lunedì, gennaio 17, 2011

Il picco è in ritardo? I limiti del modello di Hubbert



In un articolo che appare oggi su "The Oil Drum" Ugo Bardi discute la situazione della produzione petrolifera in base ai dati più recenti disponibili.

Il picco globale petrolifero (peak oil) era stato previsto da molti autori entro il primo decennio del ventunesimo secolo. In pratica, tuttavia, quello che stiamo vedendo è una stasi produttiva, non un vero e proprio picco.

Secondo l'autore, quello che stiamo vedendo è compatibile con il modello di Hubbert, che è comunque approssimato. Di fronte alla diminuzione della resa energetica di estrazione, l'economia reagisce investendo sempre maggiori risorse nella produzione di combustibili liquidi, a partire, per esempio, dalle sabbie bituminose o da biomassa.

E una forma di "furto del futuro" - stiamo utilizzando risorse preziose per mantenere una condizione produttiva che comunque non potrà essere mantenuta a lungo. La stasi produttiva potrà continuare ancora per qualche anno ma, a lungo andare, il declino deve iniziare.

Link al'articolo completo:

http://www.theoildrum.com/node/7241

4 commenti:

guido ha detto...

abbiate pazienza ribadisco:
facile fare piu' soldi
difficile risparmiare,
facile andare avanti
difficile fermarsi,
puo' essere che l'uomo come specie non abbia capacita' di razionalita'
Grazie dell'ascolto.

Francesco ha detto...

...Credo che l'immissione nel ciclo economico del petrolio non convenzionale, a basso EROI nel calderone degli all liquids, lo pagheremo a breve e potremo permetterci di usare solo il petrolio facile da raffinare, escludendo dal ciclo economico non solo i vari biofuels e tar sands, ma anche parte del petrolio "pesante"...Stà storia mi ricorda i mutui americani di qualche anno fà non al 100 % ma al 110%, così da poter comprare anche i mobili....Tra breve voglio donare qualcosa ad ASPO italia, nei limiti delle mie tasche non di baby boomer ma di figlio di baby boomer, visto che ho deciso che i miei hobbies saranno l'informazione sui vari picchi ed andare a funghi.( Gennaio e Febbraio sono mesi grami )

Mauro ha detto...

Forse i modelli matematici non contemplano l'ostinazione dell'uomo a voler spremere questo pianeta come fosse un'arancia.

Ma questo significa solo rimandare l'inizio di una discesa che finirà per essere ancora più brusca.
Auguri!

Freeman ha detto...

una delle ragioni è anche che la teoria nasce sul singolo pozzo, per cui il prezzo è una variabile esogena, in quanto l'influenza del singolo pozzo sul prezzo mondiale, non può che essere una frazione marginale; mentre se sommiamo tutta la produzione mondiale allora l'output diventa una delle variabili più importanti nella formazione del prezzo (e delle aspettative di prezzo), stringendo o allargando la curva in modo non prevedibile