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martedì, aprile 07, 2009

The (science) Passion




Dopo aver visto (con qualche anno di ritardo) il film di Mel Gibson "The Passion" mi è venuto in mente di scaricare il brano che descrive la Passione di Cristo, uno dei passaggi più conosciuti e coinvolgenti del Vangelo. Naturalmente, il mio scopo non vuole essere quello di speculare sui significati religiosi, un blog scientifico non è la sede opportuna e io non sono la persona adatta.
Tuttavia, può essere interessante far emergere le forti analogie che ci sono tra l'accanimento sociale contro un uomo e la distorsione che alcune parti interessate attuano ai danni della verità scientifica, a proposito di temi di interesse comune come l'utilizzo sciagurato e le sperequazioni nell'accesso alle risorse fossili, l'impoverimento dei suoli, la pressione demografica, il non riutilizzo dei "rifiuti", il cambiamento climatico.


Chiaramente, in ogni brano e in ogni storia si possono fare letture e interpretazioni in un verso piuttosto che un altro, entro certi limiti; l'intenzione è dunque aprire una discussione, e non imporre verità assolute e inconfutabili.

Riporto sotto il pezzo in questione, secondo Matteo. In alcuni paragrafi, in blu, ho scritto le analogie che ho "letto".



Complotto dei sacerdoti
26,1 E avvenne che, quando Gesù ebbe finito tutti questi discorsi, disse ai suoi discepoli: 2 «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso». 3 Allora i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani del popolo si riunirono nella corte del sommo sacerdote di nome Caiafa. 4 E tennero consiglio per prendere Gesù con inganno e farlo morire; 5 ma dicevano: «Non durante la festa, perché non nasca tumulto fra il popolo».
[Presagio che c'è qualcosa che non va; ruolo dei conservatori del potere, che ricorrono all'inganno pur di trascinare lo status esistente; "complottismo"]

Il convito di Betania
6 Ora, essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il lebbroso, 7 gli si avvicinò una donna con un alabastro di olio profumato di gran prezzo, e lo versò sul suo capo, mentre egli era a tavola. 8 Visto ciò, i suoi discepoli s'indignarono e dissero: «Perché mai questo spreco? 9 Quest'olio, infatti, si poteva vendere a gran prezzo e darne il ricavato ai poveri». 10 Ma Gesù, conosciuto ciò, disse loro: «Perché mai infastidite questa donna? Ella infatti ha compiuto una buona azione verso di me. 11 Perché avrete sempre i poveri con voi, ma non avrete sempre me. 12 Poiché, versando questo olio profumato sul mio corpo, ella lo ha fatto per preparare il mio corpo per la sepoltura. 13 Io vi dico in verità, che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo evangelo, si racconterà anche ciò che costei ha fatto, in memoria di lei». [ Grande importanza attribuita alle valorizzazioni economiche. La domanda giusta da porsi sarebbe stata: " L'olio è in via di esaurimento secondo le stime attuali?"]

Il prezzo del tradimento
14 Allora uno dei dodici, di nome Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, 15 e disse loro: «Quanto mi volete dare, perché io ve lo consegni?». Ed essi gli contarono trenta sicli d'argento. 16 E da quell'ora egli cercava l'opportunità di tradirlo. [Sempre per denaro, si trova qualcuno disposto a tradire ]
La cena pasquale
17 Or il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si accostarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti apparecchiamo per mangiare la Pasqua?». 18 Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino, farò la Pasqua in casa tua con i miei discepoli"». 19 Allora i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e apparecchiarono la Pasqua. 20 E quando fu sera, egli si mise a tavola con i dodici; 21 e, mentre mangiavano, disse: «In verità vi dico che uno di voi mi tradirà». 22 Ed essi si rattristarono grandemente, e ciascuno di loro prese a dirgli: «Sono io quello, Signore?». 23 Ed egli, rispondendo, disse: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto mi tradirà. 24 Il Figlio dell'uomo certo se ne va secondo che è scritto di lui; ma guai a quell'uomo per mezzo del quale il Figlio dell'uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per lui di non essere mai nato». 25 E Giuda, colui che lo avrebbe tradito, prese a dire: «Maestro, sono io quello?». Egli gli disse: «Tu l'hai detto!». 26 Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane e lo benedisse, lo ruppe e lo diede ai discepoli e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo». 27 Poi prese il calice e rese grazie, e lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati. 29 Ed io vi dico, che da ora in poi io non berrò più di questo frutto della vigna fino a quel giorno in cui io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio». 30 E, dopo aver cantato l'inno, se ne uscirono verso il monte degli Ulivi. [ Ancora presagi da Cassandra]

