sabato, dicembre 08, 2007

Fa male scaldarsi con il caminetto?

In questi giorni, il mio amico Roberto (noto come "Solaria" su internet) mi ha messo una pulce nell'orecchio. Abbiamo ragionato che, con l'aumentare dei costi dei combustibili fossili, cercheremo di usare di più la legna per scaldarci. Ma, con il caminetto acceso in casa, non sarà che ci beccheremo qualche cancro ai polmoni o cose del genere? Una pulce nell'orecchio che mi ha spinto a fare una piccola ricerca bibliografica sulla situazione. Vi passo qui di seguito quello che ho tirato fuori. Non pretendo che sia una ricerca completa ma, se qualcuno ha altre informazioni, ce le passi nei commenti e le includeremo nel post.

Ho trovato molti siti che raccomandano di usare soltanto legna nel caminetto e non altri combustibili. Alcuni dicono che i caminetti sono pericolosi, ma questi sembrano essere più che altro gente che ti vuol vendere qualche stufa particolare. Viceversa, c'è un bello studio recente (2005) sull'american journal of epidemiology che trovate a questo link:

http://aje.oxfordjournals.org/cgi/content/full/162/4/326

Lo studio è in inglese e ve ne riassumo rapidamente le conclusioni. In sostanza, non c'è evidenza che il riscaldamento a legna faccia venire il cancro ai polmoni (meno male!!). C'è evidenza, però di un certo rischio, se si usano combustibili solidi (carbone o legna) per cucinare. Questo rischio, tuttavia, c'è più che altro se in giro ci sono dei fumatori.

In sostanza, mi sembra di poterne dedurre che si può stare moderatamente tranquilli con il caminetto di casa, posto che, ovviamente, ci sia un buon tiraggio. E' bene fare attenzione, tuttavia, ai fumi generati dalle bistecchine e ai salsicciotti cucinati sulla brace; specialmente se c'è in casa qualcuno che fuma sigarette. Aggiungerei anche che, secondo me, potrebbe essere rischioso bruciare nel caminetto cose come carta o plastica che contengono le peggiori robacce (specialmente la plastica).

Tuttavia, scaldarsi a legna potrebbe fare danni di altro tipo. Lo studio che ho citato non prende in considerazione gli effetti dei caminetti sull'inquinamento atmosferico, specialmente in combinazione con tutte le altre fonti di inquinamento che ci sono in città. Se tutti si mettessero a scaldarsi a legna in una grande città, sarebbe probabilmente un disastro sanitario. Se poi tutti si dirigessero verso i boschi nei dintorni, armati di ascia, sarebbe un bel disastro per i boschi. La conclusione? Meglio scaldarsi con i pannelli solari.


[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno.3@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

12 commenti:

Bricke ha detto...

Beh io uso un camino termico: maggiore efficienza e chiuso da una porticina a vetro. Niente fumi in casa. Certo fuori si inquino.

Nel frattempo ho montato un pannello solare per l'acqua calda e presto quelli fotovoltaici.

I miei usano una stufa a pellets: meno inquinante + efficiente, niente fumo in casa.

Claudio Erba ha detto...

Ciao,

Riguardo i salsicciotti e le costine (di cui sono un fan "estivo" in modo moderato) il problema dovrebbe derivare dalla parte di carne che si "carbonizza" a diretto contatto con la fiamma e non dai fumi (almeno così sapevo). Per la cronaca io cucino sempre sulla pietra :-)

Ciao e buon Blog
Cla!

elena ha detto...

Penso che l'effetto dei fumi prodotti dai camini sia inquinante. In assenza dei dati di conferma (li cercherò) mi baso sulll'inquinamento olfattivo che percepisco al rientro a casa la sera, quando tutto il vicinato dà via libera ai camini e fuori l'aria è umida e densa. La cappa maleodorante è bassa e persistente.

Francexco ha detto...

io ho una stufa a pellets con cui scaldo soggiorno e cucina.
I pannelli solari per scaldarsi sono una bella idea, peccato che sia necessario anche avere una casa indipendente ottimamente isolata.
In pratica si potrebbero montare nelle nuove villette, o nelle vecchie villette in ristrutturazione...
In un condominio anni 70 come il mio dubito possano essere installati...
Tanta grazia che sono riuscito a montare i pannelli per l'acqua calda!

