domenica, gennaio 20, 2008

Gli uomini d'oro di ASPO


In una recente intervista a "Gente Veneta"Leonardo Maugeri, vicepresidente di ENI, ha risposto alla domanda sui prezzi del petrolio, dichiarando:

«Le attuali punte di prezzo al barile sono dovute alla speculazione». I costi sarebbero di 60-65 dollari al barile (e non circa 90, come oggi), perché non converrebbe estrarre petrolio ad un costo superiore. Si è solo messo in moto un meccanismo che facendo prevedere aumenti della domanda ed esaurimento delle scorte provoca una forte domanda speculativa anticipata.

Ogni opinione è rispettabile e, va detto, Maugeri non è il solo che sta dando la colpa degli aumenti dei prezzi a chi ha messo in giro l'idea che il petrolio è scarso. Tuttavia, è forse un po' esagerata.

Facciamo un po' di conti. Quanti sono, in Italia, quelli che hanno parlato del picco del petrolio sui media di una certa diffusione? In TV, ne ha parlato Luca Mercalli. C'è poi Beppe Grillo che ne ha accennato in uno dei suoi post. A una certa distanza, viene il modesto sottoscritto, Ugo Bardi, che ha avuto a volte spazio nei giornali nazionali e qualche rara volta in TV. A parte qualche altra occasionale apparizione dei membri di ASPO-Italia e di altre persone impegnate in questo campo, è difficile pensare che quelli che determinano il prezzo del petrolio, ovvero i traders, siano molto esposti al concetto del picco, perlomeno in Italia. Per il pubblico in generale, il concetto è totalmente ignoto al momento.

Cosa succede a livello internazionale? Beh, c'è un discreto gruppo di picchisti abbastanza noti: Colin Campbell, Kjell Aleklett, Howard Kunstler, Matthew Simmons, Richard Heinberg, solo per fare qualche nome. Quanti sono quelli che appaiono sui media? Uno sparuto gruppetto: una decina, al massimo qualche decina. Anche qui, è molto difficile che i traders siano esposti al concetto del picco; lo stesso vale per il pubblico generale.

Allora, facciamo un po' di conti. Consideriamo il mercato del petrolio. Prendiamo in esame solo quello "spot" del petrolio veramente scambiato (lasciando perdere quello mercato finanziario, anche se è 5-6 voltepiù grande). Prendiamo i circa 26 miliardi di barili prodotti annualmente nel mondo. A 90 dollari al barile, fanno 2300 miliardi di dollari. Se fossero stati a 60 dollari al barile, erano "soltanto" 1500 miliardi. La differenza è 800 miliardi di dollari (mica male!)

Consideriamo ora il numero dei picchisti. Esageriamo pure e diciamo che in tutto il mondo ci sono 1000 persone (invece che soltanto un centinaio) che pubblicano e diffondono l'idea del picco. Secondo Maugeri e gli altri, è questo gruppetto che ha causato l'aumento dei prezzi del petrolio.

Cavolo! (per non dir di peggio) Secondo questo ragionamento, ognuno di quelli che parlano del picco è responsabile per circa 800 milioni di euro che entrano annualmente nelle casse delle compagnie petrolifere!!! Al prezzo attuale dell'oro, 30 dollari al grammo, (probabilmente abbiamo contribuito a fare aumentare anche quello), ognuno di noi vale 27 tonnellate di oro fino. Uomini d'oro; altroché!

Cavolo doppio (ancora per non dir di peggio). Non credevo di avere tutto questo potere! Mi viene voglia di scrivere sette letterine e chiedere il mio 5% sicuramente meritato. Cosa sono 40 milioni di euro all'anno per le potenti sette sorelle?

Purtroppo, però, ho l'impressione che Maugeri e gli altri ci abbiano un po' sopravvalutato. La mia opinione sugli aumenti dei prezzi del petrolio è differente e non implica il complotto planetario dei 1000 uomini d'oro di ASPO. Se volete leggerla, la trovate qui.


[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

5 commenti:

Debora ha detto...

Valgono anche le "donne d'oro"?
Magari Maugeri ha in mente anche la sottoscritta... invio subito ABI e CAB all'ENI onde ricevere i miei meritati 800 milioni.

Ora che ci penso... le azioni ENI non vanno granché ultimamente: sarà colpa nostra anche di questo? Mmmmm finirà che mi chiederanno i danni, altro che bonifico!
:D

Stefano ha detto...

Penso che se la gente CAPISSE cosa significa il picco del petrolio, si farebbe delle proprie idee su quello che succede nel mondo, in particolare sul comportamento dell'amministrazione Bush.

Il problema è che la gente non deve capire, perché se inizia a farsi idee proprie non è più controllabile.

Marco ha detto...

Mi ricollego a un post precedente... Ho trovato i dati sui finanziamenti alla campagna presidenziale USA

Gran sito:
http://www.opensecrets.org/

Ecco copme si sta muovendo la Oil & Gas industry:

http://www.opensecrets.org/pres08/select.asp?Ind=E01
http://www.opensecrets.org/industries/indus.asp?Ind=E01
http://www.opensecrets.org/orgs/summary.asp?ID=D000000129&Name=Exxon+Mobil

Inoltre cè tutto il dettaglio di tutte le altre lobby, da quella delle armi a quella delle finanziarie... non cè da stare molto allegri

Marco Bertoli

Frank Galvagno ha detto...

Maugeri, che non è un geologo, ci illustra la geomorfologia delle rocce impregnate di petrolio... è come se io mi mettessi a parlare di alta moda.

L'affermazione circa la nostra non-conoscenza di "quanto realmente ce ne sia", e basare la nostra civiltà e modelli di consumi nella speranza che con una "botta di fortuna" ce ne sia ancora "tanto", alla faccia dei modelli geologico statistici che si stanno dimostrando affidabili, è intellettualmente inaccettabile.

Anonimo ha detto...

ho letto un articolo sul picco del petrolio su "Internazionale" del 25-01-2008