Pietro avvisato
31 Allora Gesù disse loro: «Voi tutti questa notte sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse". 32 Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 33 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: «Quand'anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai!». 34 Gesù gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». 35 Pietro gli disse: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò in alcun modo». Lo stesso dissero anche tutti i discepoli.
Gesù nel Getsemani
36 Allora Gesù andò con loro in un luogo, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37 E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e grande angoscia. 38 Allora egli disse loro: «L'anima mia è profondamente triste, fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39 E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu». 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: «Così non avete potuto vegliare neppure un'ora con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole». 42 Si allontanò di nuovo per la seconda volta e pregò, dicendo: «Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà!». 43 Poi, tornato di nuovo, li trovò che dormivano, perché i loro occhi erano appesantiti. 44 E, lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, dicendo le medesime parole. 45 Ritornò poi dai suoi discepoli e disse loro: «Da ora in poi dormite pure e riposatevi; ecco l'ora è giunta e il Figlio dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino». [ La carne debole tende a scegliere la via più comoda, che è quella di utilizzare le risorse fossili finchè si può, e prima degli altri ]
Arresto di Gesù
47 E mentre egli parlava ancora, ecco Giuda, uno dei dodici, arrivò, e con lui una grande turba con spade e bastoni, mandati dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Or colui che lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che io bacerò, è lui; prendetelo». 49 E in quell'istante, accostatosi a Gesù, gli disse: «Salve, Maestro!». E lo baciò caldamente. 50 E Gesù, gli disse: «Amico, cosa sei venuto a fare?». Allora essi, accostatisi a Gesù, gli posero le mani addosso e lo presero. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, trasse fuori la sua spada e percosse il servo del sommo sacerdote, recidendogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che mettono mano alla spada, periranno di spada. 53 Pensi forse che io non potrei adesso pregare il Padre mio, perché mi mandi più di dodici legioni di angeli? 54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, le quali dicono che deve avvenire così?». 55 In quello stesso momento Gesù disse alle turbe: «Voi siete usciti a prendermi con spade e bastoni, come contro un brigante; eppure ogni giorno ero seduto in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete preso. 56 Ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.
Gesù davanti al sinedrio
57 Or quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero da Caiafa, sommo sacerdote, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 58 E Pietro lo seguì da lontano fino al cortile del sommo sacerdote, e, entrato dentro, si pose a sedere con le guardie per vedere la fine. 59 Ora i capi dei sacerdoti, gli anziani e tutto il sinedrio, cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per farlo morire, 60 ma non ne trovavano alcuna; sebbene si fossero fatti avanti molti falsi testimoni, non ne trovarono. Ma alla fine vennero avanti due falsi testimoni 61 i quali dissero: «Costui ha detto: "Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"». 62 Allora il sommo sacerdote, alzatosi, gli disse: «Non rispondi nulla a ciò che costoro testimoniano contro di te?». 63 Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote replicò dicendo: «Io ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se sei il Cristo, il Figlio di Dio». 64 Gesù gli disse: «Tu l'hai detto! Anzi io vi dico che in avvenire voi vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». 65 Allora il sommo sacerdote stracciò le sue vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; quale bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia. 66 Che ve ne pare?». Ed essi, rispondendo, dissero: «Egli è reo di morte!». 67 Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; ed altri lo percossero con pugni, 68 dicendo: «O Cristo, indovina! Chi ti ha percosso?». [ Tecniche di aggressione verbale per sottomettere risultati di studi scientifici, ad esempio sul clima ]
Gesù rinnegato da Pietro
69 Ora Pietro sedeva fuori nel cortile e una serva si accostò a lui, dicendo: «Anche tu eri con Gesù il Galileo». 70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so di che stai parlando». 71 Come egli uscì nell'atrio, un'altra lo vide e disse a quelli che erano là: «Anche costui era con Gesù il Nazareno!». 72 Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: «Io non conosco quell'uomo». 73 Poco dopo anche gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: «Certo, anche tu sei uno di loro, perché il tuo parlare ti tradisce». 74 Allora egli cominciò a maledire e a giurare, dicendo: «Io non conosco quell'uomo». E in quell'istante il gallo cantò. 75 Allora Pietro si ricordò di quello che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte», Ed egli uscì, e pianse amaramente. [ Le profezie si avverano ]

