domenica, settembre 23, 2007

Schlesinger: un'attacco all'Iran non si può escludere

A sinistra nella foto, James Schlesinger a ASPO-6 in Irlanda, a destra Chris Vernon


Alla conferenza ASPO-6 in Irlanda c'era fra gli oratori anche James R. Schlesinger. Nato nel 1929, Schlesinger è stato segretario alla Difesa con Nixon e Ford, come pure direttore della C.I.A. e, più tardi, segretario per l'energia al tempo di Carter. Nella foto, lo vediamo in un momento di relax a una cena dopo la conferenza, seduto accanto a un molto informale Chris Vernon (con la maglietta con il picco di Hubbert), uno degli editori di "The Oil Drum".

Schlesinger non fa più politica attiva da parecchi anni, ma come ex segretario alla difesa e direttore della C.I.A. ho il dubbio che abbia ancora qualche idea di come si prendono le decisioni nelle stanze dei bottoni di Washington. Così, io e Chris Vernon abbiamo portato la conversazione sulla possibilità di un attacco all'Iran. A un certo punto, abbiamo chiesto esplicitamente a Schlesinger che cosa pensava della possibilità di un attacco nel prossimo futuro.

Secondo Schlesinger "un attacco all'Iran non si può escludere", anche se lui "non lo raccomanda". Gli abbiamo allora domandato quali sarebbero le conseguenze per l'Occidente, facendogli notare che si perderebbe l'esportazione di circa tre milioni di barili al giorno su 80 in totale. Schlesinger ha risposto che secondo lui un milione di barili in sostituzione potrebbe arrivare da un incremento della produzione da parte dell'Arabia Saudita, un altro milione si potrebbe risparmiare riducendo la velocità delle macchine in America da 75 miglia all'ora a 55 miglia all'ora (lo stesso provvedimento che aveva preso quando era segretario all'energia con Carter). L'altro milione.....? Schlesinger non l'ha detto esplicitamente, ma mi è parso di capire che aveva chiaro che qualcuno dovrà tirare la cinghia, ma non necessariamente gli americani. Ovvero, il milione extra dovrebbe da altri paesi che tireranno la cinghia molto più degli americani.

E' difficile dire quanto Schlesinger sia ancora connesso con gli ambienti politici attivi della Casa Bianca. La sua generazione era una di persone piuttosto pragmatiche che sono state sostituite nell'ultimo decennio da quella dei neoconservativi (i cosiddetti "neocon") che hanno una visione molto più aggressiva della politica estera degli Stati Uniti. Nonostante i Neocon, tuttavia, tutti, o quasi, dicono che un attacco all'Iran sarebbe una follia politica e strategica. Ma se Schlesinger dice che non lo si può escludere, è probabile che ritenga che i meccanismi decisionali interni al governo americano lo rendono possibile. Ovvero, che l'influenza dei Neocon è sufficientemente forte da rendere possibile una decisione del genere.

Notizie confuse e contraddittorie continuano ad accumularsi sulla questione Iraniana. L'unica cosa certa è che se qualcuno prende la decisione di attaccare c'è da prepararsi a tirare la cinghia, specialmente qui in Italia.







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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Io dico che i Neocon (mi piace pensare a questo termine come a un francesismo :-) ci staranno facendo un pensierino, dato che si trovano in una situazione difficile.
Le elezioni le hanno il 4 novembre 2008. E se da un lato non c'è molto tempo per inventarsi qualche spettacolo pirotecnico diversivo, dall'altro ce n'è abbastanza perché la congiuntura economica peggiori sensibilmente.

Antonio Candeliere ha detto...

Giusta analisi

Matteo Civiero ha detto...

Ciao a tutti
vi segnalo le ultime dall'AIE

http://rivoluzioneverde.wordpress.com/2007/09/25/la-verita-del-picco-sommistrata-in-dosi-omeopatiche/