martedì, febbraio 05, 2008

La macchina mineraria universale


Questa che vedete qui sopra è una macchina per estrarre carbone che si trova in Germania, alla miniera di Garzweiler. Non sarà universale, ma è un notevole aggeggio comunque.


E' uscito qualche giorno fa un mio articolo sul futuro delle disponibilità minerali che trovate su "The Oil Drum"

Questo articolo mi è costato qualche litro di sangue, ma sono contento di vedere che ha avuto un notevole successo, perlomeno dai commenti che ho ricevuto. Mi dispiace che dopo il dissanguamento non me la sento adesso di mettermi a tradurlo in italiano. Se l'argomento vi interessa, vi passo un breve riassunto qui di seguito e potete anche vedere un articolo simile che ho scritto in Italiano.

Prima di passarvi il riassunto, volevo dire che questa faccenda delle lingue è un grosso blocco alla comunicazione. In inglese si pubblica una quantità incredibile di materiale interessantissimo che però non è accessibile alla maggior parte di noi che non masticano l'inglese con troppa facilità. Ancora peggio è il contrario; anche in Italia si pubblicano degli ottimi libri e articoli che, tuttavia, non sono accessibili al lettore internazionale perché nessuno si prende la briga di tradurli.

Insomma, ho pensato che forse era il caso di "saltare la barricata" e pubblicare qualcosa in inglese, anche per far sapere al mondo che qui in Italia a certe cose ci pensiamo. Ci sto provando e se qualcuno di voi pensa di avere del materiale che vale la pena di pubblicare in inglese, passatemelo che lo faccio vedere agli editori di "The Oil Drum" (TOD). Fra le altre cose TOD fa più di diecimila contatti al giorno, il che da una bella soddisfazione per chi ci pubblica.

Comunque, a parte queste cose, vi riassumo rapidamente i contenuti del mio articolo su TOD. Sostengo che l'esaurimento delle risorse minerali è causato non tanto dall'esaurimento fisico in se, ma dal fatto che il graduale spostamento verso minerali sempre meno ricchi fa si che ci voglia sempre più energia per l'estrazione. Siamo ben lontani dall'esaurimento fisico delle risorse, ma siamo in difficoltà a produrre energia a sufficienza per seguire la strada dello sfruttamento di risorse minerarie sempre più difficili. E' questo che causa i vari picchi di produzione che avevamo riportato insieme a Marco Pagani in un altro articolo su TOD.

Nell'articolo, discuto anche varie strategie per ottenere materie prime che non sono basate sull'estrazione da miniere: Sostituzione, riciclaggio, riuso e riduzione dell'uso. Noto che tutte queste strategie richiedono energia. Per questa ragione, non è affatto ovvio che tutto sia sostituibile o riciclabile in vista della probabile riduzione di disponibilità energetica per il futuro. Non è affatto impossibile che ci si trovi in una situazione in cui non saremo in grado di fornire al sistema industriale una quantità di materie prime sufficiente per la sua sopravvivenza. Tuttavia, la nostra civiltà ha estratto talmente tanto materiale che i nostri discendenti a bassa tecnologia potrebbero
avere metalli in abbondanza per parecchie migliaia di anni recuperando la nostra produzione

L'articolo completo si trova a

http://europe.theoildrum.com/node/3451

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Accidenti, invita proprio all'ottimismo l'articolo simile in Italiano!
Niente da eccepire sul fatto che l'esaurimento minerario sia di tipo tecnologico/energetico invece che fisico. La Terra è comunque ancora piena di minerali, gas, petrolio, che però richiedono e richiederanno sempre più energia per la loro estrazione.
Tecnosfera in estinzione e risorse da reperire su altri pianeti sono gli argomenti che deprimono.
La scoperta di nuove fonti di energia attualmente impensabili e un'epopea alla Star trek a mio avviso sono attualmente materia fantascientifica; per come la vedo io il futuro vedrà una società a ridotta ed essenziale tecnologia, principalmente agricola, artigiana e con un'industria minima. Con tanto riciclaggio nei limiti delle disponibilità energetiche e, soprattutto, con molti meno esseri umani sul pianeta.
In attesa di questo nuovo equilibrio mi auguro che la fase di transizione sia breve e la meno dolorosa possibile.

Paolo B.

eco_oficina ha detto...

Non ho letto tutto l'articolo in inglese, mi sono soffermato sulla tabella. Gli 11 minerali trattati sono quasi tutti metalli rari, mi sembra. Nel settore dell'industria pesante (auto, edilizia, elettrodomestici) si usano altri minerali di base, che tuttavia sono già stati sostituiti da tempo, in gran parte, attraverso il design, da materiali plastici (paraurti, parti di carrozzeria, scomparti, minuterie). Il piombo, in edilizia, non si usa più (caso delle tubature). Il problema nascerà quando anche la plastica raggiungerà il suo picco! Sarà comunque remunerativa la raccolta e il riciclaggio dei materiali, applicato "a cascata" nell'industria dell'auto, e ancora agli albori nell'edilizia ("cantiere di demolizione e costruzione sostenibile" "demolizione selettiva"), sebbene molti metalli si presentino in leghe complesse (leghe di alluminio) e non allo stato puro (come nelle lattine). Se avessi un pò di tempo manderei qualcosa sui cantieri sostenibili (l'edilizia sarà il settore più "affamato" di materiali riciclati), magari in italiano e in inglese... ma forse bisognerebbe aprire un altro blog specifico, amico del vostro...

Giovanni Galanti (UNIFI)

PS: ma il "picco" del legname pregiato tropicale sarà stato superato già da parecchi anni, no? e le foreste primarie non ritornano... o mi sbaglio?

Anonimo ha detto...

Per Paolo B.

Il picco della plastica è il picco del petrolio e in certa misura del carbone.
Già da "oggi" le plastiche costano sempre di più.


Ciao