martedì, luglio 19, 2011

Curiosità fotovoltaiche



Dopo la pubblicazione in questo articolo della classifica regionale delle installazioni procapite di impianti fotovoltaici, e successivamente (qui) della stessa classifica relativa ai Comuni capoluogo, vorrei proporvi per concludere la tabella allegata (ingrandire cliccando sopra) che contiene l'elenco dei primi venti Comuni italiani in assoluto con la maggiore potenza installata per abitante. Tutti superano i 3 kW procapite, potenza che consente di produrre più di 3500 kWh, cioè più del consumo medio di una famiglia italiana.

Il lavoro è stato lungo e laborioso perchè ho dovuto riportare su un foglio excel i dati sulla potenza installata disponibili sul sito del GSE per più di 8000 Comuni e intersecarli con i dati la popolazione ricavati dal sito dell'Istat. Excel consente miracoli, però non sono in condizione di escludere qualche limitato errore di lavorazione.
Per la cronaca, il primo Comune ha un nome grazioso ed è in provincia di Rovigo, si chiama San Bellino e ha pochi grandi impianti che, rapportati all'esigua popolazione, conducono al record di potenza procapite di quasi 6 kW.


Chi fosse interessato a sapere la posizione in classifica del proprio Comune, mi scriva pure.

7 commenti:

Pippolillo ha detto...

Potrebbe pubblicare il foglio Excel in Google Docs, lì si può generare un link da pubblicare per condividerlo.
Chiunque potrebbe vedere la posizione del proprio comune ma in questo modo avrebbe preclusa qualsiasi modifica al file!

autostop ha detto...

Io trovo una follia i soldi spesi per il fotovoltaico, non per i soldi in se, che sono sempre meglio spesi cosi' che per gli inceneritori e i cip 6 assimilati (o come si chiamano, quelli cioè spesi per gli scarti di petrolio) ma perchè ci sono interventi da fare che avrebbero una resa maggiore dal punto di vista ambientale e mi riferisco in particolare all'isolazione delle case.Il fotovoltaico ha un senso al sud, dove l'insolazione è anche maggiore, ma al nord, si spende dieci volte piu' energia per il riscaldamento, che per far andare gli elettrodomestici in casa, ed è li' che bisognerebbe intervenire.
Un cappotto non è altro che uno strato di isolante e il lavoro sarebbe tutto italiano, invece di alimentare gli affari in cina e giappone o america dove producono il fotovoltaico! La resa in termini di energia sarebbe straordinaria, e molto piu' importante che sta storia del fotovoltaico!Un buon cappotto da dieci centimetri di isolate, al confronto fa miracoli ed è una tecnologia collaudatissima, e che dura un'eternità rispetto al fotovoltaico, e tutti lo possono mettere (su un condominio ad esempio lo spazio per il fotovoltaico è minnimo, e il fotovoltaico è usato soprattutto da proprietari di capannoni e non da privati cittadini.evviva casaclima, evviva il cappotto termico e gli incentivi al 55% che purtroppo sono stati aboliti.
Perchè non andate a vedere il contributo in termini di energia degli incentivi del 55% per le ristrutturazioni energetiche e li confrontate con quelli del fotovoltaico? e la spesa relativa (anticipando i 20 anni del fotovoltaico)?

fausto ha detto...

@autostop

In effetti per una famiglia sarebbe prioritario abbattere le spese di riscaldamento; assieme all'acqua sanitaria pesano per qualcosa come i 4/5 del consumo domestico. Il discorso vale anche al sud, dove la minore spesa per riscaldare è bilanciata da necessità importanti di raffrescamento.

Però il FV avrà comunque una sua utilità, vista l'aria che tira; e i rivestimenti a cappotto di plasticaccia espansa hanno una durata di vita che ancora non conosciamo.

Credo che ci sia spazio per sbizzarrirsi; prima di scagliarci contro le rinnovabili, forse faremmo meglio a meditare sul nostro delirante sistema di trasporto urbano. Quello si è una miniera di opportunità di risparmio e riconversione.

mauriziodaniello ha detto...

Attenzione che possono essere famiglie che hanno anche un attività artigiana/professionale in casa per cui il consumo aumenta di molto.

Ciao

Gianni Comoretto ha detto...

E se invece di Excel si usasse un foglio in un formato open source?

fausto ha detto...

Si Gianni, voto a favore. E questa cosa la sto scrivendo da una macchina Linux.

mauriziodaniello ha detto...

@Gianni Comoretto
Il formato opensource è .odc che si può ottenere con OpenOffice/LibreOffice (calc) e molti altri compatibili.

Ciao