sabato, gennaio 10, 2009

Forecasting



"Fare previsioni è difficile, soprattutto sul futuro" (Niels Bohr, Nobel per la Fisica, 1922)
Cimentarsi in predizioni, specialmente su un futuro particolarmente "lontano" (ad esempio, di qui a una decina d'anni), è particolarmente difficile. Ad essere corretti, fare una tale previsione in modo deterministico è impossibile.
E' una sorta di "principio di indeterminazione" (che è postulato nella meccanica quantistica, su scala micro), declinato ai macrosistemi complessi: economici e sociali, per fare un esempio.
Se diciamo che un certo evento avverrà sicuramente, l'incertezza sul tempo sarà infinita; specularmente, se consideriamo invece un istante preciso, saremo completamente incerti su cosa accadrà [in fisica atomica, l'azione ha le dimensioni di un'energia per un tempo].

A questo punto, sono in tanti ad arrendersi e ad affermare: "non possiamo fare previsioni sensate, cosa stiamo lì a preoccuparci più di tanto, qualcosa accadrà comunque, e in ogni caso ci adatteremo".

Lì per lì, la cosa può sembrare non fare una grinza, almeno per la sua immediatezza nel conquistare le sensazioni intuitive, un po' come uno slogan. Ma non appena ci si ragiona un attimo sopra, si coglie immediatamente la debolezza dell'asserto e l'irresponsabilità di chi lo fa proprio.

Se passo con il rosso ad un incrocio ogni giorno, magari ad alta velocità per diminuire il tempo di permanenza nella zona a rischio, potrei farla franca per due, tre, dieci volte. Tuttavia, diventerà sempre più improbabile passarla sempre liscia. L'infausto evento diventerà praticamente certo (a meno di una epsilon) dopo qualche decina di giorni. Tuttavia, non si sa esattamente quando. Ha importanza?

Se fumo sistematicamente 2 pacchetti di sigarette al giorno, è statisticamente provato che riduco fortemente la mia aspettativa di vita. Non è la (n+1) sigaretta che cambia il quadro. Non so esattamente, tuttavia, quando morirò.

Cosa farò martedì 6 dicembre 2016, nella tarda mattinata (ammesso di essere ancora vivo) ? Esattamente, è impossibile rispondere. Tuttavia, sapendo quali sono le mie preferenze in campo lavorativo, e tenendo conto delle relazioni familiari/affettive un qualche scenario lo si può delineare, naturalmente allargando il periodo (ad esempio, al secondo semestre 2016 - primo semestre 2017).

Quale sarà la situazione climatica mondiale nel 2070? Impossibile dirlo punto per punto di Gaia, ma in base ai modelli oggi prevediamo che il rialzo delle temperature medie, legato alla CO2 atmosferica, avrà proseguito per la sua strada, magari un po' di più, magari un po' di meno. Sostenere che è inutile preoccuparsi perchè non possiamo attribuire Probabilità = 1 (del legame tra l'attività antropica da combustibili fossili e il GW) è estremamente irresponsabile e indice di scarsa cultura scientifica. Se poi viene fuori anche che "eh ma basta un vulcano, o un meteorite per impattare sul clima in modo ancora più incisivo, e rendere inutile qualunque nostro sforzo per ridurre le emissioni", beh, allora cascano le braccia (e non solo, per chi può).


PS1: nonostante l'impalpabilità del principio di indeterminazione (postulato nel 1927 da Heisemberg), in un secolo e mezzo siamo stati capaci di sviluppare teorie del legame chimico che combinate opportunamente con le osservazioni sperimentali ci permettono di sintetizzare pressochè qualunque composto (che abbia un minimo si stabilità). I farmaci (e non solo) riusciamo a "costruirli" anche senza sapere esattamente dove si trovano gli elettroni di legame, istante per istante. Per fortuna ...

PS2: "Forecasting" potrebbe diventare il titolo di una sorta di saga delle previsioni. In realtà, buona parte dei nostri post si occupano più o meno esplicitamente di forecasting: per citarne uno molto attuale, che ha richiesto all'autore Antonio Zecca un lavoro di notevole complessità, linko qui il recente "Previsioni sul Dow-Jones". Comunque, chi avesse un'ispirazione per proporre un forecasting (da discutere con interventi e commenti) su un aspetto specifico può inviarmi una mail per la trasformazione in post

10 commenti:

MM ha detto...

L'osservazione è interessante... Non ci si può abbandonare semplicemente al "succederà quel che succederà"... Se volessimo approfondire la questione da un punto anche solo pseudo-scientifico basta notare che la termodinamica statistica esiste e funziona, parte dai principi primi della materia, nel delineare quali siano le evoluzioni di un sistema nel suo complesso (la sua media statistica) senza preoccuparsi delle singole realtà microscopiche. La termodinamica statistica dimostra che "il caos non è esattamente caotico" se vogliamo dirla così, quindi anche le previsioni basate su dati statistici non sono completamente caotiche ma hanno una verità certa ma non esattamente localizzabile... Un lungo discorso per dire semplicemente che il picco delle risorse minerarie è stato largamente previsto ma snobbato bellamente dalla logica di "sviluppo"... Ora siamo qui: il picco del petrolio è una realtà, il riscaldamento globale è una realtà... Speriamo di evolverci statisticamente nell'utilizzo di energie rinnovabili, speriamo in un buon 21° secolo statisticamente buono... Un saluto.

