domenica, dicembre 06, 2009

Formigoni fa lo spiritoso

Come potete leggere in questo articolo sul sito del Corriere, il Presidente della Regione Lombardia, il Sindaco e il Presidente della Provincia di Milano, hanno ricevuto nei giorni scorsi un avviso di garanzia per l’inquinamento causato dalle famigerate polveri sottili, emesse in via prevalente dal traffico autoveicolare. Si tratta di un atto dovuto da parte della Magistratura in seguito a una denuncia del Codacons, associazione di consumatori, che serve esclusivamente ad avviare un’indagine sulla vicenda. Ma Formigoni si atteggia a perseguitato, minimizza, ironizzando sulla natura del reato: “getto pericoloso di cose in luogo pubblico”, e con lui diversi giornali nazionali che commentano divertiti la notizia.
Io penso invece, che ci sia poco da fare gli spiritosi di fronte a un gravissimo problema che causa decine di migliaia di morti all’anno in Italia, con il corredo di centinaia di migliaia di patologie alle vie respiratorie anche nei bambini, tanto da farne una vera e propria emergenza sanitaria.
In questo articolo ho scritto un anno fa sull’argomento: l’Unione Europea ha approvato una legge in materia che, sconfessando platealmente il dettato normativo precedente ha rinunciato ad applicare i limiti più restrittivi raccomandati dalle organizzazioni sanitarie internazionali, per mantenere quelli da anni in vigore: non più di 40 microgrammi/metro cubo per la media annua delle concentrazioni di PM10 nell’aria e non più di 35 superamenti nell’anno del valore di 50 microgrammi/metro cubo della media giornaliera delle stesse concentrazioni. Ebbene, molte città della Lombardia non rispettano nemmeno queste soglie più tolleranti, di un inquinante che mina gravemente la salute dei propri cittadini. Ad onor del vero non solo in Lombardia, ma in tutta Italia, si verificano gli stessi livelli preoccupanti di inquinamento. Ne sanno qualcosa il Presidente della Regione Toscana, l’ex Sindaco e alcuni amministratori del Comune di Firenze, che a conclusione di un’analoga indagine, sono stati tutti rinviati a giudizio e subiranno un processo per lo stesso reato imputato a Formigoni, “getto pericoloso di cose in luogo pubblico”. Un vecchio articolo del codice penale, il 674, unico strumento, udite udite, per perseguire questo tipo di inquinamento, non contemplato ancora specificamente nella normativa italiana.
Non so come finiranno queste iniziative giudiziarie, probabilmente in una bolla di sapone. Gli imputati diranno che hanno fatto il possibile e si difenderanno dicendo che il problema è nazionale e globale, che nessuno è ancora riuscito a risolverlo del tutto. In parte avranno anche ragione, perché in verità bisognerebbe mettere sotto processo un sistema di mobilità fondato sull’automobile e uno stile di vita. In altre parole, l’intera società. Però, gli amministratori locali italiani potrebbero far tesoro dalle innumerevoli esperienze europee di potenziamento dei sistemi di trasporto collettivo su ferro, che stanno abbattendo sensibilmente i livelli di inquinamento nelle aree urbane. Invece pensano ad altro o accumulano ritardi. Ma questo è un altro problema su cui torneremo prossimamente.

10 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Davvero non so cosa si stia aspettando per trasformare le città con abitanti dell'ordine del centinaio di migliaia (in su) secondo un modello di mobilità basato su rotaia&metrò, auto elettriche anche in sharing, promozione di viabilità ciclistica ... si potrebbe tranquillamente dividere per 5 emissioni e consumi fossili nel giro di 2-3 anni. Nel frattempo continuiamo a respirare porcherie e a subire ironie fuori contesto di politici che non riescono a capire la portata del problema ... :-(

guidocoli ha detto...

Il reato di getto di cose pericolose potrà anche fare ridere ma mi risulta sia lo stesso imputato a chi inquina con amianto o con radiazioni elettromagnetiche.

Noel ha detto...

Questa classe politica non conosce vergona e si vanta di tutto ciò.
@Frank
e poi la Fiat e le aziende dell'automotive (dove lavoro) che farebbero? ;)

Pippolillo ha detto...

Al di là del caso specifico, quello che più mi dà fastidio, è che tutte le volte che uno di questi signori appartenenti alla CASTA dei politici di professione viene inquisito sdrammatizza la cosa buttandola sul ridere.
Fanno battute che credono umoristiche e così distolgono chi ascolta le loro interviste televisive dal vero problema.
C'è il cambiamento climatico? Che bello, coltiveremo le arance nella Pianura Padana.
Nelle grandi città ci si ammala e si muore per l'inquinamento? Non c'è problema, abbiamo degli ottimi ospedali e poi questo è il prezzo da pagare per il progresso.
Chi può lasci questo paese senza futuro.

Gianni Comoretto ha detto...

Il getto di cose pericolose è pensato originalmente per chi tirava in giro cose senza curarsi fossero pericolose. È stato usato come surrogato di normative ritenute insufficienti: se so che una cosa è pericolosa, ma gettarla nell'ambiente è o legale o punito in modo tale che si continua a farlo tanto si paga la multa e via, allora proviamo ad accusarli di "gettito pericoloso".

La cosa non funziona granché. Nel caso delle onde elettromagnetiche, praticamente non ci sono indicazioni siano pericolose sotto i limiti di legge (e sopra i limiti ci sono appunto i limiti). E quindi non è gettito di cose PERICOLOSE.

Nel caso delle polveri, mica è il comune che le getta. Quindi temo si possa far poco. E temo che Formigoni abbia ragione a definire ridicola quest'accusa. Poi che occorra affrontare seriamente il problema sono d'accordo.