Il suicidio di Giuda
27,1 Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2 E, legatolo, lo condussero via e lo consegnarono nelle mani del governatore Ponzio Pilato. 3 Allora Giuda, che lo aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato si pentì e riportò i trenta sicli d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, 4 dicendo: «Ho peccato, tradendo il sangue innocente». Ma essi dissero: «Che c'importa? Pensaci tu!». 5 Ed egli, gettati i sicli d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. 6 Ma i capi dei sacerdoti presero quei denari e dissero: «Non è lecito metterli nel tesoro del tempio, perché è prezzo di sangue». 7 E tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio, come luogo di sepoltura per i forestieri. 8 Perciò quel campo è stato chiamato sino ad oggi: "Campo di sangue". 9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia che disse: «E presero i trenta pezzi d'argento, il prezzo di colui che fu valutato, come è stato valutato dai figli d'Israele; 10 e li versarono per il campo del vasaio, come mi ordinò il Signore». [ Casi di suicidi strani di uomini di potere ]

Gesù davanti a Pilato
11 Ora Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». E Gesù gli disse: «Tu lo dici!». 12 Accusato poi dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. 13 Allora Pilato gli disse: «Non odi quante cose testimoniano contro di te?». 14 Ma egli non gli rispose neppure una parola, tanto che il governatore ne fu grandemente meravigliato. 15 Ora il governatore, in occasione di ogni festività, aveva l'usanza di rilasciare alla folla un prigioniero, come essi volevano. 16 Avevano in quel tempo un ben noto prigioniero, di nome Barabba. 17 Quando si furono radunati, Pilato chiese loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù, detto Cristo?». 18 Perché egli sapeva bene che glielo avevano consegnato per invidia. 19 Ora, mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho molto sofferto in sogno, per causa sua». 20 Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero le folle a chiedere Barabba, e a far morire Gesù. 21 E il governatore, replicando, disse loro: «Quale dei due volete che vi liberi?». Essi dissero: «Barabba!». 22 Pilato disse loro: «Che farò dunque di Gesù, detto Cristo?». Tutti gli dissero: «Sia crocifisso!». 23 Ma il governatore disse: «Eppure, che male ha fatto?». Ma essi gridavano ancora più forte: «Sia crocifisso!». 24 Allora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che anzi il tumulto cresceva sempre più, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi». 25 E tutto il popolo rispondendo disse: «Sia il suo sangue sopra di noi e sopra i nostri figli!». 26 Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo diede loro, perché fosse crocifisso. 27 Allora i soldati del governatore, avendo condotto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. 28 E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto. 29 E, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra; e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano dicendo: «Salve, o re dei Giudei!». 30 Poi, sputandogli a addosso, presero la canna e con quella lo percotevano sul capo. 31 E dopo averlo schernito, lo spogliarono di quel manto e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo condussero via per crocifiggerlo. [ decisioni lasciate alla massa emotiva ; necessità di trovare un capro espiatorio ]
La crocifissione
32 Ora, uscendo, incontrarono un uomo di Cirene, di nome Simone, che costrinsero a portare la croce di Gesù. 33 E, giunti sul luogo detto Golgota, che vuol dire: "Il luogo del teschio", 34 gli diedero da bere dell'aceto mescolato con fiele; ma egli, avendolo assaggiato non volle berne. 35 Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirando a sorte, affinché si adempisse ciò che fu detto dal profeta: «Hanno diviso tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno tirato a sorte». 36 Postisi quindi a sedere, gli facevano la guardia. 37 Al di sopra del suo capo, posero anche la motivazione scritta della sua condanna: «COSTUI È GESÙ, IL RE DEI GIUDEI». 38 Allora furono crocifissi con lui due ladroni: uno a destra e l'altro a sinistra. 39 E coloro che passavano di là lo ingiuriavano scuotendo il capo, 40 e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se sei il Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!». 41 Similmente, anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani facendosi beffe, dicevano: 42 «Egli ha salvato gli altri e non può salvare se stesso, se è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui; 43 egli si è confidato in Dio; lo liberi ora, se veramente lo gradisce, poiché ha detto: "Io sono il Figlio di Dio"». 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo ingiuriavano allo stesso modo. 45 Dall'ora sesta fino all'ora nona si fecero tenebre su tutto il paese. 46 Verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». 47 E alcuni fra i presenti, udito questo, dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E in quell'istante uno di loro corse, prese una spugna, l'inzuppò d'aceto e, infilatala in cima ad una canna, gli diede da bere. 49 Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo». 50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. 51 Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo; la terra tremò e le rocce si spaccarono; 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; 53 e, usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di Gesù, entrarono nella santa città e apparvero a molti. 54 Ora il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, veduto il terremoto e le cose accadute, temettero grandemente e dissero: «Veramente costui era il Figlio di Dio!». 55 Erano là presenti anche molte donne che osservavano da lontano, esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo; 56 fra di loro c'era Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Iose; e la madre dei figli di Zebedeo. [ ancora violenze su chi non può difendersi ; abbandono all'autodistruzione ; comprensione "tardiva" di una persona che si rende conto di quello che si è appena consumato ]

