sabato, maggio 26, 2007

Tutto quello che leggi è falso

Questo è un post in po' filosofico che deriva da una discussione che c'è stata sul forum ASPO-Italia, "petrolio"


Qualche anno fa, ero a un convegno sulla pace e sulla guerra e mi capitò di sentire l'intervento di qualcuno che aveva letto sul giornale la storia delle "kamikaze pentite". Secondo la storia, due ragazze palestinesi avevano già pronti gli esplosivi e pensavano di farsi esplodere in una strada affollata "nel cuore di Tel Aviv" per il capodanno ebraico. A un certo punto, però, si erano rese conto della follia di quello che stavano per fare e avevano deciso invece di consegnarsi alla polizia israeliana. Chi parlava raccontò di essersi commosso, addirittura fino alle lacrime, nel leggere questa storia. Da questo, fece delle deduzioni sulla situazione politica in palestina sostenendo fra l'altro che il pentimento delle due kamikaze indicava un prossimo esaurirsi del conflitto.

Mi ricordo che, nella discussione che seguì, commentai esprimendo scetticismo sulla veridicità della storia. Questo suscitò una discussione in cui mi fu chiesto che motivi avessi di ritenere falsa la storia. Dissi che non ne avevo ma che, semplicemente, non mi suonava vera. Qualcuno si dichiarò daccordo con me, ma molti dissero che il mio scetticismo era eccessivo.

Il giorno dopo, andai a verificare la storia su internet e, dopo una piccola ricerca, venne fuori che, come mi aspettavo, le lacrime sulle "terroriste pentite" erano state sprecate. La notizia vera era apparsa in un giornale israeliano qualche giorno prima ed era tutta un'altra cosa. Si poteva leggere che due ragazze palestinesi si erano presentate spontaneamente alla polizia israeliana quando avevano saputo di essere sospettate di appartenere a un gruppo terroristico. Nel farlo, avevano proclamato la loro totale estraneità ai fatti di cui erano accusate. Tutto il resto dell'articolo dell'Avvenire era inventato: le bombe già pronte, l'attentato previsto nel cuore di Tel Aviv, la data del capodanno ebraico, il pentimento delle ragazze e molti altri dettagli. Ovviamente, se le ragazze si erano dichiarate innocenti, non potevano essersi dichiarate anche pentite!

Scrissi queste cose al forum di discussione connesso a quel convegno e la risposta fu un silenzio tombale. Capisco che rendersi conto di aver pianto su un pentimento inesistente non è cosa piacevole, ma può anche succedere. L'importante è non ricascarci. Da questa storia, ricavai una regola che applico tuttora e che dice, più o meno: "tutto quello che leggi sui giornali deve essere considerato falso, a meno che non esistano prove del contrario"

Questa regola è del tutto ovvia per chi è nato e vissuto nei paesi dell'ex-Unione Sovietica, ma in Occidente si tende a dare un po' più fiducia ai giornali di quanto non facessero i lettori della Pravda ai tempi di Stalin. In fondo, però, la regola si può considerare una derivazione della famosa "legge di Andreotti" ("a pensar male, di solito ci si azzecca") il quale sa molto bene come vanno le cose da noi! La regola non è assoluta, ma implica semplicemente un sano scetticismo. Applicandola, si possono evitare molte delle prese di giro che ci vengono propinate quotidianamente. Ne ho avuto la riprova recentemente in una discussione che si è svolta nel forum "petrolio" di ASPO-Italia e di cui ora vi racconto.

E' successo che un certo accademico italiano ha pubblicato recentemente su un quotidiano nazionale una sua interpretazione della questione del cambiamento climatico. Ha sostenuto che l'intervento umano non ha alcuna importanza, che i pericoli sono stati esagerati dai catastrofisti, che è tutto un complotto, eccetera. Il tutto corredato di varie argomentazioni in apparenza scientifiche sulle inconsistenze delle attuali teorie, sulle incertezze dei dati e cose del genere.

Per chi si intende di queste cose, basta un'occhiata al testo del Nostro per rendersi conto che è una compilazione di cose vecchie e stranote, tutte già ampiamente sbugiardate dai veri esperti di clima. Però, è anche comprensibile che chi non ha avuto il tempo di approfondire l'argomento possa essere rimasto perplesso. Il fatto che l'autore fosse un professore universitario e le critiche apparentemente sensate hanno avuto il loro effetto. L'articolo è passato sul forum "Petrolio" di ASPO-Italia suscitando qualche dubbio. Non sarà mica vero, ha pensato qualcuno, che la storia del riscaldamento globale è un imbroglio? Non sarà davvero un complotto per costringerci a pagare più cara la benzina?

