sabato, gennaio 26, 2008

Eppure i ristoranti sono pieni....

Figura: comsumi energetici lordi italiani in Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. I dati sperimentali sono fittati con la derivata di una curva logistica. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico


Avete l'impressione anche voi che stiamo diventando più poveri? Sembra proprio di si; nonostante la risposta abusata che "i ristoranti sono sempre pieni". Questa povertà crescente si può quantificare in vari modi e io credo che uno dei più probanti sia quello del consumo di energia.

Ho pubblicato già più di una volta su questo blog dati sui consumi petroliferi italiani che, negli ultimi anni, sono in netta diminuzione. La domanda che mi arriva spesso di ritorno è come siano variati i contributi delle altre fonti energetiche. In effetti, il calo dei consumi petroliferi potrebbe essere dovuto più che altro alla sostituzione del petrolio con altre fonti; il gas per esempio. Questo sta in effetti accadendo sia per il riscaldamento domestico come per la fornitura di energia elettrica.

La domanda è importante. Se, in effetti, è solo una questione di sostituzione, siamo di fronte a un cambiamento tecnologico in atto, ma a parte questo non cambia gran che nella nostra società. Ma se tutti i consumi sono in calo, allora vuol dire che veramente stiamo diventando tutti più poveri, nonostante che i ristoranti siano pieni.

Allora, nella figura in alto potete vedere i consumi energetici lordi italiani espressi in milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. I dati sono fittati con una derivata della logistica. C'è un punto nel 2002 che è abbastanza fuori posto. Esaminando i dati, si vede che è dovuto principalmente a una caduta di più del 10% della produzione di energia rinnovabile (più che altro idroelettrica). Non so cosa sia successo nel 2002 che ha fatto abbassare la produzione ma, a parte questo punto, la tendenza della curva sembra chiara verso un appiattimento e una diminuzione. Il calo del 2006 non è dovuto alle rinnovabili, ma al calo del consumo dell'insieme dei combustibili fossili.

Se i dati per il 2007 confermeranno la tendenza alla diminuzione, allora siamo di fronte a un cambiamento molto netto, forse epocale, nella situazione economica del paese, dove la crisi dei combustibili fossili sembra cominciare a farsi sentire in modo molto netto. Dato questa diminuzione strutturale, non c'è da stupirsi se il sistema finanziario sembra diretto verso una recessione

Continueranno a essere pieni i ristoranti? Staremo a vedere


[I commentatori e i lettori che lo desiderano, possono inviare materiale che ritengono interessante per la discussione a franco.galvagno@alice.it. Esso potrà essere rielaborato oppure pubblicato tal quale (nel caso di post già pronti), sempre con il riferimento dell'autore/contributore]

22 commenti:

Anonimo ha detto...

I ristoranti non sono pieni, lavoro nell'ambito del turismo, e negli ultimi due anni vi è stata una forte contrazione sia delle presenze sia della spesa media per pasto nei ristoranti, che si riempiono nelle festività o nei fine settimana ma per il resto sono desolatamente vuoti, così come pizzerie e birrerie e locali di svago e intrattenimento ed anche negli alberghi la durata media dei soggiorni si è accorciata.
Forse il mio punto di vista sarà limitato, ma questo avviene nel Nord Est una delle zone più ricche d'Italia, quindi .....
Andrea De Cesco

Anonimo ha detto...

La richiesta di energia elettrica è però andata aumentando. Nel 2005 330 GWh, 338 GWh nel 2006 e 340 nel 2007 (con un inverno molto mite).
Perfettamente d'accordo con il declino del turismo, ma forse è più da ricondurre ad una maggiore preferenza da parte degli italiani a località più esotiche e più economiche e all'esosità degli operatori.

redarrow ha detto...

Sarà una sensazione ma io vedo meno traffico in giro ed anche parlando con le persone si vede che la voglia di fare un giro in macchina "per passare il tempo" sta passando alla svelta.... per fortuna :)

Ciao

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa i dati sopra sona da intendersi in migliaia di GWh, naturalmente

Anonimo ha detto...

