venerdì, marzo 07, 2008

Il picco del petrolio? Ce la siamo cercata!



created by Patrick Marcantelli


Stamani sono andato dal parrucchiere.

Come tutte le volte in cui devo andare da qualche parte, ormai è diventata un'abitudine, mi sono infilato nella mia automobile e ho girato la chiave pronto per partire. Poi è successo qualcosa... sarà colpa di una delle ultime pagine del blog di ASPO (quei terroristi sovversivi...) in cui si parlava del picco de petrolio in tutto il suo fulgore, sarà stata l'ennesima notizia del nuovo record storico del petrolio degli oltre 100 $ al barile, sarà stato il cielo un pò più terso degli altri giorni, sarà stata la temperatura pre-primaverile o forse sarà che sto ingrassando a vista d'occhio?

Non so dirlo, probabilmente sarà stato l'insieme di questi elementi, una specie di congiuntura internazionale. Fatto sta che ho spento la macchina, sono rientrato in casa e ho preso la bicicletta, sono montato in sella e in soli 9 minuti di orologio sono arrivato davanti al laboratorio del mio barbiere. Per tornare ci ho messo invece solamente 8 minuti: all'andata 2 chilometri e 600 metri e al ritorno 2 chilometri e 400 metri.

Devo dire la verità: non ho neanche corso come un pazzo e non mi sono affaticato più di tanto, anzi mi rendo conto solo adesso di quanto le mie gambe avessero bisogno di sgranchirsi un pò con una bella biciclettata.

Il risultato più grande però non è stato l'esercizio fisico (seppure importante) ma piuttosto il fatto di aver risparmato più di mezzo litro di benzina, che quando l'ho calcolato non ci credevo nemmeno e ho rifatto i conti una ventina di volte. Si, avete letto bene: a prendere la bici anziché la macchina ho risparmiato più di 500 ml di benzina, che tradotto in anidride carbonica fa la bellezza di 1,150 kg di CO2 (quasi seicento litri di gas serra in condizoni di temperatura ambiente e pressione atmosferica).

Se poi ci interessa di più il portafoglio che l'ambiente non dimentichiamo che al giorno d'oggi 500 ml di benzina costano quasi 70 centesimi di euro (ma sicuramente tra pochi giorni si dovrà correggere il "quasi" con un "più di").

Ma avrò fatto il bene del Paese e dell'economia mondiale? IL P.I.L. non è di certo aumentato grazie alla mia decisione di non prendere la macchina. Lo Stato non incasserà 39 centesimi di euro tra accise e imposta sul valore aggiunto che, vista la dispendiosa campagna elettorale in pieno svolgimento, di certo non si buttano via...

Che abbiano ragione Beppe Grillo e Maurizio Pallante quando ci ricordano che la crescita del P.I.L. non misura il benessere del Paese? Che abbiano ragione coloro che ci dicono che lo spreco di energia e di materie prime non rappresenta una fonte di benessere ma semmai una perdita?Continuiamo a prendere la macchina per andare a comprare il giornale... che così l'economia cresce e il picco si avvicina! E dopo, finalmente, tutti a piedi.

Note e riferimenti

Per stimare il consumo della mia macchina in quel tragitto ho preso i dati dal database del Governo Australiano "Fuel Consumption" vedi alla pagina Internet http://www.greenhouse.gov.au/fuelguide/

Alla data del 25 Febbraio 2008 gli introiti dello Stato sulla benzina rappresentano il 57,4% del prezzo totale, ripartite tra IVA (29%) e accise (71%). Vedi il sito del Ministero delle Attività Produttive all'indirizzo http://dgerm.attivitaproduttive.gov.it/dgerm/cercabphitalia.asp?id=ultimo

Per stimare il consumo dell'organismo in bicicletta ho usato il grafico http://ecoalfabeta.blogosfere.it/images/grafici/Biciletta%20energia%20km.jpg e ho considerato che 100 ml di latte equivalgono a circa 65 kcal.



[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

14 commenti:

Noel ha detto...

io andrò domani a tagliare i capelli e farò i miei grassi 3Km in bicicletta...mi spiace solo che ogni volta che pedalo un po' mi respiro quintali di polveri sottili perchè il traffico è spaventoso...

Anonimo ha detto...

Frank, a poterla usare la bicicletta!
Sarà che io non sono un cuor di leone, ma l'idea di buttarmi nel traffico automobilistico con la due ruote, mi fa venire i capelli dritti.
L'ho fatto in passato qualche volta ma ho dovuto gettare la spugna a causa del continuo rischio di essere investito da qualche auto.
E poi a Bari di corsie ciclabili non ce n'è ombra.
Comunque, come scrivi tu, alla fine tutti andremo a piedi e in bicicletta, basta solo aspettare ancora un po'.
Nel frattempo continuo ad usare al minimo indispensabile l'automobile(62.000 km circa in 15 anni).

