domenica, marzo 15, 2009

Armageddon climatico

Immagine da "Armageddon" (1998), forse uno dei peggiori film della storia.


L'idea che la Terra potrebbe essere distrutta dall'impatto di un'asteroide vagante è parte degli orizzonti filmici e letterari da ben prima che si scoprisse che i dinosauri erano stati spazzati via da un evento del genere, 65 milioni di anni fa.

Ci sono degli elementi tipici nella trama in questo genere. Li vediamo bene nei due ultimi film prodotti, entrambi 10 anni fa, nel 2008: Armageddon e Deep Impact. In entrambi, il governo degli Stati Uniti viene avvertito in anticipo dagli scienziati del disastro imminente e decide di evitare il panico tenendo nascosta la notizia. Nel frattempo, si lavora alacremente per costruire astronavi in grado di deviare o distruggere l'asteroide per mezzo di bombe nucleari. Quando la minaccia viene finalmente rivelata, tutto è pronto e i popoli della terra guardano con ansia in ansia i risultati della missione di intercettazione che salverà la vita degli esseri umani e del pianeta intero.

Ahimé, la distanza fra realtà e fantasia è notevole in questi film. Non è tanto questione dell'armamentario fantascientifico anti-asteroide, ma nel comportamento degli esseri umani quando la minaccia viene scoperta. Questo lo possiamo dire vedendo come si sta evolvendo il dibattito sul cambiamento climatico; un evento che, potenzialmente, potrebbe avere effetti altrettanto gravi di quelli dell'impatto di un asteroide. Allora, possiamo riscrivere la trama di "Armageddon" e di "Deep Impact" in modo più simile a quello che potrebbe succedere davvero come segue:

  1. Alcuni astronomi si accorgono che la traiettoria di un asteroide di dimensioni importanti potrebbe intercettare quella della Terra nel futuro.
  2. Si pubblicano i primi articoli scientifici sulla traiettoria dell'asteroide che vengono discussi fra specialisti in astronomia
  3. Si sviluppa un consenso generale fra gli scienziati sul fatto che c'è una probabilità molto alta di una collisione.
  4. Si forma un comitato di scienziati per studiare l'impatto e le sue conseguenze: IPCC, International Panel for Cosmic Collision.
  5. L'attività dell' IPCC porta alla diffusione della conoscenza del pericolo. Si fanno congressi internazionali e si propongono misure collaborative per ridurre il rischio di collisione. A Kyoto, si raggiunge un accordo internazionale che prevede di destinare una frazione del bilancio di tutti i paesi industrializzati per la costruzione di un'astronave destinata a raggiungere l'asteroide e deviarlo mediante una testata nucleare.
  6. Al Gore realizza un film dal titolo "una verità scomoda" in cui descrive le conseguenze della collisione dell'asteroide contro la Terra e propone misure per evitarla.