Secondo me i ristoranti e le autostrade sono piene, come lo sono le cronache di italiani che stritolati dai debiti e dai mutui all'improvviso ammazzano figli e mogli e si suicidano
Chi glielo spiega alla famiglia che la festa è finita e che stiamo precipitando in povertà?
Uno fa finta di niente fino all'ultimo

Robin ha detto...

Questo post è troppo semplicistico, perché non tiene conto di un altro importante effetto, ossia che la distribuzione della ricchezza è progressivamente diventata sempre più ineguale, a causa di politiche classiste adottate da tutti i governi senza distinzione fra i due schieramenti. Di conseguenza, è perfettamente plausibile che la ricchezza media diminuisca, ma i ristoranti restino pieni perché c'è comunque chi si arricchisce mentre all'altro capo della distribuzione c'è chi si impoverisce molto rapidamente.

Ugo Bardi ha detto...

Robin, hai perfettamente ragione sulla disuguaglianza in crescita. Infatti, ci ho scritto un intero articolo che trovi a

http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=90&Itemid=38

Ovviamente, il titolo "eppure i ristoranti sono pieni" era inteso come una piccola provocazione; è quello che ti rispondono quando fai notare che non tutto va così bene come la verità ufficiale vuole. In effetti, i ristoranti e gli alberghi di lusso sono pieni. Quelli medi stanno scomparendo, così come tende a scomparire quella cosa che una volta si chiamava la "classe media". Sic transit....

Ugo Bardi ha detto...

Vedo che il link al mio articolo sulla disuguaglianza è tagliato, questo dovrebbe funzionare:

http://tinyurl.com/3dj6ax

Anonimo ha detto...

Caro Bardi,

alcune domande: la variazione nel 2006 mi sembra minima (-1%?), non potrebbe essere causata da fattori climatici che hanno determinato un risparmio di combustibili nel riscaldamento? Forse bisognerebbe valutare l'intensità energetica procapite corretta per le variazioni di temperatura per avere un dato significativo. Poi lei lega il calo dei consumi del 2002 ad un calo della produzione idroelettrica. Ma se non piove e non c'è acqua nei bacini noi l'elettricità la produciamo in altro modo (o con fossili o con l'importazione) quindi difficilmente abbiamo un calo dei consumi. Mi sembra più probabile che il calo dei consumi del 2002 sia effettivamente dovuto alla recessione allora in corso.

Anonimo ha detto...

I punti del grafico dovevano essere interpolati usando una curva a campana (alla Hubbert) e non una logistica. La logistica infatti tende all'infinito ad un valore costante, e questo teoricamente non corrisponde al limite finito delle risorse energetiche fossili che invece deve tendere a zero.

Ugo Bardi ha detto...

A proposito della variazione dell 1% nel 2006. In effetti la variazione è piccola. Però, se vai a vedere i dati riportati dal ministero si vede che questa NON è dovuta a un callo della produzione di energia rinnovabile, come invece è successo nel 2002. Credo che si possa dire che nel 2002 la variazione è stata dovuta a un fattore climatico, mentre nel 2006 a un fattore economico. Però, come dico nell'articolo, bisogna aspettare i dati del 2007 per confermare.

Ugo Bardi ha detto...

A proposito della logistica. I dati sono fittati non con una logistica ma con la derivata di una logistica, ovvero con una curva a campana. Colpa mia che non avevo spiegato questa cosa nel testo. Ora correggo. Grazie per avermelo fatto notare.

Anonimo ha detto...

io amministro alcuni condomini e posso dire che anche se i ristoranti sembrano pieni farsi pagare la rata condominiale sta diventanto sempre piu' difficile.
troppe persone di ceto medio sono sempre piu' in difficolta' perche' non si rendono conto del loro ridotto potere di acquisto e ricorrono al credito al consumo con conseguenze abominevoli. bisogna ridurre le spese e smetterla di indebitarsi altrimenti si fara' il botto.

Anonimo ha detto...

