venerdì, gennaio 01, 2010

La torta della carriera




La carriera è come una torta molto ghiotta. Sulla base di un'indagine che ho fatto nella cerchia delle mie conoscenze (i numeri sono pertanto piccolini per avere una robustezza statistica, ma possono fornire un'indicazione) ho cercato di rappresentare quali sono le caratteristiche più incisive nell'evoluzione della carriera, in un ambiente tipicamente "meritocratico" come è ritenuto quello dell'industria (ma non solo)

Ne è venuto fuori un diagramma a torta che presenta, arrotondando, la curiosa partizione 40-30-20-10.
Il peso delle qualità premiate aumenta man mano che si passa dalle caratteristiche più oggettive e documentabili (studi, esperienze in settori specifici) a quelle soft e impalpabili (puro allineamento aprioristico alla politica aziendale), a quelle "socio-relazionali" (parentele, amicizie).

Non aggiungo ulteriori considerazioni; mi riallaccio solo a un paio di post che avevo scritto qualche tempo fa: Il picco dei raccomandati e Il picco dei licenziamenti, nei quali avevo cercato di analizzare gli effetti del peak oil sulla sociologia del lavoro.


PS Se tra i lettori ci fosse qualcuno interessato a portare la sua esperienza, può farlo commentando e assegnando "pesi" da 1 a 4 alle quattro caratteristiche. La caratteristica che "pesa" 4 è la più influente, quella da 1 è la meno tenuta in conto

5 commenti:

Noel ha detto...

Mi trovo assolutamente d'accordo. Nell'azienda dove lavoro, una multinazionale del settore automotive (ho un futuro assicurato, lo so...), le competenze e la conoscenza del proprio lavoro valgono poco a scapito del servilismo. Forse da me quest'ultimo conta ancor più della parentela

Pippolillo ha detto...

Nelle grandi aziende conta molto essere uno "Yes Man", da una parte ti dicono di essere propositivo ma poi fanno sempre come vogliono loro.
In quelle medio piccole, per esperienza personale avendole provate tutte, conta ancora la capacità e l'impegno soprattutto se è ancora a conduzione famigliare.
Purtroppo quando entra una finanziaria e la proprietà è frammentata... conta anche lì a quale corrente si appartiene. Insomma più politica e meno efficienza.
Forse questa è la fine delle strutture complesse... mi viene in mente un post sulla caduta dell'Impero Romano, chi lo scrisse? :-)

fausto ha detto...

Ho notato anche io che la piccola azienda tende a valutare meglio il dipendente; probabilmente corre più rischi in caso di scelta errata.

Per contro, la piccola dimensione è facile preda dei legami di parentela nelle posizioni di controllo. Questo porta con sè il fatto che, se da un lato le piccole realtà hanno buoni operai ed impiegati, dall'altro hanno frequentemente pessimi quadri dirigenti (i figli del fondatore, sovente di una inettitudine insuperabile).

Ora, passato in un grande ente pubblico, vivo un contesto di spartizioni per sfere di influenza che in genere non si lascia condizionare dai legami di parentela, ma appare ugualmente poco funzionale.

Carlo Stagnaro ha detto...

Ho la sensazione che i risultati del sondaggio sarebbero molto diversi, a seconda di come la domanda è stata posta. Bisognerebbe fare entrambe le domande:

(1) Quali sono le caratteristiche più incisive nell'evoluzione della TUA carriera?
(2) Quali sono le caratteristiche più incisive nell'evoluzione della carriera dei TUOI COLLEGHI?

E poi far la media dei risultati, con peso rispettivamente 0.4 e 0.6, per tener conto del fatto che il bias dell'egocentrismo è comunque inferiore al bias dell'invidia...

Saluti e buon anno :-)

Frank Galvagno ha detto...

Gentile Stagnaro, sicuramente il sondaggio è semplicistico ... soprattutto perchè è stato fatto tra una categoria specifica di persone!

Ho sentito persone di diverse aziende, ma essendo relativamente amici va da sè che abbiamo una visione piuttosto simile ... (oltre alla stessa categoria)

Se facessi la stessa domanda "Qual è secondo te la caratteristica più importante etc.etc. ... nell'ambiente lavorativo in cui ti trovi a un funzionario o a un dirigente molto probabilmente salterebbe fuori una dissonante "meritocrazia" ... :-)

Purtroppo, da tutti questi discorsi si perde spesso di vista il peak oil, che è il leading factor della fortissima contrazione industriale, prevista tra l'altro dal club di Roma