sabato, ottobre 28, 2006

I "Limiti alla Crescita" a Roma

Dennis Meadows, autore dello studio del 1972 noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo” è stato il protagonista della prima giornata di celebrazione del quarantesimo anniversario della fondazione del WWF italiano, a Roma il 27 Ottobre

La presenza di Dennis Meadows a questa manifestazione è particolarmente significativa perché segna una decisa inversione di tendenza rispetto alla fase in cui era venuta di moda la leggenda che le previsioni dello studio del 1972 erano “sbagliate”, leggenda che si trova tuttora ripetuta in innumerevoli siti internet, blog e forum.

Nella sua presentazione, Dennis Meadows ha tracciato in grandi linee la storia dello studio che si intitola, più propriamente, “I Limiti alla Crescita”. Le tendenze individuate nella prima versione dello studio, nel 1972, non sono cambiate con l’aggiornamento pubblicato nel 2005 negli Stati Uniti e che esce quest’anno tradotto in italiano. Dennis Meadows è sostanzialmente pessimista sulla capacità della società di evitare il declino economico che i modelli situano intorno alla seconda o la terza decade del ventunesimo secolo. Secondo Meadows, sono necessari nuovi paradigmi e nuovi modi di pensare per uscire dalla trappola dello sviluppo a tutti i costi che ci porta soltanto verso un sovrasfruttamento sempre maggiore e a un collasso più grave

Molto interessanti i commenti alla presentazione di Meadows, specialmente da parte di Patrizia Sentinelli Viceministro Cooperazione allo Sviluppo, che ha avuto il coraggio, raro per un politico, di dire che non si può continuare a crescere per sempre. Anche molto interessante il commento di Piero Angela che ha ricordato la figura di Aurelio Peccei, fondatore e presidente del Club di Roma, l’istituzione che ha sponsorizzato lo studio del 1972 di Meadows. Angela ha menzionato esplicitamente il picco del petrolio e ha fatto l’esempio della roulette russa per spiegare come ignorare una previsione di pericolo può essere una cosa molto rischiosa.

Non tutti hanno ancora capito che la storia delle “previsioni sbagliate” ormai non attacca più. Uno di questi è Carlo Stagnaro che in un comunicato dell'altro giorno si è lanciato in una serie di sguaiate e improbabili critiche al WWF sulla base di pretese “predizioni errate” del passato. Ma, piano piano, il messaggio sta passando; le argomentazioni dei “Limiti alla Crescita” non erano da intendersi come predizioni esatte, ma si stanno rivelando più giuste di quanto gli stessi autori avrebbero potuto immaginare. Stiamo cominciando ad accorgercene.

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3 commenti:

Ely81 ha detto...

Peccato non averlo saputo, sono di Roma e mi sarebbe piaciuto moltissimo andare a questo convegno!
Proprio ieri ho comprato "I nuovi limiti dello sviluppo", ne avevo scoperto l'esistenza grazie al suo sito.
I suoi articoli sono sempre molto interessanti, vorrei solo poter avere un po' più di tempo per studiare tutte queste cose!

http://lastanzadiely.iobloggo.com/

Zzz ha detto...

Purtroppo la leggenda delle predizioni sbagliate de "I limiti dello sviluppo" è dura a morire. Settimana scorsa (25 ottobre, pagina 12-13) sul Corriere Giovanni Caprara in un articolo titolato "Risorse esaurite in pochi decenni Nel 2050 servirà una seconda Terra - Acqua, foreste, energia. Rapporto del Wwf sul debito ecologico I consumi mondiali superano le capacità del pianeta di rigenerarsi", ha consluso scrivendo "Agli inizi degli anni settanta il Club di Roma lanciava i primi segnali di allarme, qualche volta magari imprecisi, sui limiti dello sviluppo suscitando consensi e aspre reazioni. Adesso il rapporto del Wwf riesce a dimostrare con calcoli sofisticati, ma difficilmente contestabili, che viviamo oltre i nostri mezzi. Il tempo delle scelte forse è arrivato."

Vabbé, almeno si è limitato a considerare il lavoro di Meadows impreciso, passi. La cosa scandalosa è che in un colonnino a destra dell'articolo principale abbiano messo l'intervista a Guido Visconti, docente di fisica dell'atmosfera all'Aquila, direttore del Cetemps, socio corrispondente dei Lincei, etc. Scopo dell'intrervista era tranquillizzare il lettore, che avrebbe potuto allarmarsi leggendo l'articolo di Caprara. Alla domanda "Allarmi innescati e disinnescati. Ricerche che correggono le precedenti. Con il dovuto rispetto: c'è da fidarsi?", l'imprudente Visconti risponde "Previsioni sbagliate ed eventi importanti non previsti fanno parte della dialettica scientifica. Quando fu scoperto il buco dell'ozono nessuno l'aveva previsto. [fin qui tutto bene ndr] D'altra parte l'esaurimento delle risorse che secondo il Club di Roma doveva avvenire entro il 2010 non si è verificato".

Inutile dire che Visconti non ha nemmeno guardato la copertina di The Limits to Growth.

Ugo Bardi ha detto...

Grazie per la segnalazione!

Ugo