giovedì, marzo 05, 2009

La sottile differenza tra taccagneria e risparmiosità



Zio Paperone è il taccagno per antonomasia


A volte chi mi conosce, scherzosamente (spero) mi attribuisce doti di "spilorceria". Da come lo interpreto io, si tratta di un pourparler, in quanto non mi pare esistano motivazioni energetiche che supportano il discorso.

Più che tutto deve trattarsi di un'impressione legata al fatto che parlo spesso di ritorni energetici, distanze medie coperte con un litro di carburante, metri cubi o kWh annui impiegati, "rifiuti" prodotti per unità abitativa eccetera. Cioè, paio uno che "contabilizza" tutto [in ASPO per fortuna questo non succede, in quanto c'è gente che ne sa ben più di me].

Ma qual è la vera differenza tra taccagneria e risparmiosità?

La taccagneria è un male che risiede in chi non sa, o non vuole vedere al di là del proprio naso. Si è tirchi ad esempio quando si scrocca sistematicamente la sigaretta, il caffè, un passaggio; oppure, quando non ce la sentiamo di fare delle spese oggi in quanto non ne "immaginiamo" un'utilità futura.

Molti, ad esempio, non credono nella spesa di qualche migliaio di euro per aumentare l'autonomia energetica della propria casa. Intanto, anno dopo anno, i contatori macinano numerini e divorano migliaia di euro; e nel contempo, magari, si riescono a spendere cifre anche 3-4 volte maggiori in veicoli inefficienti e in altri beni/servizi voluttuari.

Possiamo associare la taccagneria all'attaccamento morboso al denaro accumulato, che impedisce di vedere la giusta via.

Al contrario, la risparmiosità tende ad astrarre dal denaro, per legarsi alla sensatezza dei cicli termodinamici. Il risparmioso cerca di risolvere problemi di ottimizzazione, minimizzando le risorse necessarie per il raggiungimento di obiettivi di interesse generale. Tende ad acquistare e a condividere beni durevoli che si interfacciano con flussi energetici rinnovabili, anche se "costano" qualche sacrificio iniziale in più. E' consapevole che ogni "benessere" opulento e consumistico è l'immagine speculare di un malessere profondo da qualche altra parte del mondo.
Il risparmioso organizza di tanto in tanto delle sobrie (si fa per dire) feste con gli amici, in cui tra l'altro non riesce mai a evitare discorsi relativi ai problemi energetici, ed è consapevole che la festa è bella perchè non è tutti i giorni.

Il risparmioso sa che la conoscenza scientifica (e non solo), distribuita e gratuita è il più prezioso bene rinnovabile.

Personalmente, quando riesco ad essere un "risparmioso doc", mi sento molto bene con me stesso e con gli altri.

martedì, novembre 18, 2008

Come si propaga una crisi


Mentre cercavo in rete del materiale storico, mi sono imbattuto in alcune pagine, su cui mi sono soffermato. L'argomento era relativo ai comportamenti sociali di popolazioni che si sono trovate a dover sbarcare il lunario in condizione di forte sottocapacità negli approvigionamenti di base (soprattutto alimentari).

Prima e durante ultime guerre del secolo scorso, milioni di persone hanno sofferto la fame, in particolare in Russia, Cina e Corea. Il comportamento ricorrente che mi ha colpito è stato quello della cannibalizzazione tra simili: fenomeno piuttosto diffuso in natura (branchi di leoni; mantide religiosa etc) in quanto caratterizzato da forti motivazioni energo-biologiche, ma così ripugnante e grottesco nel caso di un essere "evoluto" come l'Uomo.