  7. L'asteroide si avvicina e i calcoli dell'IPCC danno una certezza sempre maggiore che la collisione si verificherà. Tuttavia, la costruzione dell'astronave va a rilento. Non tutti i paesi industrializzati, fra cui l'Italia, riescono a dare il contributo previsto. I paesi non industrializzati si rifiutano di contribuire in quanto sostengono che spetti a quelli industrializzati accollarsi le spese.
  8. L'economista Nicholas Stern pubblica un rapporto in cui compara i danni presumibile della collisione asteroidale con i costi dell'astronave necessaria per evitarla. Arriva alla conclusione che i costi dell'impatto sarebbero molto superiori a quelli dell'astronave. Questa conclusione, tuttavia, viene contestata da molti economisti che sostengono che non si può rallentare la crescita economica per difendersi da un rischio ancora troppo incerto.
  9. Il lavoro dell'IPCC viene criticato da più parti. C'è chi dice che il film di Al Gore è inesatto e emozionale. Si sostiene che le incertezze sono troppo ampie per essere sicuri che l'asteroide si schianterà contro la terra. C'è chi sostiene che gli asteroidi sono sempre passati vicino alla terra e che non c'è prova che questo asteroide in particolare la colpirà veramente.
  10. Il senatore degli Stati Uniti Inhofe pubblica una tabella di 650 scienziati che si dichiarano in disaccordo con le interpretazioni dell'IPCC e che sostengono che l'asteroide non colpirà la terra. Quasi nessuno di questi scienziati è un astronomo o sa qualcosa di astronomia, ma la pubblicazione si diffonde per i mass media.
  11. I mass media continuano la loro politica di presentare sempre due opinioni contrapposte dando visibilità ai critici dell'IPCC. Il pubblico è confuso, non è in grado di capire i dettagli dei complessi calcoli astronomici dell'IPCC. Le critiche degli oppositori sono basate su elementi molto più semplici e immediatamente comprensibili ("l'asteroide è passato vicino a Marte, ma non lo ha colpito, e allora perché la Terra dovrebbe essere colpita?" e poi "La Terra è già stata colpita da altri asteroidi, per esempio da uno in Siberia nel 1922, ma non ci sono stati grossi danni. Perché questo asteroide dovrebbe essere diverso?)
  12. Il pubblico si divide in due fazioni più o meno di pari entità: una a favore di prendere misure contro la collisione asteroidale, l'altra sfavorevole. Parlare di impatto asteroidale diventa politicamente scorretto se non si specifica che deve essere considerato come un'ipotesi non provata. Molti considerano provato il fatto che la storia della collisione asteroidale è un complotto di scienziati che cercano di ottenere fondi per la loro ricerca.
  13. L'asteroide si avvicina al punto da essere visibile a occhio nudo. A questo punto, si decide finalmente di completare l'astronave che lo deve intercettare e a farla partire in fretta e furia. Ma il suo equipaggio è ormai anziano, la costruzione lascia a desiderare, mancano dei pezzi e l'astronave manca clamorosamente l'asteroide, perdendosi nello spazio.
  14. L'asteroide si avvicina sempre di più.............