Paolo B.

Anonimo ha detto...

Io sono un pedalatore storico: i 2700 metri circa che mi separano dalla stazioncina ferroviaria del paese li copro in bici se non piove (diciamo sette mesi all'anno).

L'atteggiamento nei miei confronti non è mai stato molto collaborativo: portiere aperte, beoti che mi centrano col paraurti laddove dovrebbero fermarsi ad uno stop...amenità ben note ai ciclisti. Persino in famiglia mi guardano storto.

Ad ogni modo, i problemi reali dei pedalatori restano i soliti (e lo dico basandomi su una esperienza consolidata):
_i ladri;
_la pioggia, assieme a ladri e vandali.

Per i ladri, non esiste soluzione, almeno fin quando le amministrazioni locali continueranno a considerare la bicicletta come una divertimento domenicale. Per la pioggia, idem: se lasci un ombrello largo sul telaio, sta sicuro che quando torni o te lo hanno fregato oppure, se non ci sono riusciti, te lo hanno rotto. Rastrelliere coperte neanche a parlarne. Alla fine, nonostante le apparenze, la piccola delinquenza è uno dei problemi più dilaganti nel campo delle due ruote. Ben oltre l'adeguatezza delle sedi stradali.

Chi spiega ai nostri amministratori che un ladro di biciclette fa più danno all'ambiente di una superpetroliera spezzata a metà?

Da ultimo, vorrei sottolineare che la bici non basta: abbiamo bisogno di mobilità. Parlare di biciclette, che comunque amo, sa tanto di scusa: come dire “arrangiatevi da soli”. Inutile dire che tra la bicicletta e l'automobile esistono molte vie di mezzo, capaci di garantire spostamenti a medio raggio con consumi energetici minimali; solo che obbligano l'utente a sedersi in mezzo ad altre persone. Ed il beota individualismo italico questo non lo accetta. Se sessant'anni fa l'Italia avesse scelto il tram al posto dell'auto, ora non ci troveremmo sotto la minaccia di dover pedalare in mezzo ad un temporale.

fausto

Anonimo ha detto...

L'uso di massa dell'automobile è un fatto unicamente di distorsione culturale che in Italia raggiunge i massimi livelli.
Ancora un po' di pazienza Fausto e vedrai che per cause di forza maggiore la quattro ruote a motore endotermico verrà espulsa dalla cultura italica della mobilità.
Per quella elettrica non vedo un futuro di massa anche se dovrebbe moderatamente diffondersi.
A mio avviso la vera evoluzione della mobilità è nel trasporto pubblico e nell'uso della bicicletta.
O meglio, ritorno all'antico.

Paolo B.

noel ha detto...

e io che lavoro per l'italica industria produttrice di mezzi a quattro ruote a motore endotermico cosa farò....

Anonimo ha detto...

Riconversione Noel, riconversione!
Facile a dirsi, ma tra il dire e il fare :-(...

Anonimo ha detto...

Faccio notare che il traffico diminuisce se individualmente scegliamo di andare in bici anziché prendere la macchina... lo so che sembrano utopie ma con la benzina a 1,50 euro al litro possiamo iniziare a crederci!

Lorenzo ha detto...

E intanto l'italia è il paese al mondo dove le quote dei SUV aumentano maggiormente (persino in america stanno diminuendo)... In particolare quelli più grossi.

http://www.repubblica.it/2007/11/
motori/supplemento/dicembre-2007/
pag-35/pag-35.html
(dovete unire le righe per il link intero)
Che tristezza.
Lorenzo

Anonimo ha detto...

...è strano, c'è una buona parte del mondo che sembra sorda e cieca (o cerebrolesa): il salone di Ginevra continua a presentare mostri...
Mimmo.

Gianni Comoretto ha detto...

Benvenuto tra i ciclisti.
Purtroppo ho appena subito un furto, e al risparmio di 70 cent quotidiani (per me sono circa il doppio, la uso per andare a lavorare) ho dovuto "decurtare" quasi 200 euro di bici nuova. E 40 della catena da 5 kg che ora lascio fissa al palo.
Vero, gli automobilisti vedono le biciclette come noi vediamo i moscerini, qualcosa di fastidioso che ti intralcia. Usa un giubbotto catarifrangente, e più luci di un albero di Natale, possibilmente a batterie ricaricabili.
Sulle rastrelliere, a Firenze siamo riusciti a convincere l'amministrazione ad adottare quelle a "U" rovesciata, a cui leghi la bici appoggiata di lato. Quelle tradizionali (o peggio quelle a "mollona" elicoidale) mi distruggono le ruote, e una volta un automobilista, per poterci parcheggiare davanti la sua auto, mi ha piegato letteralmente ad "L" la ruota.
Ma dubito che il caro benzina farà calare presto il traffico automobilistico. Almeno non fino alla benzina a 4 euro il litro.
Sulle accise: servono a pagare (una parte de)i costi della viabilità. Con la bici consumi molto meno le strade, credo sia un vantaggio netto per lo Stato anche se non incassa quei soldi.

