mercoledì, settembre 07, 2011

La casa brucia

Oggi siamo purtroppo costretti a parlare della drammatica crisi dalle conseguenze imprevedibili, che si sta di nuovo abbattendo sullo Stato italiano a causa dell'incapacità dell'attuale governo di adottare una manovra economica efficace e credibile che tranquillizzi i mercati e tarpi sul nascere le nuove ondate speculative sui titoli di Stato.

La crisi dei debiti sovrani, diretta conseguenza della crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2008, ha colpito anche altri paesi europei e d'oltreoceano, ma l'Italia ha una peculiarità che la distingue dalle altre Nazioni: un debito pubblico elevatissimo (120% del PIL) abbinato a una ricchezza privata tra le più rilevanti al mondo (come ho scritto in dettaglio qui), accumulata anche grazie ad un'abnorme e anomala evasione fiscale (da me descritta qui).

Nella tabella allegata (per ingrandire cliccare sopra), tratta da uno studio effettuato per Manageritalia e Confedir-Mit dal Professor Nicola Quirino, docente di Finanza pubblica all’Accademia della Guardia di Finanza e alla Luiss (una sintesi è disponibile qui), possiamo leggere la paradossale e poco credibile condizione reddituale delle categorie economiche italiane. Di fatto, lavoro dipendente e pensionati forniscono nel nostro paese la stragrande maggioranza del gettito fiscale.
Nel grafico qui sotto vediamo anche la poco credibile curva dei redditi italiani, caratterizzata da una platea bassissima di contribuenti "ricchi".
Questa situazione di ingiustizia sociale è ancora più intollerabile in un momento di crisi profonda delle finanze dello Stato, dissestate anche grazie all'infedeltà fiscale di tanti soggetti economici.

Per tutti questi motivi, l'unica proposta seria per farci uscire dalla crisi drammatica che stiamo vivendo prima che la casa bruci è secondo me quella avanzata da alcuni economisti, in particolare dal Presidente di Nomisma, Pietro Modiano: una patrimoniale sulla ricchezza accumulata dal 20% degli italiani (2200 miliardi, pari al 25% della ricchezza totale deli italiani), grazie anche all'evasione fiscale. Avrebbe un gettito di circa 200 miliardi e porterebbe drasticamente il debito pubblico al 100% del PIL. Ma dubito che questo governo farà mai una cosa del genere in quanto diretta espressione politica degli interessi coinvolti, inoltre mi pare che la Lega punti decisamente allo sfascio del paese.
Spero che il Presidente Napolitano abbia il polso della situazione, e se la situazione si dovesse ulteriormente aggravare, assuma la difficile responsabilità di affidare un incarico a una personalità di indiscusso prestigio e provate capacità in campo economico, in grado di farsi carico delle decisioni indispensabili per la salvezza economica del paese.

11 commenti:

Pierluigi Vernetto ha detto...

mi dissocio dalla definizione di questo governo come "incapaci". Sono capacissimi. Hanno ricevuto dall'IMF il mandato di distruggere l'Italia e liquidarla a prezzi di banana, e lo stanno facendo a regola d'arte.

guidocoli ha detto...

Si buona idea. Una patrimoniale che riporti il deficit al 100% del pil, così poi i nostri governanti potranno tornare a spendere spandere in allegria finchè il deficit torni al 120% e ci costringa a fare una nuova patrimoniale.
Prima di fare una cosa del genere bisogna assciurarsi che l'emergenza (un corno, sono 40 anni che il debito cresce) non si venga più a ripresentare facendo in modo che lo stato non spenda più di quanto guadagni.

mago ha detto...

si invoca la patrimoniale come l'acqua santa. Buona idea. Leviamo ai ricchi italiani per dare ai poveri extracomunitari, che hanno tanto bisogno. Poi facciamo tante opere pubbliche, tante strade, tanti ponti, tanti stadi, meglio tanti nosocomi per i vecchi, sì, cementifichiamo, asfaltiamo, finchè c'è un albero da abbattere ed un pò di erba da far sparire. W il progresso stile miracolo economico. O forse sarebbe meglio starsene a casa con un buon libro ed un tozzo di pane? Che magari è quello che ci aspetta?

mauriziodaniello ha detto...

Un applauso per il testo che condivido in pieno!
MA:
Dopo il fallimento della "Banca d'Italia" (allora banca di Roma e Napoli) si spianò la strada per la Dittatura in Italia che poi vene raccolta da Mussolini e i sui accoliti.
Dunque anche se va male o malissimo i "soliti" sono sempre al "coperto" anzi gli va benissimo.

Ciao

Fabio ha detto...

