mercoledì, marzo 04, 2009

Mettiamoci la faccia

Uno dei problemi della comunicazione via internet è la tendenza a esagerare con le critiche che, facilmente, si trasformano in insulti. E' quel fenomeno che ha il nome in inglese di "flaming".

In effetti, è strano come persone che nella vita reale sono tranquillissime, si trasformano in piccoli mostriciattoli stile "Gremlins" una volta messi alla tastiera e davanti al monitor. E' una specie di sindrome Jeckyll/Mr. Hide, che colpisce placidi impiegati statali che assumono improbabili "nick" per vagare su internet in forma di piccoli dracula in forma di pipistrello alla ricerca di vittime addormentate. Sui commenti dei blog, poi, regna o l'anonimato o il nick più strampalato. Sembra la battaglia dell'Atlantico al tempo dei sommergibili dell'ammiraglio Doenitz. Emerge il sottomarino, spara i siluri, poi si immerge e sparisce.

Questi ragionamenti mi sono venuti in mente in questi giorni quando c'è stato un attimo di flaming particolarmente selvaggio in una delle liste di discussione correlate a ASPO-Italia. Come mai succedono queste cose? Beh, io credo che tutto quello che avviene abbia una ragione per avvenire; in particolare, il flaming è così comune su internet perché la comunicazione non mette in gioco i nostri neuroni-specchio. Questa è una cosa che mi ha spiegato mia figlia che studia neurologia; i neuroni specchio sono una particolare struttura cerebrale che fa si che tutti noi continuamente riproduciamo ("specchiamo") nel nostro cervello le azioni di chi ci sta intorno. E' la sorgente di quello che si chiama "empatia"; sono i neuroni specchio che ci permettono di interagire con il nostro prossimo in modi gentili e cortesi.

Ovviamente, parlandosi attraverso la tastiera e lo schermo i neuroni specchio non hanno modo di essere attivati. In più, spesso ti trovi a parlare con una persona senza nome o con un nick improbabile, tipo "Galactic Dominator". Non c'è da stupirsi se l'empatia è un po' scarsina, alle volte. Allora, per evitare gli screzi, bisognerebbe veramente cambiare un po' stile nel fare certe cose. Per prima cosa, bisognerebbe usare sempre nome e cognome. Capisco che se uno si chiama, che so, Ubaldo Castracipolle, preferisca presentarsi come Knight of Darkness, ma insomma bisogna essere anche realistici. Ma, soprattutto, è importante presentarsi con una fotografia; metterci la faccia, insomma. Questo è il modo migliore per mettere in azione i neuroni a specchio dei tuoi interlocutori.

Dopotutto è con questo semplice trucco che facebook è riuscito ad avere così tanto successo. Fateci caso: tutti si presentano su facebook con la loro foto ed è un ambiente di solito rilassato e amichevole. E' un punto che i politici hanno capito molto bene; infatti le campagne elettorali sono tutte basate su grandi faccioni che imperversano sui muri e in TV. Cercano di attivare i vostri neuroni specchio e - alle volte - ci riescono anche. Non è che dobbiamo trasformarci in politici, ma possiamo imparare da loro anche se non tutti sono particolarmente simpatici.

Certo, uno potrebbe imbrogliare con il nome, e anche con la faccia. Ma è proprio un imbroglio, a differenza del presentarsi anonimo e senza faccia, che è solo pigrizia. Dopotutto, diceva Bertolt Brecht che è faticoso esser cattivi, per cui se eliminiamo la scusa per essere pigri è probabile che i cattivi veri siano molto pochi.

Quindi, su questo post vi presento la mia faccia. Sto modificando i vari account che ho per metterci, dove possibile, la mia foto. Suggerisco che lo facciate anche voi. Ma, in fin dei conti, ricordatevi anche che esiste un mondo al di là di facebook e di internet.


9 commenti:

MaRaNtZ ha detto...

Ben detto Ugo!

Però non sarei troppo convinto che i neuroni specchio su Facebook si trovino così a loro agio. Il bello di questo strumento è che crea community molto dinamiche ma talvolta isolate, a seconda di chi si accetta come amici e di quali gruppi si fa parte.

Ti assicuro che in certi gruppi i flame ci sono eccome.

Un esempio, a Cesena è nato il gruppo facebook NO ALLA MOSCHEA, ma poi è nato anche il gruppo SI ALLA MOSCHEA. Talmente radicalizzati che chi era iscritto ad entrambi, in uno faceva il buonista, nell'altro la belva.

Credo che oltre all'interlocutore, nella dinamica dei neuroni specchio, conti molto anche il "contesto" o "l'ambiente"

Paolo Marani
C.F. MRNPLA70P08C573M
(non so se il codice fiscale funziona come una immagine.. speriamo)

Marco Pierfranceschi ha detto...

Ugo, non volermene, ma al mio nick ci sono affezionato. Per sapere che faccia ho basta seguire il link e finire sul mio blog.
Tra l'altro sui problemi relazionali dovuti all'uso di internet ragionavo proprio un anno fa, mente leggevo "intelligenza sociale" di Goleman.

Matabiau ha detto...

Grazie, Ugo.

Ivan Guerra

Omero ha detto...

«Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi». (Antoine De Saint-Exupéry)

http://www.youtube.com/watch?v=88otTdLR5Ig

Anonimo ha detto...

Come in tante cose penso che non ci sia una sola verità. L'anonimato favorisce comportamenti irresponsabili o le copre anche.
Altre volte permette la "libera" di espressione dove si sono instaurati fori timori nel poterle manifestare.
Focalizzerei i contenuti.Sé non corrispondono ad un codice etico stabilito per la convivenza civile ( non fare all'altro quello che non vuoi sia fatto a te) arriva lo stop.
Personalmente seguo spesso la mia curiosità e trovo le facce corrispondenti.

Maria Heibel

Anonimo ha detto...

Antonio,

Antonio Orlando,

quello che le ha chiesto di °pavoneggiarsi° al Polo con la splendida AX.

Tra l'altro uno dei 97 precari storici di Unifi cha a giugno andranno definitivamente a casa.
Ma questa e' un'altra storia....

Luigi Ruffini ha detto...

Granzie Ing. Bardi.
Il mondo è come lo facciamo.

Ciao Marco.

Francesco Ganzetti ha detto...

Prof. Bardi ha pensato di creare un gruppo facebook ufficiale di ASPO Italia?

Proposta concreta n.2 : sto cercando da mesi un progetto informativo organico su orticoltura/permacoltura/ Fukuoca che metta in grado chi non ha conoscenze/esperienze di coltivazione di creare un orto più o meno grande e diffondere agli amici nozioni e tecniche: ci si può lavorare su?

Osservazione : l'empatia è diffusa a tutti i mammiferi, e deve esser governata da capacità intellettive superiori , altrimenti può portare a rifiutare aspetti imprenscindibili di una attenta valutazione della società post picco suggerita da ASPO, come sovrapopolazione e immoralità dell'impronta ecologica della attuale medicina.

Ugo Bardi ha detto...

Francesco, c'è già un gruppo ASPOItalia su facebook, ma mi sembra che non sia molto attivo. Per la permacultura, siamo tutti molti interessati all'argomento. Ogni iniziativa è benvenuta.