lunedì, gennaio 28, 2008

Il picco del tonno Atlantico


Il grafico qui sopra (punti in giallo) mostra i dati relativi alla pesca delle principali 5 specie di tonno nell'Oceano Atlantico (Albacore, Big Eye, Bluefin, Yellowfin,Skipjack). I punti in verde mostrano invece la cattura da parte degli europei. I valori provengono dal database Figis della FAO.
Il picco, piuttosto evidente, è avvenuto nel 1994. Da allora la quantità di pesce pescato si è ridotta quasi alla metà.

Le curve colorate rappresentano due fit fatti con una curva logistica (per la precisione, si tratta della sua derivata). E' possibile vedere che la teoria di Hubbert si adatta abbastanza bene anche a delle risorse rinnovabili, quando il prelievo antropico eccede nettamente il tasso di rinnovo.

Secondo la FAO, cioè è dovuto "in parte alle misure di gestione dell'ICCAT". Ho così scoperto che esiste una Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico. Come si dice di solito, quando non si riesce a risolvere un problema, sin indice una riunione...

L'ICCAT non fissa delle quote di pesca annue, ma valuta con una periodicità quinquennale lo stock delle varie specie di tonni e definisce la resa massina sostenibile (Maximum Sustainable Yeld). Non sono entrato nei dettagli, ma sembra che tale resa venga definita con modelli matematici che tengono conto della dinamica della popolazione dei tonni (vedi qui a pag. 449-450).

Ora, non essendo un esperto di pesca, mi limito a fare due domande da "lettore operaio" (come avrebbe detto Brecht):

  • come si spiega il fatto che nel 2003 la valutazione della MSY per il tonno Yellowfin era di 154000-161000 tonnellate (link precedente, p.450) , mentre nel 2007 essa è scesa a 148000 tonnellate?


  • come si spiega che la pesca del tonno Yellowfin sia in costante decrescita negli ultimi anni e si sia assestata nel 2006 intorno a 100000 tonnellate? Per quale motivo l'industria della pesca è rimasta sotto alla resa massima sostenibile, tra l'altro in un periodo in cui i prezzi del tonno stanno andando alle stelle? (Eurofish market report del luglio 2007).


A volere essere maligni viene da pensare che le quote dell'ICCAT siano definite più in funzione dell'industria della pesca che della effettiva popolazione dei tonni.

Inoltre, per favore, sarebbe possibile smetterla di riferirsi ai tonni con l'appellativo poco gentile di "tonnellate" e riferirsi ad essi come esseri viventi?


Vedi anche: Il picco della pesca planetaria, La catastrofe del merluzzo nel nord Atlantico.




[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando, chiacchierando tra amici, il discorso cade sull'aumento vertiginoso del prezzo del tonno e io mi azzardo a parlare di insufficienza del pescato (leggi: decimazione dei tonni) cascano tutti dalle nuvole e tirano in ballo le solite, non meglio identificate "speculazioni ai danni del consumatore". Non c'è peggior sordo...

Studente ha detto...

di chi non vuol sentire!

Ed è solo una questione di paura. E' difficile riconoscere l'evidente quando intacca i tuoi interessi, anche in modo indiretto. Ci vuole una grande onestà intellettuale ed è per questo che l'argomento del picco del petrolio è veramente interessante e multidisciplinare.

Ugo Bardi ha detto...

I picchi sono comunissimi in tutte le attività umane. Proprio oggi, ho postato un altro esempio, il picco dell'acqua in Arabia saudita a

http://www.theoildrum.com/node/3520

Anonimo ha detto...

Ma porca miseria, su questo pianeta sta piccando tutto, dalle risorse non rinnovabili a quelle rinnovabili!
Se solo si riuscisse a stabilizzare l'incremento della popolazione umana mondiale(e questo è sicuramente fantascienza per ora)e contemporaneamente a ridurre i consumi in generale(quasi fantascienza)nel più breve tempo possibile, quanti dolori si risparmierebbe l'umanità nel prossimo futuro!
Purtroppo, con le premesse attuali, penso che di dolori ne avrà fin troppi...

Paolo B.

Ugo Bardi ha detto...

Vai tranquillo, Paolo, che vedremo anche il picco della popolazione mondiale. Non credo che dovremo aspettare molti anni.

riccardo ha detto...

il picco della popolazione mondiale... a quando un articolo sull'argomento? in particolare mi piacerebbe avere qualche dato sull'andamento demografico di cina ed india, anche per capire che effetto hanno avuto tanti anni di drastiche politiche familiari cinesi

Anonimo ha detto...

Riccardo, intanto puoi vedere qui l'andamento demografico in Italia.

http://www.oilcrash.com/italia.htm

Povera ha detto...

Io faccio i conti della serva e vi riporto quello che mi è accaduto poco fa. Vado a comprare la mia scatoletta di tonno al naturale (confezione da 160 gr) che fino a ieri costava 0.89 €. Ebbene oggi costa 1.09 €, un aumento del 22%! E' incredibile! E poi sono andato su google ed ho trovato il vostro articolo!