
Ci sono sulla terra, e ci sono sempre stati, trentasei uomini giusti la cui missione è di giustificare il mondo davanti a Dio. Sono i Lamed Wufnik. Non si conoscono fra di loro e sono molto poveri. Se un uomo si accorge di essere un Lamed Wufnik, muore immediatamente e qualcun altro, forse in qualche altra parte del mondo, prende il suo posto. I Lamed Wufnik sono, senza saperlo, i pilastri segreti del mondo. Senza di loro, Dio distruggerebbe l'intera umanità. Ignari, sono i nostri salvatori. Questa credenza mistica degli Ebrei si può trovare nelle opere di Max Brod. La sua remota origine si può forse trovare nel diciottesimo capitolo della Genesi, dove leggiamo questo verso: "E Dio disse, se troverò in Sodoma cinquanta uomini giusti entro la città, allora risparmierò il luogo per il loro bene." I Musulmani hanno un personaggio analogo nei Kutb.
Jorge Luis Borges "Il libro degli esseri immaginari" (1967)
Non so se esistano veramente i Lamed Wufniks o i Kutb ma, più passa il tempo, più mi accorgo che il mondo va avanti per la cocciutaggine di poche persone che riescono a fare le cose giuste mentre quasi tutti gli altri o stanno a guardare o a mettergli i bastoni fra le ruote.
Qui vi racconto qualcosa di uno di questi cocciuti benefattori dell'umanità: Angiolino Sabatini, sindaco di Montemignaio, il primo paese che è riuscito a installare delle torri eoliche in Toscana. Sabatini non sarà proprio un Lamed Wufnik (e spero di no perché se per caso legge queste note, secondo Borges deve morire immediatamente!), ma comunque ha dei grossi meriti per essere riuscito a installare tre torri per un totale di 1.5 MW nonostante tutte gli ostacoli, i bastoni fra le ruote, l'ostruzionismo, la guerra sorda o dichiarata, e altre cose.
Queste note non sono proprio un intervista di Angiolino Sabatini, ma un resoconto a memoria di una chiaccherata che ho fatto con lui sul treno che andava da Firenze a Milano qualche settimana fa.
La storia di Angiolino Sabatini (classe 1945) comincia alla centrale elettrica "Marzocco" di Livorno dove lavora come giovane diplomato in elettrotecnica. Già a quel tempo, negli anni '70, lui e altri dipendenti si accorgono dell'inquinamento che la centrale produce bruciando olio pesante. Lo zolfo emesso corrode le carrozzerie delle macchine dei dipendenti parcheggiate. Sabatini fa notare la cosa alla direzione e subito si prendono provvedimenti efficaci: una tettoia viene costruita sopra il parcheggio.
Più tardi, Sabatini si trasferirsce a Montemignaio, un piccolo comune sull'Appennino Toscano, continuando a lavorare per l'ENEL. Anche lì, il problema dell'inquinamento portato dalle centrali elettriche sulla costa si fa sentire. Uno studio dell'Università di Firenze indica che i venti prevalenti portano sull'Appennino i veleni generati dalle centrali sulla costa. Sabatini comincia a concepire l'idea di fare qualcosa per combattere l'inquinamento. La zona di Montemignaio è molto ventosa e si possono costruire impianti eolici.
Le prime misure anemometriche a Montemigniaio si fanno nel 1991. Ci vorranno più di 10 anni prima che le torri entrino finalmente in funzione. Sabatini ha diversi aneddoti da raccontare su questo argomento; alcuni dei quali non possono essere resi pubblici con nomi e cognomi. Sarà sufficiente raccontare che basta che un solo funzionario si rifiuti, per ragioni sue, di firmare un'autorizzazione per bloccare per anni la costruzione. E i funzionari, a differenza dei politici, sono inamovibili e non influenzabili dal voto popolare. Di conseguenza, la Toscana è rimasta praticamente a zero come energia eolica, nonostante che il piano energetico regionale del 1997 prevedesse di installare 300 MW di energia eolica. A dieci anni di distanza, le pale eoliche di Montemignaio (1.5 MW) rimangono solitarie, le uniche in funzione in Toscana.
Via via che mi occupo di energia e di risorse, mi accorgo sempre di più di quanto le barriere che ci tengono bloccati siano barriere che noi stessi ci siamo costruiti. E' sempre una storia di burocrazia, lentezza, ignoranza, passività, rassegnazione. Sembra che abbiamo perso la capacità di fare qualcosa per combattere il lento strangolamento che la scarsità di petrolio ci sta portando. Ci stiamo strangolando con le nostre stesse mani, eppure ci sarebbero modi per respirare a pieni polmoni l'energia che ci scorre intorno in tante forme. Se Angiolino Sabatini ha impiegato 10 anni per installare tre torri eoliche, a me c'è voluto un anno e mezzo per installare soltanto 2,6 kW di pannelli fotovoltaici. Non vi dico che fatica sta facendo Pietro Cambi per far circolare il suo cinquino elettrico, le difficoltà che sta trovando Massimo Ippolito con il suo nuovo sistema eolico d'alta quota e tanti altri casi. Forse ci sono tanti lamed wufnik (ma meglio non dirlo sennò.....)
