martedì, gennaio 27, 2009

I veri mali di questo secolo


Quanto ero piccolino, ho frequentato il catechismo, come credo la maggior parte di chi legge; quasi certamente, se fossi nato in qualche altra realtà sociale (Groenlandia, o Africa centrale per esempio) avrei fatto un altro percorso.

Di quelle ore trascorse nelle aule del catechismo conservo un ricordo quasi fiabesco: l'anziana maestra che parlava di eventi e miti di millenni fa, i brani e le preghiere da imparare a memoria (che fatica !!), gli scherzi e le risate trattenute tra compagni, i "compiti" per casa ...

Senza entrare in lunghe digressioni (non ho competenze filosofiche e teologiche) vorrei condividere con chi legge i pochi concetti che per me sono diventati dei "pilastri": solo recentemente, per la verità, ma che affondano le loro radici in questa esperienza da bambino.


Il diavolo. In pressochè tutte le culture esiste una qualche "personificazione della malvagità", che normalmente ha legami con l'aldilà, o con cose come la cattiveria, la sopraffazione e la guerra, ed è raffigurato come un frankenstein di parti di animali innestate su un corpo più o meno umano. La parola in sè deriva dall'etimo greco "dia bolein" = "colui che divide"; dagli etimi sanscrito ed ebraico antico abbiamo "shatan" (satana) = "nemico, avversario".

Il peccato. E' un concetto molto presente nella cultura cattolica, e anche in quella islamica (seppur in forme diverse). L'etimo della parola è incerto, tuttavia nel latino troviamo "peccare" come "errare, sbagliare il bersaglio".

Proviamo ora ad astrarre da immagini e personificazioni varie, e ad utilizzare la potenza concettuale citata sopra per affrontare i veri problemi di questo secolo: clima ed energia.
La portata di essi è stata afferrata e divulgata da Al Gore, e ora, pare, anche dal neopresidente Barack Obama. Comprenderne l'importanza e l'impatto su basi puramente scientifiche (per avere predizioni il più possibile imparziali e corrette) è fondamentale.
Il cambiamento climatico dovrebbe manifestarsi in tutta la sua importanza più nella seconda metà del secolo (anche se non siamo immuni da probabili anticipazioni legate a feedback positivi); il problema dell'energia, già nella prima metà del secolo e con alta probabilità entro il 2020. In realtà, lo stiamo già sperimentando sottoforma di riduzione della produzione industriale e di instabilità dei meccanismi finanziari, come predetto dal Club di Roma. Queste problematiche sono interagenti e non possono essere "risolte" come un'equazioncina semplice; occorre piuttosto essere consapevoli della loro essenza su scala globale per attuare le virate "giuste", in modo da dare spazio a dinamiche nuove, basate sulla rinnovabilità.

Se siamo divisi sulle decisioni da prendere, mancheremo il bersaglio.

Oggi, capire quali sono le "scelte giuste" è oggetto di dibattiti tanto accesi quanto sterili. Lo strumento per eccellenza, la guida deve essere la Scienza. Quella vera e disinteressata.

D'altronde, per curare una persona malata, il medico serio di oggi deve appoggiarsi su solide basi scientifiche, non a esoterismi ...



PS Una della tante personificazioni del male, Cthulhu, è stata presentata e descritta in azione da Ugo Bardi in questi post:

3 commenti:

Francesco ha detto...

...A proposito di mali di questo secolo, potremmo racchiuderli tutti nel gruppo "egoismo per chi verrà " , o della serie, meglio un uovo oggi che una gallina domani : ci stiamo mangiando tutte le uova, e così domani non avremo nessuna gallina...
Se preferite, sotto una veste diversa, i mali più grandi di questo secolo non sono stati certo le guerre o il nazismo o il comunismo, ma per esempio pretendere che la nonnina oggi venga curata con ogni mezzo, del tutto ignorando e probabilmente infischiandosene dell'impronta ecologica della così detta medicina "moderna", o altro grande male è oggi mettere al mondo più di 2 figli per coppia, e al contempo lasciare un disoccupato con un reddito inferiore a chi ha la pensione sociale, ed ancora più grave non fornigli i mezzi culturali e materiali per spingerlo a tornare a coltivare la terra con tecniche biodinamiche, od ancora fornire aiuti alimentari e farmaceutici all'Africa senza ottenere come contropartita un ferreo controllo delle nascite, od ancora mandare soldi in america latina per gli ammalati di tubercolosi dei ceppi con multiresistenze col risultato di allungarne la vita media dei soggeti colpiti di pochissimi anni ma rendendo innefficaci gli antibiotici di ultimissima generazione....é ora di contribuire a diffondere il pensiero di dover render conto a chi verrà, non solo a chi ha avuto più di quanto fosse sostenibile : la vita di molti, ed aggiungerei di molte specie, conta più di quella di uno solo, ecco cosa ci vuol dire madre natura.

Pippolillo ha detto...

Per una volta spero che la situazione di sudditanza verso gli USA porti a qualcosa di positivo.
Possiamo sperare che Obama crei una valanga positiva anche in Italia per quanto riguarda la riqualificazione energetica degli edifici, il risparmio energetico, le fonti alternative.
Se stiamo ad aspettare i nostri politici e scienziati negazionisti (l'altro giorno ce ne era uno a "cominciamo bene" su RAI 3 condotta da Fabrizio Frizzi) altrochè ridurre le emissioni di CO2!!!

Anonimo ha detto...

..in poche parole sé ragioniamo da diavoli finiamo da peccatori...

Ottimo spunto...!

Non si dice anche dividere per imperare ...con tutte le logiche che nascono da questo concetto...e che tutti abbiamo presenti nel nostro DNA ma per fortuna anche dell' altro....

Francesco, stai introducendo il concetto della divisione e classificazione dei mali.La vita di ognuno vale quanto la vita di tutti...e tutto interconnesso.
Dagli insegnamenti del catechismo mi è rimasto soprattutto questo
"Non fare all'altro quello che non vorresti...."
In altre parole quello che fai a uno lo fai a tutti ....la logica quantitativa poi zoppica - e lo conferma la fisica quantistica.

Maria