Anonimo ha detto...

Considerate anche che, ai tempi del riscaldamento a legna, si riscaldava una stanza, non tutta la casa. Del tipo: 28 gradi in cucina, 5 in camera da letto. Oggi i più pretenderebbero di avere 22 gradi costanti dal bagno alla tromba delle scale (compresi). 60 milioni di persone che bruciano legna a un ritmo che neppure gli incendi delle foreste californiane hanno mai raggiunto: quanto durerebbero i nostri boschi residui? Temo meno di un anno.

roberto de falco ha detto...

il problema e' che primo si brucia di tutto, secondo che i camini producono una marea di sostanze tossiche secondo uno studio pubblicato su le scienze diversi anni fa.
i camini vanno bene in campagna dove ci sono poche case. in citta' sarebbero una catostrofe .

Anonimo ha detto...

Stefano Montanari ne ha parlato qui.

http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=155&Itemid=62

Saluti,
Marco

Anonimo ha detto...

Ouch si è mangiato un pezzo:

Lo pubblico così:

http://www.stefanomontanari.net/
index.php?option=com_content&
task=view&id=155&Itemid=62

Saluti,
Marco

ste ha detto...

C'è fumo e fumo. Il fumo di legna secco stagionato bene è più un odore.
Il caminetto invece è spesso una specie di ventilatore che tira dentro nel appartemento molta aria fredda (da qualche parte deve pure venire se no non tira) e scalda solo poco. Le stufe rendono molto di più.

pierpista ha detto...

Io abito in campagna, ho tre camini e una stufa a legna, che si usa anche x cucinare.
Mi produco la legna in proprio (ho tre ha.) e recupero la legna annualmente senza tagliare gli alberi, ma solo le parti secche e tagli mirati.(tagli il grosso e lasci il medio accanto).
Non si inquina niente! Dal 1885, già la ns/ casa con il mio bis nonno si faceva così, e hanno (tutti i parenti) raggiunto i 90 anni di età.
Da noi in autunno tutti bruciano le stoppie e i tralci secchi di vite all'aria aperta...da sempre...stando solo attenti a controllare le fiamme...
Quindi accendete pure i camini e stufe a legna (acacia, rovere ,ma anche altro tipo + tenero), non succede niente !!!
Da millenni il fuoco di legna è stato sempre usato.
Semmai chi inquina sono i prodotti petroliferi e carbone.
Quindi ben venga anche il fotovoltaico..!!!!
Pier

Anonimo ha detto...

abito a grezzana verona vicino ad uu frantoio che ha installati un iianto a biomassa brucia i noccioli delle olive i miei vicini hanno installato una stufa a pellets .....risultato aria inrespirabile al punto che ho messo in vendita la casa....dopo aver denunciato il comune per non aver voluto nemmeno moritorare l aria non installate stufe a biomassa

Anonimo ha detto...

Ciao,
io mi sto riscaldando con la stufa a legnada da alcuni anni, e garantisco che scaldo tutta la casa e non soltanto una stanza! Il mio problema era che la stufa si spegneva dopo poche ore di assenza da casa, mi sentivo costretto ad un investimento per acquistare una stufa a pellet che garantisse autonomie maggiori.
Il mio rivenditore di fiducia mi ha illuminato quando mi ha spiegato che in realtà esistono stufe a legna che garantiscono fino a 15 ore di autonomia di fuoco e braci. Ora, quando torno a casa la stufa è ancora calduccia e la casa non è gelida... la stufa è ancora accesa e mi basta ravvivarla. Sicuramente inquina un po' ma non aggiunge Co2 come fanno gas, carbone e petrolio... in più se avete pochi soldi potete certo comprarvi una stufa e magari evitare nell'immediato di spendere 50.000 euro per l'isolamento a cappotto. La mia esperienza la ho inserita nel mio sito www.stufefocolari.com che invito a visitare.