Italia, alla Germania, per produrre la stessa quantità di energia con pannelli solari, serve il 75% in più di potenza installata.
Dunque, considerato che produce percentualmente il doppio su un territorio sfavorevole e su un totale di energia prodotta decisamente maggiore, io direi che la Germania un po' di lodi se le merita nonostante tutto.

Terenzio Longobardi ha detto...

Sì Casalone, i dati del solare italiano EIA differiscono anche leggermente in eccesso da quelli ufficiali GSE e Terna.
La fonte dei dati dell'Autorità è Enerdata, un'agenzia europea indipendente, le cui pubblicazioni sono disponibili a pagamento. Quindi non saprei dire cosa intendono per "altro". Hanno sicuramente un sistema di contabilizzazione diverso da quello nazionale perchè ad esempio, l'eolico italiano è sottostimato di circa 500 GWh. Comunque, a me interessava fornire un confronto tra i vari paesi che, aldilà della precisione dei singoli dati, è complessivamente abbastanza attendibile. Saluti.

Nunzio ha detto...

800.000 posti di lavoro teutonici contro i nostri 100.000 circa.
Stanno creando un settore industriale, fabbriche di spicco a livello internazionale che
decuplicano fatturato e operai ogni anno, sbriciolando i record che fanno di
anno in anno.
Questa è potenza teutonica. Il bello ? Hanno appena iniziato.
Fanno paura, avanzano in un settore dove NON ESISTEVANO, e stanno creando lavoro,
competenze innovazioni di livello mondiale.
L'ISE sforna spin-off come caramelle. Questi sono i tedeschi.
Una formidabile macchina macina record. Superare il settore automobilistico per numero
di dipendenti è cosa assai difficile, basti nominare solo la Volkswagen, per capire di cosa
parliamo, di colossi mondiali. Eppure lo stanno facendo, anche a tassi spaventosi.
Aree che fino a qualche anno fa erano in mano comunista (germania dell'est) oggi le
fabbriche del "sole" non si contano più.
In italia le eccellenza, curioso il caso di una ditta siciliana, vengono isolate perchè
non stanno al giochetto della tangente, della corruzione e della mafia. Il suo titolare
almeno è stato messo sotto scorta dalla magistratura. Questa è l'italia, apparentemente
al passo, ma sostanzialmente indietro.