domenica, marzo 09, 2008

Economia: la scienza della comodità?


Si narra che il matematico cuneese Giuseppe Peano (1858 - 1932, nella foto qui a destra) fosse solito scherzare in famiglia. Quando vedeva che la nipotina, intenta a mangiare castagne, sceglieva sempre quella meno bella delle rimanenti, allo scopo di lasciare per ultime le più buone, le diceva:
"Scegli invece la migliore, e poi ancora la migliore: alla fine avrai sempre mangiato la più buona. Altrimenti, avrai sempre mangiato la peggiore".
Era l'embrione del principio di induzione.


A parte il carattere speculativo, e se vogliamo anche un po' frivolo, dell'aneddoto riportato, viene immediato il paragone con il Peak Oil: ora che siamo intorno al massimo dell'estrazione di greggio nell'unità di tempo, man mano che la nostra "sete" di materia prima ha difficoltà ad essere spenta, ecco che magicamente cominciamo a trovare interessanti le sabbie e gli scisti bituminosi. Questa risorsa impressiona senza dubbio i "poco addetti" ai lavori per l'estensione dei giacimenti (Canada, Brasile,...), ma rassicura poco i più esperti che hanno un'idea dell'effettiva "intensità energetica specifica", alias l'EROEI.


A dirla tutta, mi appare sempre più chiaro e oggettivo che tutta la moderna economia neo-adamsmithiana sia un'involontaria seguace del consiglio bonario di Peano.
Semplificando un po' l'idea del buon Adam Smith (gli economisti "ortodossi" non mi bastonino), dato un insieme di "attori economici" che perseguono un certo obiettivo imprenditoriale e le risorse di base, se ognuno cerca il proprio fine senza preoccuparsi minimamente degli altri, alla fine si creeranno delle dinamiche selettive tali da garantire al sistema complessivo lo status di risultato massimo, e di benessere generale.


Senza entrare in ideologie capitaliste o comuniste che non mi appartengono e che ritengo obsolete, ci possiamo chiedere: la dottrina della "mano invisibile" del mercato ha sempre funzionato, e sempre funzionerà?
Sicuramente, possiamo dire che ha convinto (tra alti e bassi) fino alla fine del secondo millennio (a patto, naturalmente, di bendarsi gli occhi e turarsi il naso per riuscire a ignorare i problemi del mondo sottosviluppato).
Il motivo? Beh, se le risorse disponibili sono così abbondanti (per rapporto al bisogno), diciamo idealmente infinite ... l'accesso ad esse non è un problema e i competitori sono liberi di confrontarsi, e di generare spinte tecnologiche e miglioramenti, occupazione eccetera.


Purtroppo, nella teoria dei modelli le rogne emergono proprio quando ci si trova nelle cosidette "zone di bordo". E' qui che le funzioni matematiche rivelano le loro patologie.
Ecco che allora, in un mondo reale, con risorse limitate vanno introdotte le condizioni al contorno.
Man mano che ci avviciniamo a queste condizioni (cioè quando si superano i picchi delle risorse minerarie) il sistema diventa fortemente instabile, produce feedback positivi / non lineari e diavolerie del genere.


Non possiamo negare che il mondo produttivo attuale sia fortemente legato ai deboli concetti di comodità e convenienza. Perchè mai si dovrebbe ricorrere a impianti di energia rinnovabile invece di estrarre idrocarburi, riciclare materiali invece di produrne di nuovi, e rinunciare alle "facili" (e fruttuose, per qualcuno) discariche? Chi lo fa, non è competitivo. Chi deve cedere per primo?


Così è, ad oggi, la mano invisibile. Maledettamente dipendente da flussi obbligati di Energia e Materia che sono, nostro malgrado e alla faccia delle sensazioni dominanti, molto fragili.



[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Frank la stessa "mano invisibile" riporterà tutto come era prima che cominciasse l'era del carbone (prima industrializzazione del XIX secolo) e l'era del petrolio (seconda industrializzazione del XX secolo). Sono due secoli che i "valori" (che a molti oggi appaiono "giusti") della nostra società moderna vengono modellati dall'uso distorto di queste due sostanze; segno evidente di come l'uomo sarebbe capace di trasformare anche l'Eden in un inferno, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze per sè stesso e per i suoi simili; gli altri...

" Gli altri?.... Sono tutti soltanto degli schiavi i quali per una eterna necessità, non lavorano affatto per sè. Mai vi furono schiavi senza padroni. In un secolo venturo si avrà senz'altro lo sguardo educato a questo spettacolo che oggi appare indiscernibile. Ma ricordate questo enorme sforzo, questo sudore, questa polvere, questo strepito di lavoro della civiltà sono al servizio esclusivamente di coloro che sanno utilizzare tutto ciò senza partecipare al lavoro, appartengono a loro stessi, mentre gli altri devono essere esclusivamente degli accessori adibiti al loro superfluo. Anche i dirigenti, i funzionari, gli impiegati, i commercianti, gli artigiani, gli stessi imprenditori, nelle loro mansioni, lavorano senza saperlo per questi padroni occulti, dunque per la casta contemplativa che forma continuamente i "valori" e il senso della vita degli schiavi verso una totale pianificazione a gestione planetaria"

(Nietzsche, Frammenti del periodo della Gaia scienza" Sils Maria, 1881-1882)

Antonello

Patrick ha detto...

Impressionante Nietzsche... sembra che descriva l'Italia :-) a parte gli scherzi sembra davvero che descriva il mondo in cui viviamo oggi.

Bravo Franco ci vuole qualcuno che finalmente metta in dubbio il dogma del mercato prima che ci pensi il mercato stesso... !!!

Questa l'ho tirata... ora scappo!

Anonimo ha detto...

Complimenti Franco,
senza nulla toglieree a Nietzsche, direi che questi tuoi concetti, eprimino molto bene sia lo stato dell'arte del sistema economico globale, che le relative basi su cui poggia.
Teniamoli in evidenza.
Saluti
Giovanni Marocchi