Bene, sono bastati due o tre interventi sul forum di ASPO-Italia per demolire le argomentazioni del nostro esimio accademico. Su argomenti come clima e energia, il forum fornisce un servizio anti-bufala pari a quello del molto apprezzabile Paolo Attivissimo. Ma, anche senza ricorrere al "servizio anti-bufale climatiche" del forum di ASPO-Italia, c'era qualche modo per non farsi impressionare dalle argomentazioni dell'articolo? In effetti si; bastava applicare la regola di cui dicevamo prima, ovvero un sano scetticismo sulle cose che si leggono sui quotidiani.

Pensateci un po'. Perché mai uno scienziato dovrebbe pubblicare una critica (apparentemente) scientifica ai concetti di base del riscaldamento globale su un quotidiano? Non è cosa da poco sostenere che la stragrande maggioranza dei climatologi planetari hanno torto marcio. Chi lo fa, deve avere in mano argomenti molto seri. Nel caso che li avesse veramente, di sicuro li pubblicherebbe su una rivista scientifica seria, come fanno in genere gli scienziati seri. Certo, uno scienziato può benissimo pubblicare una versione divulgativa del suo lavoro su un quotidiano, su un blog, o dove vuole, ma in questo caso deve citare le fonti , specialmente se quello che dice è fortemente controverso. Di questo, non si trova traccia nel testo di cui stiamo parlando. Quindi, bastava questo, anche senza troppe regole, per guardare con molto sospetto l'articolo se non semplicemente per consegnarlo direttamente al secchio della spazzatura.


Noterete che sono rimasto per ora sul generico, senza citare nomi. Infatti, lo scopo di questo articoletto non è far polemica con persone specifiche, ma più che altro consigliare qualche strategia per evitare di trovarsi presi in giro quando si legge qualcosa di cui non si è perfettamente competenti. Comunque, arrivati a questo punto, bisogna bene che citi le fonti, *altrimenti mi accuserete giustamente di scrivere io stesso spazzatura!

Allora il pezzo lacrimoso sulle "kamikaze pentite" dell'Avvenire (veramente degno del libro "Cuore") lo trovate qui. La notizia originale era apparsa sul "Jerusalem Post" del 14 Settembre del 2004 (purtroppo non è più disponibile su internet se non a pagamento). L'articolo del nostro accademico sul clima lo trovate su "Il Giornale" del 7 Aprile 2007. Una critica ben fatta a una versione precedente delle idee del Nostro la trovate su nimbus a opera di Luca Mercalli. Se volete approfondire questa discussione, vi potete iscrivere alla lista "petrolio" di ASPO-Italia



/

2 commenti:

Frank Galvagno ha detto...

Sospettavo fosse Lui ... :-D

Piumato ha detto...

Avete ragione entrambi...la colpa è anche dell'uomo...che deve cambiare i suoi sistemi inquinanti, siamo d'accordo...ma è anche vero che il pianeta terra è alla fine di un grande ciclo...l'uomo moderno con la sua arroganza si è fermato a contare le stagioni, inverno, primavera, autunno, estate...ma nononostante le sue tecnologie non ha ancora capito che vi sono stagioni più grandi...cosa che invece antiche civiltà come i Maya, senza tutte le nostre tecnologie, lo aveva capito...nella storia del pianeta terra loro sapevano che al termine di ogni ciclo vi erano dei cambiamenti climatici e delle calamità naturali più o meno localizzate...proprio quello che sta succedendo da un po di anni a questa parte...
La terra nel suo antico passato ha sempre subito grandi metamorfosi, glaciazioni e scioglimenti...
ricordiamoci che quando la terra verde (Groenlandia) era libera dai ghiacci non c'erano ancora le auto e le industrie a inquinare!
La fine del ciclo comporta anche una nuova visione del mondo tra cui anche quella di realizzare veicoli e sistemi non inquinanti...
Certamente non nego che l'uomo con le sue attività abbia contribuito al peggioramento della situazione climatica...
Quasi sempre la verità non sta solo da una parte...impariamo tutti a essere un pò più modesti.