venerdì, settembre 18, 2009

Condizioni necessarie e condizioni sufficienti



In più di un'occasione i media economici, i politici e gli industriali dichiarano che la "crisi" (se ci prendiamo la briga di contare quante volte viene pronunciata questa parola in un TG troviamo valori prossimi a 15) è causata dalla mancanza di investimenti in prospezione mineraria, infrastrutture, impianti industriali, edilizia eccetera. Dunque, ognuno incolpa una non ben definita categoria, che raggruppa "quelli che si dovrebbero occupare di investimenti" . Spesso, chi fa questa dichiarazione non si rende conto che egli stesso, secondo la sua teoria, dovrebbe occuparsi della cosa (cfr. Confindustria: gruppo Marcegaglia). Ma la cosa non ha senso; siamo davanti all'ennesimo circuito autoreferenziale, che dissipa energia, fa perdere tempo e distoglie la gente dalle radici dei problemi reali.

Quando un certo processo chimico non ha luogo, questo può avvenire per due motivi: mancanza di reagenti (o substrato, o materia prima), oppure, ancora, per un eccesso di prodotti presenti nel recipiente che fanno retrocedere l'equilibrio verso i reagenti (principio di Le Chatelier, formulato per la prima volta nel 1884). Ad esempio, tutti sappiamo che mettendo un cucchiaio di sale in un litro di acqua a temperatura ambiente e mescolando un po', questo si discioglierà in pochi minuti; se invece proviamo a scioglierne la stessa quantità in un litro di acqua già bella salata, se ne scioglierà di meno o non se ne scioglierà affatto.
Se entrambe le condizioni sono verificate, a maggior ragione, il processo non potrà aver luogo.

Trasportando questi concetti nella vita reale, abbiamo la compresenza delle due condizioni: da una parte la difficoltà dei giacimenti fossili a mantenere la produzione, dall'altra il feedback da saturazione di merci e prodotti di vario tipo. Incidentalmente, se ci fosse un surplus energetico alla base i sistemi industriali potrebbero inventare ulteriori bisogni fittizi e rottamazioni, per mantenere o aumentare ulteriormente l'intensità dei flussi negli scambi, substrato necessario per l'esistenza di "catene di valore aggiunto" e "reservoir di accumulazione di capitale".
Le diminuzioni nei flussi energetici e minerari sono condizioni sufficienti per generare crisi economica; non è detto che siano necessarie, in quanto le cause potrebbero essere legate a giochi politico-strategici, accaparramenti nascosti etc. Ma in un gioco a "informazione completa", dunque in assenza di perversioni, diventano anche condizioni necessarie.

Incidentalmente, per le risorse su cui al momento non è agganciabile il concetto di scarsità, come l'aria e l'acqua di mare, non esiste nemmeno la nozione di prezzo, e non si pongono affatto problemi da "limiti dello sviluppo" (a meno di "violentare" sul serio gli ecosistemi contaminandoli al punto da renderli inadatti alle interazioni cui siamo abituati).

Forse, un giorno, i media smetteranno di propinarci il menu a portate invertite, scambiando le cause con le conseguenze. Ma questo sarà realizzabile solo quando saremo in grado di difenderci, ad esempio per mezzo dell' Intelligenza connettiva e collettiva [flash back su un post di Armando Boccone].

5 commenti:

Pippolillo ha detto...

Rottamazioni? Il mega-manager-dal-maglioncino-blu, Sergio Marchionne, che cosa ha detto solo due giorni fa? O continuano gli incentivi per l'auto nel 2010 o sarà un disastro.
Un prodotto maturo in un mercato saturo e che cosa continuano a fare?
Che bello fossimo nel mondo dell'incontrario (o del giusto) dove dei governanti rispondessero: ci fa vedere il piano industriale per i prossimi cinque anni? Come pensa di riconvertire la Fiat verso altre produzioni sostenibili senza aiuto pubblico e senza licenziare migliaia di dipendenti?

Sogni, solo sogni.

Frank Galvagno ha detto...

In effetti viene davvero da chiedersi A CHI verranno vendute le auto con gli incentivi. Il parco auto dovrebbe essersi ringivanito ben bene, gli incentivi sono presenti da almeno 4 anni!

Incidentalmente, ho visto una comunicazione di un'azienda automotive in cui si dichiara che da qui al 2025 i veicoli ibridi fuel+elettrico e total-elettrici sono destinati a crescere in modo consistente. Tra i più promettenti, il brevetto "activewheel" (ruote con motore elettrico inglobato nel cerchione).

Chiaramente, questo in un contesto BAU. Il peak oil smorzerà, almeno credo , il tentativo BAUifero di fare la transizione massiva come se niente fosse. La recessione potrebbe durare fino al 2020.

Alex I. ha detto...

Credo che gli incentivi allunghino solo l'agonia. Lavoro nell'indotto Fiat, lavoriamo un giorno in meno a settimana, ma potrei lavorare anche meno.
Fiat prende gli incentivi ma fa cassa integrazione dappertutto, certe linee di produzione stanno ferme due o tre settimane di seguito, CNH chiderà lo stabilimento di Imola e Fiat mette 450 impiegati in mobilità.
Anche con gli incentivi lo stillicidio continua. Noi dipendenti dell'automotive abbiamo ahimè un futuro nero

Archimede ha detto...

"Allungare l'agonia" viene comunemente definito "accanimento terapeutico"...

Una bella eutanasia dell'industria automobilistica nazionale sarebbe la soluzione preferibile e, in definitiva, meno dolorosa per tutti...

Frank Galvagno ha detto...

bè un'eutanasia sull'industria dell'auto sarebbe un po' velleitaria, io mi accontenterei di

- vedere le case automobilistiche che regolano i flussi in modo coerente con la capacità di carico degli stream rinnovabili

- transizione URGENTE verso un 80% di veicoli elettrici, e un restante 20% di veicoli a scoppio

- ripresa della mobilità ciclistica