sabato, gennaio 17, 2009

Fossilizzarsi ... o rinnovarsi



Nella lingua parlata, e anche scavando nelle culture di varie popolazioni, il termine "fossilizzarsi" viene riferito a chi dimostra un atteggiamento retrogrado, oppure si fissa su aspetti marginali, oppure ancora insiste a perseguire una stessa via nell'approcciare un problema. Normalmente, il significato associato è negativo e si vuole evidenziare che il modo di vedere/agire è inadeguato al contesto e soprattutto all'obiettivo che si vuole raggiungere.

Viceversa, il concetto di "rinnovarsi" esprime un'elevata positività, tanto da essere utilizzato in svariati ambiti, dalla politica, alla religione (più di una) , alla psicologia dell'autostima. L'idea è quella di "rigenerare" e "ritrovare". Ricostruire un gruppo politico dalla base, rinnovare la propria visione di se stessi e degli altri (perdonando errori, aggressioni, prolissità, sfiducie ...), e tante altre cose simili.

Ora, l'enorme differenza tra i due concetti è praticamente identica a quella che esiste tra fonti energetiche fossili e fonti rinnovabili; non solo, ma anche tra la produzione da "minerale estratto di prima mano" e quella da "materia prima secondaria". Purtroppo, l'inerzia dei sistemi economici unita a una cattiva persuasione mediatica e a una certa pigrizia nella ricerca delle informazioni (congenita nell' homo catodicus) rendono estremamente lungo e tortuoso il cammino di liberazione da questa "cattività fossile".

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ahime purtroppo quanto vere sono le tue parole.......speriamo di rinnovarci molto velocemente....

Anonimo ha detto...

Bellissimo paragone!

Cmq a volte mi è successo di parlare con amici della questione dei limiti allo sviluppo/picco di una risorsa.

E' incredibile come sia semplice il concetto di finire qualcosa, ma come sia praticamente impossibile fare capire tale concetto per cose più grandi (petrolio/economia, ecc..)

Anonimo ha detto...

... e mai parola fu azzeccata meglio;"homo catodicus" !!!!

francesco ha detto...

...Si tratta soprattutto di una questione di valori : oggi sarebbe considerato quanto meno sconveniente dire apertamente che la maggior parte dei soldi spesi in sanità pubblica e molto welfare sottraggono risorse alle generazioni più giovani e al loro futuro come alla tutela della biosfera

francesco ha detto...

Scusate,link interessante :

http://healthafteroil.wordpress.com/

Si parete da un punto di vista nord americano, quindi da contestualizzare alle realtà europee, ma non di meno è il primo tentantivo on line a me noto che tenta di descrivere il futuro prossimo venturo della sanità non tralasciando concetti "antipatici" come l'impronta ecologica della medicina moderna

Stefano Marocco ha detto...

"Homo catodicus" esprime perfettamente l'involuzione che sta accadendo al genere homo, soprattutto italicus. Mica è detto che ci si debba evolvere sempre in meglio!
Ciao

Anonimo ha detto...

Purtroppo il problema in Italia è che abbiamo un sacco di politici fossili (Andreotti 90 anni, Napolitano 84 anni ecc.), il nostro parlamento non è rinnovabile insomma.

Frank Galvagno ha detto...

E' vero, un concetto semplicissimo non riesce assolutamente a passare in sistemi su scala globale.
Il fatto è che la gente mediamente pensa "va tutto bene, altrimenti le autorità ci avrebbero già detto tutto", oppure "qualcuno ci starà già pensando".
Nella realtà, le cose non sono esattamente così. Le 2 guerre mondiali, come ci ha spiegato Ugo in un suo post, sono figlie del peak coal. Quando una risorsa diventa scarsa, la parte irrazionale di noi pensa solo ad accaparrarla. Quando la competizione con i propri simili si fa "spessa" si arriva alle guerre, di cui aspetti religiosi, odi razziali e tutta la psicologia che ci ruota intorno è puramente un "arricchimento", o al più un'esacerbazione di un meccanismo avviato da un pezzo e dall'epilogo già scritto nella dinamica dei sistemi.

Sono d'accordo con l'ultimo anonimo. I nostri politici "anziani" e privilegiati sono esattamente il contrario di quello di cui abbiamo tutti bisogno.

Per il medico Francesco: il problema che citi è reale. Di fatto non è che possiamo eliminare la specialità di geriatria :-) , ma sicuramente bilanciare le risorse tra chi ci racconta un passato, e chi vorrebbe vedere un futuro vivibile è una delle vie.

Anonimo ha detto...

Frank, potresti mettere il link del post che citi di Ugo? Grazie

Frank Galvagno ha detto...

Per l'ultimo anonimo:

"Un picco al giorno: la storia d'Europa in tre curve di Hubbert"

by Ugo Bardi

http://aspoitalia.blogspot.com/2008/08/un-picco-al-giorno-la-storia-deuropa-in.html