Stefano Marocco ha detto...

L'uso dell'automobile non è un diritto universale, semplicemente è una modalità di spostamento determinata dalla situazione economica che permette a tutti di (ab)usare del mezzo.
Ci troveremo a decidere se spostarci con tutte le comodità dell'auto ad un prezzo sempre maggiore oppure mangiare. La scelta sarà evidente (?) e quindi il diritto di cui sopra tanto declamato da alcuni decadrà e ci adegueremo. Io mi sono già adeguato: non uso l'auto, mi sono attrezzato per ogni condizione atmosferica e vado solo in bici. Non mi viene la panza, risparmio e non inquino.
L'unico aspetto negativo è che devo affrontare ogni giorno l'arroganza di certi guidatori, ma con la certezza che se ne andranno al diavolo con i loro SUV e baggianate varie.

envi-video ha detto...

Ho una montagna di cose da fare ma intervengo ugualmente... Getto nel mazzo un jolly e una "matta":
il jolly vale per quest'argomento ed è a Parigi (Guy Dauncey, "Benvenuti nel mondo del dopo-carbonio", da eddyburg.it): "l’amministrazione ha collocato 20.000 Vélib’(che sta per “vélo liberté” ovvero “libertà in bicicletta”) nelle strade cittadine che chiunque può usare per una piccola tariffa. Se vi fanno male i muscoli, basta un piccolo aiuto elettrico e la vostra bicicletta volerà su per le salite. Negli inverni coperti di neve, i ciclisti viaggiano con gomme chiodate. Se i nostri spostamenti con questo mezzo raggiungono il 10%,complessivamente si ha una riduzione del 15% (di emissioni di carbonio)...";
la matta vale in generale e riguarda l'Italia, in rapporto alle info di Aspo-it(da "Internazionale" di oggi venerdi 7 marzo 2008): "Solo il 20% degli adulti italiani sa veramente leggere, scrivere e contare" (Tullio De Mauro, linguista)...

...Hoc non semper homines intellegunt quod societates commerciales et petroleariae, quae maximum quaestum e sumptuosis populi consuetudinibus faciunt, viros doctos et diurnarios pecunia corrumpunt qui terrae calefactionem negent.

Usque tandem?
Giovanni Galanti (ovviamente la frase non è mia)

Marco C ha detto...

Anch'io di recente sono giunto alla stessa conlusione, oltre al fatto che i mezzi pubblici convengono economicamente rispetto all'auto. Infatti, 2 Km e rotti -> 70 cent. Con 1 biglietto interno di bus/metro di una città (costo tipo: 1 euro) puoi percorrere tratti ben più lunghi. Un confronto sulla stessa distanza coi mezzi è anche positivo nel caso di abbonamenti (per spostamenti quotidiani), con prezzi ancora minori e tendenzialmente minori a quelli dell'auto. Senza contare i costi nascosti dell'usura dell'auto, dai pneumatici alle pompe dei freni e così via.

Sul fatto che il PIL non sia idoneo a misurare la qualità del benessere non ci sono dubbi. E' una metrica semplice (relativamente), ma non adatta alla misurazione della qualità della vita in assoluto. Del tema si sono anche occupati premi Nobel, come Amartya Sen, che tratta nei suoi saggi e nei suo articoli proprio queste tematiche relative all'Economia dello Sviluppo. E quindi a come misurare il benessere. E' una lettura che consiglio perché è secondo me un ottimo divulgatore.
Ciao.

Marco C.

envi-video ha detto...

A sostegno di marco c:

"Non troveremo mai un fine per la nazione ne' una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare [...] i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (Pil). Il Pil comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicita' delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle [...]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli 8 equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. [...] Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualita' della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. [...] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidita' dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onesta' dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto ne' della giustizia nei nostri tribunali, ne' dell'equita' nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura ne' la nostra arguzia ne' il nostro coraggio, ne' la nostra saggezza ne' la nostra conoscenza, ne' la nostra compassione ne' la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto cio' che rende la vita veramente degna di essere vissuta"... Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Universita' del Kansas."

Citato da http://www.stefanomontanari.net/
images/pdf/pallantesuveltroni.pdf

ma anche in http://blog.zuin.info/?p=598

verifica in:
http://www.jfklibrary.org/
Historical+Resources/Archives/
Reference+Desk/Speeches/
RFK/RFKSpeech68Mar18UKansas.htm

Giovanni Galanti