martedì, settembre 18, 2007

mobilità sostenibile e fotovoltaico


Riprendo il discorso relativo ai veicoli elettrici ed alla mobilità sostenibile.
Ovviamente la prima e piu' immediata forma di mobilità sostenibile sarebbe quella che fa uso dei mezzi qui a lato, altamente sostenibili, anche perchè realizzati con materiali e metodi "arcaici".
Ok, ma, per un motivo o per un altro ci sono buoni motivi per pensare ANCHE ai veicoli elettrici ed ai loro costi di gestione.
Dimentichiamoci per un attimo che esiste una rete elettrica che ci eroga elettricità ad un costo al kW ragionevole ( passiamo direttamente allo scenario peggiore).
Bene: In questo caso il nostro veicolo elettrico, per un percorso, Assolutamente ragionevole di 8000 km/anno ( anche esagerato in realta') avra' bisogno di circa 1200 kWh di energia.
Ovvero quello che è erogato da circa 6000 euro/ 1 kWp di pannelli fotovoltaici.
In alternativa potrebbe andare, ad esempio,a Gasolio.
In questo caso NELLO SCENARIO MIGLIORE, ovvero di prezzi che restano piu' o meno stabili ( al netto dell'inflazione) per fare 8000 km/anno richiederebbe, considerando il ciclo urbano ed una piccola diesel dell'ultima generazione, almeno 600 euro/anno.
Senza considerare gli ulteriori risparmi relativi all'uso di un veicolo elettrico ( bollo sospeso per cinque anni, assicurazione dimezzata) che potrebbero anche non essere sempre rinnovati/accessibili, risulta evidente che, anche in questo roseo scenario, del tutto improbabile e SENZA considerare l'incentivo, i pannelli fotovoltaici per produrre l'energia necessaria alla macchina ( circa 8 metri quadrati, ovvero un a pensilina sufficiente a coprirla) si ripagherebbero in dieci anni.
SE si prendono in considerazione gli incentivi ( in fondo in uno scenario roseo dovremmo considerare che continueranno ad essere pagati ed avranno ancora un peso) il tempo di recupero si dimezza, ed arriva a cinque anni.
QUINDI, nello scenario economicamente piu' sfavorevole, SE si utilizza un veicolo elettrico alimentato da pannelli fotovoltaici si recupera l'investimento, a bracciometro, in cinque anni.
SE, come invece è realistico, si va veso il raddoppio ( per cominciare) del costo dei carburanti il tempo di recupero dell'investimento comincia a scendere sotto i cinque anni.
Siamo normalmente pronti (la maggior parte degli italiani, lo dicono le statistiche) a spendere 12-15 k euro per una vettura da città, la seconda auto di casa, generalmente.
Se questa auto fosse elettrica con un costo analogo sarebbe possibile retrofittare in modo soddisfacente una vecchia ma tenuta bene Eurozero o euro uno e rientrare, in pochi anni dell'investimento necessario per alimentarla con il fotovoltaico. CI saremmo garantiti almeno un trentennio di copertura rispetto alle bizze del mercato ( e degli uomini).
Sintesi:In tutti gli scenari, questa è una scelta vincente.
Si, si, direte voi: ma ci sono i trasporti pubblici. Verissimo.
Ma capita di stare lontano dagli stessi ed inoltre nessuno garantisce che tali traporti pubblici verranno garantiti, in che forma e misura ed a che prezzi.
inoltre, come sa benissimo chiunque li utilizzi DAVVERO, tali trasporti pubblici sono gia' , molto spesso, saturi. Ci sono margini di miglioramenti ma minori di quanto si creda.
Non reggerebbero, ad esempio, ad unsemplice raddoppio delle persone trasportate ( sempre qualche per cento degli spostamenti totali)
E non ci sono ne i soldi ne il tempo di aumentarne di molto la capacità.
Sopratutto il tempo.
Non ci sono dieci anni di tempo per implementare scelte strategiche funzionali.
IN Italia, sappiamo benissimo, dieci anni costituiscono l'orizzonte temporale MINIMO per fare qualunque cosa.
Insomma le castagne dal fuoco dobbiamo cavarcele da soli, con le nostre scelte autonome.
La prima, che deve essere strategica, secondo me è uscire dalla logica passiva del consumatore e diventare produttori, decidere attivamente della allocazione delle proprie risorse e fare in modo di poter contare su un flusso costante delle stesse.
In questo caso, si vede bene che la scelta riesce naturale.
Chiosa: Non sembra strano spendere un paio di decine di migliaia di euro per ristrutturare la nuova casa, no?
Ed allora perche' deve sembrare strano investire la stessa cifra per garantire a quella casa autosufficienza energetica?

11 commenti:

dd ha detto...

piccolo problema....i nostri cari parlamentari hanno deciso che retrofittare e' illegale. Francamente non sono un complottista ma come si fa a non pensare che non facciano di tutto per rallentare la transiione a un sistema sostenibile? Mah....provare una petizione online per cambiare almeno la legge che vieta di retrofittare?

pietro cambi ha detto...

