martedì, dicembre 18, 2007

W il tram di Firenze

All’inizio del prossimo anno si svolgerà a Firenze un referendum consultivo contro i progetti di due delle tre linee tranviarie che il capoluogo toscano ha intenzione di realizzare per affrontare i gravi danni che il traffico su gomma arreca alla città. Dopo una lunga discussione in città, una prima linea, la Scandicci – S.Maria Novella è già in avanzato stato di costruzione, le due oggetto del referendum sono state da tempo appaltate e sono già iniziati i primi lavori propedeutici alla realizzazione. Tutte le informazioni sui tracciati e le caratteristiche del progetto sono rintracciabili sul sito ufficiale della tranvia e su quello di Mondo Tram.

L’assegnazione dei lavori e la gestione delle linee sono state effettuate con il meccanismo del project financing cioè con il concorso finanziario di soggetti terzi, affidandole alla Ratp, la prestigiosa società che gestisce i trasporti della città di Parigi. La cosa non deve stupire perché grandi società europee hanno oggi interesse a gestire linee tranviarie moderne che, a differenza del trasporto pubblico su gomma sono convenienti anche dal punto di vista economico. Infatti, la maggiore capacità di trasporto (3 o 4 volte in più rispetto agli autobus), sommata alla crescita esponenziale dei passeggeri determinata dalle elevate prestazioni in termini di frequenza, puntualità, comodità e accessibilità, consentono al tram moderno di abbattere i costi di gestione e accrescere i ricavi. Le linee degli autobus hanno invece oggi mediamente un rapporto ricavi – costi del 30% che obbliga gli enti proprietari a ripianare i pesanti disavanzi con ingenti risorse pubbliche (3 miliardi di euro all’anno in Italia).

Al di là degli aspetti locali, la vicenda assume pertanto un valore strategico per l’intero paese, anche perché la nuova rete tranviaria di Firenze è tra le prime e più organiche realizzazioni in Italia di un sistema di trasporto che nel resto dell’Europa sta migliorando la mobilità urbana, per le ragioni contenute nel mio articolo pubblicato qualche anno fa sul sito di Aspoitalia.
Tra i motivi a sostegno del SI all’abrogazione dei progetti tranviari, c’è anche quello del passaggio di una delle linee nella Piazza del Duomo, uno dei siti artistici più importanti del mondo, ma l’UNESCO, a cui i proponenti del referendum si erano appellati, ha respinto le loro richieste perché progetti analoghi sono stati realizzati con successo in altri centri storici europei, contribuendo a tutelare i beni artistici e architettonici grazie all’assenza di inquinamento atmosferico, e ai ridotti problemi acustici e di vibrazioni rispetto ai preesistenti sistemi di trasporto pubblico su gomma.

Spero pertanto che i cittadini fiorentini rispondano con un secco NO al referendum contro il tram e informo che chi voglia può sottoscrivere un appello a favore della tranvia all’indirizzo info@forumenergia.net.
Concludo rilanciando su questo blog una ambiziosa proposta che avevo avanzato durante il mio intervento “L’automobile: un’emergenza sanitaria, ambientale, energetica ed economica. Proposte per una mobilità sostenibile.”, svolto al Convegno di Aspoitalia “ Energia, Materie prime e Ambiente” tenutosi proprio a Firenze nello scorso mese di marzo:
100 TRAM – 1000 KM DI TRAM PER L’ITALIA. Per il 2020, data individuata dai Capi di Stato europei per il raggiungimento degli obiettivi 20% della lotta ai cambiamenti climatici, è possibile realizzare, con un finanziamento dello Stato italiano di circa 1,5 miliardi all'anno, pari all’incirca all'1,5% dei costi esterni causati ogni anno nel nostro paese dagli effetti perversi del sistema di trasporto, un sistema nazionale di trasporto tranviario urbano ed extraurbano moderno ed europeo, che ci consenta di migliorare le condizioni ambientali delle nostre città ed attutire gli effetti negativi che il picco del petrolio produrrà sulla mobilità dei cittadini.