Il dettaglio dei dati è molto interessante (anche per avere un'idea delle dimensioni del problema). Abbiamo un minore consumo di circa 1600 mtep. Sono diminuiti di 600 mtep i consumi e perdite del settore energetico. Stabili gli impieghi industriali e agricoli, aumentano i trasporti (circa 600 mtep: stiamo usando di più macchine e camion, evidentemente), diminuiscono di 1700 mtep gli usi civili. L'aumento delle rinnovabili sembra dovuto più che altro ad un recupero da un brusco calo nel 2005 (-10% rispetto al 2004) ed è interessante notare che siamo agli stessi livelli del 2001 come produzione di energia da rinnovabile. Sarebbe interessante capire la definizione di fonte rinnovabile nel BEN (stile CIP6?).

Antonio Tozzi ha detto...

Giusto concentrare l'attenzione sui due anni, il 2002 e il 2007, che si sono visivamente discostati dalla "tendenza generale".
E' però interessante anche adottare il punto di vista opposto, cioè considerare i due punti suddetti come "outliers" e vedere l'andamento del resto della serie.
La serie risultante è molto più regolare e può essere fittata con una parabola.
Vi risparmio una dettagliata regressione statistica; tra l'altro i gradi di libertà residui, con otto punti, sarebbero solo cinque.
Però guardatevi questo grafico:
http://tinyurl.com/2hc32f
suggerisce che la tendeza di lungo periodo dei consumi è comunque verso una diminuizione. I consumi dovrebbero iniziare a calare tra il 2009 e il 2010.

raimondo ha detto...

Buongiorno
vorrei sollecitare il Prof. Bardi a scrivere un post sulla possibilità di sfruttare i pozzi di petrolio esauriti per produrre energia geotermica.
Un approfondimento che "pagerei" per leggere sarebbe un dettagliato raffronto fra energia geotermica e quella nucleare (senza ritornare sul tema delle riserve disponibili che è già stato trattato).
La butto lì ... per caso una centrale geotermica non ha una durata superiore di qualunque centrale nucleare sin quì realizzata? E i costi?

Anonimo ha detto...

Il Bardi ha individuato un punto che lega l'economia USA e quella italiana, il declino nel consumo di petrolio causa recessione ed outsorcing. Il percorso del declino è solo in parte dovuto ad una contrazione dei consumi individuali, a mio avviso, per adesso è derivante per lo più dal declino della produzione interna di una ampia serie di prodotti. SI inizia ad intravedere una riduzione dei consumi personali negli ultimi mesi 2007.
Cataldo

Anonimo ha detto...

Consiglio a chi cerca informazioni sull'energia geotermica (intendo i sistemi di prossima generazione, non quelli attuali) di leggersi questo report del MIT ("The Future of Geothermal Energy": si può scaricare da questa pagina http://web.mit.edu/newsoffice/2007/geothermal.html
)
Sistemi EGS sono in sperimentazione a Basilea (dove hanno peraltro provocato un leggero terremoto), in Germania e a Barcellona. Niente viene fatto in Italia, dove le competenze sarebbero altissime (anzi l'ENEL sta smantellando le squadre di perforazione).
Peraltro tra le NFER la geotermia è l'unica a poter sostituire pienamente le centrali a combustibili fossili e a poter offrire la cogenerazione.

Ugo Bardi ha detto...

Infatti. Il MIT sta facendo un lavoro molto interessante sul geotermico di nuova generazione. Ho sentito Tester, che è il leader del gruppo, parlare a Roma due settimane fa; il potenziale è impressionante. E' anche impressionante come l'Italia stia perdendo rapidamente la leadership nel settore, che una volta aveva. Sempre la solita storia. Come mai ci calpestano tutti a ogni occasione? Boh?

Anonimo ha detto...

Per Antonio Tozzi:

una piccola critica: per estrapolare tendenze di lungo periodo non sono un po' pochi i dati a disposizione? sono solo 8 anni (escludendo i due anomali).

Antonio Tozzi ha detto...

Caro anonimo, non saprei. Se ti sembra interessante puoi farti dare una risposta dalla statistica. Per esempio calcolandoti, sotto opportune (spero ragionevoli) ipotesi, degli intervalli di confidenza per la linea di tendenza.

Anonimo ha detto...

A proposito di disuguaglianze io rispondo sempre che sono pieni delle stesse persone.

Andrea