martedì, marzo 04, 2008

E tu, catastrofista ... che cosa fai?


In questo post, solo all'apparenza provocatorio, vorrei discutere di situazioni che picchisti, post-picchisti e similari si trovano (loro malgrado) a fronteggiare, quando si entra in argomenti "caldi" con persone scettiche sul tema.
Premetto che essere "picchista" non è un privilegio, infatti da un punto di vista psicologico sarebbe molto meglio non esserlo (almeno per me): la vita scorrerebbe indubbiamente più tranqulla.
Non è nemmeno uno stato di grazia, di elezione o di illuminazione. Un picchista è semplicemente una persona che cerca un minimo comune denominatore logico negli eventi che hanno segnato la Storia dell'Uomo, soprattutto in quelli che si sono succeduti dal secondo dopoguerra ad oggi.
Questa ricerca lo porta inevitabilmente a una profonda indagine sull'origine, l'utilizzo e la "fine" delle risorse fossili, in particolare degli idrocarburi.
Ora, quando il picchista si trova ad esporre questi argomenti, e gli inevitabili scenari post-picco a persone che non ne hanno mai sentito parlare, si trova di fronte a una casistica di comportamenti piuttosto varia. Le categorie più ricorrenti sono le seguenti:
1. gli accondiscendenti per inerzia. Ti danno ragione così, con passività, ma non sanno nemmeno loro perchè
2. gli accondiscendenti convinti. Queste persone hanno conoscenze di Termodinamica e di Sistemi Dinamici, oppure usano la loro intuizione e la loro esperienza di vita, arrivando alle medesime conclusioni
3. i contrari ottimisti. Hanno un'illimitata fiducia in una Ricerca fantascientifica e segreta, che ci salverà sul più bello. A volte cercano pure di consolarti
4. i contrari nervosi. Non riescono a capacitarsi di teorie che ritengono troppo "catastrofiste", e le rifiutano a priori con te.
La categoria 4, quella che forse trasmette più tristezza, non è così rara (infatti mi ha ispirato per questo post). I contrari nervosi argomentano in modo sereno per 5 minuti, dopodichè cominciano a sentirsi come un animale in trappola e alzano la voce, perdono di vista i dati, declamano frasi altisonanti per convincere l'interlcutore e loro stessi che il mondo deve andare avanti così. Non importa se ci sono delle palesi contraddizioni, loro non riescono a immaginare un mondo diverso.
La loro arma di emergenza (tipo quella che negli arcade si custodisce gelosamente per poter battere il gran mostro finale) è la frase: "E tu, che sei così catastrofista e critico con tutto, che cosa fai per cambiare l'attuale sistema? Finora abbiamo parlato di problemi, problemi ... quali sono le soluzioni?"
Ammetterete che non è facile neutralizzare quest'arma così asettica. Soprattutto perchè, nella concitazione del momento, le proposte di soluzione sono state dette ma non sono state neanche sentite, oppure, peggio, sono state derise. Io qualche sistema di difesa ce l'ho, e continuo a potenziarlo; ma preferisco raccontarlo un'altra volta per non dilungarmi. Nel frattempo, direi che il post sottostante (Piano Energetico ASPO) dell'ottimo Eugenio Saraceno è una delle armi di contrasto più potenti ...
PS Gli scettici nervosi non sono necessariamente irrecuperabili a tempo indeterminato. Personalmente, ne ho convinti un paio alla teoria del Picco, senza contare mia madre (per lei è stata dura. Per mio padre, purtroppo non ne ho avuto il tempo)

[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Gran bel post, lo inoltrerò a tutti i miei contatti, soprattutto, è naturale, a quelli appartenenti al 3° e 4° gruppo; grazie Frank

Ah, tra le mie conoscenze è invece più diffusa la tipologia 3

Maurizio T.

Anonimo ha detto...

Immaginiamo di essere sul Titanic. La nave comincia ad affondare e tu sai che non ci sono più scialuppe. A questo punto dici la cosa ad un tuo amico che ti ascolta incredulo perchè è fermamente convinto che la nave sia inaffondabile e solidissima (magari perchè tempo fà ha assistito ad una conferenza "scientifica" fatta dal bisnonno di Piero Angela...); a questo punto l'amico si innervosisce e ti dice:

"E tu, che sei così catastrofista e critico con tutto, che cosa fai per cambiare l'attuale stato delle cose? Finora abbiamo parlato di problemi, problemi ... quali sono le soluzioni?"

A questo punto è chiaro che la domanda non ha molto senso se rivolta ad un semplice passeggero che potrebbe benissimo rispondere:

"Carissimo il problema non l'ho creato io, quindi non lo risolvo! Arrangiati come meglio puoi!".

Se invece la domanda: "Quali sono le soluzioni?" fosse stata rivolta al comandante della nave la risposta probabilmente sarebbe stata molto diversa:

"Stiamo azionando le pompe a tutto regime, abbiamo lanciato dei potenti razzi di segnalazione, inoltre abbiamo trasmesso con una nuovissima e potente radio marconiana un SOS che è stato accolto dalla nave Carpathia e sarà presto qui, non temere non succederà niente. Rilassati con l'orchestrina che suona, e prenditi una camomilla al bar offre la ditta."