Qui a Torino c'è il Duomo con davanti un palazzaccio della regione e una linea tramviaria moderna, ecologica, e di recente aggiornata e migliorata. Ovviamente per la giunta il problema qual è? La linea tramviaria, mica il palazzaccio orribile che stona con tutto il circondario (siamo vicini alle Porte Palatine, per intenderci...). Per farla bene, vogliono spendere soldi per deviare il tram oppure per interrarlo. Sono folli, spreconi e in malafede.

Paolo ha detto...

Innanzitutto la patrimoniale sul reddito del 10% degli Italiani che detengono il 50% di tutta la ricchezza nazionale sarebbe sacrosanta. Poi se il governo dopo tornasse a spendere e spandere, beh, sarebbe un problema da affrontare al momento.
Per ora la patrimoniale resta la via obbligata per non fare pagare ai soliti contribuenti onesti il peso di questo debito, ma tanto con questa classe politica di ladroni è solo fantapolitica...

Paolo B.

guidocoli ha detto...

Se c'è una falla sulla nave e questa imbarca acqua e affonda, è inutile togliere l'acqua se non si chiude la falla.
Se lo stato continua a spendere più di quanto dovrebbe, è inutile ridurre il debito con una patrimoniale se prima non facciamo in modo che la spessa scenda a livelli ragionevoli.
Scondo me non ha senso fare una patrimoniale, anche in grado di cancellare del tutto il debito, se prima non si fa in modo da evitare di ritornare in questa situazione in pochi anni.

Paolo ha detto...

@guidocoli

E nel frattempo pagheranno sempre gli onesti, giusto?

Alessandro ha detto...

L'Italia ha bisogno da anni di una seria Riforma fiscale. La pressione fiscale è troppo alta, perchè troppa gente evade ed elude il Fisco con troppa facilità. Il peso della fiscalità generale ricade sempre sulle stesse persone che poi sono doppiamente bastonate dall'aumento continuo della tassazione indiretta, in ultimo l'IVA al 21%. Ma sono proprio gli evasori che non vogliono una Riforma fiscale, perchè questo sistema assurdo gli ha garantito una larghissima impunità e l'accumulo di ingenti ricchezze. Ci troviamo di fronte a categorie che si rifiutano di vedere la realtà attuale del Paese e sono convinte che sia eticamente giusto non pagare le tasse. Non ci sono più i presupposti della pace "sociale" perchè queste categorie di soliti noti continuano a pretendere di non pagare un tubo nonostante la barca stia affondando... E' un comportamento irresponsabile ed irrazionale, ma la storia dell'Uomo è piena di queste situazioni, vedasi i nobili francesi prima e durante la Rivoluzione. A questo punto sono loro ad aver tirato troppo la corda ed averla spezzata ed è triste dirlo, ma lo scontro "sociale" è inevitabile. Chi evade o elude il fisco non per necessità, ma per odiosa ingordigia è un "nemico" da combattere anche con la delazione. Non è bello a dirsi, ma ad estremi mali estremi rimedi. Quindi ben venga una "patrimoniale", ma è a è necessario però tagliare senza indugio tutta la Spesa Pubblica improduttiva e tutti gli sprechi di questo Stato pletorico e di impostazione ottocentesca. Ad esempio, come più volte segnalato su questo blog, il trasporto urbano va da subito privatizzato e sottratto alla mano pubblica ed alla politica, perchè ora come ora è soltanto fonte di ingenti perdite economiche.

mauriziodaniello ha detto...

@Alessandro

Posso esser d'accordo ma visto la privatizzazione di qualche servizio pubblico (vedi ATM Milano e Ferrovie-Nord) che peggiorò il servizio e continua nel succhiare soldi statali in più imbottendosi di politici "rigenerati" in manager nullafacenti se non intrallazzare ed anche impunibili (corruzione e vari) perchè è una azienda privata.

Non mi pare una grande idea...

Ciao

Alessandro ha detto...

Io parlo di vere privatizzazioni, perchè è ovvvio che se l'azionista di maggioranza rimane il soggetto pubblico non cambia nulla nel modo di gestire l'azienda perchè chi comanda, anche se non direttamente, è sempre la Politica.
Anzi da questo punto di vista è pure peggio perchè nelle assunzioni può agire da azienda privata (chiamata diretta) agirando la procedura concorsuale del settore pubblico...

La Politica deve essere tenuta il più lontano possibile dall'iniziativa economica, perchè la utilizza per fini esclusivamente clientelari.

E dimenticavo che oltre alla privatizzazione è necessaria anche la liberalizzazione di quel comparto o settore.