Fatta questa premessa, la lascio un attimo da parte e mi chiedo: cosa succederà quando la crisi mostrerà il suo vero volto?
Nessuno può permettersi di dare risposte sbrigative a problemi complessi. Nemmeno possiamo presentare un supermodello che preveda esattamente quello che succederà... un tale modello non esiste! L'unica "superintelligenza" che possediamo è l'immenso bagaglio storico e scientifico dell'umanità: questa esperienza cognitiva, una volta condivisa nella rete globale, può essere un ottimo precursore del supermodello immaginario.

Se riusciamo a mettere in pista un piano massiccio di risparmio energetico, di diffusione di Rinnovabili e di recupero materiali, abbiamo buone possibilità di farcela. Sicuramente si passerà attraverso momenti di difficoltà, ammortizzatori sociali, crisi localizzate a raffica e cose simili; tuttavia si riuscirebbe a evitare una crisi sistemica e irreversibile, riuscendo nel lungo termine ad agganciarsi ad un' "orbita" rinnovabile.

Se invece crediamo di continuare con l'attuale modello e di fare correzioni qua e là su basi puramente finanziarie, la Termodinamica trasferirà i suoi debiti energetici sulle masse dei più poveri. Per questi lo scenario presentato al secondo paragrafo potrebbe diventare molto più reale di una manciata di pixel sullo schermo. Dopodichè, l'effetto domino su scala sociale e geopolitica (migrazioni di massa, repressione, disordini sociali, disoccupazione, povertà diffusa) attuerebbe il contagio globale.

giovedì, settembre 25, 2008

Abitudini, inerzie e altre patologie / 2 : l'etica del rasoio



Riceviamo e pubblichiamo questo post di Pippo Lillo che tocca un argomento apparentemente marginale, ma che in realtà è importante per i volumi in gioco. Personalmente io mi ero limitato ad allungare il ciclo di vita del rasoio (oggi arrivo a circa un mese); Pippo Lillo va oltre e propone una soluzione migliore (FG).

created by Pippo Lillo


I nostri comportamenti individuali sono fondamentali per ridurre l'inquinamento ed i rifiuti.
Molte persone oramai fanno attenzione all'uso dell'automobile, ai prodotti che acquistano.
I rifiuti sono un problema che va affrontato sin dall'inizio della catena produttiva, va bene differenziare, riciclare ma i risultati migliori li si ottengono producendone meno.
Un esempio per tutti: i rasoi a lametta usa e getta.
In alcuni modelli vi sono anche solo le testine da sostituire ma guarda caso costano quasi il doppio di quelli completamente usa e getta!
Oramai si è arrivati a 4-5 lame assolutamente inutili, non si possono nemmeno girare per sfruttare l'altro lato delle lame. Poi i manici sono in plastica bicomponente perché non scivolino tra le mani quando bagnati, ma così anche volendo, non si riciclano più! Pensate alle migliaia di rasoi che tutti i giorni finiscono nelle discariche, o peggio negli inceneritori...
Io ho ridotto drasticamente i rifiuti in questo settore con questo modello piuttosto vecchio ma perfettamente funzionante (vedi foto in allegato), ruotando il manico si aprono due sportellini superiori e si può inserire la lametta. La barba la fa lo stesso e l'unica cosa che getto via è... una lametta in acciaio perfettamente riciclabile!
Le lamette si trovano in molti supermercati, molto difficile invece trovare il rasoio "modello eterno"!

[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@gmail.com. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

martedì, luglio 29, 2008

Attività estrattive

serbatoio di camionCon i prezzi del gasolio in crescita, si sta diffondendo un nuovo tipo di attività estrattiva. Nottetempo in diversi stati USA furgoni con una piccola cisterna al traino e un lungo trapano si fermano alle stazioni di servizio, improvvisano un piccolo pozzo petrolifero e vuotano la cisterna sotterranea del distributore.
Più in piccolo, in tutto il Portogallo individui con un piccone, un tubo, pompa a mano e taniche forano i serbatoi dei camion (500-1000 litri di gasolio, 700-1500 euro di bottino). Spesso, riempite le taniche, lasciano spandere a terra il resto. Il gasolio viene poi rivenduto ad un fiorente mercato nero, a prezzi attorno all'euro al litro.
Sono bersagliati in particolare i cantieri, dove i proprietari stanno cominciando ad assumere vigilantes, ma cominciano ad essere coinvolte anche le auto, in particolare i SUV (del resto è lì che il gasolio va a finire...).
Negli USA alcuni analisti stimano che i furti di gasolio dai camion, quest'anno, ammonteranno a circa l'8% del carburante utilizzato nel settore. Qui i ladri in genere forzano i tappi, e stanno diffondendosi appositi sifoni antifurto. Una ditta inglese reclamizza i suoi antifurto a infrarossi. Qualcuno propone di lasciare in giro esche riempite di dieselolio di frittura zuccherato (l'utilizzatore ci penserà due volte prima di comperare al mercato nero....).
Neppure i serbatoi di olii vegetali esausti dei ristoranti sono al sicuro, per via dell'aumento dei costi del biodiesel. Almeno verranno riciclati...