Capito l'antifona?

Antonello

Alex ha detto...

Anche io conosco quasi solo quelli del punto 3.
Ed io che non ho conoscenze nel settore ma cmq come persona desiderosa di spare cerca di informarsi il + possibile e crede a quello che scrivete, sono del punto 2?

Alex ha detto...

"di spare" non vuol dire nulla, "di sapere"...

Gianni Comoretto ha detto...

Ho avuto un esempio del tipo 3 (anche per me sono i piu' frequenti) in una conferenza sul futuro dell'idrogeno. I relatori, ottimisti ricercatori sul tema, avevano mostrato che, anche se l'idrogeno e' un'ottima cosa, non serve:
- come carburante alternativo (va prodotto)
- per le auto (una cella a combustibile costa una sassata e non sopporta gli sbalzi di funzionamento dell'uso automobilistico)
- per l'accumulo di energia (qualsiasi batteria fa molto meglio)

Una ragazza dalla sala ha quindi chiesto perche' non si ricerca di piu'. In fondo se si vuol risolvere un problema, lo si risolve, no? Basta ricercare. Ci e' rimasta malissimo quando ha scoperto che no, non è cosi. Ma non credo si sia convinta.

Comuqune il problema e' che non e' facile accettare di essere sul Titanic che affonda. Parafrasando l'articolo de La Repubblica sul caro petrolio (e conseguente inflazione al 5.5%), se il petrolio resta ai livelli attuali siamo nei guai. Ma dovrebbe invertire la tendenza e scendare, nel qual caso si tira il fiato. Non si contempla neppure l'ipotesi delle stime degli nvestitori ad un anno, ormai attestate a 130$.

Weissbach ha detto...

"E tu cosa fai?" è un non-argomento,
anche se in un epoca di paralogismi basta a convincere le platee.

Il fatto di possedere o meno delle soluzioni non ha alcuna relazione con lo stato delle cose.

Le uniche obiezioni lecite sono quelle fatte nel merito delle valutazioni ("Ti sbagli, per questo e quest'altro motivo").

Ma evidentemente non ce ne sono molte disponibili...

Anonimo ha detto...

"E tu, che sei così catastrofista e critico con tutto, che cosa fai per cambiare l'attuale stato delle cose? Finora abbiamo parlato di problemi, problemi ... quali sono le soluzioni?"

A questo punto, di solito parlo della mia vasectomia d'una dozzina d'anni fa.

Anonimo ha detto...

Io, ormai avvezza, uso la tecnica della "misteriosa". Quando entra il discorso, fingo di essere depositaria di segreti segretissimi che non voglio rivelare "per non deprimervi".

A questo punto l'uditorio è attizzatissimo e mi tormenta, e io lascio cadere qualche affermazione delle più choccanti, ma senza argomentare ulteriormente.
Inutile dire che insistono ancora di più!

Il marito, col tempo, ha imparato a farmi da "spalla" e ne vengono dei siparietti divertentissimi, sembriamo due massoni che parlano in codice di misteri succosissimi:
- Beh, e poi anche la verità su quello che sta per succedere!
- No, lascia stare, non è il momento...
- Però se solo si sapesse!
- No dai, non voglio rovinargli la cena...

Alla fine gli astanti pregano per sapere tutto del picco, e poi neanche osano ribattere..., in fin dei conti, se la sono cercata!

:D

Anonimo ha detto...

Dal :D finale magari si è arguito che ero

Debora
:D

Frank Galvagno ha detto...

Bè, sì, di gruppo 3 (contrari ottimisti) ce ne sono, bisognerebbe fare un sondaggio, probabilmente spopolerebbero

Il paragone con il Titanic, ripreso da Antonello, riprende bene il fenomeno della complessità, in cui ognuno a un ruolo ma il fenomeno collettivo in sè è difficilmente pilotabile, per "inerzia statistica" (passatemi questo neologismo), quando non di vera impotenza

La fiducia "spensierata" nella Ricerca, come ci insegna Gianni, è guarda caso tipica di chi ricerca proprio non fa. Non che non serva, per carità. Ma dobbiamo aver presente che il problema delle Risorse non lo si risolve in una notte con una genialata (purtroppo)

Condivido pienamente i dubbi di Weissbach sulla non consistenza della domanda. Forse è proprio questa che la rende così "odiosa" (almeno per me)

Frank Galvagno ha detto...

LOL Debbi, questa del siparietto con più persone d'accordo è un'evoluzione!

In effetti, forse, quando parlo agli amici delle risorse "mi prendo un po' troppo sul serio" e posso risultare "palloso" ...

... ma è anche vero che potrebbero impegnarsi di + ... :-D

Frank Galvagno ha detto...

scusa Alex non ti ho risposto,
sicuramente sei nella fase di "ricerca" e documentazione che ha attraversato ogni picchista, quindi hai competenze e/o sensibilità e/o intuizioni che ti condurranno in modo naturale (per come la vedo io, non è oro colato) nel gruppo 2 come arguisci.

Il gruppo 2 è quello della pillola blu di Matrix. Si soffre, ma a ben pensarci si soffrirebbe di più con l'ignoranza della "comoda" pillola rossa