venerdì, ottobre 09, 2009

God Bless You, Mr. Obama!

8 commenti:

Pippolillo ha detto...

Eh sì, per ora ha detto delle belle parole, speriamo che questo premio Nobel lo spinga anche verso dei fatti concreti.
Grazie per il suo intervento a Uniamo le Energie oggi a Torino. Ho intravisto tra il pubblico anche Pietro Cambi, ma siete venuti insieme sulla 500 elettrica? Sto scherzando naturalmente ma ricordo quando due anni fa Cambi è arrivato in piazza Castello col mitico cinquino ed il ronzio di quando è ripartito faceva presagire un futuro diverso.

Pierre ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pierre ha detto...

mmm non scherziamo, Obama ha la stessa agenda di Bush, non ha ritirato un solo soldato dai fronti, il Nobel ad Obama e'una offesa per chi alla pace ci lavora sul serio.

fabio ha detto...

Pietro concordo con te,
e soprattutto Obama ha firmato per rendere le vaccinazioni obbligatorie.
Ho messo alcuni link su Crisis

Ugo Bardi ha detto...

Si, a Torino c'era anche Pietro Cambi. Purtroppo, stavolta non ce l'abbiamo fatta a portare la 500 elettrica. Sarebbe stato troppo umiliante per tutte quelle macchine finto-ecologiche che c'erano in vetrina. E i kart all'idrogeno? Avrei portato il RAMSES per spiaccicarli uno per uno

Nikki Ewart ha detto...

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Anonimo ha detto...

A pensare in modo diabolico, verrebbe da dire che gli hanno teso una trappola.Obama adesso è costretto a meritarsi quel premio.Qualsiasi cosa faccia potrebbe non essere mai abbastanza.

Ma il premio Nobel stesso ha perso un pò del suo scintillante prestigio.Il premiato potrebbe sempre restituirlo in qualsiasi momento,ritenendosene non abbastanza degno.Guy Debord, andatevi a vedere chi era, perchè era veramente un acutissimo osservatore, sorriderà di compiacimento nella tomba.Siamo davvero una civiltà dello spettacolo.Anche se ai suoi tempi si era limitato a definirla "società".C'è ancora una possibilità ulteriore:Umanità dello spettacolo.

Noi Italiani,sempre geni, ne abbiamo già fornito un bell'esempio.

Anonimo ha detto...

Un arguto "parallelo" (in inglese), con un leader di vent'anni fa.