A parte le considerazioni alla Mad Max (prepariamoci alla china scivolosa del picco del petrolio, questo sarà il nostro futuro prossimo), il tutto mi ricorda molto il PIL. Tutto questo sta aumentando, oltre naturalmente il PIL, le vendite di prodotti petroliferi, dato che lo stesso gasolio viene venduto due e forse pure tre volte. Potremmo definirla una fonte di "liquidi non convenzionali", da aggiungere alla produzione mondiale. Ma la quantità totale di petrolio utilizzato, tra quello sparso in terra e quello usato dai ladri stessi, diminuisce. Come la "ricchezza" prodotta realmente.

martedì, marzo 04, 2008

E tu, catastrofista ... che cosa fai?


In questo post, solo all'apparenza provocatorio, vorrei discutere di situazioni che picchisti, post-picchisti e similari si trovano (loro malgrado) a fronteggiare, quando si entra in argomenti "caldi" con persone scettiche sul tema.
Premetto che essere "picchista" non è un privilegio, infatti da un punto di vista psicologico sarebbe molto meglio non esserlo (almeno per me): la vita scorrerebbe indubbiamente più tranqulla.
Non è nemmeno uno stato di grazia, di elezione o di illuminazione. Un picchista è semplicemente una persona che cerca un minimo comune denominatore logico negli eventi che hanno segnato la Storia dell'Uomo, soprattutto in quelli che si sono succeduti dal secondo dopoguerra ad oggi.
Questa ricerca lo porta inevitabilmente a una profonda indagine sull'origine, l'utilizzo e la "fine" delle risorse fossili, in particolare degli idrocarburi.
Ora, quando il picchista si trova ad esporre questi argomenti, e gli inevitabili scenari post-picco a persone che non ne hanno mai sentito parlare, si trova di fronte a una casistica di comportamenti piuttosto varia. Le categorie più ricorrenti sono le seguenti:
1. gli accondiscendenti per inerzia. Ti danno ragione così, con passività, ma non sanno nemmeno loro perchè
2. gli accondiscendenti convinti. Queste persone hanno conoscenze di Termodinamica e di Sistemi Dinamici, oppure usano la loro intuizione e la loro esperienza di vita, arrivando alle medesime conclusioni
3. i contrari ottimisti. Hanno un'illimitata fiducia in una Ricerca fantascientifica e segreta, che ci salverà sul più bello. A volte cercano pure di consolarti
4. i contrari nervosi. Non riescono a capacitarsi di teorie che ritengono troppo "catastrofiste", e le rifiutano a priori con te.
La categoria 4, quella che forse trasmette più tristezza, non è così rara (infatti mi ha ispirato per questo post). I contrari nervosi argomentano in modo sereno per 5 minuti, dopodichè cominciano a sentirsi come un animale in trappola e alzano la voce, perdono di vista i dati, declamano frasi altisonanti per convincere l'interlcutore e loro stessi che il mondo deve andare avanti così. Non importa se ci sono delle palesi contraddizioni, loro non riescono a immaginare un mondo diverso.
La loro arma di emergenza (tipo quella che negli arcade si custodisce gelosamente per poter battere il gran mostro finale) è la frase: "E tu, che sei così catastrofista e critico con tutto, che cosa fai per cambiare l'attuale sistema? Finora abbiamo parlato di problemi, problemi ... quali sono le soluzioni?"
Ammetterete che non è facile neutralizzare quest'arma così asettica. Soprattutto perchè, nella concitazione del momento, le proposte di soluzione sono state dette ma non sono state neanche sentite, oppure, peggio, sono state derise. Io qualche sistema di difesa ce l'ho, e continuo a potenziarlo; ma preferisco raccontarlo un'altra volta per non dilungarmi. Nel frattempo, direi che il post sottostante (Piano Energetico ASPO) dell'ottimo Eugenio Saraceno è una delle armi di contrasto più potenti ...
PS Gli scettici nervosi non sono necessariamente irrecuperabili a tempo indeterminato. Personalmente, ne ho convinti un paio alla teoria del Picco, senza contare mia madre (per lei è stata dura. Per mio padre, purtroppo non ne ho avuto il tempo)