Anonimo ha detto...

Francesco,33 anni medico libero professionista

.....L'occidente è ricchissimo di risorse e spese da reindirizzare (nella direzione giusta), se volesse....
Lo sapevate che l'ex URSS spendeva per gli armamenti qualcosa come il 40% del PIL ? Sarebbe come dire che la sola Italia, se avesse voluto, avrebbe ampiamente potuto soverchiarla militarmente, se avesse speso una frazione di pil simile...
Quanto ad oggi, basti che alla sanità è destinato 1/7 del PIL,
( e la sanità oggi spende una frazione infinitesimale delle sue risorse per ciò che è veramente necessario ed utile anche alle nuove generazioni, e cioè il controllo delle infezioni9..fate voi il confronto con quanto è destinato alla ricerca...
Alla fine è una pura questione di egoismo: i baby boomers hanno voluto tutto e subito, a scapito delle nuove generazion e della biosfera nel complesso.

MaRaNtZ ha detto...

Credo che la stessa incertezza, non valga solo per il futuro ma anche per il presente e il passato.

Ad esempio, che probabilità ci sono che un inceneritore che ha funzionato per10 anni oggi sia rilevante nelle casistiche di tumore misurate ? Potremmo impiegare altri 10 anni solo per evidenziare una correlazione di causa-effetto... ne vale la pena ?

Eppure, utilizzando la "speculazione" piuttosto che la "misurazione", senza nemmeno invocare il principio di precauzione, sappiamo che se esistono certe cause scatenanti, qualcosa prima o poi succederà, esattamente come ci si può ammalare di mesotelioma se respiro fibre di amianto, ma non è detto, devo avere sfortuna che queste fibre generino infiammazione, degenerino in tumore, etc.

Quello che intendo sottolieare è che è possibile, pur nell'incertezza, avvallare alcuni concetti "speculativi" che non necessariamente devono essere scartati solo perchè in assenza o in incapacità di effettuare delle "misure", specialmente quando certi meccanismi di azione sono noti o sono teoricamente plausibili.

Oggi vige uno strano concetto di scienza, che assolve con formula dubitativa qualsiasi porcheria, fino a che qualcuno non dimostra inoppugnabilmente il contrario, è come una giustizia ipergarantista fino all'ossessione.

Così tante cose recano danni alla salute, che niente più reca "realmente" danni alla salute, in attesa di misurazioni che non saranno mai conclusive.
Ecco allora costruire inceneritori, riversare rifiuti tossici, eludere il risparmio energetico e continuare ad emettere in atmosfera.

La previsione non è difficile, prima o poi pagheremo un conto salato... si, ma quando ?

Frank Galvagno ha detto...

Marantz, condivido.

C'è molta confusione e sul "principio di precauzione", più che un dialogo scientifico e costruttivo, si vedono solo ingrassare "tifoserie" e i corrispondenti "leader". Questo famigerato "principio", ammesso che esista, non è sempre positivo, nè sempre negativo. Le diatribe "favorevoli" vs "contrari" con annessi litigi semiprogrammati e scenate teatrali vanno bene alle "trasmissioni" serali per casalinghe depresse / adolescenti infelici / disoccupati per scelta.

Problema: fare le scale comporta un rischio. Dunque, per precauzione non le faccio, e non esco mai di casa? Ogni tanto qulcuno cade e si fa anche male ...

Oppure, posso farle sempre a una velocità pazzesca, fiducioso che si tratta di un evento raro.

Sarò all'antica, ma i Greci con quella storia del "giusto mezzo" non erano mica così stupidi ...

Anonimo ha detto...

A proposito di previsioni e modelli, segnalo al professor Bardi lo studio condotto dalla rivista n+1 :

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/24/modello_dinamico_01.htm

Vi e' una critica, tra l'altro, al lavoro svolto dal Club di Roma.

Anonimo ha detto...

Rimetto il link, non copiato correttamente in precedenza:

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/24/modello_dinamico_01.htm

Anonimo ha detto...

Non riesco a postare l'articolo.
Si provi dalla home page (n°24 della rivista):

http://www.quinterna.org/

Anonimo ha detto...

Il link funziona. E' solo che non si possono linkare direttamente i documenti nei post. Grazie per la segnalazione

MicheleR

Paolo ha detto...

@MicheleR

In realtà è possibile: per vederli bisogna però andare alla pagina che contiene il singolo topic:

http://aspoitalia.blogspot.com/2009/01/
forecasting.html

(o tagliare l'indirizzo a metà, come ho fatto adesso)

Pippolillo ha detto...

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