Shhhh, il "nostro" emendamento dovrebbe ripassare in senato.
Teniamo le dita incrociate.
Ci vuole un miracolo e mezzo, direi.
Comunque retrofittare si puo'.
Basto farlo in un altro paese europeo e/o farlo qui e fare un bel passaggio di carte regalando un paio di migliaia di euro ad una agenzia ed ad un ente di certificazione....

Anonimo ha detto...

Bardi dice cose belle, ma pultroppo solo quelle che gli interessano.....
I calcoli da lui effettuati paragonano il costo del carburante fossile(diesel)comprensivo di tassa di autotrazione, con un costo del carburante verde (energia elettrica da solare)non tassato. Dal momento che i dipendenti pubblici devono essere pagati, in ipotesi di retrofit elettrico di tutte le auto in circolazione è chiaro che l'attuale tassa sul gasolio (75%) verrebbe applicata sull'elettricità per consentire allo stato di avere lo stesso gettito!!! e allora caro Bardi rifacciamo i calcoli e vediamo i risultati... ma potrei andare oltre...ipotizziamo che per produrre l'auto elettrica, le batterie necessarie per farla camminare, e i pannelli solari per fare l'energia si utilizzi nei processi produttivi solo energia verde....cosa accadrebbe? i costi di tutti i componenti sarebbero decuplicati!! insomma un catorcio di macchina (silenzioso non c'è che dire)costerebbe 50 annualità di un operaio e per farla camminare bisognerebbe fare un mutuo....ergo, se non ci fossero i combustibili fossili, saremmo tutti a piedi!!
Ciao
Filippo
PS gradirei una repplica

Frank Galvagno ha detto...

@Filippo

quello che scrivi è assolutamente reale.

Come paragone, ricordiamo che in tempi bellici, a Milano, era stata introdotta una tassa di possesso sulla biciletta.

Il tuo commento è l' n-sima dimostrazione che economia, tasse, spostamenti finanziari sono solo la tardiva reazione dell'Uomo a una depletion di una risorsa (conosciuta come spartiacque energetico-entropico).

In un paragone eletrico, è un un ritardo di propagazione del segnale(variazione economica)a switch avvenuto (superata una certa soglia geologica), con le solite correnti parassite (speculazioni).

Chi sbaglia è chi considera prezzi ed economia come variabili indipendenti.

Anonimo ha detto...

e se io volessi invitare qualche senatore a firmare l'emendamento? quando arriva in aula? quante mail riusciamo a mandare?

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe prendere a bastonate i tanti amministratori locali che hanno coscientemente pianificato (per non so qual ragione) lo smantellamento dei sistemi di trasporto collettivi in Italia.

Il problema è che se diviene scarso il petrolio, in molte nazioni europee si possono adattare a prendere il tram. In Italia l'unica alternativa è il paio di scarpe del post. Lo dico da pendolare esausto.

Anonimo ha detto...

sembra tutto così semplice!!
di sicuro conviene adesso, ma in futuro sarà una scelta vincente.

Francesco ha detto...

Premetto che sono un sostenitore dell'energia solare.
Vorrei fare una considerazione non banale: per poter installare i pannelli fotovoltaici servono SOLDI SPAZIO.
I primi (non pochi, soprattutto per l'italiano medio magari pure con figli a carico) si possono anche recuperare in un qualche modo, ma lo spazio?
Certo, se uno ha una casa di proprietà ha il tetto a disposizione. Ma se uno abita in condominio? Se solo lui li installa (forse) è possibile. E se 6 condomini vogliono i pannelli? Manca fisicamente lo spazio. E non è certo pensabile vendere l'appartamento e accendere un mutuo per comprare una villetta...
Ora, io sono ignorante su queste cose, ma pare evidente che saranno in pochi a poter girare con auto elettrica a costo (quasi) zero. Gli altri loro malgrado opteranno per il motore a gasolio o per il paio di scarpe..

Anonimo ha detto...

Non e' necessario che TUTTI installino pannelli FV sui tetti delle loro abitazioni: ovviamente in citta' non e' sempre possibile ma la cosa verrebbe ampiamnte compensata dalle potenzialita' della periferia e della campagna (inteso come capannoni agricoli etc...fuori discussione occupare terreno). Il problema e' farla finita con questi incentivi che sprecano solamente un mare di miliardi con lo scopo non troppo velato di dimostrare che le rinnovabili sono costose quindi non appetibili. FINANZIARE la produzione del silicio di grado cristallino!!

dd ha detto...

@ sig.Pietro CAmbi

dove trovo su internet qualche indirizzo di ditte che se ne occupano e le spiegazioni per la trafila burocratica?
Cmq resta sempre una soluzione per pionieri coraggiosi (esempio: se la faccio fare in Germania poi cosa faccio per la manutenzione?). PS: voglio essere un pioniere coraggioso :-))

Ugo Bardi ha detto...

Per l'anonimo che comincia dicendo "Bardi dice....". Scusa, ma l'autore del post non sono io, ma Pietro Cambi. Comunque, nel futuro non sarà questione di tasse. Il motore a combustiuone interna se lo potranno permettere pochissimi. Magari fosse solo un problema di tasse!