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martedì, febbraio 19, 2008

Le cattive persuasioni


Quante volte abbiamo avuto la sensazione che qualcuno, anche con belle parole, cercasse di circuirci? Nel mondo del lavoro, del risparmio, nella vita quotidiana ... tutti abbiamo incontrato persone che parevano volerci "carpire " il pensiero, le nostre attitudini e debolezze, per usarle in modo asimmetrico (a loro vantaggio / a nostro svantaggio) e poter modellare la nostra mente e nostri comportamenti a piacimento. Ora, chiameremo queste situazioni cattive persuasioni.


Intanto, un breve flash back su leggende e bufale (vedere per approfondimento il decalogo antibufala di Aspoitalia)

Le leggende sono asserti, situazioni e meccanismi a volte bizzarri, cervellotici, che violano principi della fisica. Pensiamo ai motori ad acqua, ai vari moti perpetui, ai complotti più disparati. Le leggende lasciano il lettore con piacevoli dubbi, a volte addirittura con l'acquolina in bocca: "e se il petrolio fosse rinnovabile"? "E se si rendesse disponibile la free energy"? "E se riuscissimo a recuperare idrocarburi da altri pianeti" ? E se .... ?!?!? Ma nulla si può fare perchè siamo prigionieri di un numero imprecisato di complotti...
Le leggende, dopo essere sopravvissute per un certo periodo, vengono smascherate e infine declassate a bufale. Una bufala è un asserto (o addirittura un insieme di asserti) che appare vero, ma che viene smontato in modo pressochè istantaneo. Attenzione però: se per un certo tempo non si parla più della bufala per quello che è, essa vien come per magia "resuscitata" (come nelle assicurazioni o nei film horror) a leggenda e ritorna in circolazione. Insomma, c'è lavoro per generazioni.

Le cattive persuasioni si appoggiano invece a norme comportamentali, legali, al più di "economia spiccia". A volte si confondono con le bufale, o ci coincidono.

Sono molto difficili da contrastare (a mio parere), perchè spesso godono dell'appoggio psicologico dell' "uomo della strada". Questa categoria di asserti si distingue dalle leggende per l’essere molto subdola: le cattive persuasioni si insinuano e mostrano un alone di ovvietà, quando non di solenne autorità.

Me ne sono venute in mente alcune. Chiedo aiuto ai lettori, sono sicuro che si potrebbero trovare molti più casi specifici.

1. votare è un dovere
2. “servire il Paese” con le armi è un dovere sacro
3. a cosa serve vietare la fabbricazione e la commercializzazione delle armi? Se non lo facciamo noi, qualche altro stato ci penserà, e ci perderemo un sacco di soldi (e di occupazione)
4. se riduciamo un certo settore industriale, gli occupati di quel settore e le loro famiglie cadranno in rovina
5. dobbiamo stare tranquilli, nel sottosuolo c'è una quantità di petrolio residua immensa
6. se implementiamo in modo massivo le centrali nucleari, tutto il mondo avrà la sicurezza energetica
7. dobbiamo aumentare i consumi per “far girare l’economia”
8. più lavori, più sei nobilitato
9. dobbiamo continuare a usare pesantemente le risorse fossili, se "cedessimo" a quelle rinnovabili non saremmo competitivi
10. produrre molti rifiuti darà problemi, ma è sintomo di benessere
...

Inizialmente volevo commentare i punti uno ad uno, ma poi mi sono reso conto della pesantezza della cosa. Più probabilmente, da ognuno potrà scaturire un post ...

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lunedì, febbraio 04, 2008

Il picco per gli animali domestici


Ti arrivano ogni tanto certe notiziole che fanno rabbrividire. Questa che seque, da "Yahoonews" parla di una crisi che colpisce i "pets", ovvero gli animali domestici, cani e gatti, negli Stati Uniti. Secondo quello l'articolo, la gente li abbandona per la strada, oppure li chiude negli armadi per farli morire di fame senza sentire troppo i loro lamenti.

