giovedì, ottobre 26, 2006

Oro Rosso

Arriva la Notizia di un Rumeno folgorato a Firenze mentre cercava di rubare, sembra, dei cavi di rame per rivenderli. Non è del tutto chiara la dinamica della faccenda, ma continuano ad arrivare notizie di furti di oggetti di rame, targhe, fili, iscrizioni funerarie; il rame va letteralmente "a ruba".

Il mercato reagisce alla scarsità di rame; l'industria si trova in difficoltà a soddisfare la domanda e i prezzi aumentano. Tutto il sistema di estrazione di minerali è sotto pressione, l'aumento dei costi del petrolio ha aumentato i costi di estrazione che, alla fine dei conti, sono costi energetici e non semplicemente monetari. Sembrerebbe che dopo tante illusioni di gente che ci raccontava che le risorse erano "infinite", il pianeta ci stia presentando il conto.

Il primo a rimetterci nella ricerca dell'oro rosso è stato questo poveraccio che si chiamava Nicu Chivu. Chissà se sapeva della teoria di Hubbert.

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Da "la Nazione" di Martedi' 24 2006

Folgorato mentre tenta di rubare l’«oro rosso»

E’ UNA VITTIMA dell’«oro rosso» — il rame rubato a quintali da bande di extracomunitari e stoccato in compiacenti magazzini gestiti da cinesi all’Osmannoro — l’uomo, un extracomunitario, folgorato domenica notte dall’alta tensione, mentre con un paio di tronchesi stava per tagliare un cavo da 220 volt, in via Due Case, la parallela alla stazione ferroviaria di Castello che da via della Cappella va al viale XI agosto, molto vicino all’aeroporto di Peretola. Si chiamava Nicu Chivu e aveva 35 anni. Era insieme alla sua fidanzata e a un connazionale. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, che hanno interrogato i due testimoni Chivu (che con la sua donna abitava al campo dell’Olmatello) e gli altri sarebbero arrivati in prossimità dei caviintorno alle 20,30. Chivu ha forzato un lucchetto di un cancello d’ingresso, poi ha tagliato una rete. Ormai davanti ai cavi dell’alta tensione, ne ha reciso uno a terra: pensava così di aver disattivato il flusso di corrente. Quindi ha provato a tagliare il cavo posto a due-tre metri da terra: la sua donna e il connazionale hanno visto una fiammata e Chivu ricadere a terra. Si sono avvicinati, aveva le mani carbonizzate. Hanno provato a rianimarlo, poi hanno fermato un motociclista che ha chiamato i soccorsi. Ma non c’era più niente da fare.

2 commenti:

FrancescoGiustarini ha detto...

Tutto questo mentre in un articolo del "Il Giornale" si insiste a dire che l'ingegno umano riuscirà a rendere infinita ogni tipo di risorsa...

de falco ha detto...

a roma ultimamente rubano i tombini in ghisa con grave pericolo per chi rischia di caderci dentro.