9 commenti:

Paolo ha detto...

Una piccola nota: l'asteroide di Tunguska (se è quello cui si riferiva) è caduto nel 1908, non nel '22. ;-)

Anonimo ha detto...

Questa visione del clima stile IPCC mi ricorda molto la visione che si è sempre avuta sull'economia: crescita, crescita, crescita.
Dati satelliari alla mano si vede che siamo praticamente su un plateau del GW.

Ugo Bardi ha detto...

Si, mi riferivo all'asteroide della Tunguska, ma ho messo la data a a memoria, sbagliandola. Ma è il metodo che usano i negazionisti :-)

Anonimo ha detto...

Facciamo le grandi opere: una molla di dimensioni inaudite che rispedisca indietro il sunnominato asteroide.
Visto? Tutto risolto.
Come dite? Che ci facciamo poi co sto mollone? Ma quante ne volete!...

Alessio

Anonimo ha detto...

Però,qualcosa sta succedendo.
Intanto,questa sera su sora(televisora) raitre a chetempochefa,alle 20,15 abbiamo potuto ascoltare il sociologo Serge Latouche,e senza necessità di traduzione,ma in un suo comprensibilissimo italiano. Ci ha parlato di decrescita,di economia diversa e del suo leggibilissimo, confermo di persona, "Breve trattato sulla decrescita" uscito già l'hanno scorso.E poi a seguire il nostro Prodi Romano, che a proposito di Latouche lo ha definito una persona "molto saggia".
Poi ha precisato che per salvare l'Africa,bisogna che l'economia riparta velocemente.Per andare dove non l'ha specificato,ma non aveva comunque neanche più tempo a disposizione.Diamogli una seconda opportunità,a Ottobre magari, quando ha promesso di ritornare in trasmissione.Anzi entro quella data l'"asteroide" del cataclisma climatico in discussione, non sarà diventato ancora visibile ai più ma potrebbe diventare evidente che esiste,e potrebbe sul serio puntare verso la Terra.Poi,sul quando, ci si potrà ancora dilungare in focosissime discussioni.Cosa graditissima dai media, che hanno incessante
bisognodi argomenti appassionanti,
purchè siano sufficientemente avulsi dalla vita di tutti i giorni del comune cittadino.Ma il clima, non quello meteorologico,sta cambiando.
Grazie,si fa per dire, all'aumento vertiginoso della disoccupazione,
tanto per fare un esempio.Un pò più di gente si sta chiedendo se l'intera economia non sia fondata su dei presupposti un pò troppo aleatori e forse anche un pò errati.Qualsiasi famiglia si preoccuperebbe se il proprio figlio,raggiunta l'età adulta continuasse a crescere.Anzi che la condizio sine qua non per vivere fosse quella di crescere inesorabilmente.Questo tipo di preoccupazione sta molto timidamente facendosi strada nella mente delle persone incantate ancora dal "progresso" non meglio definito.Bisogna accompagnare queste persone fuori dal paese dei balocchi,e mostrargli che il paese di Mastrogeppetto non è poi così orribile.E che l'orco Mangiafuoco esiste davvero,per cui è meglio starne alla larga.Chi desidera fare la fine di Lucignolo,faccia pure,ma in compagnia dei suoi pari.Chissà che cosa non ispirerebbe a un Collodi,una umanità alle prese con un momento come questo?.
Marco Sclarandis.

Francesco Ganzetti ha detto...

Bel post; dobbiamo accompagnare l'inevitabile cambiamento dei valori morali verso una morale
" sostenibile " e non in opposizione alle leggi della natura : in buona sostanza abbiamo voluto tutto e troppo presto.
Dal mio punto di vista mi preme sottolineare la profonda immoralità di almeno i 3/4 della spesa sanitaria pubblica.

Anonimo ha detto...

In Italia abbiamo dei modi molto "folkloristici" di ridurre le emissioni di gas serra. A parte la ormai annosa, intenzionale, vigorosa e deleteria spinta verso una sempre maggiore crescita della popolazione locale, si aggiunge l'attuale "piano casa" che, con il suo caldeggiamento di un'ampliamento delle volumetrie abitative provocherà un'inevitabile aumento della combustione a scopo di riscaldamento domestico.

Vien da chiedersi se chi ci governa è un gruppo di scemi o di finti tali. Personalmente propendo per la seconda ipotesi, giacché non riesco ad immaginare degli scemi che riescono a raggiungere le posizioni che occupano quei lestofanti. Ovviamente non ne faccio una questione di "colore" o di schieramento, giacché da ogni parte hanno dimostrato d'appartenere alla stessa genìa.

Anonimo ha detto...

Bah... a me il confronto non pare stia molto in piedi.
Ricordiamo che uno dei principali ostacoli dell'energia pulita (ma non solo di quella) sono i grandi interessi economici che governano il mondo oggi (vedi potenze petrolifere...).

Un asteroide non ha nulla a vedere con tutto cio`...una catastrofe di cui potremmo sapere giorno e ora, e per altro non causata o correlata con qualsivoglia interesse economico o fattore umano.

Aggiungo che per quello che mi riguarda moriremo prima di tumori ai polmoni (o altre belle cose causate dall'inquinamento) che per il riscaldamento globale...

Anonimo ha detto...

C'è qualcosa di più immediato e devastante di un tumore.
Una cancrena sociale di masse enormi di persone.Il secolo cosidetto "breve" appena scorso è passato invano?
Ma a fronte di una tale incombente eventualità, nelle varie "cliniche", quali G8, 9 20 e chi più ne ha più ne inviti, non sembra che ci siano dei luminari eccellenti.
Marco Scalarandis

Marco Sclarandis