Sul tram. A parte che Milano ha ancora i vecchi tram, vale la regola per l'Alta Velocita' di qualche post fa: in Italia ci si mette 5 volte tanto e si paga 10 volte tanto che nel resto d'Europa.

fausto ha detto...

Formigoni appartiene ad una realtà che annovera importanti potentati basati sull'auto e sulla raffinazione dei petroli.

Domandargli un cambiamento su questi temi sarebbe come domandare ad una tigre di mangiare insalata.

Stefano Marocco ha detto...

Problema di informazione e di mentalità. I cittadini non ne sanno pressoché nulla, a pochi importa, nemmeno a chi ha bambini e vive in città. Non è concepibile usare la bici d'inverno, tenere meno di 23 gradi in casa, usare i mezzi pubblici, coibentare gli edifici.
Le case farmaceutiche fanno soldi a palate, il cittadino paga, non protesta e rivota sempre gli stessi, il PIL cresce, i media non informano. Tutto normale insomma.

Joe Galanti ha detto...

Mi trovo d'accordo con Marocco. Anche noi che lavoriamo sugli edifici sostenibili siamo consapevoli che la disponibilità di soluzioni per salvaguardare la salute, risparmiare energia e risorse ed avere una città più vivibile si scontra con una cultura maggioritaria dello spreco, dell'indifferenza e dell'ignoranza degli effetti dell'inquinamento. Credo che sia esperienza di tutti il fatto di vedere che moltissimi si muovono in auto anche nei casi in cui non ne hanno proprio bisogno (come nelle "passeggiate" in auto nel periodo natalizio). Un amministratore intelligente partirebbe da questo dato per avviare un vero e proprio processo di cambiamento culturale capace di produrre risultati duraturi sui comportamenti individuali e relativi valori di riferimento, come sta accadendo da anni in Danimarca, Svezia e in molte città tedesche.
Poi, qualcuno dovrebbe spiegare agli amministratori che nemmeno loro sono immuni dai danni prodotti dalle abitudini inquinanti della maggioranza dei cittadini.... o no?

Giovanni Galanti

Terenzio Longobardi ha detto...

Caro Gianni, non essendo un giurista non sono in grado di valutare se il reato di "getto pericoloso di cose" sia applicabile al nostro caso, però il fatto che Martini e Domenici, dopo l'indagine della Magistratura, siano stati rinviati a giudizio per le emissioni di PM10a Firenze, proprio in forza di questo a articolo del c.p., non lo escluderebbe a priori. Bisogna vedere come si concluderà il processo. Per quanto riguarda Milano, ci sono i tram storici degli anni '20 che funzionano benissimo, a dimostrazione dell'affidabilità di questa tecnologia, ma da qualche anno il capoluogo lombardo ha costruito anche altre linee tranviarie su cui viaggia materiale rotabile moderno di tipo "Sirio" e sulla rete esistente sono stati inseriti nuovi veicoli moderni a pianale ribassato del tipo Strasburgo.

Marco C ha detto...

Ciao a tutti,

prendendo spunto dall'intervento di Frank, in realtà esistono delle realtà italiane che si stanno (lentamente e tardivamente) organizzando in senso di rotaia e car sharing elettrico. Ad esempio, posso citare Brescia, nella stessa Lomabrdia, città dove ho vissuto per qualche tempo, come esempio secondo me virtuso.

Pur essendo un abitato relativamente "piccolo" con i suoi "soli" 190k abitanti (e poco adatto alle auto in quanto le vie sono molto strette e congestionate), si sta dotando di metropolitana leggera da ormai un paio di anni. Inoltre, proprio davanti alla stazione ferroviaria (dotata peraltro di un megaparcheggio per ospitare le auto, che possono essere lasciate all'inizio della città e utilizzate solo per il traffico esterno) esiste un servizio di car sharing di vetture elettriche. Gli abitanti utilizzano inoltre la bicicletta per spostarsi in città, largamente pedonalizzata.

Quanto a Milano (ho vissuto per alcuni anni anche lì)... Effettivamente è ben grave che Formigoni ironizzi su quello che è secondo me il suo principale problema, ovvero l'aria irrespirabile delle auto. Auto che peraltro spesso servono in quanto solo le zone della città e alcune particolari zone dell'hinterland sono ben servite dai mezzi. La grande maggioranza della conurbazione (Wikipedia parla di Milano come un sistema urbano che "copre" qualcosa come 8M abitanti, 20^ al mondo per dimensione). Hinterland che gran parte gravite proprio su Milano. Per esempio, fare da pendolari da Monza al centro di Milano è qualcosa di "molto poco piacevole e salutare". Per non parlare di attraversare la città sull'anello esterno da parte a parte. In condizioni di traffico normale ricordo qualcosa come 2ore sulla tangenziale, salite a 4 durante la pioggia.

Contesto però che la gente non si renda conto dell'emergenza. I vari giornali distrubuiti in città quotidianamente ("City", "Leggo", "Metro" e così via) per Milano hanno sempre titoloni da guerra mondiale in prima pagina sul PM 2.5 piuttosto che PM 10, con fior di interviste a fior di celebrità su quanto sia peggiorata la metropoli. Diciamo che quello che ho visto, stando ore fermi in coda ad un casello a respirare catrame, è il silenzio dei clacson: la prima volta mi ha davvero impressionato quel mare silenzioso di auto puzzolenti che aspettavano con pazienza al casello. Dopo 3 anni ho imparato anch'io quella rassegnazione.

(Scusate, forse il mio commento è un po' troppo lungo?)
Saluti
Marco C.