6 commenti:

Nick Van Deer Peers ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te.
Io sono di VERONA e propio in questi mesi ho assistito a quanto di più devastante mi potessi aspettare per la mia città. Dopo l'elezione del famosissimo e furbissimo sindaco tosi con amministrazione leghista egli ha devastato sistematicamente tutti i progetti frutto di anni di gestazione come la tramvia cittadina che sarebbe dovuta iniziare con i lavori, annullato l'acquisto di autobus a metano, cancellato piste ciclabili, vuole rimettere in funzione l'inceneritore o se preferite il termovalorizzatore della città, tolto i blocchi del traffico, concesso permessi di costruire su aree vincolate, vuole fare un traforo delle colline sopra la città che non farà altro che potare ulteriore traffico ed intasamento alla circolazione.
I politici non hanno cervello e questo è un dato di fatto, di qualsiasi colore e schieramento, pochissimi si salvano.
Il mio sogno sarebbe quello di fare una sorta di class action per sperpero di risorse pubbliche, disastro ambientale, truffa i danni dei cittadini e tutto quello che ci potrebbe stare.
I nodi vengono sempre al pettine prima o dopo!

Anonimo ha detto...

Ben vengano i treni e i tram e i filobus.
Purtroppo da un po' di tempo il treno che utilizzavo per andare a Caserta , partendo da Milano, e dormendo in vagone-letto, non esiste più ( a dire il vero sembra che la sera treni che facciano quel percorso senza cambi e pericolose coincidenze siano stati aboliti). Il parcheggio fuori la metropolitana di Cassina dè Pecchi (dove lasciavo l'auto per addentrarmi in Milano) è diventato a pagamento (se non ricordo male 1,2 euro/h). La conseguenza è che adesso arrivo al lavoro in auto e sono tentato dall'utilizzo dell'auto anche per i viaggi più lunghi (risparmiando tempo e denaro) .

Mimmo, Vignate.

Anonimo ha detto...

Post: "[...] un sistema di trasporto che nel resto dell’Europa sta migliorando la mobilità urbana [...]"

Bene il tram, bene pure il filobus (qualcuno li ricorda? smantellati neppure tanti anni fa in tanti centri anche medio-piccoli), ma... non sarebbe il caso di far qualcosa non per "migliorare" la mobilità, urbana ed extraurbana, ma per RIDURLA rivedendo, ad esempio, l'organizzazione del lavoro e della distribuzione commerciale, la collocazione degli sportelli per i servizi, la collocazione e il dimensionamento delle scuole, quelli degli ospedali ... ? Davvero l'ideologia che vorrebbe la mobilità come un segno di benessere (che balla colossale!) ha un fondamento pratico? A me dà più l'impressione che serva a rimpinguare i soliti noti a spese di tutti gli altri...

enricob ha detto...

Andate a vedervi la bellissima LUAS di Dublino www.luas.ie, e anche la DART www.dart.ie

Grandi sistemi di trasporto

W la rotaia!!

Anonimo ha detto...

W il lavoro da casa!
(risparmierei tre ore di tempo, qualche litro di benzina e la baby-sitter)

Alessandro ha detto...

La "cura del ferro" per decongestionare le città italiane dal traffico privato è fondamentale.
Sempre che la fase di progettazione non sia influenzata a monte da scelte discutibili, come è successo nel caso specifico di Firenze, dove per consentire la realizzazione di tutte e 3 le linee con le limitate risorse finanziarie disponibili, si è deciso di realizzare l’opera in superficie anche in punti critici della città (per le limitate dimensioni della sede stradale e la presenza di verde pubblico di notevole pregio) dove il buon senso avrebbe suggerito invece di realizzare il tracciato in sotterranea.
Scelta che poi ha scatenato l’ira dei comitati cittadini ed il prossimo referendum popolare.