Ecco una storia più dettagliata degli impianti eolici di Montemigniaio, scritta recentemente da Sabatini stesso
da EQUOLOGIA
Il parco eolico di Montemignaio - 07/08/2007
di Angiolino Sabatini
Esperto di energie rinnovabili
Ex Sindaco di Montemignaio
Il comune di Montemignaio, il più piccolo della provincia di Arezzo, sorge sulle boscose pendici del Pratomagno ad un'altitudine che varia dai 739 metri s.l.m. ai 1470 del Secchieta ed è sovrastato dal Castel Leone o Castiglione eretto, nel XII secolo, per volere dei conti Guidi.
Il progetto del parco eolico di Montemignaio parte nel 1991 con l’installazione degli anemometri per misurare il vento e sono occorsi 10 anni per vedere realizzati i primi 3 aerogeneratori.
Il progetto parte ancor prima del 1991 con lo studio dei dati dell’Università e del Comune di Firenze sull’inquinamento atmosferico, con particolare riferimento alle piogge acide. Infatti dagli anni ’70 in poi abbiamo registrato forti quantità di piogge acide che hanno causato gravi danni ai boschi e alle abetine del territorio di Montemignaio e Vallombrosa. Dai dati dell’università di Firenze si evince che le centraline poste a Vallombrosa discordavano da quelle posizionate nel comune di Firenze e non seguivano un andamento omogeneo ma presentavano andamenti del tutto diversi. Quelle di Firenze erano funzionali ai venti o alle piogge quelle di Vallombrosa solo alle fermate e alla produzione della centrale termoelettrica Marzocco di Livorno. Questa centrale consuma, a pieno carico, circa 67 tonnellate l’ora di nafta pesante ed, entrata in funzione nel 1964 circa, è stata dotata di elettrofiltri soltanto nel 2003, con la evidente conseguenza che tutto ciò che veniva bruciato andava per aria per poi tornare a terra anche sotto forma di piogge acide, colpendo soprattutto il territorio di Vallombrosa e Montemignaio che sono posti sulla montagna più alta che incontrano i predominanti venti marini!
Per anni ho denunciato il fenomeno fino a che non si sono mossi la Provincia ed il Comune di Livorno, che hanno imposto all’ENEL di montare gli elettrofiltri. A seguito di questo episodio mi sono avvicinato alla produzione di energie rinnovabili, la Edison ha presentato, dopo un lungo monitoraggio anemometrico, un progetto per un parco di 5 aerogeneratori. Dei 5 aerogeneratori ne sono stati costruiti solo tre perché l’ENEL non accetta sulla propria linea potenze superiori ai 2 megawatt rendendosi disponibile ad accettare l’energia prodotta dalle ulteriori due macchine soltanto nel caso in cui fosse costruita una linea dedicata agli aerogeneratori, ma questo comporta spese così elevate da non rendere economicamente possibile l’intervento. L’area in oggetto è situata in corrispondenza del crinale di Monte Secchieta, precisamente nei pressi di Poggio della Risala, all’interno del territorio comunale di Montemignaio (AR). L’altitudine varia dai 1400 m slm ai 1470 m slm; l’ambiente nella zona del sito è caratterizzato da pascolo cespugliato.
L’impianto è stato realizzato a seguito di un Accordo di Programma tra la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo ed il Comune di Montemignaio, che ha permesso l’individuazione all’interno della zona agricola, di un’area idonea all’installazione di n. 3 aerogeneratori tripala ENERCON E40 da 0,6 MW ciascuno, per una potenza media di resa totale pari a 1,8 MW ed una produzione annua di 4.392 MW. L’energia elettrica prodotta in Bassa Tensione (BT) dal generatore di ciascuna macchina viene trasferita al quadro di controllo interno della torre e quindi ad una cabina prefabbricata ubicata ai margini del plinto (cabina di macchina) dove sono alloggiati quadri elettrici ed il trasformatore per la elevazione della tensione da BT (380-690 V) a Media Tensione (15.000 V). Un sistema di linee in cavo di tipo interrato collega fra loro le cabine in MT. Dalla centrale, tramite cavidotto interrato, l’energia prodotta viene trasmessa fino al punto di consegna in MT (15KV). L’impianto eolico di Secchieta, sfruttando una risorsa naturale e rinnovabile, produce energia elettrica "pulita" e permette quindi la riduzione di emissioni nocive.
Dalle lungaggini burocratiche per la realizzazione del nostro parco eolico mi sento di poter dire che ancora oggi, in Toscana, esistono molte difficoltà per montare impianti che utilizzino fonti rinnovabili. Il piano energetico regionale, attualmente in vigore, prevede la costruzione di 300 MW eolici, ma di fatto questi progetti non sono fattibili visto che le attuali linee guida sono talmente restrittive da non permetterne la realizzazione.


