Le ragioni della situazione sono attribuite nell'articolo alla crisi dei prestiti "subprime" e questo è probabilmente vero. La gente si trova in difficoltà finanziarie, è stata sfrattata, non sa come fare e non trova di meglio che murare vivo il proprio cane o gatto chiudendolo dentro un armadio o farlo sparire abbandonandolo su un autostrada. Qui da noi, si dice che la gente lo fa prima di andare in vacanza, ma negli Stati Uniti la cosa si è fatta, evidentemente, molto più seria e drammatica.

D'altra parte, la crisi dei subprime è solo un aspetto della crisi generale di tutto il sistema economico che sta mostrando sintomi di cedimento generalizzato. Jim Kunstler ha continuato a dirlo sul suo blog ormai da un bel pezzo e si può dire, a questo punto, che l'aveva azzeccata. Sotto l'effetto del picco del petrolio e di tutte le materie prime, il sistema reagisce contraendosi - cosa che si chiama recessione. Uno dei sintomi è l'impoverimento generale delle fasce più deboli della società. Ma ancora più deboli delle fasce umane deboli sono i "pets", cani e gatti che sembrerebbero essere le prime vittime del picco.

http://tinyurl.com/2qq4px


Family pets fall victim to subprime crisis


by Mira Oberman Fri Jan 25, 12:04 PM ET

CHICAGO (AFP) - Forget about the lost furnishings and finances, the most pitiful victims of the subprime mortgage crisis rocking the United States are the family pets.

Shelters across the country have seen sharp upticks in the number of people giving up their pets in recent months because they have been forced out of their homes.

And -- more tragically -- neighbors, police and foreclosure agents are finding increasing numbers of pets left to fend for themselves in abandoned homes.

"We're finding too many animals who have starved to death," said Stephanie Shain, director of outreach for the Human Society of the United States.

While some people dump their pets on the street, others go so far as to lock the animal in a closet where their cries for help are harder to hear, she said.

It can take weeks for an animal to starve to death and desperate scratch and bite marks are usually found on doors and windows.

"They will eat anything -- furniture, or carpet or wallboard -- to try to ingest something," Shain said in a telephone interview.

"It's a very fearful and frantic and panicked situation for that animal to be in."

While there are no national statistics tracking how many animals are abandoned or dropped off at shelters, Shain said anecdotal evidence has shown "huge spikes" in areas hardest-hit by the housing downturn that shows no sign of easing.

Nearly two million families lost their homes to foreclosure in the first 11 months of last year after failing to keep up with mortgage payments, a hefty chunk of which were subprime loans.

That's an increase of 73 percent compared to a year earlier and represents one out of every 63 households nationwide, according to RealtyTrac which tracks mortgage data.

The Humane Society recently instigated a public-awareness campaign to offer tips on finding animal-friendly rental housing and remind people that pets are much better off in a shelter.

In one of the more shocking stories, more than 60 cats were found abandoned in a foreclosed home in Cincinnati last May, shortly after the foreclosure rate began to spike nationally.

Twenty of those cats are still being fostered while awaiting a permanent home, according to Foreclosurecats.org, a group which launched art projects to help finance the cost of caring for the kitties.

Most are not as lucky. Shelters across the country are habitually overcrowded and underfunded. Even animals which stand a good chance of being adopted are often euthanized in order to free up much-needed space.

That's why one pet rescue group which used to only deal with finding homes for hard-to-place strays has started temporarily fostering the pets of owners in distress.

"Most of the calls we get are from people who really want to keep their pets," said Melanie Roeder, the outreach manager at Chicago's Tree House Animal Foundation.

"We try to counsel them and talk about the idea of fostering, or finding a place on their own."

The group took in the cat of one woman who only needed a few weeks to find a new place to live and is open to helping others.

For others who are not able to find such a quick fix, saying goodbye is the only option.

"It's pretty traumatic for everybody, especially the kids," said Terri Sparks, a spokeswoman for Chicago's largest shelter, the Animal Welfare League.

"It's part of the family and they have no other options ... people are telling us we're losing our home and have to move."

While moving has always been one of the top reasons why people give up their pets to shelters, Sparks said more people started mentioning foreclosures a few months ago.

About 15-20 foreclosed families are now coming into the shelter every week with their pets, and police bring in two or three pets a week found abandoned in foreclosed homes.


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