lunedì, gennaio 14, 2008

La globalizzazione in Italia e il sottosviluppo del Mezzogiorno



Created by Armando Boccone




Ci avviciniamo sempre più al picco del petrolio. Secondo qualche studioso è stato già superato. Ci avviciniamo cioè al livello massimo di produzione del petrolio per poi assistere ad una sua continua, sebbene lenta, riduzione.
Negli ultimi decenni c’è stato un incessante processo di globalizzazione. Questo ha voluto tra l’altro dire che in Italia si consumano pere che si coltivano in Argentina, meloni che si coltivano in Costa Rica e si regalano fiori che, coltivati in Africa e in Asia, ci arrivano in aereo passando da Amsterdam.
Questo processo di globalizzazione è stato possibile anche per l’abbondante e a buon mercato disponibilità di petrolio e di altri combustibili fossili.
Ciò non sarà più possibile e sicuramente ci sarà un rientro da quel processo incessante di globalizzazione di cui si parlava ed avrà sempre più importanza il livello nazionale e locale della produzione, dello scambio e di tanti altri fenomeni. Non si arriverà certo di nuovo al nazionalismo ottocentesco perché la nuova realtà terrà sicuramente conto di ciò che di nuovo è avvenuto nel frattempo (un esempio per tutti: la diffusione del computer, delle telecomunicazioni e di internet). La nuova realtà sarà tutta da costruire.
Per fare fronte alla diminuzione della produzione dei combustibili fossili bisognerà sviluppare le energie rinnovabili. In Italia però, diversamente da ciò che avviene in altri Paesi europei, c’è un forte ritardo in questo campo. Paesi europei meno dotati dell’Italia per quanto riguarda la risorsa solare, sono invece più avanti sia nel campo dello sfruttamento di questa risorsa che nello sviluppo tecnologico ad esso collegato.
In Italia ci sono alcuni argomenti e alcuni fatti storici che sono tabù, come l’unità di Italia e il sottosviluppo del Mezzogiorno. La storia che ci sta davanti e la nuova realtà da costruire necessitano l’eliminazione di questi tabù. “La globalizzazione in Italia e il sottosviluppo del Mezzogiorno” si muove in questa direzione.



[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

8 commenti:

Francesco ha detto...

A proposito della "Questione Merioniale..."

http://it.youtube.com/watch?v=042e-Jms5Oc

Francesco ha detto...

Ho sbagliato a scrivere, scusate, ("Questione Meridionale")

Anonimo ha detto...

Galvagno: "[...] la nuova realtà terrà sicuramente conto di ciò che di nuovo è avvenuto nel frattempo (un esempio per tutti: la diffusione del computer, delle telecomunicazioni e di internet)."

Non ne sono molto convinto: quanta energia richiede tenere accesi gli innumerevoli server che "alimentano" internet?

Forse in futuro sarà attiva una versione ridotta, infinitesimale dell'attuale rete, ad uso dei soliti, pochi privilegiati (molto meno numerosi di quelli attuali, of course). Che la useranno a danno di tutti gli altri. Come da tradizione.

Frank Galvagno ha detto...

Caro anonimo,
la frase che hai commentato non è mia, ma dell'autore del post (Armando Boccone) :-)

Penso che tra tutte le applicazioni, la Rete sia quella mano energivora e più sostenibile con energie rinnovabili; la capacità di feedback dell'hi-tech nel perturbare i modelli (e quindi, rendendo le previsioni più difficili), però, è notevole.

Ma anche quello che scrivi tu è uno scenario possibile: se la depletion energetica fosse più traumatica del previsto e dovessero emergere oligarchie e dittature, l'informazione potrebbe risentirne pesantemente.

Anonimo ha detto...

Probabilmente la questione meridionale potrebbe risolversi se, realisticamente, il baricentro della produzione energetica del paese si spostasse nell'assolato sud.
Nel sito ASPO è già stato pubblicato un articolo, non ricordo di chi, relativo alla questione meridionale legata al futuro dell'energia e nel quale la conclusione era proprio quella della sua risoluzione grazie allo spostamento della produzione energetica per via FV nell'assolato meridione d'Italia.
Ciò ovviamente a causa del progressivo esaurimento dei combustibili fossili.
Staremo a vedere e comunque occorre tener conto anche dello sviluppo futuro dell'eolico.
Saluti.

Paolo B.

Weissbach ha detto...

Lo diceva scherzosamente Umberto Eco in "Stelle e stellette": il monopolio energetico mondiale diventava italiano grazie alle "Trombe d'oro della solarità" ;-)

Anonimo ha detto...

Un notevole lavoro quello di Armando B. anche per la capacità di sintesi.
Cataldo

Federico ha detto...

Grazie a Francesco per la segnalazione del video.
Certe informazioni una volta circolavano solo all'interno di una ristretta cerchia di persone, ora grazie alla rete le informazioni si diffondono con più facilità.
Grazie INTERNET.